Vito Nicastri again !

Mafia: maxi confisca da 1,3 mld euro

E’ l’operazione piu’ cospicua in Italia, colpisce ‘area grigia’

(ANSA) – PALERMO, 3 APR – Ammontano ad oltre un miliardo e trecento milioni di euro i beni che la Dia sta confiscando in Sicilia nei confronti di un unico soggetto: Vito Nicastri, 57 anni di Alcamo. L’operazione, la piu’ cospicua mai effettuata in Italia, ”colpisce al cuore l’aria grigia di cosa nostra”. La mega confisca di beni sta riguardando la Sicilia occidentale, la Lombardia, il Lazio e la Calabria.”

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Quei bravi ragazzi

Quei bravi ragazzi (Goodfellas) è un film del 1990 diretto da Martin Scorsese.
Basato sul romanzo “Il delitto paga bene” di Nicholas Pileggi, il film è stato scritto a quattro mani dallo stesso Pileggi e da Scorsese.
Candidato a 6 Oscar nel 1991, si aggiudicò quello al Miglior attore non protagonista per l’interpretazione del mafioso Tommy DeVito da parte di Joe Pesci, alla seconda collaborazione con Scorsese, dopo Toro scatenato (1980) e prima di Casinò (1995).
Considerato tra i migliori film del regista italoamericano, è stato a più riprese definito come uno dei migliori gangster-movie di sempre.

Si va bene, ma la la notizia di oggi però è questa !

Tangenti sugli impianti eolici

Così ricattavano le imprese

Le indagini si estendono tra Palermo e Trapani. Tra gli arrestati l’imprenditore alcamese Vito Nicastro. L’inchiesta è partita dalla denuncia di Salvatore Moncada, altro imprenditore del settore al quale era stata chiesta una tangente di 70 mila euro. In manette un funzionario del Genio militare

di ROMINA MARCECA

L’indagine è partita da uno dei più accreditati imprenditori delle energie rinnovabili, Salvatore Moncada. E’ lui il personaggio chiave dell’inchiesta “Broken wings”, sull’affaire eolico a Trapani che ha portato a 5 arresti.

Un sistema di tangenti, hanno scoperto la Procura e gli investigatori del nucleo Spesa pubblica della Finanza, avrebbe strozzato gli imprenditori del settore. E adesso l’indagine getta nella bufera anche la Regione. A Moncada, è lui ad averlo denunciato, sono stati richiesti 70 mila euro per 7 progetti per la realizzazione di altrettanti parchi eolici da un funzionario del Genio militare, altrimenti non avrebbe ricevuto le prescrizioni burocratiche per i lavori.
Il funzionario di quell’ufficio – demanio e servitù militare – è Vincenzo Nuccio, finito agli arresti insieme con il figlio Francesco che è ingegnere. Il funzionario che avrebbe ricattato Moncada, sarebbe stato in rapporti di affari con Vito Nicastri, uno dei più grossi imprenditori del settore degli impianti eolici. Nicatsri avrebbe versato uan tangente da 150 mila euro a Nuccio sotto forma di una consulenza (mai realmente effettuata) assegnata al figliodi questi. Lo stesso figlio di Nuccio, poi, è stato assunto in una delle imprese di Nicastri. Nicastri era già stato oggetto di indagini nel 2010 quando gli erano stati sequestrati beni per un valore di 1,5 miliardi di euro. Anche in quel caso Nicastri, che è ritenuto in contatto con il boss latitante Matteo Messina Denaro, era accusato di avere ottenuto illecitamente contributi per la realizzazione di impianti eolici

Gli altri due indagati, che devono rispondere di tentata concussione, corruzione, emissione e utilizzo di fatture false, sono Claudio Sapienza, di Palermo, e Alberto Adamo, di Pietraperzia, nell’Ennese. Quest’ultimo è l’amministratore delegato, ma solo di facciata, della “Esp eolica service srl”, mentre il primo ne è il socio. Di fatto l’azienda, con sede ad Alcamo e operante da anni nel settore delle energie rinnovabili in Sicilia, era controllata da Nicastri e avrebbe beneficiato, grazie al pagamento di mazzette, di illecite agevolazioni nella realizzazione di imponenti parchi eolici.
La Finanza durante le indagini ha anche scoperto che Adamo, Sapienza e Nicastri hanno emesso fatture false per oltre 3 milioni tra il 2006 e il 2008.

da La Repubblica

Alcamo il “Signore del vento” e gli affari intorno all’eolico, solo coincidenze

Di fronte alla sparata di ieri contro l’eolico di Giulio Tremonti due cose mi sono balzate subito davanti agli occhi.

Per primo un post di “Phastidio.net” noto anti-tremontiano, nel quale si confutano in maniera leggera ma precisa le argomentazioni del ministro, poi ritornato all’articolo del corriere.it, quella considerazione finale: “Quello dell’eolico è un business ideato da organizzazioni corrotte che vogliono speculare e di cui noi non abbiamo certo la quota di maggioranza».

Che è come dire, i responsabili politici della speculazione sull’eolico, cercateli nell’altro campo.

Certo il “Signore del vento“, il massimo speculatore sull’eolico a detta degli inquirenti è l’alcamese Vito Nicastri, e Alcamo la sua città d’origine è anche la città che ha espresso, seppure per un periodo piuttosto breve, un deputato nonchè vicesegretario nazionale dei Verdi al tempo di Pecoraro Scanio.

Fossimo avvezzi alle logiche che vengono invocate, ora sui giornali del premier, ora sulle pagine de “Il Fatto Quotidiano”, avremmo fatto già due più due e dato come risposta quattro, ma queste logiche non ci sono proprie e continueremo a pensare che son solo coincidenze.

Vittorio Sgarbi, sindaco di Salemi, ricorda quando la Prestigiacomo oppose il gran rifiuto

Nel rincorrersi di dichiarazioni di soddisfazione che son seguite al sequestro record di beni all’imprenditore alcamese Vito Nicastri, interviene oggi in risposta ad una dichiarazione di soddisfazione dell’onorevole Giuseppe Lumia, il sindaco di Salemi Vittorio Sgarbi, da anni in prima linea nell’opera di denuncia sui danni prodotti al paesaggio siciliano dalla installazione degli impianti eolici, e nell’occasione rivela il comportamento quanto meno reticente sul problema, da parte del ministro dell’ambiente Stefania Prestigiacomo:

Non posso che condividere la soddisfazione dell’onorevole Giuseppe Lumia, ma denuncio l’omertà che ha consentito il martirio e la distruzione del paesaggio siciliano, in particolare nel trapanese, fino a che con martellante ostinazione io denunciassi ogni giorno l’orrore e la certa presenza della mafia negli investimenti nell’energia eolica con la solida complicità dell’Unione Europea che ha lasciato agonizzare l‘agricoltura senza capire la peculiarità del paesaggio e della produzione agricola della Sicilia.
Alle mie prime denunce ero considerato un «originale» e nessun politico ha manifestato solidarietà e partecipazione.

Quando su questa materia organizzammo un convegno a Palermo con la partecipazione dell’ex Presidente della Repubblica francese Valery Giscard D’Estaing, il Presidente della Regione Lombardo si convinse dell’iniziativa e si preoccupò di offrire la sede della Regione, mentre il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo mi pregò di non essere coinvolta e non volle addirittura partecipare al convegno.

Oggi lo stesso tragico scenario di violenza e criminalità si ripropone con il fotovoltaico. E’ arrivato il momento che il problema sia affrontato non dalla magistratura ma dalle autorità governative, in particolare dal ministro Bondi pronunciandosi contro la non interrotta diffusione dell’eolico e del fotovoltaico nei luoghi più belli e nelle zone protette d’Italia.

Mi appello inoltre al Presidente della Regione, che si dimostrò sensibile, perché stabilisca definitivamente il veto all’eolico in tutta la Sicilia bloccando gli affari miliardari di multinazionali attraverso gli «sviluppatori» che anno visto la Sicilia come facile terra di conquista“.

Alcamo sequestro record di beni per Vito Nicastri

Si dice si tratti di un sequestro da record quello operato dalla Direzione investigativa antimafia di Trapani nei confronti di Vito Nicastri, 54 anni, imprenditore alcamese delle energie alternative quali l’eolico e il fotovoltaico.

Nicastri, che ha realizzato alcuni parchi eolici in Sicilia, viene indicato dagli inquirenti come vicino al boss latitante trapanese Matteo Messina Denaro, ritenuto il nuovo capo di Cosa Nostra.

La misura patrimoniale su beni per 1,5 miliardi di euro è stata disposta dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Trapani su proposta del direttore della Dia.

Pale eoliche nella Valle del Belice

In precedenza di Vito Nicastri e di eolico ci eravamo occupati qui, e qui.

E mo’ sentiamo Sgarbi

Questo il manifesto “ambientalista” di Idv per le Europee 2009.

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Qualcuno ha fatto notare che all’epoca del Di Pietro ministro, un nuovo impianto da 162 MW che avrebbe dovuto sorgere al largo della costa di Termoli in Molise  in un tratto di mare visibile dalle colline di Montenero di Bisaccia, (feudo di Tonino), fu bloccato (e lo è ancora) da un vertice al ministero tra il ministro Antonio Di Pietro e il figlio Cristiano Di Pietro consigliere provinciale di Campobasso.

All’epoca scrisse Massimo Gramellini su La Stampa.

Il ministro Antonio Di Pietro ha ricevuto la visita del consigliere provinciale di Campobasso, Cristiano Di Pietro, per discutere la richiesta di una ditta privata che vorrebbe insediare un impianto di energia eolica in Molise.

Al termine del summit il consigliere Cristiano, figlio di Antonio, ha manifestato pubblicamente la sua soddisfazione per aver chiesto e ottenuto un incontro con il ministro Antonio, papà di Cristiano.

E poi dicono che nelle famiglie italiane non c’è dialogo.

Secondo il consigliere Cristiano figlio di Antonio, la riunione ha permesso al ministro Antonio papà di Cristiano di comprendere meglio i termini del problema.

Avrebbero potuto parlarne in pigiama a casa durante la colazione, ma è fuori di dubbio che nel salone di un ministero certi discorsi fanno un altro effetto.

Anche su di noi, che dopo l’affondamento della Prima Repubblica dei partiti, avevamo temuto che la Seconda si sarebbe fondata sui giudici, mentre è più banalmente finita nelle mani dei clan di consanguinei.

Ai No Tav interesserà sapere che il ministro Antonio papà di Cristiano ha condiviso le osservazioni del consigliere Cristiano figlio di Antonio, affermando la sua indisponibilità a consentire a chicchessia di deturpare i panorami molisani con una raffica di pale.

Poiché lo stesso ministro Antonio papà di Cristiano non ha mai manifestato analoga intransigenza riguardo all’Alta Velocità, il popolo della Val di Susa ha davanti a sé una strada obbligata: eleggere consigliere provinciale il figlio di un ministro qualsiasi.

E mandarlo subito a Roma a trattare con papi”.

Eolico, non tutto è mafia

Dice l’amministratore del gruppo Moncada Energy di Agrigento, Salvatore Moncada: 

Noi la mafia l’abbiamo denunziata, abbiamo fatto arrestare mafiosi esponendoci in prima persona e ricevendo protezione dallo Stato. 

Abbiamo firmato protocolli di legalità con varie prefetture, ci siamo impegnati a filtrare tutti coloro che entrano in contatto con la nostra società, ed ogni volta che abbiamo notato delle anomalie, ne abbiamo dato immediata comunicazione alle autorità competenti”. 

Noi ci aspettiamo lo stesso – dichiara Moncada – da tutti coloro che sono realmente interessati a combattere la mafia; denunce circostanziate e non generici proclami che danneggiano la Sicilia, utili solo ai fini elettorali di chi li pronuncia, e non ai siciliani che vogliono la crescita economica del proprio territorio nella ‘normalità’

Forse qualcuno – si chiede l’imprenditore – si aspettava che la mafia non avrebbe attenzionato attività di decine di milioni di euro quando non si lascia scappare neanche le mercerie? Evidentemente questo qualcuno era poco attento, o era troppo impegnato in interviste, passerelle o serate mondane dove far sentire il proprio linguaggio volgare. Una cosa è certa – conclude Salvatore Moncada – : noi gli attentati li abbiamo subiti, durante la costruzione dei nostri parchi eolici, proprio nel periodo in cui eravamo sotto scorta.” 

Moncada vuole inoltre:

evidenziare quanto profondamente errato sia l’atteggiamento di chi, con generalizzazioni calunniose, cerchi di travolgere tutti coloro che hanno investito nel settore dell’energia eolica in Sicilia

Ad esempio, il sindaco di Salemi, on. Vittorio Sgarbi, (nei cui confronti ci tuteleremo nelle sedi opportune) che, con l’eleganza che lo contraddistingue, ci ha apostrofati dandoci del ‘coglione’ “. 

La filiera integrata, progettata, costruita e gestita da Moncada assorbe circa 200 addetti e sono in corso le selezioni a livello nazionale per assumere altre 250 figure specializzate, senza contare i 300 addetti dell’indotto.

Con una potenza installata di 105,3 Mw, il gruppo Moncada rappresenta l’unica società siciliana di grandi dimensioni ad operare a livello nazionale ed internazionale nei settori dell’eolico, del fotovoltaico, delle biomasse e della geotermia.

Salvatore Moncada, assicura di avere già dato mandato ai propri legali di presentare un circostanziato esposto alla Procura della Repubblica sulle anomalie nella gestione delle autorizzazioni nel settore dell’energia eolica.

Moncada, inoltre, pubblicherà nei prossimi giorni a pagamento sui principali quotidiani una lettera aperta, dal titolo “Non inquinate la nostra energia”.