Bambini scrivete ! Castellammare è una ridente città della provincia di Trapani

Qualcuno ricorderà quando, per non farsi mancare niente nella gamma delle sue conoscenze non proprio limpide (per usare un eufemismo) collezionate durante la sua permanenza in terra di Sicilia, il sindaco attuale della nostra ridente, spensierata e smemorata cittadina, nominò come assessore della sua giunta la signora Dafne Floresta, della quale illustrammo i natali e le vicende (anch’esse già allora non proprio limpide) dell’entourage familiare in questo post e di cui salutammo le dimissioni con quest’altro post. Ebbene ora un altro tassello sembra aggiungersi al quadro delle vicende giudiziarie dei Floresta con il sequestro di conti correnti e di un immobile al papà dell’ex assessore l’ex deputato e componente del cda dell’ENAV Ilario Floresta da Desio.

“ENAV FREGATURA – SCATTANO I SEQUESTRI DEL RICAVATO DELLE TANGENTI CON CUI I SUBAPPALTATORI DI ENAV E SELEX, TOMMASO DI LERNIA E MARCO IANNILLI, CORROMPEVANO I MANAGER DELL’ENAV – 200 MILA € AL PRESIDENTE ED EX GENERALE DELLA FINANZA BRUNO NIEDDU, 300 MILA € AL RESPONSABILE DELLE OPERE CIVILI DELL´ENTE RAFFAELE RIZZO, VARI CONTI CORRENTI E UNA CASA IN SICILIA A ILARIO FLORESTA (EX FORZA ITALIA)

Maria Elena Vincenzi per “la Repubblica”

Che le mazzette ci fossero state era già certezza. Ma ora ci sono le prove. Per questo la procura ha deciso di sequestrare i corrispettivi delle somme con cui Tommaso Di Lernia e Marco Iannilli, subappaltatori di Enav e Selex Sistemi integrati, si sono assicurati la “compiacenza” di alcuni dirigenti e consiglieri di amministrazione dell´ente, tutti indagati per corruzione.

L´inchiesta è quella sulle sovraffatturazioni per «creare fondi neri – si legge nel decreto di sequestro – solo in parte impiegati per illeciti finanziamenti a partiti e/o a parlamentari» che ha travolto l´Ente e la controllata di Finmeccanica guidata da Marina Grossi, moglie dell´ex presidente Guarguaglini.

Soldi e immobili, che sono stati messi sotto sigilli dai carabinieri del Ros e dai finanzieri del nucleo tributario di Roma. Un sequestro preventivo, disposto dal gip Anna Maria Fattori su richiesta del pm Paolo Ielo, che corrisponde alle “donazioni” di cui Iannilli e Di Lernia hanno parlato e che sono state riscontrate dagli investigatori.

Un primo passo nell´attesa di verificare altri movimenti: i due subappaltatori hanno parlato a lungo delle “regalie” ai dirigenti Enav compiacenti. E su queste in particolare, spiega il gip, «nessuna particolare questione si pose sulla sequestrabilità delle somme trattandosi pacificamente del prezzo del reato di corruzione».

Nel mirino della procura, anche grazie ad alcune rogatorie, sono finiti l´ex generale della Finanza Bruno Nieddu, già presidente di Enav, a cui sono stati sequestrati conti correnti per 200mila euro, la stessa cifra presente su un conto a San Marino a lui riconducibile su cui Di Lernia ha detto di avere fatto diversi versamenti.

A Raffaele Rizzo, responsabile delle opere civili dell´Ente, è stato bloccato un deposito da 300mila euro. Mentre a Ilario Floresta, componente del cda Enav ed ex parlamentare di Forza Italia che, secondo Di Lernia e Iannilli avrebbe ricevuto 250 mila euro per comprare un immobile in Egitto, sono stati sequestrati alcuni conti correnti e un immobile in Sicilia.

da DAGOSPIA.COM

PS – Spero si sia capito che il titolo fa riferimento al precedente post Ritratto di Trapani e provincia

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A piedi si può … a Firenze

Firenze ha varato e sta attuando, tra i mugugni di tanti e l’entusiasmo di molti, uno dei più vasti piani di pedonalizzazione del centro urbano.
E’ un’area di circa 6 ettari ovvero se siete deboli nelle conversioni potete immaginare un’area rettangolare di 200 metri per 300 metri che viene restituita ai cittadini che apprezzano la possibilità di girare in centro storico, ed assaporare l'”effetto città” (e che città) non disturbati dal via vai delle auto.

Sono oltre 40 le strade che hanno cambiato senso di marcia, consegnando un volto praticamente nuovo alla viabilità dell’intera città.
A sorvegliare le nuove aree pedonali ci sono circa 100 vigili nelle oltre 40 strade che hanno cambiato senso. 12 presidi fissi e 3 pattuglie che girano all’interno dell’area.

Tra favorevoli e contrari il sindaco, Matteo Renzi, ha dato ufficialmente lo stop ai motori, per quella che lui ha definito “una rivoluzione culturale” che “consentirà di rilanciare” Firenze come “modello di città sostenibile nel mondo“.

Tra i favorevoli Legambiente che già dalle 9,0 in piazza Pitti ha organizzato un presidio.
Intorno alle 11 in piazza Pitti è sbarcata la protesta dei contrari in particolare i disabili.
Per loro nel piano sono stati individuati posti auto a ridosso di piazza pitti e via Tornabuoni, ma loro chiedono di poter attraversare l’Oltrarno in auto.

Riassumiamo qui, dal sito del Corriere Fiorentino, le regole che vengono applicate nella complessità delle situazioni che si presentano in una operazione di pedonalizzazione così vasta:


ISTRUZIONI PER L’USO
Le sette regole della pedonalizzazione
Ecco come funzionano gli accessi nelle aree pedonali e come cambiano le regole per i cittadini

Il «manuale» della pedonalizzazione è tecnicamente una delibere di 10 pagine, con tutti i dettagli di sensi di marcia che cambiano, strade vietate al traffico e nuovi percorsi per il traffico. Tutto quello che bisogna sapere può essere riassunto in sette regole. Eccole

1 Residenti I residenti in Oltrarno, all’interno del triangolo via Romana, via dei Serragli e lungarno Guicciardini, fanno parte di un nuovo settore della zona a traffico limitato che si chiamerà ztl A+. Il passaggio da piazza Pitti, via Tornabuoni e Por Santa Maria è consentito soltanto a coloro che abitano dentro le aree pedonali, ma soltanto in due finestre orarie (la mattina dalle 6 alle 9 e la sera dalle 18 alle 19.30). Per accedere alla ztl A+ i cittadini possono transitare su lungarno Acciacioli ponte Santa Trinita-lungarno Guicciardini. E nella direzione Stazione possono passare da via del Moro e via della Spada.

2 Passi carrabili e autorimesse Chi è possessore di un passo carrabile nelle aree pedonali di Por Santa Maria, piazza Pitti e via Tornabuoni (circa una sessantina di cittadini) non perde il diritto al transito. Può dunque passare dalle zone pedonali senza alcun limite orario. Non ci sono divieti neppure per i clienti dei garage della zona, come ad esempio il parcheggio in via delle Terme, accanto a Por Santa Maria.

3 Taxi e ncc I taxi non possono passare nelle zone pedonali, quindi è divieto assoluto per piazza Pitti, Tornabuoni e Por Santa Maria, come per piazza Duomo. Ad eccezione della «staffa» di avvicinamento via Marsili-Pitti-sdrucciolo de’ Pitti. Ma in compenso possono passare dalle zona a traffico limitato (ztl A e ztl A+) e inoltre dalle zone pedonali di tipo B, come ad esempio in Borgo San Jacopo con senso di marcia invertito. Altro percorso è quello da via della Vigna Nuova (con senso di marcia invertito) verso via degli Strozzi, che consente di portare i clienti dell’Oltrarno verso la zona di Santa Croce.

4 Alberghi I clienti degli alberghi in piazza Pitti, via Tornabuoni e Por Santa Maria possono passare dalle zone pedonali soltanto se in possesso di prenotazione presso l’hotel, come nel caso della pedonalizzazione di piazza Duomo. Da una prima analisi condotta dal Comune emerge che gli alberghi non sono numerosi e non è escluso che in futuro possano essere individuati dei percorsi obbligati per evitare i troppi passaggi dalle aree a piedi.

5 Disabili Anche i portatori di handicap non possono accedere agli spazi pedonali. Ma per garantire comunque l’accesso a queste aree, disposto per legge, sono individuate delle zone di sosta adiacenti, come è successo per piazza Duomo dove è stata creata una zona di attraversamento da via Ricasoli piazza Duomo-via dei Servi. Inoltre i disabili possono passare da tutte le aree pedonali di tipo B, compreso il percoso da via della Vigna Nuova.

6 Motorini e carico-scarico I motorini sono vietati in tutte le aree pedonali di tipo A, ovvero via Tornabuoni, Pitti e Por Santa Maria. E non possono passare neanche da quelle di tipo B, come via della Vigna Nuova. Ma possono circolare in entrambi i settori della ztl (A e A+). L’accesso nelle aree pedonali è consentito ai furgoni che riforniscono i negozi e ai corrieri che fanno le consegne, ma soltanto nella fascia oraria 6-9.

7 Emergenze Le forze dell’ordine e i mezzi di soccorso possono transitare sempre dalle aree pedonali con i dispositivi di allarme inseriti. Per il momento non sono installati dispositivi per bloccare le strade (ad occuparsi dei controlli è la polizia municipale) ma in futuro arriveranno i pilomat a protezione delle aree pedonali, e i mezzi di emergenza saranno dotati del sistema elettronico per la scomparsa dei dispositivi, come attualmente è previsto per via Martelli o per la piazzetta di Sant’Ambrogio.”

Qui il link al sito del Comune di Firenze in cui si illustrano con numerosi documenti i perchè e le modalità di attuazione della pedonalizzazione

Depurazione acque reflue: la congiura degli inetti

Dice, si fa presto a criticare, ma è un fatto certo che in quanto a trattamento e depurazione delle acque reflue e relativamente al territorio comunale di Castellammare del Golfo, tali si sono dimostrati quelli che hanno amministrato in precedenza, quelli che amministrano ora e niente ci porta ad escludere che non saranno tali coloro che amministreranno dopo

Acque reflue fuorilegge. L’ultimatum di Bruxelles

Diego Carmignani

AMBIENTE. Se l’Italia non assicurerà l’adeguato trattamento degli scarichi nei centri con più di 10mila abitanti, entro due mesi la Commissione europea potrà adire la Corte di giustizia.

Da Bruxelles arriva un nuovo deciso affondo nei confronti del nostro Paese per le sue croniche inadempienze sul fronte della tutela dell’ambiente e della salute. L’avvertimento ufficiale di ieri suona come un vero e proprio ultimatum lanciato dalla Commissione europea: l’Italia deve assicurarsi che le acque reflue prodotte dai centri urbani con più di 10mila abitanti e scaricate in aree sensibili, siano adeguatamente trattate. Pur riconoscendo alcuni progressi fatti negli ultimi tempi dal nostro Paese, l’Ue ha osservato come, sul territorio italiano, si contino almeno 143 città delle suddette dimensioni non ancora collegate ad un impianto fognario adeguato, prive di impianti per il trattamento secondario o sprovviste della capacità di gestire le variazioni stagionali delle acque di scarico. Uno stato di cose che continua ad andare contro la normativa europea sul trattamento delle acque reflue urbane: idonei adeguamenti strutturali avrebbero infatti dovuto essere avviati già dal 1998.

La normativa, promultaga ormai ben tredici anni fa, sanciva appunto l’obbligo, per le città comunitarie superiori ai 10mila abitanti, di garantire che le acque subissero il passaggio “secondario”, volto a rimuovere le sostanze inquinanti prima del riversamento in mare o in acqua dolce, e a fare fronte a quelle variazioni di carico che comportano rischi per la salute umana, per i corsi interni e per l’ecosistema coinvolto. L’Esecutivo europeo esorta quindi nuovamente Roma a conformarsi alla disposizione e, su iniziativa del commissario per l’Ambiente Janez Potocnik, Bruxelles ha deciso ieri di inviare un “parere motivato”, che rappresenta la seconda e ultima fase della procedura di infrazione al Trattato Ue. A questo punto dell’iter, se l’Italia non adempirà entro i due mesi, la Commissione potrà adire la Corte di giustizia dell’Ue. Il provvedimento odierno è complementare ad un altro, sempre riguardante l’Italia, e relativo alle città con oltre 15mila abitanti che non scaricano in aree sensibili, e che erano tenute a conformarsi alla normativa comunitaria entro il 2000. Proprio per questo caso, nel maggio dello scorso anno, la Commissione europea aveva deciso di deferire l’Italia alla Corte. Attualmente, come ha voluto sottolineare Bruxelles, sono inoltre in corso indagini per valutare la situazione negli agglomerati di dimensioni inferiori, per i quali il termine per conformarsi scadeva nel 2005.

A far paura, oltre alle possibili conseguenze giudiziarie, è naturalmente la sicurezza di tutti noi italiani, giacché «Uno su tre è senza depurazione e gli altri due hanno un trattamento non sufficiente alle necessità». Questo il punto di Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente, nel commentare l’ultimatum della Commissione europea. Ad oggi, secondo i dati del Rapporto Blue Book 2009 stilato da Anea e Utilitatis, la copertura del servizio di depurazione italiana è mediamente del 70,4 per cento, mentre i livelli più bassi sono stati registrati in Sicilia (53,9 per cento), Toscana (62,7), Campania (67) e Sardegna (68). «Sulle acque reflue siamo fuorilegge da 13 anni ed è indegno che il settimo Paese più industrializzato al mondo debba aspettare l’avvertimento dell’Europa per adeguarsi alla normativa». Quali le possibilità dell’Italia per mettersi in regola a stretto giro? Secondo Ciafani, «va attivata una task force tra governo, enti locali e i gestori del servizio idrico, realizzando da subito gli interventi più urgenti, altrimenti si finirà per spendere denaro inutile per le multe, invece che per la realizzazione degli impianti di trattamento». E con la stagione balneare alle porte, c’è da fare in fretta: «I 25 anni di esperienza di Goletta Verde dimostrano che la mancata depurazione è la principale responsabile dell’inquinamento lungo la costa», conclude Ciafani.”

da TerraNews.it