Quale futuro per Palermo ?

Il finale del reportage palermitano di Fulvio Abbate, dopo il “Il giorno della civetta” e “Dimenticare Palermo”, il futuro

grazie a Teledurruti

*** – Il Giorno della civetta – Film del 1968 di Damiano Damiani con: Claudia Cardinale, Lee J. Cobb, Franco Nero, Serge Reggiani.

Dal romanzo (1961) di Leonardo Sciascia: Dopo l’assassinio dell’imprenditore edile Colasberna e la misteriosa sparizione dell’ unico testimone dell’omicidio, il capitano Bellodi è deciso a far luce sulla questione. Dopo aver trovato solo omertà e reticenza deciderà di giocare l’ultima carta che gli rimane con la confessione di un informatore, il quale rivelerà a Bellodi che il mandante dell’ omicidio è Don Arena,capomafia del paese. Nonostante sappia che Don Arena ha amici ai vertici della politica, Bellodi decide di continuare il suo lavoro fino in fondo. Non appena Don arena viene arrestato e l’ indagine sembra chiusa, l’informatore del capitano viene assassinato, Don Arena viene rilasciato e Bellodi viene trasferito a Parma.
Quando uscì fu vietato ai minori di 18 anni.

*** – Dimenticare Palermo – Film del 1990 di Francesco Rosi con: James Belushi, Mimi Rogers, Joss Ackland, Carolina Rosi

Dal romanzo omonimo di Edmonde Charles-Roux. Carmine Bonavia, figlio di immigrati italoamericani, è candidato a sindaco di New York. Come promessa elettorale, per eliminarne definitivamente il problema, fa una clamorosa proposta: la liberalizzazione della droga.

Al fine di conoscere più a fondo l’argomento, decide di passare la luna di miele con la giovane sposa Carrie proprio a Palermo: alloggiato in un lussuoso hotel, visita i più bei monumenti della città, ma ne contempla anche il degrado. E qui la mafia (preoccupata a fondo dalla sua proposta, che la priverebbe del racket più lucroso) tenta in ogni modo di incastrarlo, coinvolgendolo infine nell’omicidio (inscenato ad arte) di un giovane fioraio, con cui Carmine poco tempo prima aveva avuto un alterco. La vicenda rischia di mandare all’aria i progetti elettorali, in quanto egli è accusato di omicidio premeditato.

Su indicazione di un anziano principe che vive segregato da anni nel suo stesso albergo per timore di vendette della mafia, Carmine può così incontrare, in una villa fuori città, un potente boss italoamericano, che gli spiega il “danno” che egli recherebbe a Cosa Nostra, e gli propone un patto: rinunciare a liberalizzare la droga, in cambio della diffusione di foto-prove che lo scioglierebbero dall’accusa di omicidio. Carmine accetta, ma una volta rientrato a New York ed essere stato prosciolto, conferma di volere perseverare col suo obiettivo. E viene ucciso poche ore dopo averlo fatto.

E’ un film che sostiene due tesi, la prima che legalizzare la vendita delle droghe è misura utile a stroncare il narcotraffico, la seconda che l’essere siciliani non è un dato di fatto, ma un destino al quale non ci si può sottrarre.