Domanda: perchè il Pd non è visto dagli italiani come l’antagonista naturale del Pdl ?

Questo è uno spot elettorale francese per le prossime consultazioni europee del PSE.

Lo slogan finale è a mio modesto parere pari ad un’opera d’arte nel perfetto legame tra le immagini precedenti ed il testo, degno del legame tra testo e musica del miglior Guccini.

Bisogno di cambiamento ?

Il 7 giugno Fai ‘vibrare’ l’Europa !

vota socialista“.

Ora capite perchè gli italiani non vedono il Pd come un vero antagonista del Pdl ?

Perchè non ha mai fatto, ne è nelle condizioni politiche di fare, uno spot come questo !

Elezioni Europee 2009 il sondaggio realizzato da ISPO di Renato Mannheimer per Corriere.it

Il Corriere.it diffonde oggi l’ultimo sondaggio realizzato da ISPO di Renato Mannheimer.

Nel grafico i dati di ISPO a confronto con le ultime rilevazioni degli altri istituti.

Sondaggi da Corriere.it

Sondaggi da Corriere.it

Elezioni Europee 2009 sondaggio LORIEN del 21/05/2009 per E’tv

Realizzato tra il 18 e il 20 maggio 2009 per E’tv da Lorien Consulting srl, il sondaggio si fà notare perchè dà il Pd al 27,4 %, oltre quota 27 quindi, il Pdl al 39,7 %, al di sotto di quota 40, e l‘Udc al 6,6 % con un incremento di un punto rispetto alle politiche.

Sondaggio Politico-Elettorale

Sondaggio Politico-Elettorale

Sondaggio Politico-Elettorale

Intenzioni di voto Italia Elezioni Europee

Pubblicato il 21/5/2009.
Autore: Lorien Consulting srl

Committente/ Acquirente: E’tv, sondaggio diffuso nell’approfondimento pomeridiano del TG in data 20 maggio

Criteri seguiti per la formazione del campione: sondaggio realizzato su un campione rappresentativo della popolazione maggiorenne italiana suddivisa in base alle circoscrizioni elettorali

Metodo di raccolta delle informazioni: interviste telefoniche CATI ad un campione rappresentativo per sesso, età ed ampiezza centro

Numero delle persone interpellate e universo di riferimento: Campione di 1000 cittadini strutturati per sesso, età, e aree di riferimento (per ogni rilevazione)

Data in cui è stato realizzato il sondaggio: Tra il 18/05/2009 ed il 20/05/2009

QUESTIONARIO

QUESITO n.1

Domanda : Se oggi dovesse votare per le prossime elezioni del Parlamento Europeo, quale partito/movimento voterebbe ?

Sondaggio per le Elezioni Europee di Crespi Ricerche per Epolis del 21/05/2009

L’ultimo sondaggio di Crespi-Ricerche per EPolis effettuato tra il 18 e il 19 maggio su un campione di 1000 interviste, con metodologia CATI.
Pdl                             40,0 %
Lega                           10,3 %
Udc                               6,0 %
Idv                                7,2 %
Pd                                25,7 %
SeL                                 2,4 %
ReC                                 3,2 %
Autonomia                  3,4 %
Bonino-Pannella        1,3 %
                                 ————–
Totale                          99,5 %

Così come per l’IPSOS di Pagnoncelli si ha spesso la sensazione di una sovrastima di Italia dei Valori e in subordine del Pd, per Crespi Ricerche diradatasi la sensazione di un mese fà di una sovrastima di Sinistra e Libertà ai danni della lista di Rifondazione Comunista + Comunisti Italiani, permane tuttavia la sensazione di una sovrastima per la lista dell’Autonomia Mpa + Destra + Pensionati.

Ma si sà, come dicono quelli di “Demopolis“, i cui dati qui non abbiamo riportato, poichè suscitano anch’essi troppe sensazioni, il voto è “liquido” !

Elezioni Europee 2009 un vademecum per non dire sciocchezze

Visto le vere e proprie sciocchezze che si leggono in giro, anche su testate di rilievo nazionale, a proposito di alcuni aspetti tecnici delle prossime Elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo del 6 e 7 giugno, eccovi una sorta di Vademecum per evitare errori di valutazione:

La Legge 20 febbraio 2009, n. 10 ha introdotto una soglia di sbarramento al 4%. modificando l’artico 21 della Legge 24 gennaio 1979, n. 18, legge che regola il voto per il parlamento europeo, e della quale pertanto l’articolo 21 ora è il seguente
……

Art. 21.

L’Ufficio elettorale nazionale, ricevuti gli estratti dei verbali da tutti gli uffici elettorali circoscrizionali di cui al n. 2) del precedente articolo, facendosi assistere, ove lo creda, da uno o più esperti scelti dal presidente;
1) determina la cifra elettorale nazionale di ciascuna lista. Tale cifra è data dalla somma dei voti riportati nelle singole circoscrizioni dalle liste aventi il medesimo contrassegno e, per le circoscrizioni nelle quali sono stati costituiti, a norma dell’articolo 12, gruppi di liste, dei voti riportati dal gruppo nel quale è collegata la lista del partito o gruppo politico presente in tutte le circoscrizioni con lo stesso contrassegno;
1-bis) individua le liste che abbiano conseguito sul piano nazionale almeno il 4 per cento dei voti validi espressi ;
2) procede al riparto dei seggi tra le liste di cui al numero 1-bis) in base alla cifra elettorale nazionale di ciascuna lista. A tal fine divide il totale delle cifre elettorali nazionali delle liste ammesse alla ripartizione dei seggi per il numero dei seggi da attribuire, ottenendo così il quoziente elettorale nazionale.
Nell’effettuare la divisione trascura l’eventuale parte frazionaria del quoziente. Divide, poi, la cifra elettorale nazionale di ciascuna lista per tale quoziente. Attribuisce quindi ad ogni lista tanti seggi quante volte il quoziente elettorale nazionale risulti contenuto nella cifra elettorale nazionale di ciascuna lista. I seggi che rimangono ancora da attribuire sono rispettivamente assegnati alle liste per le quali le ultime divisioni hanno dato maggiori resti e, in caso di parità di resti, a quelle liste che abbiano avuto la maggiore cifra elettorale nazionale; a parità di cifra elettorale nazionale si procede per sorteggio. Si considerano resti anche le cifre elettorali nazionali delle liste che non hanno raggiunto il quoziente elettorale nazionale .
3) procede alla distribuzione nelle singole circoscrizioni dei seggi così assegnati alle varie liste. A tal fine divide la cifra elettorale nazionale di ciascuna lista per il numero dei seggi attribuiti alla lista stessa con le modalità di cui al precedente n. 2) , ottenendo così il quoziente elettorale di lista. Nell’effettuare la divisione trascura l’eventuale parte frazionaria del quoziente. Attribuisce, poi, alla lista, sia essa singola sia formata da liste collegate a norma dell’articolo 12, nelle varie circoscrizioni, tanti seggi quante volte il rispettivo quoziente elettorale di lista risulti contenuto nella cifra elettorale circoscrizionale della lista. I seggi che rimangono ancora da attribuire sono assegnati, rispettivamente, nelle circoscrizioni per le quali le ultime divisioni hanno dato maggiori resti e, in caso di parità di resti, a quelle circoscrizioni nelle quali si è ottenuta la maggiore cifra elettorale circoscrizionale; a parità di cifra elettorale circoscrizionale, si procede a sorteggio. Si considerano resti anche le cifre elettorali che non hanno raggiunto il quoziente elettorale di lista. Se alla lista in una circoscrizione spettano più seggi di quanti sono i suoi componenti, restano eletti tutti i candidati della lista e si procede ad un nuovo riparto dei seggi nei riguardi di tutte le altre circoscrizioni sulla base di un secondo quoziente ottenuto dividendo il totale dei voti validi attribuiti alla lista nelle circoscrizioni stesse, per il numero dei seggi che sono rimasti da assegnare. Si effettua, poi, l’attribuzione dei seggi tra le varie liste, con le modalità sopra previste.
…..
omissis

Quindi per essere chiari il 4% si deve raggiungere a livello nazionale, e se non si raggiunge a livello nazionale si è fuori e non si concorre ai resti, in quanto i voti raccolti dalle liste che non superano il 4% non concorrono alla formazione della cifra elettorale, la quale viene determinata come somma dei voti delle liste che hanno superato il 4%.

Tale cifra elettorale divisa per 72  (il numero dei seggi da assegnare) determina un valore che è detto quoziente elettorale nazionale, che è come dire “quanti voti sono necessari per eleggere con certezza un deputato”, fermo restando quanto detto in precedenza.

Una volta assegnati a ciascuna lista i deputati a “quoziente intero”, si constaterà che rimangono un certo numero di deputati non assegnati. Questi verranno assegnati alle liste che hanno ottenuto i maggiori resti, ma sempre tra quelle che hanno superato il 4%..

A questo punto sappiamo ciascun partito quanti deputati tra i 72 ha conseguito, ma dobbiamo stabilire quanti e dove nelle cinque circoscrizioni li avrà, per ottenere questo risultato si divide la cifra elettorale nazionale di ciascuna lista per il numero dei seggi precedentemente attribuiti alla lista stessa, ottenendo così il quoziente elettorale di lista, e per ciascuna circoscrizione si vede quante volte il quoziente elettorale di lista entra nella cifra elettorale di ciascuna circoscrizione.
Anche in questo caso si constaterà per ciascuna lista e per ciascuna circoscrizione che rimarranno un certo numero di deputati non assegnati, i quali saranno attribuiti per ciascuna lista e per ciascuna circoscrizione secondo i maggiori resti.

Altra questione su cui esiste un pò di confusione è quella delle preferenze.

Sarà opportuno precisare allora che il territorio italiano è suddiviso in cinque circoscrizioni.

La prima, ‘Italia nord-occidentale’ comprende Piemonte, Valle D’Aosta, Liguria e Lombardia. La seconda, ‘Italia nord-orientale’ è composta da Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna. Terza circoscrizione, quella dell”Italia centrale: Lazio, Umbria, Marche e Toscana. L”Italia meridionale: Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria. E, infine, l”Italia insulare composta da Sardegna e Sicilia.

L’elettore può esprimere, non più di tre preferenze nella prima circoscrizione, non più di due nella seconda, terza e quarta e una nella quinta.

Update (1)

L’ultima frase è errata in quanto nel 2004 l’articolo 5 della Legge 8 aprile 2004 n.90, ha modificato il primo comma dell’articolo 14 della Legge n.° 18 del 1979, che pertanto ora recita:

L’elettore può manifestare, in ogni circoscrizione, non più di tre preferenze.

 

Ma Vittorio Sgarbi perchè si candida alle Elezioni Europee ?

Mi è stato chiesto cosa pensi della candidatura di Vittorio Sgarbi nella lista Autonomia costituita da: ‘La Destra di Francesco Storace, il Movimento per l’Autonomia del presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo, il Partito dei Pensionati di Fatuzzo e l’Alleanza di centro di Pionati.

La prima considerazione è che nel collegio in cui si candida Sgarbi il quinto delle Isole (Sicilia e Sardegna) e nel quale si esprime una sola preferenza, per quante assicurazioni possa avere avuto da parte dello stesso governatore Raffaele Lombardo,  e e per quanto potrà inventarsi sul piano mediatico, per attirare una qualche attenzione su di se in questi trenta giorni, Vittorio Sgarbi per numero di preferenze non risulterà affatto il primo, ne il secondo e forse neanche il terzo e fra i due o tre che risulteranno avere più voti di lui troverà chi non rinuncerà affatto a ciò a cui riterrà di avere diritto.

La seconda considerazione è che l’innaturale aggregazione politica tra Mpa e La Destra non produrrà i frutti sperati dai promotori e non supererà sul piano nazionale lo sbarramento del 4%.

E’ un errore ripetuto nella politica italiana il ricorso, da parte di politici in difficoltà (ancorchè sedicenti e/o a torto ritenuti cervelli fini), il tentare di salvare la pelle (politicamente si intende) ricorrendo alla pure e semplici aggregazioni di simboli.

Storicamente tale operazione è risultata quasi sempre perdente, anche quando la somma avrebbe dovuto dare numeri ben più consistenti di quelli già vantati in passato dall’Mpa e dalla Destra.  

Ma allora perche si candida Vittorio Sgarbi ?

E’ una sfida ?  Per vincere cosa, o per danneggiare chi ?

E’ un do ut des ? Siete autorizzati a pensarlo, ma è fondatamente da ritenere che l’altro contraente del patto assai difficilmente potrà consegnare il pattuito, vista l’aria da resa dei conti che circola intorno al Governatore Raffaele Lombardo.

E allora ?

Forse, e questo è il mio parere,  molto più semplicemente Vittorio Sgarbi sfiancato dall’immobilismo e dal conservatorismo (reale prima ancora che politico) che caratterizza la realtà siciliana ritiene esaurita la sua esperienza di sindaco di Salemi e intende utilizzare il dopo elezioni europee per mettere in scena un finale con i botti.

Elezioni Europee, collegio Isole (Sicilia e Sardegna), tutte le liste

Sono undici le liste dei candidati presentate relativamente  alla Circoscrizione V (Italia Insulare) per l’elezione dei membri del Parlamento Europeo, che si svolgera’ il 6 e il 7 Giugno 2009.

“Autonomia”

Questi i candidati: Franco Cuccureddu, Roberto Di Mauro, Eleonora Lo Curto, Raffaele Lombardo, Carmelo Lo Monte, Francesco Musotto, Nello Musumeci e Vittorio Sgarbi.

“Sinistra e Liberta”

I candidati sono: Nichi Vendola, Claudio Fava, Angela Borghero, Luigi Cogodi, Maria Pia Erice, Rosario Gallo, Maria Arcangela Garofalo e Maurizio Rella.

“Rifondazione comunista”

Candidati: Margherita Hack, Giusto Catania, Anna Maria Brunetto, Alessandro Corona, Renata Governali, Pierpaolo Montalto, Gaetana Russo, Laura Stochino.

“Liberal democratici-Movimento associativo italiani all’estero”

Candidati: Daniela Melchiorre, Giovanni Pietro Porcheddu, Mario Giuseppe Capasso, Giuseppe Carrus, Franco Paolo Roberto Corpino, Giuseppe Mancuso, Paolino Maiolino, Beatrice Paparella.

“Fiamma tricolore-Destra sociale”

Sono candidati: Francesco Nicola Condorelli Caff, Ignazio Etzi, Alfio Pippo Scuto, Ludovica Maria Fabrizio, Antonino Cantali, Gaspare Basone, Eugenio Barraco, Salvatrice Barone.

“PdL”

Questi i candidati: Silvio Berlusconi, Maddalena Calia, Michele Cimino, Salvatore Iacolino, Giovanni La Via, Francesca Masci, Sebastiano Sanzarello e Antonino Strano detto Nino.

“Lega Nord”

I candidati sono: Umberto Bossi, Matteo Briganti, Angela Maraventano, Mauro Morle’, Massimiliano Piu, Orsola Porretto, Maria Grazia Floris, Caterina Mendolia.

“Lista Emma Bonino-Lista Marco Pannella”

I candidati sono: Marco Pannella, Emma Bonino, Antonella Casu, Aldo Loris Rossi, Maria Isabella Uggioni, Gianmarco Ciccarelli, Donatella Corleo, Roberto Cicciomessere.

“UDC”

Saverio Romano, Giuseppe Naro, Antonello Antinoro, Pippo Gianni, Maria Grazia Brandara, Luisa Lantieri, Gian Benedetto Melis, Concetta Vindigni.

“Partito Democratico”

Questi i candidati: Rita Borsellino, Francesca Barracciu, Giovanni Barbagallo, Mariolina Bono, Rosario Crocetta, Maria Flavia Timbro, Bruno Dettori e Italo Tripi.

“Italia dei Valori”

Leoluca Orlando, Antonio Di Pietro, Sonia Alfano, Emilio Arcuri, Paola Calorenne, Luigi De Magistris, Salvatore Messana e Gian Maria Uggias.

Update (1)

Le liste alla fine sono risultate 14 in quanto in extremis alle precedenti si sono aggiunte:

Partito Comunista dei Lavoratori

Forza Nuova

Socialisti Uniti per l’Europa