A che punto è la notte ?

Non ho nemmeno voglia di commentare ulteriormente il rituale “fuori di testa” del Presidente del Consiglio, ne spendere le solite trite e ritrite considerazioni sull’assenza di scrupoli e di senso della legalità di quest’uomo.
Per quanti fossero interessati dò solo due link a due articoli non de “La Repubblica” o de “L’unità”, ma di quell’altro pericoloso e sovversivo foglio che è il “Corriere della Sera”. I link sono questo e questo e mostrano da un lato l’inadeguatezza al ruolo di statista dell’uomo e dall’altro in che misura l’azione di governo sia ormai assorbita in maniera esclusiva dalle proprie personali vicende.

Nel frattempo l’Istat ci informa che almeno 11 milioni di cittadini italiani sono disinteressati alle vicende politiche. Sondaggi, studi e analisi indicano poi che il primo problema per gli italiani è di gran lunga il lavoro, la sua mancanza, la perdita di fiducia delle famiglie nel futuro, la percezione dell’assenza di ogni e qualsiasi disegno strategico per la ridefinizione del ruolo economico dell’Italia nell’ambito dei cambiamenti necessari indotti dalla globalizzazione.
Ma su questi temi centrali si assiste alla assenza di iniziative da parte del governo e a una complessiva deresponsabilizzazione di tutte le forze politiche.

Il cittadino, alla disperata ricerca di interlocutori su questi problemi, continua a non trovarli. Deluso ma non rassegnato, rimane li a chiedersi, a che punto è la notte ?

Autoimpiego (1) – Aprire un sexy shop

“Tutta vestita di nero, accollata che più non si può, Elsa Casarin, veneziana, sposata, sta dietro il bancone del sexy shop appena aperto a Treviso, uno spazio grande, arioso, luminoso. Faceva la camiciaia finché la sua fabbrica non ha chiuso, poi si è adattata a fare le pulizie e lavare i piatti, “lavoretti saltuari, per pagare il mutuo di casa”.

Ha appena venduto a un distinto signore di mezza età un affare monumentale da 35 centimetri al prezzo di 135 euro. Dice che all’inizio ha avuto “un po’ di imbarazzo”, poi è passato, “è un lavoro come un altro”, e che i clienti sono gentili, al massimo qualche proposta di uscire la sera e qualche domanda “un po’ indiscreta”. “Mai avuto noie”, dice Roberto, tranne alcune proteste dei vicini e qualche performance dei soliti esibizionisti. Quasi tutta locale la clientela, molti gli “habitués”, soprattutto fra i 35 e i 45 anni, ma anche molte coppie, e parecchie donne. A Bassano, più donne che uomini.”

Tutto il pezzo su La Repubblica

grazie a Galatea

La Sicilia per tasso di occupazione batte Martinica, Reunion e Guadalupa

Eurostat, l’ufficio europeo di statistica, che ha sede a Bruxelles, in una tabella relativa ai dati 2007 (ammazza che tempismo ! ) rileva che tra le dodici regioni europee con il più alto tasso di disoccupazione giovanile, sei sono dell’Italia meridionale.

Tra queste la Sicilia, con un tasso del 37,2% di giovani dai 15 ai 24 anni senza lavoro, si piazza subito dopo le tre regioni francesi d’oltremare Guadalupa (55,7%), Reunion (50%) e Martinica (47,8%).

Nella lista nera, già allora con un tasso superiore al 30%, figurano anche Campania (32,5%), Sardegna (32,5%), Puglia (31,8%), Calabria (31,6%) e Basilicata (31,4%).

Tra le regioni dell’Unione europea con il tasso più basso di disoccupazione, sempre secondo i dati relativi al 2007, al terzo posto c’è la provincia di Bolzano (2,6%), all’ottavo posto l’Emilia Romagna e la provincia di Trento (entrambe con 2,9%).

Per intenderci tra la Provincia autonoma di Bolzano e la regione Sicila esiste un differenziale di 34,4 punti percentuali, ovvero se si crea un posto di lavoro in un bacino territoriale della capacità/disponibilità di 100 occupati, a fare la fila per il posto a Bolzano saranno poco meno di 3 aspiranti in Sicilia si ritroveranno in 13.

E i dati si riferiscono al 2007 !