Bertolaso tutto qui ? Cose che solo in Italia

Mi ero ripromesso di non parlare di questa vicenda che riempie le prime pagine dei giornali degli ultimi giorni e che annovera, tra i personaggi di spicco coinvolti, il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso, accusato di corruzione.

Leggendo, rileggendo e confrontando sono andato alla ricerca di quegli indizi e/o prove di colpevolezza che il mio senso comune di cittadino qualsiasi, (per niente soddisfatto dell’andazzo delle cose correnti e perennemente indignato per il cinismo e la volgarità imperante), mi fanno ritenere imprescindibili per l’avvio di ogni e qualsiasi azione giudiziaria che possa determinare anche solo il minimo sospetto sull’onorabilità di un qualsiasi cittadino di una stato democratico.

Ebbene non disponendo io dell’ordinanza a cui hanno potuto attingere i giornalisti che ne hanno parlato e commentato, mi sono valso della consultazione delle cronache che le diverse testate ne hanno fatto. Delle due l’una: o sono troppi i giornalisti che dovrebbero tornare a scuola, in quanto non in grado di separare la chiacchera dagli elementi rilevanti dell’inchiesta, o questi elementi rilevanti, e sia chiaro solo relativamente a Guido Bertolaso, nell’ordinanza proprio non ci stanno.

Della presunta corruzione, non un solo elemento di prova sembra sia contenuto nell’ordinanza, la quale si limita a tracciare solo uno scenario possibile.

Scrive il giudice: «Dalle operazioni di monitoraggio telefonico è emerso che Guido Bertolaso risulta essersi incontrato assai frequentemente con Diego Anemone e almeno uno di questi incontri è stato preceduto da frenetici dialoghi telefonici dell’Anemone tesi, con ogni evidenza, al rapido procacciamento di una consistente somma di denaro.

Inoltre Anemone in varie occasioni si è premurato di informare preventivamente di questi incontri Angelo Balducci e Mauro Della Giovampaola contattandoli al termine degli incontri medesimi per riferirne cripticamente l’esito a conferma della loro attinenza con le cointeressenze di natura illecita che il gruppo Anemone coltiva con i pubblici ufficiali.

L’episodio cui si fa riferimento risale al 21 settembre 2008, alle 10.30 Anemone deve incontrare Bertolaso. Un’ora prima telefona a don Evaldo, sacerdote per conto del quale sta eseguendo lavori edili.

Anemone: Senti don Eva’, scusa se ti scoccio… stamattina devo vedere una persona verso le 10.30-11.00, tu come stai messo?
Don Evaldo: Di soldi? Qui ad Albano ce n’ho 10 soltanto. Giù a Roma potrei darteli… Debbo poi portarli in Africa… mercoledì vediamo un po’…

Secondo gli inquirenti “i due si accordano per l’indomani”.

Anemone: Eh ma oggi non ce la facciamo eh? Domani… domani. mattina faccio un salto caso mai.

In una telefonata di due giorni dopo, sottolinea il giudice, “Anemone sembra quantificare in 50.000 euro la somma di denaro richiesta e ottenuta da don Evaldo”.

Questo episodio così viene commentato nell’ordinanza: “Guido Bertolaso intrattiene rapporti diretti con l’imprenditore Diego Anemone con il quale spesso si incontra di persona. In previsione di taluni incontri Anemone si è attivato alla ricerca di denaro contante, tanto che gli investigatori ritengono abbia una certa fondatezza ritenere che detti incontri siano stati finalizzati alla consegna di somme di denaro a Bertolaso”.

Gli investigatori ritengono abbia una certa fondatezza ?

Il sospetto è ancora solo un sospetto ed i fatti sono tutti da accertare ma si ritiene di aprire comunque un procedimento giudiziario in presenza di una pura e semplce, al momento, elucubrazione mentale. Ma dico, siamo matti !

Le parole dei giudici infatti delineano in assenza di riscontri fattuali solo un quadro di sospetti e tali restano in assenza di dati numeri, circostanze documentate. Restano parole, affermazioni pesanti quanto vuote di riscontri che non dimostrino alcunchè e tanto meno un qualsiasi ruolo da corrotto dello stesso Guido Bertolaso.

Altro è il discorso sulle eventuali responsabilità politiche del Bertolaso e sui doverosi controlli e provvedimenti che deve predisporre chi sta in alto nella scala gerarchica a garanzia della correttezza dei suoi sottoposti e per i quali nel caso di quanto emerge già nell’ordinanza non può esimersi dal pagare politicamente.

Per questa responsabilità politica, e non per essere indagato in questo modo, Guido Bertolaso aveva fatto bene a presentare doverose dimissioni.

E’ stato un errore imperdonabile l’averle ritirate.

Come si è detto sono le intercettazioni telefoniche a rivelare come Anemone si preoccupasse di compiacere Bertolaso anche nei momenti liberi.
Il tenore dei dialoghi intercettati induce il giudice a ritenere che Bertolaso abbia usufruito presso il centro, all’uopo chiuso al pubblico, di prestazioni di natura sessuale e che a tale specifico fine il Rossetti abbia ingaggiato una donna che si è intrattenuta con Bertolaso.

In particolare nel documento viene citato un episodio che risale al 14 dicembre 2008 quando “viene fatta giungere una donna di nazionalità brasiliana, di nome Monica (con ogni verosimiglianza una prostituta gestita da tale Regina), che intratterrà Bertolaso”.

Ma mancano i riscontri relativamente all’incontro della donna con il Bertolaso.

E poi si sottolinea come il capo della Protezione civile “si è recato più volte presso il centro usufruendo delle prestazioni di tale Francesca” almeno dodici volte tra il 2008 e il 2009, che sono state annotate nelle loro informative dai carabinieri del Ros.

Ma sulla “tale Francesca” niente sappiamo dagli atti dell’inchiesta.

Stralci dell’inchiesta:

È il 21 novembre 2008.
Bertolaso: sono Guido buongiorno
Rossetti: buongiorno, tutto bene?
Bertolaso: Sono atterrato in questo istante dagli Stati Uniti… se oggi pomeriggio Francesca potesse… io verrei volentieri… una ripassata.

Sei mesi dopo, l’11 marzo 2009, Bertolaso chiama Rossetti e lo avverte che «stanno venendo i miei due ragazzi che avevano una cosa per Francesca che gli dovevo mandare da tanto tempo».

Il 21 settembre 2008, annota il gip nella sua ordinanza, “l’Anemone, unitamente al Rossetti (Simone Rossetti, indagato, gestore del Salaria sport village – ndr)”, si attiva per organizzare la “cosa megagalattica”.

Rossetti: …capo
Anemone: …eccomi R.:…allora domenica prossima alle 8
A.: …di quello che parlavamo prima…?
R.: … si si… cosa megagalattica
A.: …ma li da voi?
R.: …chiudo il circolo due ore prima…festa al Centro Benessere
A.: …benissimo okay
R.: … (inc)… con lui
A.: …eh?
R.: …tre persone con lui (…)
A.: …grazie… quindi l’ora a che ora è?
R.:…io direi per le 8 così ci organizziamo.. un po’ di frutta prima… champagne… frutta … un po’ di colori fuori… cose

Il 23 settembre altra conversazione intercettata tra i due.

Anemone: …2 cose… la prima al 99% domenica va bene
Rossetti: …okay… perfetto
A.: …me lo conferma sabato… però m’ha detto che al 99%… si
R.: … okay… sicuramente ci costerà qualche soldino
A.: non mi frega un c. Simò
R.: …no, no, io ’ste cose A.:…sì, sì, però mi raccomando…la riservatezza tua e basta…Simò
R.: … ah…Diè…tranquillo proprio…

I due parlano ancora della festa il 25 settembre.

Rossetti: …senti quante situazioni devo creare?…una…due
Anemone: ….io penso due… lui si diverte… due
R.: …tre?…che ne so!
A.: …eh la Madonna!
R.: …(ride) va bene… a posto
A.: …di qualità!
R.: …assolutamente

Bertolaso, in una telefonata ad Anemone del 27 settembre, spiega però di non poter essere a Roma la sera dopo, domenica.

Anemone: …quindi non ci sei domani sera
Bertolaso: …no domani sera… ahimè non ci sono
A.: … ho capito…
B.: …però conto che l’offerta possa essere ripetuta ovviamente in un’altra occasione (…)
A.: …come no! come no!…grazie…ci sentiamo in settimana.

E infine Marrazzo si dimise

Roma, 27 ott. (Adnkronos/Ign) – Piero Marrazzo ha rassegnato le dimissioni da Presidente della Regione Lazio, dopo lo scandalo che lo ha coinvolto. Lo comunica una nota dell’ufficio stampa della Regione. Intanto Marrazzo avrebbe lasciato la sua casa romana per prendersi qualche giorno di riflessione in un istituto religioso.
“Le mie condizioni personali di sofferenza estrema non rendono più utile per i cittadini del Lazio la mia permanenza alla presidenza della Regione Lazio – scrive Marrazzo, in una lettera inviata al presidente del Consiglio regionale Bruno Astorre e al vicepresidente della Regione Lazio Esterino Montino -. Comunico con la presente le mie dimissioni definitive e irrevocabili”. “A tutti coloro che mi hanno sostenuto e a quanti mi hanno lealmente avversato – prosegue Marrazzo – voglio dire che finché mi è stato possibile ho operato per il bene della comunità laziale. Mi auguro che questo mi possa essere riconosciuto al di là degli errori personali che posso aver commesso nella mia vita privata”.

Marrazzo, si dimetta please !

Non tanto per i suoi, non rivelati in precedenza, orientamenti sessuali, per come tuttavia e senza ipocrisie un uomo pubblico ha il dovere e l’obbligo morale di fare, quanto per non avere denunciato per tempo il ricatto.

E non ci si arrampichi sugli specchi del complotto e della barbarie della lotta politica, come fa D’Alema il quale dichiara: (ADNKRONOS)- “Trovo spiacevole queste forme di intrusione nella vita delle persone e ho l’impressione che ci sia un certo rischio di imbarbarimento”, per giustificare ciò che non è perdonabile al cittadino comune, figurarsi al reggitore della cosa pubblica.

Ma oggi ciò che si legge per esempio qui non lascia più spazio a dubbi di alcun tipo su quale sia l’unica cosa che Marrazzo deve fare e presto.

*** – A costo di attirarmi l’accusa di sciacallaggio, del solito “pierino”, rilevo per la cronaca che anche Marrazzo, come Bassolino è un sostenitore della mozione Pierluigi Bersani.

Salemi: a dire basta ora è Vittorio Sgarbi

Una nota d’agenzia (Adnkronos) ed un’intervista, pubblicata dalla edizione Palermo de “la Repubblica” di oggi 10 ottobre, per dire che: “Il sindaco di Salemi (Trapani), Vittorio Sgarbi, stamane ha revocato l’incarico di assessore a Oliviero Toscani.
Il fotografo, che aveva la delega alla Creativita’, alla Comunicazione e ai Diritti umani, nonostante avesse piu’ volte annunciato alla stampa l’intenzione di dimettersi, non ha mai formalizzato questo intendimento, e cioe’ non ha mai presentato al Comune la lettera di rinuncia alla carica assessoriale.

Toscani è ingeneroso, le sue invettive sono false e senza prove. A questo punto lo caccio io.

Ho deciso di revocargli l’incarico perche’ e’ venuto meno il rapporto fiduciario. Ovviamente l’attivita’ dell’assessorato alla Creativita’ continuera’ con nuovi stimoli e nuove risorse per dimostrare che in Sicilia e’ possibile lavorare e non vi e’ la condizione di dover scappare.“.

Il sostituto di Toscani sara’ nominato con molta probabilita’ gia’ lunedi’ prossimo.

E nell’intervista Sgarbi precisa inoltre, ancora una volta, il suo rapporto con Pino Giammarinaro con una serie di affermazioni abbastanza secche: “E’ stato Giammarinaro a volermi come sindaco di Salemi. Mi ha chiamato lui e siamo qui grazie a qiesta unione. Ma poi io mi sono messo a fare il sindaco e adesso decido solo io. Lui controllerebbe tutto ? A stento è riuscito a ottenere una miseria, tremila euro, per un torneo di volley. Idem la sua richiesta per un gruppo musicale, a costo zero.“.

Ed ancora: “Riguardo a Giammarinaro che posso dire ? Voleva che in giunta ci fossero uomini suoi, voleva nominare il vice-sindaco, è vero. E tanti altri. Ma io non ho voluto. Alla fine i personaggi che possiamo ricondurre a lui sono gli assessori Angelo Calistro e Caterina Bivona.“.

Giammarinaro è privo di capacità politica, o meglio, di capacità di condizionamento. Se Toscani ha le prove di qualcosa le tiri fuori.“.

Ed infine la stoccata finale a Oliviero Toscani (o a Pino Giamamrinaro ?): “[Oliviero Toscani]non vuole fare l’assessore alla Creatività perchè crede che tutto sia controllato da Giammarinaro ? E’ come se dicessi che io non posso fare il sindaco di Salemi perchè c’è Matteo Messina Denaro.“.

Oliviero Toscani: “Io a Giammarinaro non devo nulla”

Oliviero Toscani è’ tornato ieri sull’argomento delle sue dimissioni da assessore alla creatività del Comune di Salemi con una intervista ad Emanuele Lauria, pubblicata dalla edizione Palermo de “La Repubblica”

“L’ormai ex assessore alla Creatività del Comune Di Salemi spiega il suo addio: ‘Laggiù c’è una colla in cui restano invischiate le iniziative importanti. Mi hanno visto Come un disturbatore, c’è una vecchia mentalità'”

Il fotografo attacca il ras dc Giammarinaro: ‘Comanda lui, Sgarbi è un ingenuo'”

“Non sono riuscito a realizzare il progetto delle case a un euro. Tutti hanno desistito di fronte ai problemi posti dai tecnici. In realtà sono interessi privati che condizionano l’attività. Basta atterrare a Punta Raisi per sentir discutere di finanziamenti, aiuti pubblici fondi europei. La Sicilia soffre di rassegnazione, di mancanza di energia e coraggio”

Intervista al fotografo dopo l’addio alla giunta di Salemi

Toscani: “Io, bloccato dagli speculatori”

Emanuele Lauria

«Dopo un anno in Sicilia mi è venuta voglia di votare per la Lega». Caustico, tagliente e provocatorio come le sue campagne pubblicitarie: Oliviero Toscani non fa sconti. E, chiamato in causa da Sgarbi, torna sui motivi della decisione – annunciata a Repubblica – di lasciare la giunta di Salemi e rinunciare alla scommessa incarnata da un assessorato alla Creatività. Rivelando come dietro l´addio ci sia lo stop alla vendita delle case a un euro. Operazione affogata in un più vasto piano di dismissione degli immobili di cui lo stesso Toscani ha chiesto il ritiro: «Hanno prevalso interessi speculativi». Il fotografo mette nel mirino Sgarbi («Parla tanto ma ha le mani legate») e un paese «dove gli uomini di Giammarinaro controllano tutto».

Toscani, lei si è tirato indietro e Sgarbi l’ha accusata di aver accettato l’idea che tutto qui è uguale, tutto è mafia.
«Io sono un libero professionista, Vittorio cerca di fare il politico. Io voglio concludere le cose che porto avanti. Ho capito che c´è una colla, laggiù, in cui restano invischiate le iniziative più importanti. Non è che nel resto d´Italia sia molto diverso, ahimè».

Ha detto che la creatività è l´opposto della sicilianità, suscitando aspre polemiche. E premi Nobel come Pirandello o Quasimodo dove li mettiamo?
«Protagonisti del secolo scorso. Oggi la Sicilia cosa produce? Cosa dice la gente nel mondo di quest´Isola? Siamo seri: è un problema di mentalità. Basta atterrare a Punta Raisi per sentire discutere di finanziamenti, aiuti pubblici, fondi europei. Di assistenzialismo, in una parola. Sbaglio o già Sciascia accennava al male della sicilitudine? Chi vuol bene a questa terra parla come me, gli altri fanno facili moralismi».

Sicilia irredimibile, per dirla ancora con Sciascia.
«Aveva ragione lui. A Salemi sono stato visto come un disturbatore perché, ad esempio, mi sono opposto a un parcheggio schifoso in piazza Alicia, l´unica cosa bella che ha il paese. “Non si posteggia perché c´è Toscani”, hanno detto subito i salemitani. Il proprietario del bar è venuto da me a lamentarsi, invece di ringraziarmi perché la piazza ha acquisito valore e ora può mettere i tavolini fuori. Ripeto: è una questione di mentalità».

Ma quali progetti non è riuscito a realizzare?
«Uno su tutti, le case a un euro. Ci lavoravamo da un anno, avevamo fatto venire a Salemi notai e avvocati di grido. Tutti alla fine hanno desistito, davanti ai tremila problemi posti dai tecnici. In realtà ci sono interessi privati che condizionano il Comune. Tutti lo sanno. Come tutti sanno che a Salemi c´è un capo supremo a determinare l´attività amministrativa».

Parla dell´ex deputato dc Giammarinaro, sponsor dell´elezione di Sgarbi?
«È un problema di Vittorio, non mio. Io a Giammarinaro non devo nulla, l´ho detto anche in piazza. Ieri mi ha telefonato chiedendomi di non andare via, ho risposto che farò quello che devo fare. Sgarbi parla ma ha le mani legate. Giammarinaro gli ha indicato un paio di assessori, i suoi uomini controllano tutto. Vittorio è un uomo incredibile, è generoso e buono. Ma ingenuo. Deve crescere».

Il ciclone Sgarbi a Salemi, un anno dopo. Solo immagine?
«Macché. Abbiamo realizzato tanti progetti, dalla lotta al randagismo alla promozione del vino. Per una manifestazione come “Benedivino”, che ha avuto risalto nazionale, sono dovuto andare a invocare un contributo dal presidente della Provincia Turano come fosse un favore. Mia moglie non ci credeva: “Ma devi arrivare a questo?”, mi ha chiesto. Tra parentesi: gli artisti di “Benedivino” ancora attendono quanto promesso. Con le case a un euro, l´iniziativa cui tenevo di più, volevo ricostruire il paese. L´impressione è che abbiano prevalso tentazioni speculative. Sì, ho chiesto di fermare tutto».

Che futuro ha l´amministrazione di Salemi?
«Credo che Sgarbi attenda un posto più importante, poi lascerà. A me interessava il progetto Salemi. L´ho portato avanti con ragazzi straordinari, che hanno dovuto confrontarsi con indifferenza e scarsa riconoscenza. Ecco, nei giovani siciliani io credo molto».

Il male peggiore della Sicilia: la politica, la cattiva amministrazione, la mafia?
«Io direi la mala abitudine, il malcostume, il fatalismo, la rassegnazione. La mancanza di energia e di coraggio: di creatività, insomma. Se dovessi descrivere l´Isola con un´immagine delle mie campagne, sceglierei quella della modella anoressica».

da “La Republica” del 09/10/2009

Oliviero Toscani ha detto basta !

“La creatività è l’opposto della sicilianità”. Mi sono ritrovato a Salemi affascinato dall’idea di un sogno che avrebbe potuto realizzarsi attraverso gli infiniti progetti che in poco più di un anno sono riuscito a concretizzare grazie all’amico Sindaco Vittorio Sgarbi, ai ragazzi del mio Assessorato del Progetto Terremoto e a tutti gli amici siciliani e non che hanno creduto in questo sogno.
Però, ultimamente, fra le mille difficoltà crescenti, ho cominciato a dubitare della possibilità di realizzare il “sogno Salemi”. C’è voluto Francesco Merlo e il suo articolo, carico di amore per la Sicilia, dal titolo: “La pietà non è uguale per tutti”, su La Repubblica del 4 ottobre, a farmi capire e decidere: se si ama veramente questa terra, non ci si deve sottomettere a questo sistema.
QUI, si opera in un sistema compromesso, fra rassegnazione e malcostume, dove tutto e il suo contrario trovano legittimazione. Un territorio con una natura straordinaria, dove però chi vuol fare, non riesce ad evitare d’infangarsi.
QUI, la soddisfazione che illumina di gioia ogni soggetto capace di creare, viene anticipata dal sorriso beffardo che più o meno suona così: facciamo questa tal cosa così otterremo contributi, finanziamenti e favori.
QUI, prima di dar vita a qualsiasi progetto si cercano finanziamenti pubblici.
QUI, solo e solamente così si concepiscono i progetti. Al vigile urbano a cui ho chiesto con insistenza il perché non si fermino o non si multino giovani e meno giovani che per le vie di Salemi sfrecciano senza casco, mi ha risposto che
QUI, non siamo a Milano, certe cose si devono fare piano piano.
QUI, manca completamente il senso di responsabilità e la consapevolezza che l’uso del casco oltre che essere una legge dello Stato, è concepito per la sicurezza e l’incolumità.
Non c’è regola che si possa dare perché QUI la regola è sottomessa al comodo di tutti. Questo è il costume, dove ogni forma di vita creativa come ogni pezzetto di vita attiva è perennemente mortificata dall’ignobile becera convenienza, dall’indifferenza e dall’assistenzialismo.
QUI, per creare qualsiasi progetto utile alla comunità, sei costretto a chiedere favori per poterlo realizzare.
QUI, devo chiedere per favore a chi sto facendo un favore.
QUI, ogni idea creativa deve prendere la forma dell’imbecillità burocratica; qualsiasi progetto intelligente, utile e valido viene sempre abortito. Come si fa a pensare al progetto Case a un Euro con questi presupposti! Salemi rimarrà terremotata per sempre. È così che i suoi cittadini la vogliono.
Nell’articolo di Merlo leggo forte l’amore per la sua terra, un grido di denuncia che parte da un cuore intelligente e sensibile. Io, non posso più stare al gioco che questa politica mi vorrebbe imporre, sto con Merlo e con chi ama veramente la Sicilia. Ecco perché non continuo il mio mandato di Assessore alla Creatività a Salemi. Peccato, QUI è un’occasione persa.
Io continuerò altrove.
Oliviero Toscani e i ragazzi dell’Assessorato alla Creatività, Progetto Terremoto Julia Borghini, anni 27 Simona Bua, anni 25 Giuliana Conte, anni 25 Giacomo Costa, anni 23 Antonio De Lorenzi, anni 23 Dario Drago, anni 24 Giuseppe Favale, anni 21 Vincenzo Luca Forte, anni 29 Davide Franzetti, anni 26 Emanuele Giattino, anni 25 Federico Mauro, anni 22
Oliviero non farti cadere le braccia !

Una lettera all’edizione Palermo de “La Repubblica” di oggi per annunciare le dimissioni da assessore a Salemi:

La creatività è l’opposto della sicilianità“. Mi sono ritrovato a Salemi affascinato dall’idea di un sogno che avrebbe potuto realizzarsi attraverso gli infiniti progetti che in poco più di un anno sono riuscito a concretizzare grazie all’amico Sindaco Vittorio Sgarbi, ai ragazzi del mio Assessorato del Progetto Terremoto e a tutti gli amici siciliani e non che hanno creduto in questo sogno.

Però, ultimamente, fra le mille difficoltà crescenti, ho cominciato a dubitare della possibilità di realizzare il “sogno Salemi”. C’è voluto Francesco Merlo e il suo articolo, carico di amore per la Sicilia, dal titolo: “La pietà non è uguale per tutti”, su La Repubblica del 4 ottobre, a farmi capire e decidere: se si ama veramente questa terra, non ci si deve sottomettere a questo sistema.

Qui, si opera in un sistema compromesso, fra rassegnazione e malcostume, dove tutto e il suo contrario trovano legittimazione. Un territorio con una natura straordinaria, dove però chi vuol fare, non riesce ad evitare d’infangarsi.

Qui, la soddisfazione che illumina di gioia ogni soggetto capace di creare, viene anticipata dal sorriso beffardo che più o meno suona così: facciamo questa tal cosa così otterremo contributi, finanziamenti e favori.

Qui, prima di dar vita a qualsiasi progetto si cercano finanziamenti pubblici.

Qui, solo e solamente così si concepiscono i progetti. Al vigile urbano a cui ho chiesto con insistenza il perché non si fermino o non si multino giovani e meno giovani che per le vie di Salemi sfrecciano senza casco, mi ha risposto che qui, non siamo a Milano, certe cose si devono fare piano piano.

Qui, manca completamente il senso di responsabilità e la consapevolezza che l’uso del casco oltre che essere una legge dello Stato, è concepito per la sicurezza e l’incolumità.

Non c’è regola che si possa dare perché qui la regola è sottomessa al comodo di tutti. Questo è il costume, dove ogni forma di vita creativa come ogni pezzetto di vita attiva è perennemente mortificata dall’ignobile becera convenienza, dall’indifferenza e dall’assistenzialismo.

Qui, per creare qualsiasi progetto utile alla comunità, sei costretto a chiedere favori per poterlo realizzare.

Qui, devo chiedere per favore a chi sto facendo un favore.

Qui, ogni idea creativa deve prendere la forma dell’imbecillità burocratica; qualsiasi progetto intelligente, utile e valido viene sempre abortito. Come si fa a pensare al progetto Case a un Euro con questi presupposti! Salemi rimarrà terremotata per sempre. È così che i suoi cittadini la vogliono.

Nell’articolo di Merlo leggo forte l’amore per la sua terra, un grido di denuncia che parte da un cuore intelligente e sensibile. Io, non posso più stare al gioco che questa politica mi vorrebbe imporre, sto con Merlo e con chi ama veramente la Sicilia. Ecco perché non continuo il mio mandato di Assessore alla Creatività a Salemi. Peccato, qui è un’occasione persa.

Io continuerò altrove.”

Oliviero Toscani e i ragazzi dell’Assessorato alla Creatività, Progetto Terremoto Julia Borghini, anni 27 Simona Bua, anni 25 Giuliana Conte, anni 25 Giacomo Costa, anni 23 Antonio De Lorenzi, anni 23 Dario Drago, anni 24 Giuseppe Favale, anni 21 Vincenzo Luca Forte, anni 29 Davide Franzetti, anni 26 Emanuele Giattino, anni 25 Federico Mauro, anni 22

Oliviero non farti cadere le braccia !

Chi dice che i portoghesi non pagano ?

Pagano, pagano !

Il gesto delle corna fatto in parlamento, verso il capogruppo dell’opposizione comunista Bernardino Soares, è costato le dimissioni al ministro dell’economia Manuel Pinho

L’incidente si è verificato durante il dibattito sullo stato della nazione, l’ultimo prima dello scigliemento delle camere.

Soares nel suo intervento stava duramente criticando l’operato di Pinho nella vicenda delle miniere di zinco di Aljustrel, nel sud del paese, minacciate di chiusura. Seduto sul banco del governo Pinho, visibilmente irritato, ha guardato male il leader comunista, poi ha portato le due mani, indici tesi, sui due lati della testa e gli ha fatto il segno delle corna. Ossia “cornuto“. Un insulto pesante, per di più registrato dalle Tv presenti nell’aula di palazzo Sao Bento.

L’opposizione è insorta, chiedendo le immediate dimissioni del ministro, che ha lasciato l’aula. Scuro in volto il primo ministro, il socialista Socrates è intervenuto per condannare il “comportamento inammissibile” di Pinho e presentare le scuse del governo. Poco dopo l’annuncio delle dimissioni.

Folle Nord

“SARONNO, SINDACO PD DURA SOLO 11 GIORNI

MILANO – Manca ancora la giunta, il consiglio comunale non si è ancora riunito e mai si riunirà: a Saronno l’avventura di Luciano Porro, candidato del Pd eletto sindaco al secondo turno, è finita dopo solo 11 giorni. Porro ha battuto la sua avversaria Annalisa Renoldi al ballottaggio ma il Pdl ha preso più voti del centrosinistra in consiglio comunale. Sì è quindi creata una situazione anomala con la maggioranza dei consiglieri del centrodestra e un sindaco espressione delle liste del centrosinistra.

Questa mattina, tutti i consiglieri di opposizione (16 su 30) hanno presentato le dimissioni e questo ha fatto decadere il mandato di Porro. Ora il Comune sarà retto da un commissario prefettizio fino alle nuove elezioni, che dovrebbero svolgersi in contemporanea con le regionali dell’anno prossimo.

“Abbiamo deciso congiuntamente di rassegnare le dimissioni dopo una lunga discussione – ha spiegato il coordinatore cittadino del Pdl Enzo Volonté – perché l’ipotesi di dialogo ventilata dal sindaco non è mai stata attuata”. Soddisfatta anche la Lega Nord, i cui consiglieri avevano presentato le dimissioni già il primo luglio chiedendo agli alleati di fare altrettanto. “Pdl e Udc ci hanno seguito in questa battaglia – ha detto il segretario locale della Lega Angelo Veronesi – e abbiamo espugnato il castello della sinistra estremista”. Oltre ai cinque consiglieri della Lega, infatti, oggi si sono dimessi anche i dieci del Pdl e quello dell’Udc.”

ANSA

Castellammare del Golfo, Consiglio Comunale l’otto aprile

E’ stato convocato per l’otto aprile il Consiglio Comunale di Castellammare del Golfo.
Diciannove i punti all’ordine del giorno. Tra i più rilevanti il subentro in Consiglio Comunale al posto del Professore Sebastiano Cruciata del Pd del primo dei non eletti della medesima lista, Professor Giovanni Portuesi a seguito di sentenza del TAR Sicilia che lo ha riconosciuto come legittimo titolare della carica di consigliere comunale.
Numerose le interpellanze da esaminare a firma di Ivano Motisi, Vito Bonventre su temi di rilievo della vita amministrativa cittadina.
A seguire alcuni ordini del giorno e l’approvazione di alcuni debiti fuori bilancio a seguito di sentenze del Tribunale di Trapani sezione Lavoro e per concludere l’approvazione della convenzione per la realizzazione del canile consortile e il piano di miglioramento dei servizi di Polizia Municipale.

“Il Consiglio Comunale è convocato per il giorno 8 del mese di Aprile alle ore 11,00 ed in prosecuzione nei giorni 15 e 16 Aprile alle ore 18,00 presso i locali del Palazzo Municipale, Aula Consiliare, in seduta ordinaria, per la trattazione dei seguenti punti all’O.d.G.:

1  . Nomina scrutinatori e lettura ed approvazione dei verbali delle sedute precedenti
2  . Comunicazioni del Presidente e
3  . Insediamento e giuramento del nuovo C.C. Sig. Portuesi Giovanni in esecuzione di sentenza del TAR Sicilia n ° 53/09 del 27/03/2009;
4  . Esame, ai sensi della L.R. 24/06/1986, n. 31 e della L.R. 21/09/1990, n. 36, delle condizioni di eleggibilità e di candidabilità, secondo l’ art. 58 del D.Lgs. 18/08/2000 n. 267, per la convalida dell’ eletto, nonché delle condizioni da cui scaturisce la sospensione di diritto dalla carica secondo l’ art.5 9 del D.Lgs. 18/08/2000 n. 267.
5  . Esame situazioni di incompatibilità ai sensi della L.R. 24/06/1986, n. 31 , ed eventuale inizio della procedura disciplinata dall’ art. 14 della L.R. 24/06/1986, n. 31;
6  . Interpellanza del Cons. Motisi Ivano, pervenuta in data 05/03/2009 prot. n° 0007265 del 06/03/09 avente per oggetto: “Erogazione idrica”;
7  . Interpellanza del Cons. Motisi Ivano, pervenuta in data 05/03/2009 prot. n° 0007266 del 06/03/09 avente per oggetto: “Aggiornamento incidenza oneri di urbanizzazione”;
8  . Interpellanza del Cons. Bonventre Vito, pervenuta in data 04/03/2009 prot. n° 0007455 del 09/03/09 avente per oggetto: “Accesso e funzionalità uffici Comunali”
9  . Interpellanza del Cons. Bonventre Vito, pervenuta in data 09/03/2009 prot. n° 0008193 del 11/03/09 avente per oggetto: “Affidamento incarichi esterni settore urbanistico”;
10 . Interpellanza del gruppo consiliare “Indipendenti – U.D.C.”pervenuta in data 16/03/2009 prot. n° 0008842 del 17/03/09 avente per oggetto: “Redazione del Piano Generale del Traffico”;
11 . Interpellanza del Cons. Motisi Ivano, pervenuta in data 16/03/2009 prot. n° 0008843 del 17/03/09 avente per oggetto: “Piano triennale delle OO.PP.”;
12 . Interpellanza del Cons. Motisi Ivano, pervenuta in data 16/03/2009 prot. n° 0008843 del 17/03/09 avente per oggetto: “Referendum consultivo Plesso Buccellato”;
13 . O.d.G. – proposta dal Cons. Bonventre Vito – avente ad oggetto “Dimissioni dell’ Assessore ai Lavori Pubblici”;
14 . Approvazione O.d.G. sulla grave crisi che sta attraversando il settore dell’ estrazione del marmo nella nostra provincia;
15 . Approvazione O.d.G. – proposta dal gruppo consiliare Popolo della Libertà – avente ad oggetto “Sicurezza nel Golfo di Castellammare”;
16 . Riconoscimento legittimità debito fuori bilancio derivante da sentenza n° 636/08 del Tribunale di Trapani sez. lavoro a seguito di Decreto ingiuntivo n° 58/07  del Dipendente Ponzio Francesco, a titolo di compensi per lavoro straordinario svolto negli anni 2003/2004;.
17 . Riconoscimento legittimità debito fuori bilancio derivante da sentenza n° 493/08 del Tribunale di Trapani sez. lavoro a seguito di risarcimento danni alla dipendente Di Felice Vincenza;
18 . Approvazione della convenzione comunale per la progettazione, esecuzione e gestione di un rifugio per cani sovracomunale da realizzarsi nel territorio di Calatafimi Segesta, contrada Lagani, fra i Comuni di Alcamo, Castellammare del Golfo e Calatafimi Segesta, ai sensi dell’ art. 30 del D.lgs 267/2000;
19 . Piano miglioramento dei servizi di Polizia Municipale.”

I lavori consiliari verranno preceduti giorno 8 aprile 2009 alle ore 10 da una conferenza stampa, organizzata dall’Amm.ne Comunale per festeggiare il nostro Concittadino Emanuele Di Gregorio che nello scorso Campionato Europeo Indoor ha conquistato la medaglia di bronzo.

Castellammare del Golfo non è un paese qualsiasi

In un paese qualsiasi, in un tempo qualsiasi, che le prime dimissioni di un membro della giunta arrivino a meno di otto mesi dall’insediamento, sarebbe fatto eccezionale, ma non sconvolgente. 

In un paese qualsiasi, in un tempo qualsiasi, se le prime dimissioni di un membro della giunta fossero state quelle dell’assessore ai Lavori Pubblici, sarebbe stato lecito il generarsi di un qualche allarme.

Figurarsi allora quali allarmi, e in quali sedi, possono generarsi, se  le dimissioni sono quelle dell’assessore ai Lavori Pubblici, del Comune di Castellammare del Golfo (Sicilia – Trapani), restituito alla amministrazione ordinaria dopo ventiquattro mesi di amministrazione straordinaria, conseguenti ad uno scioglimento degli organi democratici per infiltrazioni mafiose, e nel quale sono in corso lavori piuttosto consistenti per la realizzazione del porto e lavori di importo rilevante sono previsti a breve per la realizzazione del Depuratore di Contrada Cerri.

No, Castellammare del Golfo non è un paese qualsiasi e il Sindaco Marzio Bresciani, ha il dovere di fugare con immediatezza ogni dubbio, tutti i dubbi, anche il mimimo pur infondato dubbio che potesse esser sollevato anche solo in via ipotetica intorno ai contorni oscuri di questa vicenda.