Castellammare del Golfo è tra i Comuni a vocazione turistica del PO FESR 2007/2013

Con il decreto assessorale n. 38/Gab. del 28 agosto 2010, dell’ ASSESSORATO AL TURISMO, ALLO SPORT E ALLO SPETTACOLO della Regione Sicilia è’ stato approvato il Piano Settoriale che costituisce lo strumento di programmazione per l’individuazione delle località a vocazione turistica (individuazione cio’è dei territori che hanno acquisito un riconosciuto “livello di turisticità”), e riferibile a tutte le linee di intervento del PO FESR 2007 – 2013 di competenza dell’Assessorato al Turismo.
In particolare il piano ha un’importanza fondamentale ai fini dell’utilizzo e della destinazione dei fondi dell’Asse 3 del PO FESR 2007/2013, “Valorizzazione delle identità culturali e delle risorse paesaggistico-ambientali per l’attrattività turistica e lo sviluppo” e dell’Obiettivo Specifico 3.3. relativo alle misure volte a: “Rafforzare la competitività del sistema turistico siciliano attraverso l’ampliamento, la riqualificazione e la diversificazione dell’offerta turistica ed il potenziamento di investimenti produttivi delle filiere turistiche“.

Le località inserite nel Piano sono:

Agrigento, Sciacca, Licata, Menfi, Lampedusa e Linosa, Siculiana, Porto Empedocle, Cattolica Eraclea, Aragona (provincia di Agrigento);

Caltanissetta, Gela, Mussomeli, Mazzarino, Butera (provincia di Caltanissetta);

Catania, Acireale, Caltagirone, Adrano, Paterno’, Bronte, Riposto, Nicolosi, Linguaglossa, Zafferana Etnea, Castiglione di Sicilia, Randazzo, Aci Castello (provincia di Catania);

Enna, Piazza Armerina, Aidone (provincia di Enna);

Milazzo, Patti, Sant’Agata di Militello, Capo d’Orlando, Taormina, Lipari, Giardini Naxos, Santa Teresa Riva, Gioiosa Marea, Brolo, Santo Stefano di Camastra, Santa Marina Salina, Leni, Malfa, Sant’Alessio Siculo, Letojanni, Forza D’Agro’, Piraino, Motta Camastra, Savoca, Alcara li Fusi, Roccalumera, Torrenova, Tripi (provincia di Messina).

Palermo, Bagheria, Monreale, Termini Imerese, Cefalu’, Terrasini, Castelbuono, Balestrate, Petralia Soprana, Ustica, Piana degli Albanesi, Collesano, Castellana Sicula, Campofelice di Roccella, Cinisi, Capaci (provincia di Palermo);

Ragusa, Ispica, Vittoria, Modica, Pozzallo. Santa Croce Camarina, Scicli (provincia di Ragusa);
Siracusa, Noto, Avola, Palazzo Acreide, Sortino, Augusta, Solarino, Canicattini Bagni (provincia di Siracusa);

Trapani, Marsala, Mazara del Vallo, Erice, Castellamare del Golfo, Campobello di Mazara,Calatafimi Segesta, Pantelleria, Favignana, San Vito Lo Capo, Custonaci, Salemi, Gibellina, Castelvetrano (provincia di Trapani).

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Un pesce di nome “Viola di mare”

“Viola di mare” è il nome siciliano della “Donzella di mare” detta anche in Sicilia “Minchia di re”, un pesce ermafrodita che nasce femmina deposita le uova e diventa maschio.

Il pesce presenta corpo allungato e testa conica. La bocca è piccola ed è provvista di denti particolarmente aguzzi che possono arrecare anche dolorose ferite. La pinna dorsale è unica ed estremamente lunga, mentre la caudale è larga ed a margine arrotondato.
Presente dimorfismo sessuale che si manifesta in una livrea molto differente dalla fase maschile a quella femminile. Il suo ermafroditismo è proteroginico, cioè nelle prime fasi della sua vita (fino a circa 14 cm. di lunghezza totale) presenta gameti femminili e colore marroncino o rossiccio sul dorso e bianco sul ventre. Su quest’ultimo nella fase intermedia, cioè quando sta per avvenire l’inversione sessuale, spesso appare una linea gialla. Negli organismi maschili, invece, i colori diventano più appariscenti. Il dorso si presenta verde-bruno nell’esemplare vivo o appena pescato, mentre dopo poco vira al blu.
Sui fianchi è presente una fascia arancione, sotto la quale il colore dominante è il verde smeraldo. Sono presenti una stria azzurra ed una macchia di colore nero dalla forma simile a quella di un triangolo rettangolo. All’angolo dell’opercolo è evidente una macchiolina di colore bluastro.
Gli individui giovanili, di dimensioni attorno ai 15-20 mm., presentano abitudini pelagiche e colore biancastro con due macchioline nere.

Ma “Minchia di Re” è anche il titolo di un romanzo di Giacomo Pilati da cui Donatella Maiorca ha liberamente tratto il suo film “Viola di mare”.

“Viola di mare” è una storia d’amore impossibile che ha dell’incredibile ma pare sia veramente accaduta a Favignana nella seconda metà dell’ottocento e volto in leggenda dalla vox popul, la tramai: una ragazza di 25 anni si finge improvvisamente uomo per sfuggire allo scandalo della sua omosessualità. Accetterà una metamorfosi esteriore e si travestirà da uomo senza mai rinunciare, nell’intimo, alla sua identità di donna. Complice la Chiesa che preferisce credere in una menzogna piuttosto che sconvolgere il quieto vivere della semplice gente del sud e l’amministrazione pubblica, che rilascia i nuovi documenti, la metamorfosi culmina con un bel matrimonio religioso.

Forse è successo davvero, forse è solo una storia nata fra il mare e le palme nane. Forse Angela è esistita e forse è esistito anche Angelo, e forse tutto il paese sapeva che erano la stessa persona. Ma si deve pur vivere e allora meglio dimenticare che c’è stata, in un tempo non troppo lontano, in una piccola isola siciliana, una donna che ha avuto il potere, l’amore la libertà ed il coraggio. Una donna che era anche uomo, o forse nessuna delle due cose e forse era soltanto come una Viola di mare.

All’indomani della presentazione al Festival internazionale del film di Roma, il film “Viola di mare” arriva a Palermo.

Oggi sabato 17 ottobre alle 18,30, da Feltrinelli in via Cavour 133, la regista Donatella Maiorca e l’interprete del film Valeria Solarino (altra interprete è Isabella Ragonese), incontreranno il pubblico. Saranno presenti Giacomo Pilati autore del romanzo da cui il film è liberamente tratto, Pina Mandolfo autrice del soggetto e sceneggiatrice e parte del cast.

Alle 20.30, al cinema Jolly poi Donatella Maiorca e il cast saluteranno il pubblico presente alla proiezione.

Trapani, il bicchiere è mezzo vuoto

Sulla vicenda della Autorità Portuale e quindi sul destino del Porto di Trapani, il presidente di Confindustria Trapani, Davide Durante, invita con durezza, la politica e le istituzioni a darsi da fare.
Gli imprenditori locali sono preoccupati perchè non si registrano risposte concrete per un problema che rimane ancora irrisolto: “Registriamo, in questi giorni, un crescendo di attenzione sulla nota questione dell’Autorità Portuale di Trapani, prossima alla liquidazione. Dal consiglio comunale della città, a Sua Eccellenza il vescovo Miccichè, al senatore D’Alì ed a tanti altri, parlamentari e politici … Ci piace immaginare, anche con un pizzico di ottimismo, che un tale schieramento di forze bipartisan non potrà non produrre il risultato auspicato di evitare la chiusura dell’Autorità Portuale di Trapani e di rilanciarne anzi la sua funzione ad Autorità Portuale di sistema dei porti della provincia di Trapani. Non voglio entrare qui nella diatriba se basta aggiungere Favignana e Castellammare del Golfo e poi per il resto si vedrà. La nostra posizione è nota. L’Autorità di sistema di tutti i porti della provincia per cui i diversi enti locali interessati si sono già, peraltro, espressi positivamente … Ci chiediamo cosa ha fatto la politica dall’agosto del 2007 quando lanciammo l’allarme e dall’ottobre del 2007 allorquando associazioni di categoria, sindacati, ordini professionali, tutti insieme, propponemmo l’Autorità di sistema. Ancora una volta lo scorso ottobre abbiamo dovuto rilanciare un nuovo, forse più accorato, allarme affinchè la questione ritornasse al centro dell’attenzione del territorio e delle sue variegate espressioni politiche, istituzionali, sociali ed economiche …Nessun alibi. Se l’Autorità Portuale muore e con essa ogni ipotesi di rilancio e di crescita della nostra portualità, saremo tutti responsabili”. 

Giovedì scorso un magistrato, il Pm Massimo Palmeri, mette sotto sequestro la discarica di Borranea a seguito di una ispezione condotta dalla Guardia di Finanza e scaturita da esposti che lamentavano emissione di polveri e gas e mette nei guai nove Comuni (Trapani, Paceco, Valderice, Erice, Buseto, San Vito, Pantelleria, Egadi, Custonaci) I quali lì conferiscono la spazzatura e che allo stato non hanno dove portare i rifiuti solidi urbani.
Nel frattempo i lavori chiesti dalla Procura sono stati completati, e presto potrà riprendere il conferimento, non più però alle nove amministrazioni ma solo ad otto perchè intanto a seguito di un diverbio scoppiato sabato in Prefettura il sindaco di Trapani Girolamo Fazio ha revocato l’autorizzazione a conferire rifiuti, nella discarica di Borranea, al Comune di Paceco.
Il sindaco Fazio infatti ha diffidato il comune di Paceco dal continuare a conferire i propri rifiuti nella discarica di Borranea, impianto, che è stato realizzato con fondi del comune di Trapani, come ricordato in una nota diramata oggi dal sindaco di Trapani.
Durante quella riunione in Prefettura un incauto assessore all’Ecologia e ambiente del Comune di Paceco aveva chiamato in causa le responsabilità della Trapani Servizi, la società che gestisce l’impianto di Borranea.
Da qui la decisione di Fazio, che ha ricordato come il comune di Paceco non sia né proprietario né socio dell’impianto, né vi siano obblighi per il Comune di Trapani di ricevere i rifiuti della cittò di Paceco.
La pensa diversamente il sindaco di Paceco Biagio Martorana, che ha chiesto aiuto al prefetto Stefano Trotta e annunciato l’intenzione di continuare a portare i rifiuti a Borranea.

Il piano sanitario regionale ridimensiona i posti letto ed i presidi sanitari.
Il Piano di Riordino proposto nei giorni scorsi del direttore dell’ Ausl 9 di Trapani Gaetano D’Antoni e dell’assessore regionale alla Sanità Massimo Russo per il presidente della Provincia Trapani Mimmo Turano il piano di riordino è “meno di una proposta, solamente carta straccia”.
Il Piano non convince Livio Marrocco che vi intravede l’obbiettivo di smembrare definitivamente la struttura ospedaliera di Trapani: ” E’ necessaria una strategia complessiva che permetta di ridare dignità agli ospedali della provincia e, allo stesso tempo che miri a valorizzare tutte le strutture ospedaliere senza penalizzarne nessuna“.

Fin qui le emergenze, per le ipotesi e i programmi di sviluppo c’è tempo.

Ortisi contro Sgarbi, Sgarbi contro Ortisi (2)

Sembra che TrapaniOK , con Vittorio Sgarbi sindaco di Salemi e Peppe Ortisi consigliere provinciale di Rifondazione Comunista , si sia assunto il compito che di recente è stato di Dagospia nell’alimentare e dare spazio alla querelle Travaglio – Facci.

In quel caso la querelle è finita in querela, in questo caso ancora no, ma è pur vero che siamo solo agli inizi.

Dopo avere richiamato le precedenti dichiarazioni di entrambi, ecco la replica di Peppe Ortisi che,  con una dichiarazione da “politico politicante” , tenta di accendere ulteriori contraddizioni nello schieramento di centro-destra che attualmente governa la Provincia:

Vittorio Sgarbi è un simpaticone, anche se il trucco di storpiare i nomi, già utilizzato da Emilio Fede, non è degno della sua indubbia intelligenza. Lui sicuramente non mi conosce, ma io me lo ricordo bene quando nel 1998 venne a Favignana per un comizio a sostegno della candidatura di D’Alì a sindaco. Fu una esperienza unica ed esaltante. Sgarbi parlò di milioni di morti vittime del comunismo, di cui io ero evidentemente corresponsabile, ma i favignanesi non gli credettero tanto da eleggermi sindaco prevalendo sul senatore. Naturalmente non posso colpevolizzare Sgarbi per la sua debole memoria, e nemmeno perché dimentica di essere stato “importatoa Salemi da uno dei capi Udc e di avere partecipato alla spartizione dei posti della Giunta provinciale: l’assessore Maglie è tale infatti non per meriti speciali ma solo perché indicata dal duo Sgarbi-Giammarinaro e resiste nonostante gli attacchi ripetuti del suo stesso schieramento. Sgarbi non faccia quindi il modesto, qualità che d’altronde gli è assolutamente estranea: lui non è uno capitato per caso, ma un titolato e potente membro della classe politica di centrodestra che governa la nostra provincia e gran parte degli altri enti locali, con legami saldi che, peraltro, lui rivendica pienamente. La smetta quindi di atteggiarsi a “battitore libero” e sfoderi gli artigli, che ha sempre ben affiliati, per difendere il suo ruolo politico e di potere seriamente minacciato da quelli che dovrebbero essere i suoi alleati ma sembrano pronti a scaricarlo definitivamente.

Personalmente la cosa che più mi impressiona nelle dichiarazioni dei politici trapanesi è l’assenza, il più delle volte, di ogni e qualsiasi richiamo ai drammatici problemi della Provincia di Trapani e della sua gente, e l’apparire tali problemi, quando richiamati, solo dei pretesti per discorsi vuoti,  privi di ogni e qualsiasi possibilità di sviluppo in favore dei cittadini, delle associazioni e delle imprese della provincia di Trapani.

Comunque di seguito la controreplica di Vittorio Sgarbi:

Al temibile Ortizi – antagonista del senatore D’Alì – che ha liberato Favignana dal temuto dominio del centrodestra dico che io non sono di centrodestra, non sono democristiano e non faccio “duo” con nessuno. La storia è questa: il senatore Calogero Mannino, vittima dell’antimafia – ma per i malevoli mafioso – mi ha chiesto di suggerire, per il bene del presidente della Provincia Turano, un assessore di impegno culturale e di immagine. Ho pensato e proposto dapprima la studiosa e giornalista di “La Repubblica” Daria Galateria, che ha rifiutato; quindi ho indicato, informandola – ma non informando GiammarinaroMaria Giovanna Maglie, di cui apprezzavo il carattere forte. Giammarinaro non ha condiviso. Nessuno mi sembra intenzionato a scaricarmi, e io avanzo senza limitazioni trovando sostegno alle proposte che tutti conoscono e di cui tutto il mondo parla, restituendo l’onore a Salemi che questo Ortizi vuole ricacciare sotto il dominio della mafia per dare senso alla sua vita politica sprecata.

Alla prossima.

Settembre a Favignana per il Popolo della Libertà

Se a settembre vi troverete a Favignana con molta probabilità vi capiterà di imbattervi in un deputato o senatore del partito del Cavaliere.

Nell’isola delle Egadi di fronte al mare di Trapani, infatti, dal 12 al 14 settembre, quasi cento deputati del Pdl si incontreranno per rendere concreta la protesta, “contro le continue decisioni dall’alto e la fusione a freddo Fi-An“.

Anima del “Pdl forum” è Nicola Cristaldi (An-Pdl), ex presidente dell’Assemblea regionale siciliana il quale lamenta assenza di discussione, e di democrazia: “Riceviamo ordini via sms, siamo stanchi, con questa legge elettorale c’è stata una colonizzazione del territorio“.

All’appello del deputato mazarese hanno risposto tra gli altri, Landolfi, Menia, Viespoli, Granata, Malgieri, Leo, Souad Sbai, Saltamartini e Poli Bortone di An. E forzisti tra cui Versace, Scapagnini, D’Alì.

Il titolo del “Pdl forum” è “Dove andiamo, con chi e perché ?“.

Gli interrogativi sono contenuti in un questionario, compilato già da tanti deputati del Pdl i quali alla domanda: “Sei contento di come si sta formando il nuovo partito ?“, hanno detto di no in maniera quasi plebiscitaria.

In realtà uno degli obiettivi primari del costituendo gruppo è quello di riuscire ad aggregare una consistente forza in grado, in occasione della discussione della nuova legge elettorale, di riuscire ad opporsi alla riproposizione del meccanismo della nomina da parte dei vertici ,(ipotesi particolarmente cara a Berlusconi), e di permettere l’introduzione della preferenza o, in subordine, la reintroduzione del colleggio uninominale.
Non per niente nessun invito è partito per i vertici di Fi e An.