Beppe Grillo non può concorrere a Segretario del Pd e sottolineo “non”

Per sapere perchè andate qui .

Dopo l’ignoranza dimostrata in materia di referendum, l’ ignoranza manifesta in materia di regolamento del Pd.

Qualcuno prima o poi si  renderà conto che Beppe Grillo è solo un comico , con una spiccata tendenza all’ accumulo di denaro ?

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Ignazio Marino scienziato, cattolico e laico no! Ridateci i puzzoni !

Sintetizzando molto, ma in maniera corretta, queste le reazioni che si stanno scatenando tra le figure di vertice del PD intorno all’imminente annuncio della candidatura di Ignazio Marino alla segreteria del partito, in vista del congresso di ottobre.

Il senatore del Pd stasera sarà alla festa democratica di Roma e spiegherà in oltre due ore le ragioni della sua scelta.

Sarà il terzo solo in ordine di tempo, e il pressing, da una parte e dell’altra, perché si tirasse indietro è stato fortissimo.

Ci sono i «piombini», con lui e la decisione l’ha comunicata a loro per primi, a Pippo Civati, Marta Meo, Pierfrancesco Maiorino.

«Io e Civati siamo ai due lati del ponte. Facciamo un passo nella direzione dell’impegno personale. Bisogna che le persone che credono in noi facciano un passo nella nostra direzione andando questa settimana a tesserarsi. Con migliaia e migliaia di tesserati, partiremo insieme per questa avventura».

Ad un Massimo D’Alema particolarmente furioso per la sua candidatura Ignazio Marino sembra abbia risposto: “Massimo, io sono anni che passo la mia vita tra fegati e sangue, pensi che possa avere ora paura di affrontare un confronto politico?”.

Sul perchè della sua candidatura alla guida del Pd, Marino risponde con una dichiarazione di fiducia verso il Pd: “Io che non ho mai avuto una tessera di partito prima d’ora, che non vengo né dalla cultura della Margherita né da quella dei Ds, nel Pd mi sento a casa mia, sono convinto che questa formazione possa imprimere una svolta al centrosinistra.”.

Bersani ha fatto la squadra … e che squadra !

Pierluigi Bersani, ha inaugurato la sede del suo comitato nella piazza Santi Apostoli, e ha auspicato che tutti i competitor “chiariscano dalla A alla Z” la loro idea di partito e di Paese.

Le agenzie dicono che il suo partito sara’ “di combattimento” e che Bersani si ripromette di “essere vicino alla gente” in questo momento di crisi.

Il programma dell’ex ministro sara’ illustrato nel dettaglio domani, nell’incontro con i giovani che si terra’ all’Ambra Jovinelli a Roma.

Sarà Filippo Penati (fresco ex presidente della provinciua di Milano) il coordinatore della mozione che sosterrà la candidatura dell’ex ministro Pierluigi Bersani alla segreteria del Pd.

Nella squadra dell’ex ministro figurano anche l’eurodeputato Gianni Pittella, vicino a Enrico Letta, come responsabile dell’organizzazione; Margherita Miotto, vicina a Rosy Bindi, curerà i rapporti con le Associazioni; Walter Tocci sarà il responsabile dell’elaborazione programmatica, e Stefano Di Traglia quello della comunicazione. All’inaugurazione erano presenti anche Letta e Bindi, con diversi parlamentari a loro vicini (Alessia Mosca, Marco Stradiotto, Giovanni Bachelet, Franca Chiaromonte).

Nell’affollatissima sala si sono visti anche Ricky Levy, sottosegretario alla presidenza con l’ex premier Romano Prodi, gli ex ministri Livia Turco e Vincenzo Visco, ma anche Matteo Colaninno, lanciato in politica da Walter Veltroni.

Numerosi i parlamentari dell’ associazione “Red” di Massimo D’Alema, come Michele Ventura, Andrea Lulli o Rolando Nannicini, e gli ex popolari Luigi Meduri e Nicodemo Oliverio. Assente il principale neo-acquisto di Bersani degli ultimi giorni, cioé Salvatore Ladu, già braccio destro di Marini e finora con Fioroni, che dovrenne portare con sé la maggior parte degli ex popolari della Sardegna.

Entusiasmo alle stelle !

Visto che in questo paese da destra a sinistra, pasando per il centro, si è smarrito il senso del ridicolo, non farà male rivedere Maurizio Ferrini in “Quelli della notte”.  Era il 1985, se non sbaglio, come dire circa 24 anni fa.

Vittorio Sgarbi invita a pedalare

Un simbolo di chiara derivazione grafica “futurista”, quello presentato da Vittorio Sgarbi, e con il quale intende concorrere con proprie liste alle prossime elezioni amministrative previste in numerosi comuni, a sostegno di sindaci della “area Sgarbi”.

Il simbolo contiene l’ invito: “Pedalate !

pedalate

Vittorio Sgarbi, candidato alle Elezioni Europee del 6 e 7 giugno 2009, nella circoscrizione Sicilia e Sardegna nella lista «La Destra – Movimento per le Autonomie – Partito Pensionati – Alleanza di Centro per la Liberta», e sindaco di Salemi spiega così l’idea: “E’ una esortazione a correre, all’azione contro l’immobilismo di una classe politica che pensa solo a perpetuare se stessa, non è in grado di svecchiare le istituzioni e di promuovere idee innovative.
A quanti hanno condiviso e condividono ogni giorno sempre più numerosi questo nuovo rinascimento della politica nato a Salemi, dico: “Avete voluto Sgarbi ? Pedalate !

E Vittorio Sgarbi già pedala.

Domani martedì 12 maggio sarà a Trapani.

Alle 12,00 incontrerà gli studenti della Facoltà di Archeologia Navale e il preside Francesco Torre.

Alle 14,00, accompagnato da alcuni esponenti delle associazioni di tutela del patrimonio architettonico ed artistico della città, farà un sopralluogo alla Colombaia.

Alle 16,30 all’Hotel Cristal parteciperà ad una conferenza-dibattito sul tema «Diritti e doveri della legalità». In cui relatore con Vittorio Sgarbi sarà il Sostituto Procuratore della Repubblica di Trapani Andrea Tarondo. Previsti gli interventi di imprenditori, professionisti, sindacalisti, politici e giornalisti.

Alle 19,00 Sgarbi farà una passeggiate tra le vie della città per incontrare cittadini e commercianti.

Alle 20,00 negli studi dell’emittente Tele Sud per una trasmissione di approfondimento giornalistico.

Ma Vittorio Sgarbi perchè si candida alle Elezioni Europee ?

Mi è stato chiesto cosa pensi della candidatura di Vittorio Sgarbi nella lista Autonomia costituita da: ‘La Destra di Francesco Storace, il Movimento per l’Autonomia del presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo, il Partito dei Pensionati di Fatuzzo e l’Alleanza di centro di Pionati.

La prima considerazione è che nel collegio in cui si candida Sgarbi il quinto delle Isole (Sicilia e Sardegna) e nel quale si esprime una sola preferenza, per quante assicurazioni possa avere avuto da parte dello stesso governatore Raffaele Lombardo,  e e per quanto potrà inventarsi sul piano mediatico, per attirare una qualche attenzione su di se in questi trenta giorni, Vittorio Sgarbi per numero di preferenze non risulterà affatto il primo, ne il secondo e forse neanche il terzo e fra i due o tre che risulteranno avere più voti di lui troverà chi non rinuncerà affatto a ciò a cui riterrà di avere diritto.

La seconda considerazione è che l’innaturale aggregazione politica tra Mpa e La Destra non produrrà i frutti sperati dai promotori e non supererà sul piano nazionale lo sbarramento del 4%.

E’ un errore ripetuto nella politica italiana il ricorso, da parte di politici in difficoltà (ancorchè sedicenti e/o a torto ritenuti cervelli fini), il tentare di salvare la pelle (politicamente si intende) ricorrendo alla pure e semplici aggregazioni di simboli.

Storicamente tale operazione è risultata quasi sempre perdente, anche quando la somma avrebbe dovuto dare numeri ben più consistenti di quelli già vantati in passato dall’Mpa e dalla Destra.  

Ma allora perche si candida Vittorio Sgarbi ?

E’ una sfida ?  Per vincere cosa, o per danneggiare chi ?

E’ un do ut des ? Siete autorizzati a pensarlo, ma è fondatamente da ritenere che l’altro contraente del patto assai difficilmente potrà consegnare il pattuito, vista l’aria da resa dei conti che circola intorno al Governatore Raffaele Lombardo.

E allora ?

Forse, e questo è il mio parere,  molto più semplicemente Vittorio Sgarbi sfiancato dall’immobilismo e dal conservatorismo (reale prima ancora che politico) che caratterizza la realtà siciliana ritiene esaurita la sua esperienza di sindaco di Salemi e intende utilizzare il dopo elezioni europee per mettere in scena un finale con i botti.

Sergio Cofferati, o del falegname con la moglie scollata

Su Sergio Cofferati e sulla opportunità di candidarlo per il Pd alle prossime Elezioni per il rinnovo del parlamento europeo quale capolista nella circoscrizone del Nord-Ovest, si era discusso ampiamente su blog, e giornali, e in trasmissioni televisive oltrechè naturalmente nelle sedi di partito.

A confermare la validità delle perplessità manifestate in quelle sedi, giunge ora la notizia dello stesso Cofferati condannato per comportamento antisindacale nella veste di presidente del Teatro Comunale di Bologna, (in quanto sindaco, non ricandidato, della città), e nei confronti dei dipendenti dello stesso teatro.

Certo che, vista la precedente professione dello stesso Cofferati (Segretario Generale della CGIL , il maggiore sindacato dei lavoratori italiano) è proprio il caso di dire che siamo di fronte al classico colmo del falegname con la moglie scollata.

Cofferati, un pensionato di lusso

Lo dice, del non ricandidato sindaco di Bologna, Mercedes Bresso, Pd e Governatore (o governatrice ?) della regione Piemonte su l’Unità.
Ora naturalmente per “par condicio” ci aspettiamo che altrettante sincere considerazioni vengano fatte su “Libero” o su “Il Giornale” a proposito di analoghi candidati del centrodestra alle prossime elezioni europee 2009.

Europee, Bresso: Cofferati pensionato di lusso

di Jolanda Bufalini

Per Mercedes Bresso Cofferati è un pensionato di lusso, per Livia Turco “sarà un ottimo parlamentare europeo”. Mentre nel Pd si cerca di sciogliere i nodi dei capolista nelle circoscrizioni del Sud e del Nord Est, la candidatura del sindaco di Bologna continua a suscitare raffiche di “fuoco amico”. Per la presidente della Regione Piemonte, intervistata da Radio 24, è «stupefacente che rinunci alla candidatura a Bologna per poi accettare un posto che lo obbliga a impegni così importanti».

Un problema, secondo la Bresso, che non riguarda solo Cofferati: «Siccome occorrono moltissime preferenze per essere eletti da noi si candidano i grandi leader, o persone che sono alla fine della propria carriera o che sono famose per altre ragioni. Il vero tema – prosegue – è che gli elettori, così come i partiti, prestano pochissima attenzione all’Europa». Il risultato è che l’Italia risulta spesso assente: “L’Europarlamento è un treno molto lento – conclude – ma che non si ferma mai. Noi italiani arriviamo tardi e poi ci lamentiamo che non hanno tenuto in considerazione i nostri interessi». Livia Turco, invece, difende la scelta di candidare Cofferati anche se “non vuole entrare nelle polemiche”.

Domani la direzione del partito dovrà approdare le liste, intanto sebbene non ci sarà il “caminetto allargato” annunciato nei giorni scorsi, si cerca di sciogliere i nodi delle caselle rimaste scoperte: nel Nord Est hanno detto no Rodotà e Veronesi, al Sud. Fra le personalità della società civile che hanno dato la disponibilità a candidarsi, spiccano i nomi di Giovanni Bignami, già responsabile dell’Agenzia spaziale italiana e dell’Ente spaziale europeo, nonchè quello della campionessa di windsurf, Alessandra Sensini, che ha nel suo palmares 15 medaglie tra olimpiadi e campionati mondiali. Il primo sarà candidato nella circoscrizione di nord-ovest, la seconda al centro.

Nel sud è arrivato anche il sì definitivo di Rosaria Capacchione, la giornalista campana ora sotto scorta per le sue inchieste sul clan dei Casalesi. Nella circoscrizione Isole, Franceschini sta valutando l’ipotesi di derogare al regolamento Pd, che prevede di non candidare alcun sindaco: è intenzionato a mettere in lista il primo cittadino di Gela, Crocetta, uno dei simboli della lotta alla mafia nella Sicilia orientale.

Per quanto riguarda le altre liste di centro sinistra, Di Pietro ha confermato, polemizzando con Franceschini, la sua candidatura: «Berlusconi e Bossi si candidano per massimizzare i consensi alla coalizione di governo – sostiene Di Pietro – l’Idv si assume la responsabilità di contrapporre l’Italia che vuole l’alternativa».

La legge elettorale che impone uno sbarramento del 4% ha prodotto la formazione di tre coalizioni di partiti piccoli. A sinistra si presentano con lo stesso simbolo Prc-Pdci-Socialismo 2000-Consumatori uniti e Sinistra e Libertà (che raggruppa Ps, Verdi, Sd, Mps di Vendola). A destra si presentano con lo stesso simbolo Destra-Mpa-Pensionati-Alleanza di centro.
Fra i piccoli che hanno scelto di depositare da soli il proprio simbolo la Lista Bonino.

20 aprile 2009

da l’Unità