Sondaggio de “La Repubblica” per le europee

“La Repubblica” rende noto oggi un nuovo sondaggio Demos-Coop dopo quello di cui a questo post.
Le rilevazioni sono state fatte tra il 18 e il 23 marzo da Demetra su un campione di 1277 persone.

Cosa si rileva ?

Una ulteriore espansione del consenso verso l’area di governo, rispetto alle ultime elezioni politiche, tanto più degna di nota ove si consideri che alla data di svolgimento del sondaggio, non aveva avuto luogo il congresso fondativo del Pdl, in corso in questi giorni a Roma, e che non potrà mancare di avere ulteriori effetti espansivi in favore della sua componente più consistente, cio’è il Pdl.

Uno stop alla perdita di consensi, quale si registrava nel precedente sondaggio, e un accenno di ripresa, (dovuti forse alla nuova segreteria), relativamente alla più consistente forza di opposizione, il Pd.

La conferma di una certa crescita dell’Idv di Di Pietro, dell’Udc e della Lega Nord.

Una forte difficoltà dei sondaggi a registrare la reale forza in termini elettorali, e non solo ipotetici, dell’area a sinistra del Pd da un lato e dei generici “Altri”.

Per ciò che vale ritengo che entrambi questi ultimi due dati siano destinati ad essere ridimensionati, e di parecchio, nella competizione reale con sbarramento al 4%.

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L’Italia un paese sempre più nelle mani degli oligarchi

Negli USA il 4 novembre si vota per eleggere il presidente, anzi si sta già votando, e si stima che il 3 novembre avrà già votato un terzo degli elettori poichè il voto anticipato è consentito in trentuno stati.

Contrariamente a ciò che si pensa dalle nostre parti Barack Obama e John Mccain non sono gli unici candidati, ma ai due sono da aggiungere una decina di altri candidati le cui uniche possibilità sono quelle di giocare un qualche ruolo, in negativo, in qualcuno degli stati in bilico, a danno di questo o quello dei due maggiori candidati.

L’esistenza di due forti aggregazioni,(democratici e repubblicani), in grado di schiacciare qualsiasi aspirazione dei cosidetti “indipendenti” tuttavia non ha mai messo in discussione come diritto costituzionale la scelta dell’uomo prima che del partito.     

In Italia invece.

L’iter parlamentare della nuova legge elettorale per le europee va avanti, trattata sui media quasi come una questione secondaria, senza che se ne parli abbastanza e che se ne metta in discussione l’alterazione della natura stessa della nostra democrazia..

Siamo sempre più europei, dipendenti dalle istituzioni europee a cui più o meno consapevolmente abbiamo ceduto nel tempo una parte sempre maggiore della sovranità nazionale, e ciò che si sta esaminando sarà lo strumento principe per mezzo del quale il popolo italiano dovrà decidere gli uomini e donne che intende delegare in sua vece al Parlamemto Europeo.

Se ne parla poco e non si dice abbastanza che tolgono la possibilità di esprimere la preferenza per “tizio” piuttosto che per “caio”, così come è stato già fatto per il Parlamento nazionale, aumentando il potere di cui già gode l’oligarchia ed allontanando sempre di più gli elettori dagli eletti (o per meglio dire, dai nominati).