L’irregolarità degli aiuti dei Comuni trapanesi a Ryanair. Lo strano pressing del Prefetto Falco | Il Volatore – Inchieste in Sicilia

L’irregolarità degli aiuti dei Comuni trapanesi a Ryanair. Lo strano pressing del Prefetto Falco | Il Volatore – Inchieste in Sicilia.

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“HELIOS” un risarcimento milionario

Una sentenza della Corte dei conti condanna gli ex soci per una truffa con la legge 488 volta alla realizzazione di una struttura turistica

Castellammare. La mannaia della Corte dei conti si abbatte sugli ex soci della Helios snc, al centro di una truffa milionaria con la legge 488 per la realizzazione di una struttura turistica e ora avviata verso il fallimento. I giudici della Sezione giurisdizionale hanno emesso una pesante condanna di risarcimento: Antonino Bonomo, 60 anni, originario di Marsala ma residente a Petrosino, che della Helios fu anche amministratore e rappresentante legale, dovrà restituire al ministero delle Attività produttive 375.000 euro; i figli Francesco, 36 anni, e Giovanni, di 32 anni, rispettivamente 312.000 e 187.500 euro; il rappresentante della Helios, infine, dovrà pagare altri 375.000 euro.
«Alla luce di quanto esposto il Collegio – si legge nelle motivazioni – ritiene provata la condotta dolosa dei convenuti che risultano avere creato i falsi presupposti per ottenere un finanziamento che non hanno utilizzato ai fini per il quale lo stesso era stato concesso, bensì per arricchire i propri conti».
La vicenda prende le mosse dalle indagini, svolte dalla Finanza di Marsala, sui finanziamenti ottenuti dalla Helios per realizzare un complesso alberghiero. Le fiamme gialle accertarono che l’immobile che la società avrebbe dovuto realizzare ex novo era già esistente fin dagli anni ’90 non a Castellamare del golfo, come previsto dal progetto originario, ma a Kartibubbo. La Helios si era limitata a rifinire e ristrutturare un immobile per il quale, tra l’altro, era stata avanzata una richiesta di sanatoria edilizia. E lo fece «gonfiando» le fatture emesse per forniture di beni e servizi per poi utilizzare la liquidità per finanziare gli aumenti di capitale. Il denaro finiva sui conti dei tre soci direttamente o attraverso «girate» a falsi fornitori. Il 18 agosto 2004 finirono in manette Antonino Bonomo, ritenuto la «mente» dell’operazione, i due figli e altre 5 persone, tra cui l’imprenditore Giovanni Bolognino e l’amministratore della società «Il Cormorano», Orsola Sciortino. In primo grado Antonino Bonomo e Bolognino sono stati condannati a tre anni e due anni e due mesi. La Sciortino ad un anno e quattro mesi. Francesco e Giovanni Bonomo hanno patteggiato un anno di reclusione. Il 5 aprile 2007 il gip di Marsala ha disposto la confisca dei beni già sequestrati alla Helios e ai soci due anni prima. Ma l’amministratore giudiziario, il commercialista palermitano Alessandro Scimeca ha evidenziato una situazione finanziaria disastrosa: patrimonio immobiliare inesistente, passività per quasi 2,5 milioni di euro, perdite di bilancio per 5 milioni.
Antonio di Giovanni

da La Sicilia di domenica 23 maggio 2010

Raffaele Lombardo aveva esagerato

Un articolo a firma di Emanuele Lauria su la Repubblica di oggi, ci informa che a seguito dell’apertura di un’inchiesta della Procura regionale della Corte dei conti sulle spese sostenute dalla Regione Sicilia lo scorso Natale (2008) per i regali a deputati, dirigenti regionali e giornalisti, lo stesso Raffaele Lombardo ha deciso di rimborsare la cifra illegittimamente spesa per l’acquisto dei cadeaux, circa 300 mila euro.

Nell’elenco dei doni natalizi figuravano 90 paia di gemelli con lo stemma dell’autonomia, omaggiati a deputati e assessori del costo di 358 euro a pezzo, 70 palmari Blackberry (390,83 euro più Iva) per i giornalisti, 39 cravatte e cinque sciarpe di seta per i dirigenti regionali (da 50 a 84 euro), ed ancora due teste in ceramica dei discendenti della famiglia reale Borbone (115 euro l´una), tre cupole sempre in ceramica (308 euro l’una), e ancora bottiglie di vino, cestini natalizi e confezioni di prodotti tipici.

Il consigliere della Corte dei conti Tommaso Brancato, aveva mosso due rilievi: l’incongruità della spesa, che in questi casi dovrebbe essere di «modica entità», e la violazione del concetto di rappresentanza.

L’attività di rappresentanza, in particolare, deve essere rivolta all’esterno dell’amministrazione. Che senso ha promuovere, con fondi pubblici, l’immagine della Regione nei confronti di organismi interni all’ente quali assessori e burocrati?

Brancato, dopo aver chiesto chiarimenti a Palazzo d’Orleans, ha portato avanti l’indagine fino alla soglia degli inviti a dedurre, che nella giustizia contabile equivalgono agli avvisi di garanzia.

Alla fine il governatore si è deciso a collaborare, dicendosi disponibile, in una missiva inviata alla Corte, a restituire le somme prelevate, per i regali dello scorso Natale, dai bilanci della presidenza della Regione.

Ora tocca alla Corte dei conti indicare quali, fra le spese affrontate, sono state illegittime. Complessivamente, secondo Palazzo d’Orleans, la cifra stanziata per i doni natalizi del 2008 è stata pari a 300 mila euro, ma il governatore potrebbe «cavarsela» con un assegno da qualche decina di migliaia di euro.

Un sacrificio personale che eviterà al presidente di finire al centro di un processo della magistratura contabile che non gioverebbe alla sua immagine.

La “figuraccia” comunque resta.

Il Comune di Castellammare vittima dei derivati ?

Su “la Repubblica” di ieri domenica 22 febbraio, edizione Palermo non online, in un articolo di Massimo Lorello dal titolo “Consulenze e titoli spazzatura così sparisce il denaro di tutti” capita di leggere nell’ambito di un articolo sull’inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte dei Conti a proposito di enti locali che hanno fatto ricorso alla finanza derivata o sovrastimato le entrate:

“I derivati. Dopo i primi casi che hanno fatto suonare il campanello d’allarme, la Corte ha deciso di avviare un’inchista generale sull’utilizzo dei derivati, cioè il ricorso a operazioni finanziarie basate sulle “azioni spazzatura”, quelle che hanno determinato il crac delle borse di tutto il mondo.

La Procura ha chiesto l’applicazione di una sanzione nei confronti degli amministratori del Comune di Castellammare, in carica nel 2004, ‘per avere proceduto a un’operazione di ristrutturazione dell’indebitamento attraverso l’uso di strumenti finanziari derivati in relazione ai quali l’anticipazione veniva destinata a spese correnti, in violazione della norma che vieta l’indebitamento per far fronte a tale tipo di spesa’.

Una situazione simile, raccontano i magistrati contabili, si è verificata con il Comune di Marsala.”