O signur … (2)

Consigliere provinciale del Pdl in ospedale dopo festino a base di sesso, trans e droga

E’ stato ricoverato in stato confusionale all’alba. Ieri notte, si sarebbe affacciato al balcone della casa di una transessuale nella quale si stava svolgendo il festino, improvvisando un comizio

Un consigliere del Pdl della Provincia di Roma è stato ricoverato in stato confusionale all’alba di oggi in un ospedale della capitale, dopo che avrebbe partecipato a un festino a base di cocaina e sesso, al quale erano presenti alcune trans.

A svelare il retroscena sarebbe stato uno di questi, che ha riferito l’accaduto alle forze dell’ordine. Il consigliere, infatti, si sarebbe affacciato in uno stato confusionale dal balcone della casa nella quale si stava svolgendo il festino – sembra di proprietà della transessuale e in zona San Giovanni – urlando frasi sconnesse e improvvisando un comizio.

01 luglio 2010

da roma.repubblica.it

Annunci

E mo’ sentiamo Sgarbi

Questo il manifesto “ambientalista” di Idv per le Europee 2009.

800x600energia

Qualcuno ha fatto notare che all’epoca del Di Pietro ministro, un nuovo impianto da 162 MW che avrebbe dovuto sorgere al largo della costa di Termoli in Molise  in un tratto di mare visibile dalle colline di Montenero di Bisaccia, (feudo di Tonino), fu bloccato (e lo è ancora) da un vertice al ministero tra il ministro Antonio Di Pietro e il figlio Cristiano Di Pietro consigliere provinciale di Campobasso.

All’epoca scrisse Massimo Gramellini su La Stampa.

Il ministro Antonio Di Pietro ha ricevuto la visita del consigliere provinciale di Campobasso, Cristiano Di Pietro, per discutere la richiesta di una ditta privata che vorrebbe insediare un impianto di energia eolica in Molise.

Al termine del summit il consigliere Cristiano, figlio di Antonio, ha manifestato pubblicamente la sua soddisfazione per aver chiesto e ottenuto un incontro con il ministro Antonio, papà di Cristiano.

E poi dicono che nelle famiglie italiane non c’è dialogo.

Secondo il consigliere Cristiano figlio di Antonio, la riunione ha permesso al ministro Antonio papà di Cristiano di comprendere meglio i termini del problema.

Avrebbero potuto parlarne in pigiama a casa durante la colazione, ma è fuori di dubbio che nel salone di un ministero certi discorsi fanno un altro effetto.

Anche su di noi, che dopo l’affondamento della Prima Repubblica dei partiti, avevamo temuto che la Seconda si sarebbe fondata sui giudici, mentre è più banalmente finita nelle mani dei clan di consanguinei.

Ai No Tav interesserà sapere che il ministro Antonio papà di Cristiano ha condiviso le osservazioni del consigliere Cristiano figlio di Antonio, affermando la sua indisponibilità a consentire a chicchessia di deturpare i panorami molisani con una raffica di pale.

Poiché lo stesso ministro Antonio papà di Cristiano non ha mai manifestato analoga intransigenza riguardo all’Alta Velocità, il popolo della Val di Susa ha davanti a sé una strada obbligata: eleggere consigliere provinciale il figlio di un ministro qualsiasi.

E mandarlo subito a Roma a trattare con papi”.