Vito Nicastri again !

Mafia: maxi confisca da 1,3 mld euro

E’ l’operazione piu’ cospicua in Italia, colpisce ‘area grigia’

(ANSA) – PALERMO, 3 APR – Ammontano ad oltre un miliardo e trecento milioni di euro i beni che la Dia sta confiscando in Sicilia nei confronti di un unico soggetto: Vito Nicastri, 57 anni di Alcamo. L’operazione, la piu’ cospicua mai effettuata in Italia, ”colpisce al cuore l’aria grigia di cosa nostra”. La mega confisca di beni sta riguardando la Sicilia occidentale, la Lombardia, il Lazio e la Calabria.”

Quei bravi ragazzi

Quei bravi ragazzi (Goodfellas) è un film del 1990 diretto da Martin Scorsese.
Basato sul romanzo “Il delitto paga bene” di Nicholas Pileggi, il film è stato scritto a quattro mani dallo stesso Pileggi e da Scorsese.
Candidato a 6 Oscar nel 1991, si aggiudicò quello al Miglior attore non protagonista per l’interpretazione del mafioso Tommy DeVito da parte di Joe Pesci, alla seconda collaborazione con Scorsese, dopo Toro scatenato (1980) e prima di Casinò (1995).
Considerato tra i migliori film del regista italoamericano, è stato a più riprese definito come uno dei migliori gangster-movie di sempre.

Si va bene, ma la la notizia di oggi però è questa !

Tangenti sugli impianti eolici

Così ricattavano le imprese

Le indagini si estendono tra Palermo e Trapani. Tra gli arrestati l’imprenditore alcamese Vito Nicastro. L’inchiesta è partita dalla denuncia di Salvatore Moncada, altro imprenditore del settore al quale era stata chiesta una tangente di 70 mila euro. In manette un funzionario del Genio militare

di ROMINA MARCECA

L’indagine è partita da uno dei più accreditati imprenditori delle energie rinnovabili, Salvatore Moncada. E’ lui il personaggio chiave dell’inchiesta “Broken wings”, sull’affaire eolico a Trapani che ha portato a 5 arresti.

Un sistema di tangenti, hanno scoperto la Procura e gli investigatori del nucleo Spesa pubblica della Finanza, avrebbe strozzato gli imprenditori del settore. E adesso l’indagine getta nella bufera anche la Regione. A Moncada, è lui ad averlo denunciato, sono stati richiesti 70 mila euro per 7 progetti per la realizzazione di altrettanti parchi eolici da un funzionario del Genio militare, altrimenti non avrebbe ricevuto le prescrizioni burocratiche per i lavori.
Il funzionario di quell’ufficio – demanio e servitù militare – è Vincenzo Nuccio, finito agli arresti insieme con il figlio Francesco che è ingegnere. Il funzionario che avrebbe ricattato Moncada, sarebbe stato in rapporti di affari con Vito Nicastri, uno dei più grossi imprenditori del settore degli impianti eolici. Nicatsri avrebbe versato uan tangente da 150 mila euro a Nuccio sotto forma di una consulenza (mai realmente effettuata) assegnata al figliodi questi. Lo stesso figlio di Nuccio, poi, è stato assunto in una delle imprese di Nicastri. Nicastri era già stato oggetto di indagini nel 2010 quando gli erano stati sequestrati beni per un valore di 1,5 miliardi di euro. Anche in quel caso Nicastri, che è ritenuto in contatto con il boss latitante Matteo Messina Denaro, era accusato di avere ottenuto illecitamente contributi per la realizzazione di impianti eolici

Gli altri due indagati, che devono rispondere di tentata concussione, corruzione, emissione e utilizzo di fatture false, sono Claudio Sapienza, di Palermo, e Alberto Adamo, di Pietraperzia, nell’Ennese. Quest’ultimo è l’amministratore delegato, ma solo di facciata, della “Esp eolica service srl”, mentre il primo ne è il socio. Di fatto l’azienda, con sede ad Alcamo e operante da anni nel settore delle energie rinnovabili in Sicilia, era controllata da Nicastri e avrebbe beneficiato, grazie al pagamento di mazzette, di illecite agevolazioni nella realizzazione di imponenti parchi eolici.
La Finanza durante le indagini ha anche scoperto che Adamo, Sapienza e Nicastri hanno emesso fatture false per oltre 3 milioni tra il 2006 e il 2008.

da La Repubblica

Alcamo il “Signore del vento” e gli affari intorno all’eolico, solo coincidenze

Di fronte alla sparata di ieri contro l’eolico di Giulio Tremonti due cose mi sono balzate subito davanti agli occhi.

Per primo un post di “Phastidio.net” noto anti-tremontiano, nel quale si confutano in maniera leggera ma precisa le argomentazioni del ministro, poi ritornato all’articolo del corriere.it, quella considerazione finale: “Quello dell’eolico è un business ideato da organizzazioni corrotte che vogliono speculare e di cui noi non abbiamo certo la quota di maggioranza».

Che è come dire, i responsabili politici della speculazione sull’eolico, cercateli nell’altro campo.

Certo il “Signore del vento“, il massimo speculatore sull’eolico a detta degli inquirenti è l’alcamese Vito Nicastri, e Alcamo la sua città d’origine è anche la città che ha espresso, seppure per un periodo piuttosto breve, un deputato nonchè vicesegretario nazionale dei Verdi al tempo di Pecoraro Scanio.

Fossimo avvezzi alle logiche che vengono invocate, ora sui giornali del premier, ora sulle pagine de “Il Fatto Quotidiano”, avremmo fatto già due più due e dato come risposta quattro, ma queste logiche non ci sono proprie e continueremo a pensare che son solo coincidenze.

Vittorio Sgarbi, sindaco di Salemi, ricorda quando la Prestigiacomo oppose il gran rifiuto

Nel rincorrersi di dichiarazioni di soddisfazione che son seguite al sequestro record di beni all’imprenditore alcamese Vito Nicastri, interviene oggi in risposta ad una dichiarazione di soddisfazione dell’onorevole Giuseppe Lumia, il sindaco di Salemi Vittorio Sgarbi, da anni in prima linea nell’opera di denuncia sui danni prodotti al paesaggio siciliano dalla installazione degli impianti eolici, e nell’occasione rivela il comportamento quanto meno reticente sul problema, da parte del ministro dell’ambiente Stefania Prestigiacomo:

Non posso che condividere la soddisfazione dell’onorevole Giuseppe Lumia, ma denuncio l’omertà che ha consentito il martirio e la distruzione del paesaggio siciliano, in particolare nel trapanese, fino a che con martellante ostinazione io denunciassi ogni giorno l’orrore e la certa presenza della mafia negli investimenti nell’energia eolica con la solida complicità dell’Unione Europea che ha lasciato agonizzare l‘agricoltura senza capire la peculiarità del paesaggio e della produzione agricola della Sicilia.
Alle mie prime denunce ero considerato un «originale» e nessun politico ha manifestato solidarietà e partecipazione.

Quando su questa materia organizzammo un convegno a Palermo con la partecipazione dell’ex Presidente della Repubblica francese Valery Giscard D’Estaing, il Presidente della Regione Lombardo si convinse dell’iniziativa e si preoccupò di offrire la sede della Regione, mentre il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo mi pregò di non essere coinvolta e non volle addirittura partecipare al convegno.

Oggi lo stesso tragico scenario di violenza e criminalità si ripropone con il fotovoltaico. E’ arrivato il momento che il problema sia affrontato non dalla magistratura ma dalle autorità governative, in particolare dal ministro Bondi pronunciandosi contro la non interrotta diffusione dell’eolico e del fotovoltaico nei luoghi più belli e nelle zone protette d’Italia.

Mi appello inoltre al Presidente della Regione, che si dimostrò sensibile, perché stabilisca definitivamente il veto all’eolico in tutta la Sicilia bloccando gli affari miliardari di multinazionali attraverso gli «sviluppatori» che anno visto la Sicilia come facile terra di conquista“.

Alcamo sequestro record di beni per Vito Nicastri

Si dice si tratti di un sequestro da record quello operato dalla Direzione investigativa antimafia di Trapani nei confronti di Vito Nicastri, 54 anni, imprenditore alcamese delle energie alternative quali l’eolico e il fotovoltaico.

Nicastri, che ha realizzato alcuni parchi eolici in Sicilia, viene indicato dagli inquirenti come vicino al boss latitante trapanese Matteo Messina Denaro, ritenuto il nuovo capo di Cosa Nostra.

La misura patrimoniale su beni per 1,5 miliardi di euro è stata disposta dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Trapani su proposta del direttore della Dia.

Pale eoliche nella Valle del Belice

In precedenza di Vito Nicastri e di eolico ci eravamo occupati qui, e qui.

E mo’ sentiamo Sgarbi

Questo il manifesto “ambientalista” di Idv per le Europee 2009.

800x600energia

Qualcuno ha fatto notare che all’epoca del Di Pietro ministro, un nuovo impianto da 162 MW che avrebbe dovuto sorgere al largo della costa di Termoli in Molise  in un tratto di mare visibile dalle colline di Montenero di Bisaccia, (feudo di Tonino), fu bloccato (e lo è ancora) da un vertice al ministero tra il ministro Antonio Di Pietro e il figlio Cristiano Di Pietro consigliere provinciale di Campobasso.

All’epoca scrisse Massimo Gramellini su La Stampa.

Il ministro Antonio Di Pietro ha ricevuto la visita del consigliere provinciale di Campobasso, Cristiano Di Pietro, per discutere la richiesta di una ditta privata che vorrebbe insediare un impianto di energia eolica in Molise.

Al termine del summit il consigliere Cristiano, figlio di Antonio, ha manifestato pubblicamente la sua soddisfazione per aver chiesto e ottenuto un incontro con il ministro Antonio, papà di Cristiano.

E poi dicono che nelle famiglie italiane non c’è dialogo.

Secondo il consigliere Cristiano figlio di Antonio, la riunione ha permesso al ministro Antonio papà di Cristiano di comprendere meglio i termini del problema.

Avrebbero potuto parlarne in pigiama a casa durante la colazione, ma è fuori di dubbio che nel salone di un ministero certi discorsi fanno un altro effetto.

Anche su di noi, che dopo l’affondamento della Prima Repubblica dei partiti, avevamo temuto che la Seconda si sarebbe fondata sui giudici, mentre è più banalmente finita nelle mani dei clan di consanguinei.

Ai No Tav interesserà sapere che il ministro Antonio papà di Cristiano ha condiviso le osservazioni del consigliere Cristiano figlio di Antonio, affermando la sua indisponibilità a consentire a chicchessia di deturpare i panorami molisani con una raffica di pale.

Poiché lo stesso ministro Antonio papà di Cristiano non ha mai manifestato analoga intransigenza riguardo all’Alta Velocità, il popolo della Val di Susa ha davanti a sé una strada obbligata: eleggere consigliere provinciale il figlio di un ministro qualsiasi.

E mandarlo subito a Roma a trattare con papi”.

Eolico, non tutto è mafia

Dice l’amministratore del gruppo Moncada Energy di Agrigento, Salvatore Moncada: 

Noi la mafia l’abbiamo denunziata, abbiamo fatto arrestare mafiosi esponendoci in prima persona e ricevendo protezione dallo Stato. 

Abbiamo firmato protocolli di legalità con varie prefetture, ci siamo impegnati a filtrare tutti coloro che entrano in contatto con la nostra società, ed ogni volta che abbiamo notato delle anomalie, ne abbiamo dato immediata comunicazione alle autorità competenti”. 

Noi ci aspettiamo lo stesso – dichiara Moncada – da tutti coloro che sono realmente interessati a combattere la mafia; denunce circostanziate e non generici proclami che danneggiano la Sicilia, utili solo ai fini elettorali di chi li pronuncia, e non ai siciliani che vogliono la crescita economica del proprio territorio nella ‘normalità’

Forse qualcuno – si chiede l’imprenditore – si aspettava che la mafia non avrebbe attenzionato attività di decine di milioni di euro quando non si lascia scappare neanche le mercerie? Evidentemente questo qualcuno era poco attento, o era troppo impegnato in interviste, passerelle o serate mondane dove far sentire il proprio linguaggio volgare. Una cosa è certa – conclude Salvatore Moncada – : noi gli attentati li abbiamo subiti, durante la costruzione dei nostri parchi eolici, proprio nel periodo in cui eravamo sotto scorta.” 

Moncada vuole inoltre:

evidenziare quanto profondamente errato sia l’atteggiamento di chi, con generalizzazioni calunniose, cerchi di travolgere tutti coloro che hanno investito nel settore dell’energia eolica in Sicilia

Ad esempio, il sindaco di Salemi, on. Vittorio Sgarbi, (nei cui confronti ci tuteleremo nelle sedi opportune) che, con l’eleganza che lo contraddistingue, ci ha apostrofati dandoci del ‘coglione’ “. 

La filiera integrata, progettata, costruita e gestita da Moncada assorbe circa 200 addetti e sono in corso le selezioni a livello nazionale per assumere altre 250 figure specializzate, senza contare i 300 addetti dell’indotto.

Con una potenza installata di 105,3 Mw, il gruppo Moncada rappresenta l’unica società siciliana di grandi dimensioni ad operare a livello nazionale ed internazionale nei settori dell’eolico, del fotovoltaico, delle biomasse e della geotermia.

Salvatore Moncada, assicura di avere già dato mandato ai propri legali di presentare un circostanziato esposto alla Procura della Repubblica sulle anomalie nella gestione delle autorizzazioni nel settore dell’energia eolica.

Moncada, inoltre, pubblicherà nei prossimi giorni a pagamento sui principali quotidiani una lettera aperta, dal titolo “Non inquinate la nostra energia”.

Mafia, antimafia, Sgarbi, l’eolico a Salemi e Mazara e la Borsellino

... nel senso che tutti gli elementi del titolo, dalla polemica tra mafia ed antimafia, alla mafia dell’eolico denunciata da Vittorio Sgarbi sindaco di Salemi, alla polemica (priva di senso) della Borsellino con Sgarbi sui professionisti dell’antimafia, trovano credo risolutiva risposta in questa operazione di cui riferiscono oggi l’AGI e l’ANSA:

(AGI) – Trapani, 17 feb. –

Le mani della mafia sull’eolico.

Un patto tra fedelissimi del superlatitante Matteo Messina Denaro, politici, burocrati e imprenditori siciliani, campani e trentini per speculare sull’affare dell’energia pulita in Sicilia.

Otto le ordinanze di custodia cautelare eseguite all’alba da agenti della Squadra mobile e carabinieri del Reparto operativo provinciale di Trapani, al termine di complesse indagini sulle dinamiche politiche e imprenditoriali riguardanti la realizzazione di parchi eolici in Sicilia.

I provvedimenti sono stati emessi dal Gip di Palermo, Antonella Consiglio, su richiesta dei Pm della Procura antimafia Ambrogio Cartosio e Piero Padova, nei confronti di politici, imprenditori e funzionari del Comune di Mazara del Vallo, oltre ad alcuni pregiudicati mafiosi, accusati a vario titolo di associazione mafiosa, corruzione e violazione della legge elettorale.

Nell’operazione, denominata “Eolo”, sono stati impegnati oltre cento tra poliziotti e carabinieri, per arresti eseguiti in provincia di Trapani (Mazara del Vallo, Marsala, Trapani e Castelvetrano), nonche’ a Sala Consilina (Salerno) e a Trento.

Gli ordini di carcerazione riguardano: Giovan Battista Agate, di 66 anni, pluripregiudicato mafioso di Mazara del Vallo, fratello del piu’ noto Mariano Agate; Luigi Franzinelli, 64 anni, imprenditore di Trento; Vito Martino, imprenditore mazarese di 41 anni, gia’ assessore e consigliere comunale di Forza Italia; Melchiorre Saladino, 60 anni, imprenditore di Salemi (Trapani), ritenuto contiguo a Matteo Messina Denaro; Giuseppe Sucameli, mazarese di 60 anni, gia’ architetto del Comune di Mazara del Vallo, attualmente detenuto per associazione mafiosa. Altri tre sono stati posti agli arresti domiciliari: Baldassare Campana, mazarese di 60 anni, responsabile dello Sportello unico attivita’ produttive del Comune di Mazara del Vallo; Antonino Cottone, mazarese di 73 anni, imprenditore e gestore della “Calcestruzzi Mazara”; Antonio Aquara, 50 anni, imprenditore di Ottati (Salerno).

Gli arrestati, a vario titolo, avrebbero consentito alla famiglia mafiosa di Mazara del Vallo, il controllo di attivita’ economiche, di autorizzazioni, appalti e servizi pubblici nel settore della produzione di energia elettrica mediante impianti eolici, anche attraverso lo scambio politico-mafioso di voti.

Inoltre, con la complicita’ di ignoti pubblici ufficiali in servizio al Comune di Mazara del Vallo, avrebbero rivelato notizie sottoposte a segreto d’ufficio, riguardanti uno schema di convenzione per la realizzazione di un parco eolico a cura della societa’ “Enerpro”; in particolare, il documento, temporaneamente asportato dalla cassaforte che lo custodiva, sarebbe stato reso noto agli amministratori della societa’ concorrente “Sud Wind S.r.l.”, affinche’ quest’ultima potesse presentare una convenzione analoga, ma a condizioni piu’ vantaggiose.

Non solo.

Tramite l’imprenditore di Salemi, Melchiorre Saladino, e con il concorso di altri pubblici ufficiali non ancora identificati, Vito Martino (prima da assessore, poi da consigliere comunale di Mazara del Vallo) e Baldassare Campana (nell’esercizio delle funzioni di responsabile dello Sportello unico attivita’ produttive del Comune di Mazara del Vallo), avrebbero “costantemente e ripetutamente favorito la societa’ Sud Wind S.r.l. nella stipula di una convenzione con il Comune di Mazara del Vallo – affermano gli investigatori – per la realizzazione di una centrale eolica per la produzione di energia elettrica, stabilendo una transazione corruttiva con Antonino Aquara e Luigi Franzinelli, rispettivamente amministratore unico e socio della Sud Wind S.r.l, ricevendo cospicue somme di denaro e autovetture di lusso”.

AGI

ANSA

MANI DEI BOSS SULL’EOLICO, ARRESTATI IMPRENDITORI E POLITICI

TRAPANI – I boss mafiosi avrebbero messo le mani sulla realizzazione dei parchi eolici in Sicilia. E’ quanto emerge dall’inchiesta che stamani ha portato all’arresto di imprenditori e politici trapanesi. Si tratta di otto provvedimenti cautelari emessi dal gip del tribunale di Palermo, Antonella Consiglio, su richiesta dei pm della Direzione distrettuale antimafia, Piero Padova e Gino Cartosio. Gli arresti sono stati eseguiti dai carabinieri del Reparto operativo di Trapani e dagli agenti della polizia di Stato in servizio alla Squadra mobile di Trapani.

L’indagine mette in luce le dinamiche politiche e imprenditoriali che si sarebbero formate in questi anni per la realizzazione di “parchi eolici” in Sicilia, in particolare nel trapanese.

L’operazione antimafia che stamani ha portato all’arresto di otto persone, fra cui un imprenditore di Trento, si basa sui risultati delle indagini condotte da polizia e carabinieri di Trapani su una serie di progetti per la realizzazione di vari impianti eolici nel Trapanese. L’indagine é stata denominata “Eolo”, ed analizza le dinamiche politiche e imprenditoriali che, in particolare, hanno spinto l’amministrazione comunale di Mazara del Vallo (ma anche altre amministrazioni locali) ad optare per un programma di progressiva espansione dell’energia eolica.

Alla base dell’inchiesta vi è un’imponente attività d’intercettazione. Il risultato più rilevante consiste nell’aver appurato che l’attività illegale di imprenditori e politici avrebbe avuto un imprimatur mafioso. I boss avrebbero controllato gli affari sull’energia alternativa, anche mediante l’affidamento dei lavori necessari per la realizzazione degli impianti eolici (scavi, movimento terra, fornitura di cemento e di inerti) per un affare di centinaia di milioni di euro ai quali si aggiungono, per la stessa entità, gli ingenti finanziamenti regionali di cui le imprese hanno beneficiato.

ANSA

Per l’eolico anche Maria Giovanna Maglie

La  costruzione di parchi eolici per integrare la produzione di energia in Sicilia, ha fatto scoppiare una polemica che ha diviso l’isola tra favorevoli e contrari e convinto il governatore Raffaele Lombardo a sospendere tutto in attesa dell’approvazione del piano energetico regionale.

Vittorio Sgarbi, da sindaco di Salemi, nei giorni scorsi aveva organizzato una conferenza stampa sul tema “ Pale eoliche e devastazione del paesaggio siciliano”, in un noto hotel di Palermo, nel corso della quale si era scagliato con violenza contro le pale eoliche, definite, “uno stupro per il paesaggio“, paragonabile “a quello di un pedofilo“, schierandosi a difesa del “paesaggio sacro” della Sicilia , “Segesta, Selinunte, sono scenari fuori dal tempo“, e non esitando a parlare di mafia dell’eolico.

In quella sede il Sindaco di Licata  Angelo Graci ha confermato il secco no della città  alla realizzazione di un impianto off shore lungo circa 20 chilometri su una superficie di circa 54 km. nel mare antistante Licata, ed al largo dei comuni di Butera e Gela, da parte di ENEL Produzione S.p.A. e dalla Moncada Energy Group s.r.l.

Alla conferenza hanno partecipato anche il Presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo, il presidente di Italia Nostra Carlo Ripa di Meana, il Presidente di Legambiente Mimmo Fontana, il Sindaco di Gela, Rosario Crocetta, Anna Schirò del Wwf Sicilia e l’arch. Mancini promotore di un coinvolgimento degli imprenditori dell’area sud- est dell’Isola, tutti posizionati sulla stessa lunghezza d’onda per quanto concerne i parchi eolici e gli impianti off shore

Al contrario favorevole con distinguo si è detto Oliviero Toscani il quale ha praticamente detto si a tali impianti, ma lontano dai templi e dalle zone paesaggistiche importanti ed interessanti e, comunque, frutto di un’attenta analisi delle priorità, ed definendo infine “di retroguardia” le polemiche sulla deturpazione del paesaggio, già fin troppo offeso, ha osservato, da abusivismi edilizi e concessioni concesse senza criterio.

Ieri poi con un articolo su “Il Giornale” si è dichiarata dalla parte dell’eolico anche Maria Giovanna Maglie, giornalista, nella sua veste di assessore alla Cultura della Provincia di Trapani.

dice la Maglie:

“Davvero le pale eoliche deturpano il paesaggio e non servono a produrre energia pulita, sia pur pochina rispetto al fabbisogno del Paese? Orbi come siamo rimasti per colpa dell’ideologia verde del nucleare che 30 anni fa sarebbe stato realizzabile con una spesa ragionevole, rischiamo oggi di continuare a ragionare in base a opposte fazioni e pregiudizi, e a giudicare pericolose le piccole soluzioni possibili.

In Sicilia il dibattito contro il sistema eolico ha due capipopolo illustri: il sindaco di Salemi Vittorio Sgarbi e, sia pur con qualche distinguo in più, il presidente della Regione, Raffaele Lombardo. «Gli impianti eolici – afferma Sgarbi – stanno producendo un solo risultato: le loro pale deturpano il paesaggio e “stuprano” il territorio. Ad esempio se da Francofonte volete vedere l’Etna… non la vedete, vedete solo delle pale che oscurano il paesaggio».

Per Raffaele Lombardo, così come sono state ideate e installate, «le pale eoliche sono una vera e propria violenza contro il territorio» e non sembrano produrre alcun beneficio reale. Il presidente della Regione vuole che «nelle fonti di energia rinnovabile vi sia sicurezza e convenienza. Ma guardando all’eolico ci domandiamo: la convenienza dov’e ? Mi pare che non sostituisca l’energia tradizionale, non vi sia alcun vantaggio di tipo finanziario e quindi alcuna convenienza». Il presidente non è convinto neanche del sistema fotovoltaico, su cui ha chiesto, prima di approvare il piano energetico regionale, approfondimenti e chiarimenti. Subito dopo però Lombardo si dichiara convinto che la strada delle rinnovabili «resta comunque una strada da percorrere perché l’unica in grado di garantire, attraverso un sistema di contributi di facile accesso, risparmi reali per tutti i cittadini. Ogni scelta deve però essere in grado di superare tutte le condizioni che devastano il territorio».

Più modestamente si oppongono a giudizi tanto netti un artista sperimentale e futurista come Graziano Cecchini, che dal suo laboratorio di Salemi addirittura firma pale eoliche artistiche disegnate in esclusiva per il Giornale, e ha pronto un piccolo team di architetti e creativi disposti a trasformare lo «stupro» in arredo contemporaneo; un fotografo e creativo doc come Oliviero Toscani, che le definisce provocatoriamente un oggetto mistico; e la sottoscritta, la quale nella Provincia regionale di Trapani fa l’assessore alla Cultura, e di stupri al paesaggio ne ha visti ben altri in questi ultimi mesi.

Sono più brutte le pale a vento o le case abusive sulla spiaggia di Triscina che nessuno riesce a far abbattere ?

Stuprano di più il paesaggio di Selinunte la selva di antenne paraboliche, i pali della luce e del telefono che penzolano a centinaia da una parte all’altra delle strade, i serbatoi d’acqua sui tetti delle case sul mare, il muro che circonda il parco archeologico ?

Certo, le pale, come gli impianti di fotovoltaico, non possono essere collocate ovunque, anche perché le dimensioni sono notevoli, da 50 a 105 metri di altezza. Tanto è vero che il mini eolico, pale da 15 a 25 metri, andrebbe incoraggiato, perché ha un impatto inferiore, e perché viene utilizzato direttamente dalle aziende che lo installano.

Gli impianti eolici, proliferati nell’ultimo decennio nella Sicilia occidentale, ma anche in Puglia e in Calabria, sono stati realizzati sulle direttive europee, collegate alle norme anti-inquinamento, che hanno indicato che un certo numero di kilowatt debba essere prodotto da impianti di energia alternativa-rinnovabile.

Quella indicazione è rimasta anche nell’accordo appena siglato sul clima a Bruxelles. Tanto varrebbe, allora, farsele piacere, installarle dove non chiudono la vista di un panorama, decorarle e abbellirle, pretendere che seguano un piano energetico realistico e concreto. Se diciamo sempre di no a tutto, finiamo come quel tizio che per campare continua a pretendere di mostrare il cadavere della nonna. La citazione è di Joyce, che ce l’aveva con Roma, ma vale sempre.

Quanto all’evocazione della mafia, non vale un giorno darla per morta e un altro a capo dell’impresa dell’eolico.”