Meglio legalizzare

Un video che in tre minuti vi spiega perchè chi è contro la legalizzazione (mercato regolato della produzione, distribuzione e consumo) delle droghe leggere è a favore della criminalità organizzata, della creazione di nuovi manovali per il crimine, del buttare al cesso 10 miliardi di euro l’anno solo in Italia, dello spaccio per strada e davanti le scuole, dello spreco di denaro pubblico in indagini ridicole, processi farsa, del business del “sostegno sanitario e psicologico” e dell’ affolamento delle carceri al limite del disumano.

Video animazione di Luca Valletta
Testo e voce di Simone Sapienza
Musica: Vasco Rossi.
http://www.fainotizia.it
Hanno collaborato Pasquale Anselmi e Claudia Sterzi.
Cercare marijuana e hashish nelle nostre città significa entrare nel territorio dell’illegalità e della criminalità.
Se è impossibile comprare del pane dopo le venti, la droga è sempre disponibile a qualsiasi ora, basta sapere dove cercare.
Il 32% degli italiani ha fumato cannabis almeno una volta nella vita. i consumatori abituali Sono 3 milioni, con oltre 800 mila persone coinvolte in Italia in procedimenti per possesso di droga, e sono 28 mila i carcerati per violazione della legge sugli stupefacenti.
Le soglie di quantità permessa, periodicamente aggiornate dal ministero della salute, sono irrealistiche. L’applicazione delle normative è molto discrezionale. Viene ritenuta tossicodipendente anche una persona trovata in possesso di qualche grammo di hashish o di 2-3 canne. Capita di vedersi ritirare la patente, di essere costretti a dei controlli periodici sanitari e psicologici per diversi anni oppure a farsi qualche giorno di carcere, o un soggiorno in comunità di recupero.
Il commercio dello stupefacente è gestito dal mercato nero, in cui gli spacciatori spesso sono l’anello più povero del sistema.
Le mafie secondo un rapporto di Sos Impresa, ne hanno fatto un business, che frutta 60 miliardi di euro l’anno.
Grazie ai profitti garantiti alla criminalità organizzata dalle leggi proibizioniste, le narcomafie con il riciclaggio hanno infiltrato l’economia legale (al Nord come al Sud e al Centro) e si stanno letteralmente comprando le nostre città.
Dopo un secolo di politiche proibizioniste, ci si interroga in tutto il mondo su quali siano gli effettivi benefici. E se la via giusta da intraprendere fosse quella della legalizzazione? Quanto incasserebbero gli Stati? E quanto ci costa invece proibire?
Se lo stato italiano avesse esteso la regolamentazione fiscale dei tabacchi anche alle droghe non legali avrebbe risparmiato circa due miliardi l’anno e ne avrebbe incassati 8. Un totale di 10 miliardi l’anno.
Fatte le debite proporzioni questo risparmio ad esempio solo a Roma potrebbe ammontare a circa 66 milioni di euro l’anno.
Ma già nel marzo 2009 l’Economist in un lungo articolo-analisi intitolato “la legalizzazione è il male minore” sosteneva apertamente che la lotta alle sostanze stupefacenti è stata un fallimento.
Legalizzare la droga non significa renderla libera. Innanzitutto si dovrebbe legalizzare la produzione delle piante, consentendo un guadagno non alla criminalità organizzata ma a chi legalmente produce e vende, registrandosi, pagando le tasse, includendo così in un sistema lavorativo legale i propri dipendenti.
Mezzo secolo di caccia alle streghe può essere invertito rivedendo una dopo l’altra le misure che hanno messo le droghe fuori legge.

O signur … (2)

Consigliere provinciale del Pdl in ospedale dopo festino a base di sesso, trans e droga

E’ stato ricoverato in stato confusionale all’alba. Ieri notte, si sarebbe affacciato al balcone della casa di una transessuale nella quale si stava svolgendo il festino, improvvisando un comizio

Un consigliere del Pdl della Provincia di Roma è stato ricoverato in stato confusionale all’alba di oggi in un ospedale della capitale, dopo che avrebbe partecipato a un festino a base di cocaina e sesso, al quale erano presenti alcune trans.

A svelare il retroscena sarebbe stato uno di questi, che ha riferito l’accaduto alle forze dell’ordine. Il consigliere, infatti, si sarebbe affacciato in uno stato confusionale dal balcone della casa nella quale si stava svolgendo il festino – sembra di proprietà della transessuale e in zona San Giovanni – urlando frasi sconnesse e improvvisando un comizio.

01 luglio 2010

da roma.repubblica.it

Anche Totò Cintola, il deputato regionale, inguaiato dalla “cacaina” !

Palermo, quel deputato con il vizietto della droga

PALERMO – “Ha mandato l’autista a comprare la cocaina“, secondo l’accusa. Ed è per questo che il deputato regionale Salvatore Cintola, 68 anni, dell’Udc, è indagato per peculato. C’è anche il nome del parlamentare fra i clienti della rete di spacciatori palermitani bloccati la notte scorsa dalla sezione narcotici della Squadra mobile che ha portato all’arresto di 29 persone.

Secondo i magistrati, Cintola, mentre era a Palazzo dei Normanni, sede dell’assemblea regionale siciliana, avrebbe dato disposizioni alla segretaria per acquistare la cocaina. E i soldi, circa mille euro in contanti, li avrebbe mandati con l’autista in auto blu. È per questo che il deputato è stato indagato. Come consumatore di stupefacenti non gli viene contestato alcun reato.

Agli atti dell’indagine, coordinata dal sostituto procuratore Marcello Viola e dall’aggiunto Teresa Principato ci sarebbero le conversazioni intercettate al telefono fra uno spacciatore e la segretaria di Cintola, che discutono dell’acquisto di cocaina destinata al politico.

Nel 2004, dopo l’ennesimo dialogo, i poliziotti fecero irruzione nella segreteria del parlamentare, ex assessore regionale al Bilancio nel governo guidato da Salvatore Cuffaro, sequestrando dieci grammi di droga. Cintola è stato indagato nei mesi scorsi anche per corruzione dopo le dichiarazioni di Massimo Ciancimino su alcune tangenti pagate per i lavori di metanizzazione nei comuni siciliani.

L’indagine è emersa nell’ambito dell’operazione antidroga della notte scorsa che ha riguardato diverse città (Palermo, Napoli e Firenze). I 29 provvedimenti sono stati emessi dal Gip del Tribunale di Palermo, Piergiorgio Morosini, su richiesta dei Pm della Dda Emanuele Ravaglioli e Marcello Viola coordinati dal Procuratore aggiunto Maria Teresa Principato.

L’indagine, durata circa due anni, ha consentito di smantellare una ramificata associazione criminale, dedita al traffico di sostanze stupefacenti, sopratutto hashish e cocaina, sul territorio nazionale ed in particolare nel palermitano. L’operazione denominata in codice “Dolly Show”, ha portato al sequestro, in più riprese, di oltre 60 kg di hashish e 4 kg di cocaina, trasportati da corrieri italiani tratti poi in arresto.

da La Sicilia

Sotto i dialoghi esilaranti tra il commissario Saracino(Totò) e l’ispettore di dogana Mastrillo (Nino Taranto) in “Totò contro i quattro” del 1963 per la regia di Steno.
Si parla anche di “cacaina”.

I servizi sociali nel programma del sindaco

Il settimo punto del programma del nuovo sindaco di Castellammare del Golfo ingegnere Marzio Bresciani è dedicato ai “ Servizi Socio-Assistenziali “.
Il punto di programma è così articolato:

  • Interventi per le emergenze delle Case Popolari
  • Potenziamnento del Centro diurno per anziani
  • Potenziamento degli asili nido comunali

Non si può che aderire con entusiasmo al proposito di intervenire sulle emergenze delle Case Popolari, e di fornire maggiori mezzi per l’infanzia e la vecchiaia.

Ma non ci si dimentica di qualcosa ?

Castellamamre è una piccola cittadina, seppure eccessivamente dilatata nel territorio, e dove pur non assumendo le problematiche di disagio sociale (almeno quantitativamente) la gravità che assumono nelle grandi-medie città tuttavia fenomeni, quali:

  • la crescente diffusione di droga ed alcool tra i nostri giovani,
  • i sempre più frequenti casi di violenza sessuale su minori a rischio di marginalità sociale
  • l’immigrazione da paesi comunitari ed extracomunitari e la trasformazione in ghetti di parti della città
  • il riemergere della violenza sulle donne in ambito familiare

sono manifestazione di fenomeni che meritano l’ attenzione dei servizi socio assistenziali del comune, e che non possono essere semplicemente affrontati con misure di polizia e con la chiusura al tramonto della Villa Comunale.

E’ necessario:

  • Immaginare e strutturare processi che agevolino l’emergere dei bisogni espliciti e/o impliciti di tali soggetti.
  • Promuovere l’ offerte educative e di recupero delle situazioni di marginalità sociale.
  • Favorire la pari opportunità di inserimento lavorativo alle persone con disagio, con emarginazione sociale, difficoltà di apprendimento e rischio di devianza

Infine tra gli altri osservatori e consulte in programma forse non sarebbe da scartare la costituzione di un Osservatorio Sociale.
Un servizio che attivi studi e ricerche per identificare le situazioni collettive di rischio, le concause degli stati di bisogno e di deprivazione, ai fini della progettazione dei piani di intervento, di prevenzione, recupero e reinserimento sociale.