In crisi i rapporti tra Marocco e Spagna a causa di Aminetou Haidar

Aminetou Haidar, l’impegnata attivista saharawi (Sahara Occidentale) di 43 anni che ha fatto della casua del suo popolo una ragione di vita, è stata arrestata agli inizia di novembre all’aeroporto di El Aaiun dalla polizia marocchina ed è in sciopero della fame dal 15 novembre.

Secondo Rabat la donna aveva “rifiutato di compiere le normali formalità di polizia e aveva rinnegato la sua nazionalità marocchina”.

In pratica, arrivata in aereo a El Aaiun, “capitale” del Sahara Occidentale, si è dichiarata cittadina sahrawi costretta al possesso temporaneo di passaporto marocchino.

Ed è scatatta l’espulsione ed il ritiro del passaporto.

Il governo marocchino ha passato la patata bolente alla Spagna imbarcandola per l’aereoporto di Lanzarote alle Canarie da cui la donna proveniva.

In seguito alla pressione dell’opinione pubblica spagnola a favore di Haidar, il ministro degli esteri spagnolo Miguel Ángel Moratinos ha chiesto al governo marocchino di restituire il passaporto all’attivista e di consentirle di rimpatriare.

Il re Mohamed VI ha risposto indirettamente a questo appello spiegando che l’opinione pubblica marocchina è contraria al rimpatrio di Haidar e ha rifiutato la richiesta spagnola.

Nel frattempo la militante saharawi ha iniziato lo sciopero della fame giunto al 25° giorno. I giorni e le settimane passano e nelle ultime ore è stata ventilata la possibilità da parte delle autorità marocchine di imporle un nutrimento forzate per via endovenosa, dato il suo stato di salute.

Il suo avvocato, Inés Miranda, ha reso noto che come ogni trattamento che vada contro la sua volontà, viste le piene facoltà che ancora possiede l’attivista, si inscrive nei reati penali previsti dai codici internazionali.

Il giudice di guardia di Arrecife, Lanzarote, Jerónimo Alonso, ha quindi imposto di non trasferirla di forza nel centro ospedaliero, come era stato invece preventivato i giorni precedenti.

Il Marocco mi espelle e la Spagna mi sequestra. Ho cominciato uno sciopero della fame e ritengo che le autorità spagnole siano responsabili di quello che mi succederà”, ha detto Aminatou Haidar.

Haidar resta dunque nella prigione dell’areoporto di Lanzarote alle Canarie, determinata a proseguire con lo sciopero della fame finché non le sarà concesso di tornare in Marocco, anzi nel Sahara Occidentale.

Lo scrittore José Saramago ha scritto una lettera a Aminatou Haidar

Cara Aminatou Haidar,

se fossi a Lanzarote sarei al tuo fianco. E non perché tu sia una militante separatista, come ti ha definito l’ambasciatore del Marocco, ma esattamente per il contrario: credo che il pianeta sia di tutti e tutti abbiamo il diritto al nostro spazio per poter vivere in armonia. Credo che i separatisti sono quelli che separano le persone dalla loro terra, le cacciano, cercano di sradicarle perché, divenendo qualcosa di diverso da quello che sono, gli uni acquisiscano maggior potere e gli altri perdano la loro auto-stima e finiscano per essere inghiottiti dalla sopraffazione. Il Marocco con il Sahara viola tutte le regole della buona condotta. Disprezzare i sahrawi è la dimostrazione che la carta dei diritti umani non ha valore nella società marocchina, che non protesta per quello che si fa con i suoi vicini; ed è, soprattutto, l’evidenza che il Marocco non rispetta se stesso: chi è sicuro del suo passato non ha bisogno di espropriare chi sta al suo fianco per esprimere una grandezza che mai nessuno gli riconoscerà. Perché se il potere del Marocco riuscirà a piegare i sahrawi, quel paese, per altri versi ammirevole, avrà ottenuto la più triste delle vittorie, una vittoria senza onore, per nulla luminosa, acquisita sulla vita e sui sogni di tanta gente che voleva vivere in pace nella sua terra e con i suoi vicini per fare del continente, tutti insieme, un luogo più abitabile.

Cara Aminatou Haidar: hai dato un esempio valoroso riconosciuto in tutto il mondo. Non mettere in pericolo la tua vita perché davanti a te hai ancora da combattere molte battaglie, e tu sei necessaria. Noi, tuoi amici, amici del tuo popolo porteremo il testimone in tutte le sedi necessarie. Al governo di Spagna chiediamo che mostri sensibilità. Con te, con la tua gente. Sappiamo bene che i rapporti internazionali sono molto complicati, ma sono passati molti anni da quando è stasta abolita la schiavitù delle persone e dei popoli. Non si tratta di umanitarismo: le risoluzioni delle Nazioni unite, il diritto internazionale e il senso comune stanno da una parte sola, e questo in Marocco e in Spagna lo sanno.

Lasciamo che Aminatou ritorni a casa con il riconoscimento del suo valore, alla luce del sole, perché sono le persone come lei che danno personalità al nostro tempo, e senza Aminatu tutti saremmo più poveri. Il problema non ce l’ha Aminatou, ce l’ha il Marocco. E può risolverlo, dovrà risolverlo, e non rispetto a una fragile donna ma a tutto un popolo che non si arrende perché non può capire né la irrazionalità né la voracità espansionista, propria di altri tempi e di altri livelli di civilizzazione.

Un abbraccio molto forte, cara Aminatou Haidar.

José Saramago, 22 novembre 2009

Questo il link per sapere di più

Pd se ci sei batti un colpo

… noi in Giunta col Pd non possiamo stare e, di converso, presumo sia così anche per loro. Non avrei comunque vergogna ad accettare un Governo di minoranza, composto da Mpa e Pdl – Sicilia, con l’appoggio esterno del Pd.

Mi sbaglio o questa affermazione di Gianfranco Miccichè (leader del Pdl- Sicilia) meriterebbe da parte della inesistente direzione del Pd una risposta quantomeno piccata ?

Perchè il senso della frase, ed il messaggio diretto ai suoi, di tutta evidenza, è il seguente: normalmente si dovrebbe provare vergogna ad avere a che fare con il Pd, ma fidatevi io sono talmente capace che non c’è motivo di provare vergogna. Certo non a confondersi con “quelli”, ma averne l’appoggio esterno, è tutto guadagno.

E se finirà così avrà avuto ragione lui.

A Salemi mancava l’assessore ‘alla beatitudine’, ora c’è !

Il sindaco Vittorio Sgarbi ha nominato la nuova giunta di Salemi.
Escono dalla squadra assessoriale, l’assessore all’Urbanistica Giuseppe Ilardi, quello alla Cultura e all’Agricoltura Peter Glidewell e l’assessore al Commercio Vincenzo Lo Castro.
Nuovi assessori sono Gregorio Grasso, milanese, già capo della segreteria di Sgarbi negli anni in cui ha ricoperto il ruolo di assessore alla Cultura a Milano, l’avvocato Antonina Grillo, indipendente di sinistra già militante del Partito Democratico e l’imprenditore Angelo Calistro, vicino agli ambienti dell’Udc.
Confermati Oliviero Toscani assessore alla Creatività, Antonella Favuzza vice sindaco, e l’avvocato Caterina Bivona ai Servizi Sociali.

Alla  Bivona – dice Sgarbi – di cui è nota la normalità, ho dato anche la delega alla diversità“.

Tra gli esterni, che il sindaco ha ribattezzato “consulenti meta assessori“, Vittorio Sgarbi ha confermato l’assessore al Nulla Graziano Cecchini, “in condominio – spiega – tra gli assessori e i meta assessori. Quest’ultimi hanno funzioni direttive relative a specifici progetti”.

Confermati l’assessore alle Mani in Pasta Fulvio Pierangelini, l’assessore al Gusto e Disgusto Davide Paolini e l’assessore ai Sogni Paolo Crepet.

Peter Glidewell, già assessore alla Cultura, è stato designato “meta assessore” all’Agricoltura e a Slow Food, Bernardo Tortorici, già assessore al centro Storico, è stato designato “meta assessore ai Musei e alle dimore storiche”. A loro si aggiungono Luigi Settembrini, ex direttore della Biennale di Valencia con il ruolo di “meta assessore a Babele” e Luca Beatrice, uno dei curatori della Biennale di Venezia, “meta assessore alla Beatitudine”.

“La nuova giunta – spiega Vittorio Sgarbi – rappresenta la volontà di un governo di salute pubblica, attribuendo responsabilità ad ogni componente politica indipendentemente dalle indicazioni dei partiti. Non ho chiesto dei nomi ai partiti ma mi sono riservato di scegliere le persone nell’ambito delle aree politiche. Sono stati scelti esponenti dell’Udc (Calistro) e del Movimento per l’Autonomia (Favuzza), un esponente del Pdl (Caterina Bivona), un esponente della sinistra che si è in qualche modo dimostrata disponibile indipendente e autonoma dal Partito democratico (Grillo), un esponente del mio movimento, Liberal Sgarbi (Grasso) ed un esponente dell’Udc (Calistro) di cui segnalo la parentela con il deputato del Partito Democratico Baldo Gucciardi. Abbiamo così ritenuto di mostrare tutte le anime della
politica siciliana attraverso persone che ho scelto individualmente senza segnalazioni da parte dei partiti”.

Vittorio Sgarbi perde il pelo ma non il vizio

Ricorderete che, non molto tempo, fa Vittorio Sgarbi fu sputtanato “urbi et orbi” perchè in una pubblicazione edita a sua firma si riscontrarono brani interamente copiati da precedenti pubblicazioni di altri autori.

Nell’occasione Sgarbi riconobbe il plagio, ma si difese, attribuendo alla amorevole madre la responsabilità dell’accaduto.

Ora si apprende dalle agenzie un altro caso di sospetto plagio.

Stamane infatti, proprio come fatto da Raffaele Lombardo con la giunta regionale di governo della regione siciliana, anche Vittorio Sgarbi ha deciso di azzerare la giunta, in questo caso quella dell’amministrazione comunale di Salemi, per l’inadeguatezza al ruolo dimostrata dalla rappresentanza assessoriale.

La decisione è stata assunta dopo avere constatato che una sua direttiva sulla proroga dell’esposizione all’interno del Museo Civico di Salemi dell'”Adorazione dei pastori” di Caravaggio è stata disattesa.

“Avevo disposto – spiega Vittorio Sgarbi – che il capolavoro del Caravaggio rimanesse esposto al pubblico fino al 31 maggio, anche per consentire a ben 300 turisti stranieri, ospiti dell’Hotel Kempinsky di Mazara del Vallo – peraltro fatti appositamente arrivare in Sicilia – di ammirare la tela del grande artista italiano.

Sono indignato perché ho scoperto che, a mia insaputa e per non impegnare la ridicola somma di 5 mila euro destinata all’assicurazione del quadro, i miei assessori non hanno voluto prorogare la mostra restituendo la tela al Museo di Messina. Una cosa inaudita. Ma come si sono permessi? Salemi è oggi conosciuta in tutto il Mondo grazie ad iniziative culturali come la mostra del Caravaggio”.

Sgarbi procederà alla designazione della nuova giunta dopo le elezioni europee.

Vuoi vedere che, con i dovuti aggiornamenti, avevamo ragione anche in questo caso ?

Ma che milazzismo vogliono solo far fuori l’UDC

Mi sono chiesto a lungo se un “fedelissimo del capo“, quale è Gianfranco Miccichè, potesse nutrire ambizioni le quali potessero, anche solo minimamente, rischiare di entrare in collisione con i disegni del capo, ed ho concluso che non era e non è possibile.

Ciò detto la crisi annunciata (prima) e l’accelerazione di questi ultimi giorni, del governo regionale di Raffaele Lombardo, trovano spiegazioni che riconducono allo scenario nazionale ed al disegno berlusconiano di una sempre maggiore autosufficienza del “suo” Pdl.

Fallito il tentativo di eliminazione su scala nazionale dell’ UDC nel 2008, grazie anche al forte radicamento in Sicilia, nonostante la concorrenza di Raffele Lombardo e dell’Mpa, si era programmata da parte del capo e dei suoi fedelissimi l’attacco alla roccaforte dell’UDC, con un’azione che doveva far leva sulla progressiva alimentazione dell’esasperazione di Raffaele Lombardo (sbarramento, corsa ad handicap per le europee, negazione dei fondi FAS, immobilismo della giunta) che avrebbe dovuto portarlo ad una sempre maggiore insofferenza verso tutto e tutti, dopo la consultazione per le europee che lo avrebbe visto sconfitto, (e se non sconfitto, quanto meno ridimensionato rispetto alle politiche anche l’UDC) e ad una crisi il cui risultato avrebbe dovuto essere  una accentuazione del peso del Pdl in giunta e un ridimensionamento di UDC ed Mpa, oltrechè dello stesso Raffaele Lombardo.

Ma si sa non sempre le cose vanno per come debbono andare.

La questione “Veronica”prima, e la questione “Noemi” poi, unite alle voci, confermate da alcuni sondaggi, i quali mostravano spostamenti, orientati dalle gerarchie ecclesiastiche in alcune zone del paese, dal Pdl all’UDC, quasi a volere lanciare un segnale forte ed un ammonimento al cavaliere, hanno determinato l’accelerazione ed il cambio di strategia in Sicilia.

Chiamato Raffaele Lombardo, Gianfranco Miccichè ha dovuto convincerlo della bontà della operazione di questi giorni e della convenienza che ne sarebbe derivata per lui.

Naturalmente ha dovuto garantirgli a priori il raggiungimento del 4% alle europee, in modo che possa continuare a presentarsi da vincitore presso i suoi, presso l’elettorato di riferimento e presso quanti in questo periodo si saranno esposti avventatamente e dovranno battere strategicamente in ritirata, e cosa che conviene ad entrambi, anche verso le truppe in rotta dall’UDC.

Quanto ai cosidetti “vertici” del partito, all’oscuro di ciò che è noto al capo, fanno la parte che tocca fare ai “vertici”, e quindi intimano, auspicano, disapprovano ecc. ecc.

Poi alla fine “Lui” uscito comunque e nonostante vincitore dalle europee, li ripagherà tutti.

Fantapolitica ?

Provateci voi a dare spiegazioni più convincenti.

E intanto Raffaele Lombardo licenzia tutti

La crisi che era nell’aria alla Regione Siciliana è ora realtà.

Raffaele Lombardo dopo l’escalation dello scontro con il Pdl dei giorni scorsi ha deciso di azzerare la giunta regionale di governo e sembra voglia tentare di cambiare maggioranza, ove la sua iniziativa non produca una netta spaccatura delle diverse anime del Pdl

Il Presidente ha reso noto le sua intenzioni nel corso di una conferenza stampa convocata d’urgenza a Palermo.

Ho chiesto a tutti gli assessori di presentare le dimissioni e 7 lo hanno già fatto – ha detto Lombardo – perchè stare in questo governo significa non sabotarlo. Questa casa va rasa al suolo e ricostruita”.

Lombardo ha spiegato che in 48 ore sarà possibile dar vita ad una nuova giunta in grado di governare, “si riscrive un programma e si riparte con chi ci sta. Non penso di ribaltare le alleanze dell’anno scorso. Sarà una giunta composta da forze politiche e da esterni”.

Alla domanda se potranno, tornare alcuni degli assessori ha spiegato: “Potranno anche tornare tutti” ma “ho il dovere di pretendere coerenza, sintonia, collaborazione».

Alessandro Pagano, deputato del Pdl ha dichiarato: “L’azzeramento della giunta regionale siciliana è la prova concreta che Lombardo ha perso la testa.”

Intanto circolano già i nomi di chi potrebbe entrare, entro 48 ore, nella squadra del nuovo governo Lombardo.

Provincia di Trapani: cronache di normale disamministrazione

Ha per titolo: “Nubifragio a Castellammare: solo ora la Provincia chiede lo stato di calamità…” un pezzo publicato ieri su Marsala.it di

I puntini finali esprimono lo stupore del titolista e dell’estensore dell’articolo per il ritardo ingiustificabile con cui è stata avviata la procedura di richiesta dello stato di calamità.

Questo l’articolo.

Il territorio provinciale è stato colpito lo scorso 31 gennaio da un violento nubifragio, costituito da copiose e abbondanti piogge, di intensità elevata, che hanno provocato diverse esondazioni, smottamenti e dissesti idrogeologici in particolare nelle zone di Castellammare del Golfo, Alcamo e Segesta, a causa anche delle numerose costruzioni abusive e delle lottizzazioni che in questi anni, con la compiacenza degli enti locali, hanno devastato un territorio molto fragile dal punto di vista idrogeologico.
Solo ora, comunque, la Giunta Provinciale sta correndo ai ripari. Durante i lavori dell’ultima riunione, la prima dopo i mesi di stallo dovuti al rimpasto, è stato approvato l’atto deliberativo che attiva le procedure, per la richiesta da inviare al Presidente della Regione e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per il riconoscimento dello “Stato di Calamità Naturale” delle zone colpite dal nubifragio dello scorso mese di gennaio.

Secondo la relazione tecnica ,redatta dal settore viabilità della Provincia di Trapani, i danni ammonterebbero ad oltre 11 milioni di Euro. Vista l’urgenza d’intervenire nelle zone colpite da tali fenomeni naturali, il presidente Turano ha subito attivato gli uffici della Provincia per inoltrare l’istanza di riconoscimento agli organi competenti. Nella richiesta, sono state chieste le risorse finanziarie per intervenire nelle zone :
S.P. 68 “Segesta” – Ponte Bagni Inici
S. R. “Celso Inici” – :
S. P. 2 “Castellammare – Ponte Bagni-
S. P. 47 “ Alcamo- Stazione di Castellammare
S. P. 55 “Alcamo- Alcamo Marina”
S. P. 20 “Trapani- Bonagia- Valderice”

“Dopo le copiose piogge di quei giorno –afferma l’Assessore Regina-abbiamo immediatamente attivato gli uffici , con l’intento di verificare ufficialmente i danni provocati dal maltempo. Adesso , dopo l’approvazione dell’ atto deliberativo, di concerto con il Presidente Turano invieremo la documentazione per la richiesta del riconoscimento dello “Stato di Calamità Naturale” per le zone colpite, dove occorre intervenire con urgenza in considerazione anche dei notevoli disagi subiti dalla popolazione residente” .

Ma in realtà la provincia si sta muovendo con grave ritardo. Ad esempio il Consiglio Comunale di Castellammare del Golfo già il 5 Febbraio approvò la richiesta di calamità naturale. In quel comune sono state colpite trentanove strade esterne (per un totale di cento chilometri), delle quali diciassette danneggiate in maniera gravissima.
La cosa ancora più grave è che quel nubifragio è costato la vita ad un uomo, rimasto intrappolato nella sua abitazione estiva, a causa dell’esondazione del fiume San Bartolomeo.

Anche la stima dei danni era già stata fatta da tempo, non è nuova. Il resposabile del settore lavori pubblici del Comune di Castellammare, l’ingegnere Simone Cusumano aveva già calcolato che solo per la messa in sicurezza delle strade, occorreranno circa 10 milioni di euro.
Turano queste cose le sapeva già. Perchè era presente alla seduta straordinaria del consiglio comunale di Castellammare dove questi dati furono presentati.

C’è da aggiungere altro ?

Provincia di Trapani, la crisi non c’è più

Facendo seguito all’impegno assunto in aula la settimana precedente, il Presidente della Provincia Regionale di Trapani, Mimmo Turano, ha proceduto, nel corso della seduta del Consiglio Provinciale di lunedì, alla presentazione ufficiale della nuova squadra assessoriale e ridistribuzione delle deleghe.

La nuova Giunta Provinciale risulta così composta:

Cesare Colbertaldo (Patrimonio, Salvaguardia dei Beni patrimoniali e immobili – Società Partecipate – Protezione Civile);
Marianna Como (P.I., Edilizia Scolastica, Diritto allo Studio, Rapporti con il Consorzio Universitario);
Giovanni Lo Sciuto (Politiche Sociali e della Famiglia, Politiche del Lavoro e Giovanili, Immigrazione, Emigrazione, Sanità, Formazione Professionale);
Francesco Regina (Pianificazione territoriale e Tutela ambientale, Parchi e Riserve, Politiche energetiche, ATO Rifiuti);
Nicolò Maria Lisma (Pesca, Politiche del Mare, Sviluppo economico delle coste, Risorse marine e Isole minori);
Nicoletta Ferrantelli (Organizzazione e Sviluppo delle Risorse, Personale, Pari Opportunità, Innovazioni tecnologiche);
Vincenzino Culicchia (Bilancio, Finanza locale e Tributi, Programmazione finanziaria);
Baldassare Lauria (Affari Legali e Contenzioso, Legalità e Trasparenza dell’Azione Amministrativa, Lavori Pubblici e Infrastrutture – ATO idrico);
Francesco Gancitano (Attività Produttive, Beni Culturali, Rapporti con il Consiglio);
Guglielmo Anastasi (Politiche Comunitarie ed Euromediterranee, Tutela dei Diritti umani e civili);
Michele Cavarretta (Grandi Eventi sportivi e culturali, Programmazione Sportiva Giovanile, Impiantistica Sportiva);
Davide Fiore (Sport, Turismo, Spettacolo, Strutture turistiche ricettive).

L’incarico di Vice Presidente della Provincia  rimane assegnato all’On. Vincenzino Culicchia.

Il Presidente della Provincia ha riservato a sé stesso le competenze relative ai rami dell’Amministrazione in materia di cultura e politiche culturali.

In conclusione, crisi rientrata in parte, Mimmo Turano rimette assieme infatti una maggioranza numerica, prima ancora che politica, rimanendo fuori la componente del Pdl che fa capo all’Onorevole Giulia Adamo.

Per il resto da notare che, Sport, Turismo e Cultura spicciole (come dire la politica dei contributi) saranno appannagio di Davide Fiore e dello stesso presidente Mimmo Turano e che Michele Cavarretta, dovrà crearsi e trovare i soldi per i suoi “Grandi avvenimenti sportivi”, come dire lo stesso tipo di rapporto che si pretendeva dalla Maria Giovanna Maglie e da lei denunciato in una intervista dopo il licenziamento.

Non pochi interrogativi suscita la sottrazione della competenza in materia di Lavori Pubblici all’assessore Regina e il passagio delle stesse competenze in capo all’assessore Lauria che si occupa anche di “Legalità e trasparenza”.

In conclusione sembra che proprio il Presidente a cui si imputava un peso preponderante nella gestione delle risorse dell’ente  ed assenza di collegialità, come motivazione per l’avvio della crisi non abbia ceduto niente, ed anzi abbia ancor più accentrato su se stesso e sul suo entourage le competenze.

Alla prossima … crisi.

Chi parla chiaro …

Come in quella ormai mitica puntata del Maurizio Costanzo Show di tanti anni fà (1989), in cui Vittorio Sgarbi proclamò tutto il suo odio nei confronti di Federico Zeri con la impronunciabile frase (nel senso delle convenzioni del vivere civile) “Lo voglio morto !“, così, credo primo tra i segretari di partito (seppur ai minimi termini), anche Oliviero Di Liberto intervistato da Maria Latella per le reti Sky ha affermato:

Come Berlusconi ha in odio il comunismo, così noi abbiamo in odio Berlusconi. Noi siamo gli unici che abbiamo il coraggio di dirlo in modo esplicito e di affrontare Berlusconi”.

Diliberto ha anche spiegato che l’alleanza elettorale del Pdci con Rifondazione Comunista per le europee è da considerare un progetto politico.

“La falce e martello non indica un’ideologia astratta: [essi] sono i simboli del lavoro, scelti oltre un secolo fa. Oggi forse sarebbe scelto un computer, ma resta il fatto che quei simboli rappresentano i lavoratori, quei lavoratori che sono invisibili per la politica e che diventano visibili solo quando muoiono, proprio come gli immigrati nel canale d’Otranto”

Su il ‘sequestro’ di Francois Pinault da parte dei lavoratori licenziati delle sue aziende il segretario del Pdci ha detto:

“Non c’e’ ne’ da condividere ne’ da condannare, qui c’e’ da comprendere. Pinault ha un patrimonio di 14 miliardi, e con questo patrimonio licenzia 1400- 1600 operai, che lui neanche conosce, che per lui sono numeri e non persone. Questi licenziati diventano visibili solo quando sono costretti a produrre azioni eclatanti . Se non fossero stati licenziati non sarebbero stati costretti a quell’azione eclatante. Del resto, la crisi e’ stata creata da coloro che licenziano, e le conseguenze le pagano i lavoratori.”

Chi semina miseria raccoglie la collera

I francesi l’hanno rifatto. All’insegna dello slogan, “Chi semina miseria raccoglie la collera”, i dipendenti hanno sequestrato il direttore di un’azienda chimica. Una decina di giorni fa si era avuto il sequestro dell’amministratore delegato della Sony

Crisi, i manager nel mirino dei lavoratori disperati

In Francia i dipendenti sequestrano il direttore di un’azienda chimica. Solo una decina di giorni fa il rapimento dell’amministratore delegato Sony

«Chi semina miseria raccoglie la collera»: dice tutto, questo slogan della manifestazione francese del 19 marzo, sullo stato d’animo di tanti cittadini di fronte alla crisi. A raccogliere, sono manager e governanti. Quel cartello in particolare veniva sbandierato a Clairoix, per protesta contro la tedesca Continental che chiude una fabbrica di pneumatici senza preavviso: millecento i francesi licenziati. La gente di Clairoix è anche oggi in strada, mentre una delegazione è stata ricevuta all’Eliseo a Parigi dove il presidente, Nicolas Sarkozy, cerca di arginare la rabbia; ma i sindacati si sono detti «delusi». Il malcontento contro i presunti ’leader’ e la loro mancanza di risposte adeguate alla crisi si respira negli Stati Uniti e in tutta Europa, anche nessun paese scende in piazza tanto quanto la Francia, dove il 19 marzo erano in milioni a protestare in tutta la nazione. Rabbia contro i dirigenti delle imprese che si foderano le tasche mentre varano piani sociali, e contro i capi di governo che non sembrano avere strategie né chiare né omogenee per uscire dalla crisi.

La rabbia è scoppiata anche in Scozia, dove la scorsa notte la casa di Edimburgo di Sir Fred Goodwin, il discusso ex amministratore delegato del Royal Bank of Scotland, è stata attaccata da alcuni vandali che hanno sfondato i vetri delle finestre e distrutto un’automobile. L’attacco è stato rivendicato da un gruppo sinora sconosciuto, «Bank Bosses are criminals» che in una mail minaccia: «l’attacco Godwin è solo l’inizio». L’ex numero uno dell’istituto finanziario crollato è al centro di aspre polemiche, dopo aver lasciato l’incarico con in tasca una pensione d’oro da quasi 17 milioni di sterline. Fu lui a pilotare le operazioni di acquisizione di quote dell’olandese Abn Amro nel 2007 che contribuirono a far crollare la banca scozzese. In Francia però i manager sono particolarmente nel mirino.

Dieci giorni dopo il rapimento dell’amministratore delegato della Sony, Serge Foucher, oggi i dipendenti dell’azienda chimica 3M hanno sequestrato il loro direttore industriale Luc Rousselet in un nuovo clamoroso caso di ’boss napping’, sequestro del manager, che riecheggia in questo momento in Francia anche nell’ultimo film di Benoir Delepine «Louise-Michel» in cui delle operaie ingaggiano un killer. Luc Rousselet, è stato chiuso a chiave nel suo ufficio ieri con l’intenzione di lasciarlo lì dentro fino a quando non metterà nero su bianco nuovi termini di congedo per 110 lavoratori allontanati dall’azienda per via della crisi. «Ci sono lavoratori che ce l’hanno con me e sapevo di essere a rischio» ha detto oggi Rousselet sfogandosi con i giornalsiti da dietro la porta del suo ufficio bloccata da un armadio. Con modalità simili il manager di Sony nei giorni scorsi era stato deportato per tutta una notte nelle Lande da parte di salariati insoddisfatti. Nel caso di Rousselet, a quanto raccontano i lavoratori, il ’boss’ avrebbe avuto tutta la notte per modificare i termini di liquidazione, senza però nessun esito. «Abbiamo avuto con lui discussioni per 17 ore fino alle tre del mattino ma senza arrivare a nessun risultato. Oggetto della negoziazione le indennità di licenziamento, un congedo di 24 mesi e garanzie per i dipendenti che restano in azienda. La 3M, colosso francese della chimica e casa farmaceutica, impiega 235 dipendenti.

La tattica dei «sequestri di alti dirigenti» era già stata sperimentata in Francia un anno fa nella fabbrica della Michelin di Toul in Meurthe-et-Moselle. Già nel 2007, in campagna elettorale per le presidenziali, l’attuale capo dello Stato Sarkozy martellava la necessità di limitare i cosiddetti paracaduti d’oro, gli scivoli milionari ai manager licenziati (e ritenuti a torto o ragione incapaci). Se nel 2007 pareva ancora un tema dagli accenti demagogici, adesso la crisi lo rende di bruciante attualità.”

da lastampa.it

Update (1)

Luc Rousselet, dirigente della filiale dell’americana 3M,
ha potuto lasciare l’ufficio dopo negoziati tra azienda e sindacalisti

Francia, liberato il manager tenuto in ostaggio dagli operai

PITHIVIERS (Francia) – E’ stato liberato in nottata il direttore della filiale francese dell’azienda farmaceutica americana 3M, sequestrato martedì pomeriggio da operai in sciopero nella fabbrica situata a Pithiviers, nella Francia centrale.

Il manager, Luc Rousselet, ha lasciato a mezzanotte e mezzo circa l’ufficio nel quale era stato confinato dagli operai, che contestano un piano di ristrutturazione che prevede il taglio di 110 posti di lavoro su un totale di 235.

La liberazione di Rousselet è avvenuta dopo diverse ore di negoziati fra delegati sindacali e rappresentanti dell’azienda, con un mediatore designato dalle autorità locali. I sindacalisti hanno riferito che è stato firmato un protocollo di accordo con la direzione di 3M-France e che i negoziati proseguiranno in giornata.

L’episodio di Pithiviers non è isolato nell’Europa e negli Stati Uniti scossi dalla crisi economica. Ieri a Edimburgo è stata assaltata la villa di sir Fred Goodwin, ex amministratore delegato della Royal Bank of Scotland da lui ridotta al fallimento. La responsabilità dell’azione è stata rivendicata da un gruppo che ha scelto come nome “Bank bosses are criminals” (“I dirigenti di banca sono criminali”) e ha promesso che “l’attacco a Goodwin sarà solo l’inizio”. Meno di due settimane fa in Francia, a sud di Bordeaux, era stato tenuto in ostaggio per una notte l’amministratore delegato della filiale Sony. E negli States il presidente Barack Obama sta cercando di tenere a freno la rabbia dei cittadini nei confronti dei manager della Aig che non hanno rinunciato ai loro cospicui bonus nonostante la compagnia assicuratrice sia stata salvata dal fallimento con i soldi dello Stato.

(26 marzo 2009)

da repubblica.it