Firenze a “Prossima fermata Italia” aprirà Boris e chiuderà Willy il Coyote

(ASCA) – Firenze, 5 nov – Ad aprire i lavori uno spezzone del ‘compagno Boris’, tratto dalla omonima serie Tv, a chiudere Willy il Coyote. Nel mezzo sms, commenti in diretta su Facebook, brani musicali, altri video. Questi gli elementi che ‘legano’ la lunga diretta stile radiofonico che si sta per aprire alla Stazione Leopolda di Firenze per ‘Prossima fermata Italia’, la convention (a cui sono attese oltre 1000 persone) dei cosiddetti ‘rottamatori’ del Pd organizzata dal sindaco Matteo Renzi e dal consigliere regionale lombardo Pippo Civati.

Nel brano di ‘Boris’ selezionato una ragazza incontra un anziano e affermato regista teatrale, per proporgli alcune idee. Lui la respinge e lei chiede: ”C’e’ un modo per proporre un’idea?”.

”Non c’e’ – e’ la risposta – non c’e’ piu’, questa possibilita’ e’ stata eliminata per poter lavorare tra pochi amici fidati”.

Willy il Coyote, invece, ha spiegato Renzi, dira’ ”una grande verita’ su berlusconismo e antiberlusconismo”. Nella ‘colonna sonora’ dell’evento ci sono ‘Resistance’ dei Muse; ‘Don’t stop believin’ dei Glee; ‘Heroes’ di David Bowie; ‘Boa Sorte’ di Vanessa Da Mata, ‘Gli spietati’ dei Baustelle; ‘Somewhere Over The Rainbow_What A Wonderful World’ cantato da Israel Kamakawiwo’ole.

Dopo l’aperitivo, alle 21 inizieranno subito gli interventi (che proseguiranno domani e domenica mattina) degli iscritti: non ci saranno infatti relazioni introduttive.

Sul palco (tutto arredato utilizzando materiali riciclati) c’e’ un leggio trasparente e al momento di iniziare a parlare ognuno proporra’ una parola come spunto di riflessione. Il tempo a disposizione sara’ tassativamente di cinque minuti, o l’oratore sara’ ‘sfumato’. Una panchina a tre posti, vicino, serve per il ‘riscaldamento’ di chi parlera’ dopo, ma vuole anche simboleggiare, nell’intento degli organizzatori, una generazione che sta in panchina. Gli stessi Renzi e Civati, ma non solo, saranno a una consolle per rilanciare il dibattito su Facebook e postazioni Internet per gli interventi di chi non potra’ parlare dal palco (le richieste erano oltre 700) sono piazzate in tutta la Leopolda, attrezzata anche con maxischermi.

A incorniciare il maxischermo del palco i ‘cartelli’ ‘Prossima fermata Italia’, realizzati sullo stile delle insegne delle fermate del tram. L’ambientazione ‘ferroviaria’ si ritrova anche in alcuni annunci vocali come: ”Si avvertono i signori passeggeri che e’ iniziato il rinfresco nel vagone ristorante. Grazie per aver scelto ‘Prossima fermata Italia”.

da Agenzia ASCA

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Prossima fermata Italia: Firenze – Stazione Leopolda

da domani venerdì 5 novembre

Questo uno scritto di Matteo Renzi di alcuni giorni fa:

Alla rivoluzione, senza programmi

Stanno arrivando decine di richiesta per avere il “programma” del fine settimana fiorentino. La parola programma ci piace poco, fin dai tempi delle 281 pagine dell’Unione. Ma non è questo il punto. Il punto è che il programma non c’è. Avete letto bene, il programma non c’è. Siamo allo spontaneismo organizzato, dunque? Peggio. Molto peggio. Andiamo con ordine.

Da qui a venerdì ci sono ancora tre giorni pieni. Vi invitiamo a riempirli inondandoci di idee, proposte, pensieri (la email è: prossimaitalia@gmail.com). La nostra manifestazione non è un talk show dove ci sono tracce già decise e applausi telecomandati. E chiunque voglia è invitato a mettersi in gioco. Oltre a mandare email ci farebbe piacere usare in queste ore le bacheche facebook (qui c’è la mia, qui c’è quella di Pippo, qui c’è quella dell’evento) e gli strumenti della rete per far girare critiche e suggestioni. Se c’è una cosa bella di queste ore è la passione con cui tante persone esprimono il desiderio di non rassegnarsi alla desolante politica del nostro tempo. Tanta gente, insomma, torna a crederci. Bene. Fatevi sotto, allora…
Venerdì sera vi aspettiamo a Firenze, alla stazione Leopolda (una fermata di tram dalla stazione SMN) a partire dalle 19.30/20. Fino alle 21 ci incontriamo e ci rifocilliamo insieme (chi volesse contribuire anche economicamente può farlo cliccando qui). Alle 21.15 chi c’è c’è, noi si inizia. Domanda: chi può fare la relazione introduttiva? Risposta dei più: uno di noi, un professore universitario, uno che buchi il video, un ottantenne pro rottamazione che dimostri in modo chiaro che stiamo ponendo una questione generale e non solo generazionale, una questione politica non anagrafica. Risposta esatta: nessuno di tutti questi. Oddio, l’idea di iniziare con un ottantenne gagliardo ci esaltava molto e il bello è che ne avremmo anche trovati una mezza dozzina capaci di farci sognare. Ma abbiamo deciso che non ci saranno relazioni introduttive: chi sentisse una struggente nostalgia dalla serie “Adesso la parola al compagno Tizio per la relazione introduttiva” e vai con quarantadue cartelle in Times New Roman dieci, può evitare di venire alla Leopolda.
Abbiamo infatti detto in tutte le salse che il nostro obiettivo è confrontarci su quello che serve all’Italia e su come ridare dignità alla parola politica. Che non è una parolaccia, anche se non sembra. Per questo giocheremo sulle parole. Anziché il tavolo dei moderatori sul palco, ci sarà una postazione consolle a fianco. E l’incontro sarà condotto come se fosse una lunga diretta radio. Ciascuno dei relatori partirà da una parola: il proprio contributo all’iniziativa. Fisco, merito, qualità, welfare, tagli, sogni, passione, onestà, ambiente, lavoro, precari, università, educazione, impegno e l’elenco potrebbe continuare. Da quella parola ciascun relatore partirà per dire la sua.
Su ogni parola, proposta, idea sarà possibile dibattere non solo intervenendo, ma anche partecipando alla discussione che faremo in tempo reale dalla consolle e su facebook, smessaggiando, contestando, controproponendo.
Sabato si parte alle 9 precise del mattino e si va avanti fino a serata inoltrata con lo stesso schema: non una lunga liturgia congressuale, ma una sorta di non-stop radiofonica dal vivo. E’ prevista una pausa pranzo per la quale gli organizzatori guidati dal mitico Samuele Rocca suggeriscono con trepidazione di prenotare. Alla sera si va avanti fino allo sfinimento. I fiorentini stanno organizzando una sorta di programma sociale, come fanno quelli dei CRAL per il bomba libero tutti che dovrebbe staccare intorno alle ventuno. Imperdibile una visita a Palazzo Vecchio, uno dei pochi musei italiani aperto fino alla mezzanotte (ho evitato di dire – lo apprezzerete – grazie al lavoro di una tenace amministrazione pubblica perché ogni tanto mi vergogno un po’ anch’io…)
La domenica mattina per chi soffre di insonnia o per chi ha saltato la Maratona di New York solo per stare con noi, un gruppo di ardimentosi va a correre alle Cascine, il parco accanto alla stazione Leopolda. L’appuntamento è alle 7.00: chi se la sente si porti le scarpe da casa. Alla Leopolda si parte alle 9 precise. L’ultima parola della giornata la dirà Pippo intorno alle tredici, quando scatterà il rompete le righe. E chi vorrà potrà andare a vedere il secondo tempo di Fiorentina-Chievo, che è la vera, drammatica concomitanza organizzativa. Il punto è che in questo caso, a differenza di altri, abbiamo sbagliato noi perché alla Federcalcio non glielo avevamo detto.
Possono parlare proprio tutti? Sì, proprio tutti. L’unica eccezione, sarà fatta per le nipoti di un qualsiasi presidente egiziano qualora siano nate dopo il 1990 cui impediremo di parlare se non vengono accompagnate dall’igienista dentale o a scelta dall’igienista mentale. Si può parlare di tutto? No, è democraticamente proibito parlare delle recentissime divisioni tra dalemiani e veltroniani, un fatto inedito, un’autentica novità della politica italiana. Diciamo che è democraticamente proibito parlar male dei leader della sinistra. Meglio non parlarne proprio e concentrarci sull’Italia che vogliamo. Un’Italia che sta aspettando il nostro entusiasmo.
Siamo notoriamente un po’ maleducati. Quindi al 5° minuto vi zittiamo. Preparatevi, fate le prove davanti allo specchio, costringete il fidanzato a risentirvi il discorso, fate come volete. Ma noi al quinto minuto interrompiamo, altrimenti non ce la facciamo. Avete trecento secondi, non uno di più… Tra un intervento e l’altro, cercheremo di sorprendervi dalla console senza effetti speciali.
Chiuderemo con due documenti. Il primo è una sorta di vocabolario della speranza, che riunisca le parole che ci stanno arrivando in queste ore via email e quelle che pronunceremo insieme. Ci stiamo lavorando e ci lavoreremo: Pippo fa da riferimento su questo. Non sarà possibile averlo forse domenica alle tredici, ma sarà il testo di buon senso su cui lavorare per le settimane che verranno. Perché non è che si fa una manifestazione e poi si sparisce, eh…
Il secondo è la carta di Firenze, il senso di ciò che ci unisce. Sarà bello scriverlo insieme in queste ore. Anzi chi ha idee mi contatti direttamente, via email.
Ho scritto anche troppo. Però è fondamentale dire che per chi ha figli piccoli è previsto un servizio animazione / babysitteraggio. È una piccola cosa, lo sappiamo. Però che una mamma non possa partecipare a un convegno perché deve tenere i figli è un oggettivo handicap nella vita del nostro Paese. Se vogliamo incentivare la partecipazione femminile alla politica, forse, è bene partire dalle piccole cose.
Chi non avesse ancora un letto a Firenze può informarsi su http://www.prossimaitalia.it : occasioni per tutti i portafogli, pare.
A venerdì, allora!
Matteo”

e questo naturalmente è il sito Prossima Italia

I volti nuovi del Pd

Un video che offre una guida per fare il punto sul dibattito all’interno del Pd e sui suoi volti nuovi quali: Nicola Zingaretti, Debora Serracchiani, Pippo Civati ed il sindaco di Firenze Matteo Renzi.

Illustra il tutto Luca Talese per Current TV.

Vodpod videos no longer available.

Ignazio Marino scienziato, cattolico e laico no! Ridateci i puzzoni !

Sintetizzando molto, ma in maniera corretta, queste le reazioni che si stanno scatenando tra le figure di vertice del PD intorno all’imminente annuncio della candidatura di Ignazio Marino alla segreteria del partito, in vista del congresso di ottobre.

Il senatore del Pd stasera sarà alla festa democratica di Roma e spiegherà in oltre due ore le ragioni della sua scelta.

Sarà il terzo solo in ordine di tempo, e il pressing, da una parte e dell’altra, perché si tirasse indietro è stato fortissimo.

Ci sono i «piombini», con lui e la decisione l’ha comunicata a loro per primi, a Pippo Civati, Marta Meo, Pierfrancesco Maiorino.

«Io e Civati siamo ai due lati del ponte. Facciamo un passo nella direzione dell’impegno personale. Bisogna che le persone che credono in noi facciano un passo nella nostra direzione andando questa settimana a tesserarsi. Con migliaia e migliaia di tesserati, partiremo insieme per questa avventura».

Ad un Massimo D’Alema particolarmente furioso per la sua candidatura Ignazio Marino sembra abbia risposto: “Massimo, io sono anni che passo la mia vita tra fegati e sangue, pensi che possa avere ora paura di affrontare un confronto politico?”.

Sul perchè della sua candidatura alla guida del Pd, Marino risponde con una dichiarazione di fiducia verso il Pd: “Io che non ho mai avuto una tessera di partito prima d’ora, che non vengo né dalla cultura della Margherita né da quella dei Ds, nel Pd mi sento a casa mia, sono convinto che questa formazione possa imprimere una svolta al centrosinistra.”.

Pippo Civati o Ignazio Marino: “lenta matura la candidatura”

Dopo la riproposizione a Segretario del Pd di Dario Franceschini, nel segno della continuità (ed aggiornamento) dell’esperienza Walter Veltroni, nonchè di Pierluigi Bersani, nel segno della continuità Pci, Pds, Ds, Pd (insomma Massimo D’Alema), saltate nel frattempo le candidature, per rinuncia, di Debora Serracchiani e del sindaco di Torino Sergio Chiamparino, Pippo Civati, giovane (34 anni) di belle speranze (non sto scherzando) consigliere regionale lombardo del Partito democratico, di sicuro “appeal”, e tra i principali organizzatori del recente incontro dei cosidetti ‘piombini’ al Lingotto di Torino, si prepara a proporre la sua candidatura per la sfida di ottobre.

“Dal lingotto abbiamo avuto l’indicazione che e’ preferibile un terzo candidato, ce lo hanno chiesto tutti. Stiamo lavorando e ragionando su una terza candidatura. In tanti ci chiedono un impegno diretto e personale alla sfida congressuale. Siamo molto in difficolta’ rispetto alle due candidature gia’ scese in campo. Se ci fosse da parte del Lingotto una indicazione esplicita nei miei confronti non avrei problemi a dire di si.”

“Franceschini e Bersani mi sembravano entrambi molto nervosi al Lingotto – ha continuato Civati – li definirei in rodaggio, altri sono stati piu’ applauditi di loro. Hanno detto poco, e’ stata, la loro, una presenza preoccupata, difficile giudicarli solo da questo. Certo va detto che da parte di Franceschini c’e’ da tempo la ricerca di un dialogo nei nostri confronti. Per due anni ci hanno preso in giro: hanno parlato di partito federale e non abbiamo visto niente di tutto questo, hanno parlato di risorse da destinare alla base, ma c’e’ un rimborso elettorale multimilionario che non si capisce come venga speso, e questo partito ha tutte le tessere in provincia di Napoli, tessere fatte al telefono e vorrei capire come questo sia stato possibile – ha concluso il leader dei piombini -, il regolamento poi e’ una vergogna: un accrocchio inverosimile tra congresso e primarie, che terra’ aperta una discussione per quattro mesi.”

Ma tra i non soddisfatti per ciò che significano le candidature Franceschini – Bersani vi è anche Ignazio Marino, dice l’Unità:

“In queste ore Marino è molto preoccupato dalla notizia, anticipata ieri nella rubrica «Il congiurato» de l’Unità, del patto stretto da Gianni Letta con le gerarchie vaticane: un patto che anticipa la discussione sul testamento biologico da ottobre a luglio in modo tale da far passare quel «progetto dissennato» nel silenzio e col favore dell’estate. Sarebbe questa, si dice a Palazzo, la prima moneta di scambio che il clero ha preteso dal governo come condizione per ricucire con il Berlusconi degli scandali sessuali e del Bari-gate. «Ecco che di nuovo si fa un gioco di potere e di interessi sulla pelle dei cittadini. E l’opposizione? Lo denuncia, si prepara alle barricate? Non mi pare».

In effetti c’è uno strano silenzio attorno all’ufficio del senatore a Sant’Ivo alla Sapienza. I notabili di partito sono molto, molto intimoriti da una sua eventuale decisione. La notizia, filtrata sui giornali in queste ore, di una possibile alleanza fra Marino e la generazione dei quarantenni (Pippo Civati e gli altri del Lingotto) nel nome del cambiamento e contro l’eterno conflitto fra Ds e Margherita, fra Ds e Ds, la possibilità che chi non ha conti personali da saldare possa unirsi in una campagna comune cresce nel tam tam delle stanze di chi prepara il congresso. Marino è molto tentato, moltissimo. «Giorni fa fuori dalla sala operatoria mi sono messo a scrivere un testo, una sorta di indice delle questioni sulle quali mi piacerebbe che il congresso discutesse».

Il Pd, dice Marino, non è il fine, ma lo strumento: il fine è il bene del Paese. Dunque si candiderà? Il senatore sorride, chiede ancora qualche ora di tempo: «Vorrei fare qualcosa di utile per tutti, portare il mio contributo fuori dalle logiche di potere. I meccanismi congressuali blindano i movimenti di chi non sia già irregimentato. Però forse qualcosa si può fare. Mi lasci ancora un paio di giorni, ho una paziente che aspetta un trapianto: vado, torno e poi ne parliamo».

Qui l’intervento di Pippo Civati al Lingotto lo scorso 27 giugno:

PD e LEGA in Brianza, concorrenza sleale

In principio mi aveva colpito quanto detto dal presidente della Provincia di Milano Filippo Penati (PD) e qui vi ho detto perchè.

Poi Luca Sofri resta anche lui scosso dalla visione dell’imbarazzante manifesto del PD sui lombardi che pagano per le spese di Catania che qui vi ripropongo, ma si tranquillizza, lui, apprendendo da Civati che voleva essere un’ironica citazione che sfottesse la Lega, e tuttavia conclude: “per quel che può valere, secondo me non si capiva, e sembrava una penosa rincorsa sugli stessi terreni“.

Manifesto del PD

Manifesto del PD

 

Per come la capisco io non solo non si capiva, ma sembra proprio che I PD “padani” rincorrono consapevolmente la Lega sullo stesso terreno del razzismo antimeridionale.

Il comunicato infatti recita:

Comunicato stampa. “Lombardo, taci e paga le ballerine di Catania“. Questo il messaggio del manifesto predisposto dal PD di Monza e Brianza, “chiaramente e provocatoriamente ispirato ai manifesti leghisti, per denunciare – dicono Enrico Brambilla, segretario provinciale e Giuseppe Civati, Consigliere regionale – lo spreco di denaro pubblico del Governo Berlusconi”.

Mentre i brianzoli e i comuni tirano la cinghia, Berlusconi ci fa pagare i debiti del suo amico Scapagnini“, denuncia ancora il manifesto, riferendosi ai 140 milioni di euro destinati dal governo al comune di Catania per colmare i debiti accumulati dall’amministrazione. Il manifesto sarà affisso in tutti i comuni della Brianza.

“Vogliamo informare i brianzoli – dicono ancora Bramilla e Civati – sulla finanza allegra di Berlusconi, in un periodo di grave crisi economica e di probabile recessione. I cittadini della Brianza e i lombardi che lavorano e pagano le tasse, hanno il diritto a una gestione più oculata delle risorse e che queste vengano spese per colmare le lacune, anzitutto infrastrutturali, di un territorio che produce una fetta rilevante della ricchezza nazionale”.

“Non si può essere federalisti a parole e poi muoversi in una direzione opposta – concludono Brambilla e Civati. I 140 milioni destinati al comune di Catania sono più di quanto finora il governo ha stanziato per l’Expo. Lega Nord che dice?”.

Nessun cenno allo spreco di denaro pubblico fatto con la concessione di un finanziamento straordinario di 500 mila euro alla città di Roma per pagare parte dei debiti, (si parla di qualcosa vicino ai 9 miliardi di euro), prodotti dalla gestione diciamo così disinvolta, nel suo ruolo di sindaco di Roma, dall’attuale segretario del PD Walter Weltroni.

Chiedo a Penati, Brambilla e Civati, è forse meglio che in Brianza questo non si sappia ?

A quando un analogo appello al popolo della Brianza per farlo riflettere sulla complicità in loro danno della coppia Berlusconi – Veltroni ?

I leghisti (anche se non tutti) hanno avuto almeno il buon senso di tacere sia nel caso di Roma che in quello di Catania.