Operazione Crimiso: Il Comune di Castellammare del Golfo tra le parti civili

Udienza preliminare Processo Crimiso” :
Accettata dal Giudice Camerini la richiesta di Costituzione di Parte Civile dell’Associazione Antiracket e Antiusura Alcamese.

Si è svolta oggi, 09 maggio 2013 presso l’aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo, alle ore 10,00 davanti al giudice Giangaspare Camerini, l’Udienza Preliminare che cerca di far luce sulla nuova mafia di Alcamo e Castellammare del Golfo, a carico di Bonura Antonino, Bosco Antonino, Bosco Vincenzo, Bussa Sebastiano, Campo Vincenzo, Leo Rosario Tommaso, Mercadante Salvatore, Pidone Nicolò, Rugeri Diego detto “Diego u’ nicu”, Sanfilippo Giuseppe e Sottile Michele, arrestati circa un anno fa durante l’operazione antimafia denominata “Crimiso.”
Gli indagati devono rispondere, a vario titolo, di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione aggravata, incendio, violazione di domicilio aggravata e violazione delle prescrizione derivanti dalla Sorveglianza Speciale di P.S..
I sopra citati sono accusati di fare parte di Cosa Nostra e di gestire gli affari del mandamento di Alcamo, storicamente composto dalle famiglie di Alcamo, Castellammare del Golfo e Calatafimi e accusati di acquisire in modo diretto e indiretto la gestione e il controllo di attività economiche, di autorizzazioni, appalti e servizio pubblici.

La Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, guidata dal Procuratore Aggiunto Teresa Principato e dai Sostituti Carlo Marzella, Paolo Guido e Pierangelo Padova aveva chiuso l’inchiesta che si è conclusa con i rinvii a giudizio per le persone ritenute appartenenti alle cosche del mandamento di Alcamo, ha fatto luce su una spaccatura apertasi all’interno della famiglia mafiosa di Castellammare del Golfo dopo gli arresti dei vertici, alcuni anni fa, nelle operazioni Tempesta I e II. Secondo gli inquirenti, tale spaccatura poteva portare ad una vera e propria faida interna alle cosche di Alcamo e Castellammare.

E’ stata accettata la richiesta di costituzione di Parte Civile inoltre per il Comune di Castellammare del Golfo, Confindustria Trapani, Associazione Antiracket Castellammare del Golfo, Castello Libero, FAI, Centro Studi ed iniziative Pio La Torre, Addiopizzo, Associazione Antiracket di Marsala, il Sig. Buscemi ed il Sig. Impastato.

Dallo status della pagina Facebook dell’Associazione Antiracket ed Antiusura di Alcamo

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Trapani: la Colombaia è nel cuore degli italiani

Un segnale molto forte quello che viene dalla quarta edizione dei “Luoghi del cuore“, iniziativa del Fai tesa ad “eliminare le brutture d’Italia, valorizzare il territorio”. 

Quest’anno bisognava segnalare “che cosa disturba un luogo che ami e se ci riusciamo distruggeremo questa cosa che la disturba”. 

In 110.000 hanno segnalato da tutta Italia, ed hanno individuato come nemico più grande la “burocrazia” e “La Colombaia“, fortezza poi carcere, oggi edificio in abbandono e simbolo di Trapani come luogo da salvare .

Oltre 7.000 cittadini l’hanno segnalata al Fai in una sotterranea azione di lobbing, per potere continuare a portare all’attenzione nazionale, grazie al Fai, l’istanza di recupero di un monumento che all’estrema periferia (non solo in senso geografico) della penisola continua a suscitare nella, per altri versi,  potente classe dirigente locale solo tiepidi entusiasmi.

Da quando la Sovrintendenza mise in sicurezza il torrione centrale sono passati molti anni e da allora la burocrazia ha fatto solo piccolissimi passi avanti in funzione di un suo recupero.

Il comune da anni ha chiesto di poterla acquisire per ristrutturarla ma la burocrazia di fatto lo ha impedito e la Colombaia nel frattempo si deteriora e crolla.

Sarà sufficiente questa indicazione ?

Probabilmente no.

Perchè per intanto la Colombaia resta ancora un bene di proprietà demaniale, anche se le ultime notizie dicono che la sua proprietà passerà alla Regione e che la struttura, si appresterebbe ad acquistare lo status di bene storico-artistico della Sicilia.