Ma cosa è questo articolo 41 ?

Ecco questo è l’articolo 41 della Costituzione della Repubblica Italiana che il premier ha annunciato di volere cambiare in quanto di ostacolo per la crescita del paese.

Art. 41.

L’iniziativa economica privata è libera.

Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.

La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.

Non conoscendo il testo predisposto a detta di Berlusconi dal ministro Tremonti possiamo solo avanzare delle ipotesi, che poi è quello che fa oggi Michele Boldrin su “il Fatto Quotidiano“:

Come vuole che lo riformuliamo l’articolo 41? Ha tre frasi. La prima dice che “L’iniziativa economica privata è libera” e questo di sicuro le va bene, giusto? La seconda dice che “non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da arrecare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”. Cosa togliamo? L’utilità sociale? Diciamo che l’iniziativa economica può anche far danno? O è la libertà che vuole togliere? O forse è la nozione di “dignità umana” che dà fastidio al suo ministro Tremonti? O forse è la terza frase che vuole abolire? Dice che “la legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali”. Togliamo questa? Lei capisce che, se la togliamo, da un lato non possiamo più impedire ai delinquenti di vendere veleno invece di medicine ma, dall’altro, non possiamo più impedire ai suoi concorrenti televisivi di entrare nel mercato e far crollare il monopolio dell’informazione che lei detiene?

Perché, presidente, lei capisce che il combinato di leggi e regolamenti che permettono alle sue aziende di dominare il mercato italiano della televisione e della pubblicità è costituzionale anche in forza dell’articolo 41? Se aboliamo anche solo quella terza frase c’è il rischio che poi si debbano togliere alle sue aziende tutte quelle belle concessioni che hanno. Ma forse è proprio questo che lei vuole, che ingenuo sono! Lei vuole fare le liberalizzazioni e ha deciso di dare il buon esempio ponendo fine al duopolio Rai-Mediaset! Geniale, ci sto subito, presidente: privatizziamo due canali Rai, vendendoli a due concorrenti diversi mentre lei vende due delle sue stazioni ad altri due. Liberalizzazione competitiva del settore televisivo e della pubblicità in un battibaleno! Ottima idea, ora capisco perché ce l’ha tanto con il 41!”.

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Attenzione, articolo 88

Dalla Costituzione della Repubblica Italiana

“Art. 88.

Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse.”

Ma è’ davvero un’ipotesi tanto improbabile, lo scioglimento di una sola delle camere e perchè ?

Non siamo forse a questo punto della crisi istituzionale del paese, in cui alla crisi di una maggioranza, che conserva (almeno numericamente), al senato la sua maggioranza, non si oppone alla Camera una nuova maggioranza politica ?

Qualcuno ci sa spiegare perchè il Presidente della Repubblica dovrebbe/potrebbe, di fronte a questa fotografia della rappresentanza parlamentare, e rimanendo nell’ambito delle corrette valutazioni politico-istituzionali, derogare a tale passaggio ?

A Valderice si è oltre Pirandello

E’ vecchia ormai la notizia del rinvio a giudizio del sindaco di Valderice Camillo Iovino per favoreggiamento, nell’ambito di un’indagine di mafia,
così come la delibera di costituzione di parte civile da parte della giunta del comune valdericino nel medesimo procedimento anche nei confronti del sindaco che li ha nominati.

In pratica questi signori è come se avessero detto: “forse siamo stati nominati da un sindaco favoreggiatore di mafiosi, pertanto la cosa, in quanto assessori di questo comune, ci scandalizza tanto da indurci a costituirci parte civile, ma personalmente non ci scandalizza più di tanto, il fatto che forse siamo stati nominati da un sindaco favoregiatore di mafiosi, da indurci a dimetterci”.

Ora il fatto è che spiegare un tale ragionamento ad un nostro conoscente inglese, di grande cultura ed appassionato di buone letture di autori isolani non è stato difficile, è stato impossibile !

Italia Spa

Sarà presto presentata da un congruo numero di cittadini, e/o dal partito del Premier Silvio Berlusconi, una proposta di legge di iniziativa popolare per dare attuazione alle sue più recenti dichiarazioni a proposito di “pletoricità” del parlamento.

Tra le misure che sin da ora si possono ipotizzare:

La modifica dell’articolo uno della costituzione della Repubblica italiana, il quale attualmente recita:

Art.1 – L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

nella forma di:

Art.1 – L’Italia è una società per azioni.

La sovranità appartiene agli azionisti, la legge regola forme e limiti del suo esercizio.;

l’ adeguamento dell’attuale Parlamento alle dimensioni di un normale consiglio di amministrazione di una grande Spa con conseguenti enormi risparmi per tutti i contribuenti;

la modifica del titolo di “Presidente del Consiglio dei ministri” in quello di “Amministratore delegato“;

La reintroduzione del voto per “censoche con il restringimento della platea di votanti dagli attuali milioni ad alcune decine di migliaia, permetterebbe risparmi, mica da ridere, (e Dio sa se non ne abbiamo bisogno), in occasione di ogni tornata elettorale.

Il premier interrogato poi da alcuni cronisti ansiosi di conoscere perchè non si sia lasciato giudicare assieme all’avvocato Mills, ha invitato tutti alla visione del filmato:

E che avevamo detto noi ?

La conferma di buona parte del disegno politico esposto qui arriva oggi direttamente dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il quale,  conversando con i cronisti,  a proposito del referendum indetto per il 21 giugno con il quale si intende modificare l’attuale legge elettorale, in risposta ad una domanda su come avrebbe votato, ha detto:

certo. La risposta è ovvia. Il referendum dà un premio di maggioranza al partito più forte e vi sembra che io possa votare no ?
Va bene tutto ma non si può pensare di essere masochisti. Non abbiamo posto noi il problema ma puoi domandare all’avvantaggiato di votare no per un vantaggio che gli altri gli regalano e potrebbe essere confermato dal popolo ?“.

A chi gli chiedeva della contrarietà della Lega sul referendum, Berlusconi ha risposto: “E ci credo, se io fossi nei loro panni non sarei contento”.

Quanto ai cambiamenti della Costituzione, dopo aver premesso che la maggioranza è “sempre aperta ad una discussione e a un confronto franco con l’opposizione”, Berlusconi ha aggiunto che gli sembra “strano che da parte dell’opposizione oggi arrivino certe richieste”, quale quella di cambiare la Costituzione solo con l’accordo dell’opposizione.

A questa affermazione Berlusconi “obbietta” che: “non c’é una norma che preveda questo”, che è la stessa Costituzione a prevedere le modalità di cambiamento e che “non c’é un solo articolo nella Carta costituzionale che dica che è necessario il concorso dell’opposizione“.

Berlusconi ha ricordato anche che “la Costituzione indica essa stessa come debba essere cambiata, quali maggioranze debbano esserci, le formule dei voti successivi in Parlamento e poi, alla fine, ci sono i referendum abrogativi. Tutto è quindi previsto. Non vedo – ha concluso – come si possa pensare ad una innovazione per la modifica della Costituzione che non è nella Carta stessa”.

Sul caso Pino Maniaci interrogazione di Benedetto della Vedova ad Alfano

Una interrogazione al ministro della Giustizia Angelino Alfano, sul caso di Pino Maniaci direttore di Tele Jato, è stata presentata dal deputato del Pdl Benedetto della Vedova, ne dà conto questa sera una nota dell’ Adnkronos:

“Roma, 30 mar. – (Adnkronos) – Benedetto Della Vedova, deputato del Pdl, con riferimento al caso del direttore dell’emittente televisiva ‘Telejato‘ di Partinico (Palermo), Pino Maniaci, rinviato a giudizio per esercizio abusivo della professione di giornalista, ha presentato quest’oggi un’interrogazione al Ministro della Giustizia Alfano. “Non so fino a che punto sia coerente con le disposizioni normative un’imputazione di esercizio abusivo della professione per una attivita’ di militanza politica e civile, quale e’ quella coraggiosamente condotta dal direttore di Telejato“.

Sono pero’ sicuro che esiste un evidente contrasto fra le norme che disciplinano l’attivita’ giornalistica e il diritto costituzionalmente garantito alla libera manifestazione del pensiero, ‘con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione’, come recita l’articolo 21 della Costituzione, laddove questa sia subordinata ad un’abilitazione pubblica e all’iscrizione ad un ordine professionale. Il modo migliore per tutelare il diritto alla libera espressione di Pino Maniaci, come quello di qualunque altro cittadino, e’ -conclude Della Vedova- cambiare la normativa grottesca, burocratica e corporativa che disciplina l’esercizio dell’attivita’ giornalistica“.”