“Professionisti dell’antimafia”: Marina Marino

Su Siciliainformazioni la prima parte di una interessante intervista di Salvatore Parlagreco a Marina Marino “professionista dell’antimafia”, questo l’incipit:

Caccamo, Bagheria, Misilmeri, Villabate, Roccamena, Castellammare del Golfo, Campobello di Mazara. E non finisce qui. La proposta di un tour operator nella Sicilia che non avete mai visto? No, è il viaggio compiuto in dieci anni da una urbanista siciliana, Marina Marino, nei comuni sciolti per infiltrazioni mafiose. Un viaggio nella zona grigia, dove vive e vegeta il mitico terzo livello, comandano i colletti bianchi e amministrano anche i contigui, i collusi, i furbastri, quelli che non stanno né da una parte né dall’altra e permettono alle cosche di mafia e del malaffare di prosperare all’ombra delle istituzioni. Una discesa negli inferi, full immersion, che ha fatto di una donna colta, tenace e competente una professionista dell’antimafia, stavolta nell’accezione migliore dell’espressione.

Marina Marino è stata la consulente e il braccio operativo delle commissioni straordinarie che hanno sostituito sindaco, giunta e consigli comunali nei comuni siciliani sciolti per mafia per decreto del Consiglio dei Ministro. Urbanista, originaria di Gela, laureata a Venezia, ha affrontato, faccia a faccia con gli amici degli amici, le questioni edilizie ed urbanistiche delle amministrazioni “infiltrate”, operando nel settore che più di ogni altro le mafie controllano, perché è grazie alla pianificazione del territorio, a un colpo di penna su un foglio di carta, una concessione edilizia che i colletti bianchi fanno la fortuna delle cosche. E’ nell’urbanistica e nell’edilizia che le mafie riciclano i soldi guadagnati illegalmente, investono ottenendo facili profitti, distribuiscono favori, tengono “sotto scopa” la comunità, facendo la fortuna o la sfortuna di amici e nemici.

tutta l’intervista qui

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Ora e sempre ipocrisia

Caravà e l’antimafia di cartone

di Giuseppe Pipitone

Ciro Caravà esultava gongolante il giorno della sua rielezione a sindaco di Campobello di Mazara, piccola cittadina da dieci mila abitanti in provincia di Trapani. Caravà dipingeva i suoi avversari -travolti dal 54 per cento di voti – come “signori venuti da altri territori” e senza “nessuna affidabilità“. Si presentava ai giornali come “il sindaco della legalità e dell’antimafia”. In questa veste organizzava fiaccolate in ricordo delle vittime della mafia, presenziava a tutte le manifestazioni in ricordo della strage di Pizzolungo, e non mancava mai di far costituire il suo comune come parte civile nei processi contro il boss di Castelvetrano Matteo Messina Denaro, ultima primula rossa di Cosa Nostra.

Ieri mattina all’alba Caravà è finito in manette in un’operazione antimafia che ha dato l’ennesima stretta proprio a Messina Denaro. Insieme al sindaco (ormai ex) di Campobello sono finiti in cella diversi boss vicinissimi al capomafia di Castelvetrano. La richiesta d’arresto è emblematica: per gli inquirenti Caravà era a totale disposizione della locale famiglia mafiosa. Il sindaco del Partito Democratico pagava costantemente i biglietti aerei per consentire ai familiari dei mafiosi di recarsi in visita nelle carceri, puniva i vigili che osavano multare le auto dei boss, e con Cosa Nostra discuteva di appalti e della gestione del Comune. Dopo il suo arresto i dirigenti del Pd si sono limitati a dire semplicemente che non era iscritto al partito. Una scusa ridicola aggravata dal fatto che a Caravà era stato concesso addirittura di candidarsi alle elezioni regionali nella lista di Anna Finocchiaro.

Caravà però è un esempio, atroce ed emblematico al tempo stesso, di cosa avvenga oggi nei territori ad alta densità mafiosa. Sparita quasi totalmente l’antimafia civile, quella di cartone è l’unico tipo che spesso si trova in circolazione. Ecco dunque che in territori difficili come Trapani l’antimafia cartonata è diventata una sorta di mantello, uno schermo per proteggere le malefatte compiute nelle segrete stanze. Una situazione gattopardesca che vede nei suoi strati più profondi il continuo proliferare di uomini con una sola grande attitudine: diventare amici dei morti, meglio se ammazzati da Cosa Nostra. La provincia di Trapani vive da sempre una situazione di contrasto: un chiaro scuro che non permette di guardare la realtà dritta negli occhi. Per i meno pratici i soggetti come Caravà, antimafiosi di giorno e mafiosi di notte, possono essere un problema. Distraggono, sfuggono, e a volte disorientano.

Insieme ai Caravà ci sono poi i simil – Caravà: giornalisti, imprenditori, a volte anche poliziotti e magistrati (tra gli arrestati di ieri c’era anche un ex poliziotto). Tutta gente che ha un passato, spesso oscuro e losco, e che ha deciso di crearsi un presente, giocando al militante antimafioso e ingannando gli osservatori dalla vera essenza del loro operato. A volte – come succede per Caravà – vengono beccati subito. In altri casi si mimetizzano bene e continuano a dettare legge per anni, additando (con un indice lunghissimo) i loro simili meno intelligenti beccati con le mani nel sacco. E a ben pensarci è mafia anche questa.

da Il Fatto Quotidiano

Campobello di Mazara, al sindaco, Ciro Caravà,non son bastati i riti

Nella sua stanza, in Municipio, teneva ben in vista le foto di Falcone e Borsellino: il sindaco pidiessino di Campobello di Mazara, Ciro Caravà, aveva fatto aderire il suo Comune all’associazione Libera e si era anche costituito parte civile nel processo ai favoreggiatori del superlatitante Matteo Messina Denaro.

Questo l’incipit di un articolo di Salvo Palazzolo su La Repubblica che da conto dell’arresto di Ciro Caravà, sindaco PD di Campobello di Mazara fresco della rielezione avvenuta nel giugno scorso.

Ciro Caravà è stato arrestato questa mattina dai carabinieri del Ros con l’accusa di associazione mafiosa. Secondo il procuratore aggiunto Teresa Principato e i sostituti Pierangelo Padova e Marzia Sabella, il primo cittadino rieletto a giugno a fuor di popolo sarebbe stato addirittura “organico” alla famiglia mafiosa di Campobello, una delle più fedeli al verbo dell’imprendibile Matteo Messina Denaro, ormai latitante dal 1993.

Sono soprattutto le intercettazioni a mettere nei guai il primo cittadino. Gli investigatori del Ros hanno ascoltato ad esempio la moglie del boss Nunzio Spezia mentre dice al marito, detenuto in un carcere del Nord Italia: “Vedi, in due anni di sindaco quanto abbiamo risparmiato? Dopo le elezioni mi ha detto: vossia fino a quando va e viene dallo zio Nunzio, biglietti non ne paga più. Io gli telefono, gli ordino i biglietti e li passo a ritirare”. Dalle indagini dei carabinieri di Trapani è emerso che il sindaco Caravà avrebbe distribuito ai mafiosi anche lavori e appalti del Comune.

tutto l’articolo qui

Guida Blu 2011, San Vito lo Capo c’è, Castellammare può attendere

Come è noto le spiagge migliori d’Italia vengono identificate e promosse in quanto tali ogni anno da Legambiente e Touring Club Italiano ed inserite nella “Guida Blu” annuale.

Quest’anno quattordici località hanno ottenuto il massimo dei voti ed hanno avuto assegnate le “cinque vele“.

Tra queste quattordici ben tre sono siciliane: l’isola di Salina, Noto e San Vito lo Capo.

L’Isola di Salina in provincia di Messina nell’arcipelago delle Eolie con i tre Comuni di Santa Marina Salina, Leni e Malfa occupa addirittura il secondo posto nella classifica generale.
Anche quest’anno le Amministrazioni comunali hanno portato avanti numerose iniziative di salvaguardia ambientale incrementando la raccolta differenziata, il verde pubblico, la pulizia delle spiagge e dotandosi di sistemi sempre più efficaci di certificazione ambientale.
Tutte le strutture turistiche hanno fatto della qualità un’occasione di rilancio ed è stata realizzata anche un’isola ecologica a scomparsa, l’unica delle Eolie, capace di accogliere oltre 30 tonnellate di rifiuti differenziati.

San Vito lo Capo occupa il sesto posto in classifica.
Qui il Comune ha puntato da tempo su una corretta politica di valorizzazione e delocalizzazione dell’attività turistica dando vita al progetto Baia Santa Margherita, una vasta area tra le riserve del Monte Cofano e le zone di preriserva dello Zingaro, dove non è consentita la circolazione veicolare privata ed è possibile recuperare il rapporto con una natura ancora incontaminata.
San Vito è anche il territorio siciliano con il numero maggiore di strutture turistico-ricettive fornite di certificazione Ecolabel europea, dove si è riusciti a recuperare una costa di oltre 2 chilometri da destinare esclusivamente alla libera balneazione.
A San Vito lo Capo vige il divieto di fumo in spiaggia e la promozione di iniziative e manifestazioni di pregio, al di fuori della piena stagione estiva, è un’altra delle buone pratiche che la caratterizza. Tra queste il Festival del cous cous e quello degli Aquiloni.

Noto la capitale del barocco siciliano è decima in classifica.
La cittadina è in prima linea nella lotta all’abusivismo edilizio e contro la privatizzazione del demanio.
Noto vede in costante crescita la raccolta differenziata.
Ha aumentato la fruizione dei beni culturali con nuove sale al museo civico e nuovi siti.
Ha ripreso il controllo pubblico, comunale, degli impianti idrici e fognari dopo appena due anni di gestione privata.
E’ in attesa dell’istituzione di due aree marine protette: isola di Capo Passero e Vendicari, già al centro di una suggestiva riserva regionale.

Tra le altre località siciliane premiate Favignana e Siculiana con “quattro vele“, “tre vele” per Pantelleria, Lampedusa e Linosa, Ustica, Custonaci, Menfi, Campobello di Mazara, Modica, Sciacca, Brolo, Taormina, Cefalù, Marsala e Sant’Agata di Militello.

Comuni a vocazione turistica, Castellammare del Golfo ora c’è !

SICILIA: TRANCHIDA, ALTRE 31 LOCALITA’ NEI COMUNI A VOCAZIONE TURISTICA

(ASCA) – Palermo, 17 feb – Altre trentuno localita’ entrano nella lista dei comuni a vocazione turistica individuati dall’assessorato regionale al Turismo della Sicilia, per l’attivazione delle linee di intervento del Programma operativo Fesr 2007/2013.

L’assessore Daniele Tranchida, spiega una nota regionale, ha firmato l’integrazione al decreto, aggiungendo ai 57 comuni individuati in precedenza, quelli di Campobello di Mazara, Castelvetrano (Selinunte), Custonaci, Sant’Agata di Militello, Gioiosa Marea, Patti, Piraino, Capo d’Orlando, Portopalo di Capo Passero, localita’ premiate con le vele della Guida blu di Legambiente e Touring club italiano; Castellamare del Golfo, Alcamo, Siculiana, Cattolica, Palma di Montechiaro, Burgio, Santo Stefano di Camastra, Letojanni, Tusa, Forza d’Agro’, Pachino, Grammichele, (Marzamemi), Riposto, Nicolosi, Acicastello, Gagliano Castelferrato, Aidone, Nicosia, Mussomeli e Terrasini, per la loro conclamata storica valenza turistica; Ferla e Sant’Alfio in quanto detentori di beni dichiarati dall’Unesco patrimonio dell’umanita’.

”Il decreto – sottolinea l’assessore Tranchida – contiene inoltre un avviso pubblico per consentire ad altri comuni di aggiungersi a quelli gia’ individuati come ‘a vocazione turistica’. Questi comuni avranno 90 giorni di tempo, dalla pubblicazione del decreto con l’avviso pubblico sulla Gazzetta ufficiale della Regione siciliana , per presentare le istanze. Da parte dell’assessorato c’e’ un atteggiamento di apertura, con l’intento di inserire anche quelle localita’ che dimostreranno di possedere i requisiti fissati nel bando e accertati da una commissione”.

da ASCA.it

Marrocco: “Un plauso all’assessore Tranchida: altri cinque Comuni del Trapanese sono stati inseriti tra quelli a vocazione turistica”

“Siamo soddisfatti per l’aggiunta di altri cinque Comuni del Trapanese nell’elenco di quelli a vocazione turistica”. Lo afferma Livio Marrocco, capogruppo all’Ars e coordinatore provinciale di Futuro e Libertà per l’Italia, commentando il decreto con cui l’assessore regionale al Turismo, Daniele Tranchida, ha attribuito quella qualifica anche a Campobello di Mazara, Castelvetrano (Selinunte), Custonaci, Castellammare del Golfo ed Alcamo.
“A quei Comuni viene riconosciuta la loro indubbia valenza turistica e così potranno usufruire di agevolazioni e saranno inseriti nelle linee di intervento del Programma operativo Fesr 2007/2013.
Inoltre approviamo la decisione dell’assessore Tranchida di prevedere nel decreto un avviso pubblico per consentire ad altri Comuni di aggiungersi a quelli finora individuati come “a vocazione turistica”: per presentare le istanze avranno 90 giorni di tempo dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale”.

da Marsala.it

della questione si era scritto qui e qui

Castellammare del Golfo è tra i Comuni a vocazione turistica del PO FESR 2007/2013

Con il decreto assessorale n. 38/Gab. del 28 agosto 2010, dell’ ASSESSORATO AL TURISMO, ALLO SPORT E ALLO SPETTACOLO della Regione Sicilia è’ stato approvato il Piano Settoriale che costituisce lo strumento di programmazione per l’individuazione delle località a vocazione turistica (individuazione cio’è dei territori che hanno acquisito un riconosciuto “livello di turisticità”), e riferibile a tutte le linee di intervento del PO FESR 2007 – 2013 di competenza dell’Assessorato al Turismo.
In particolare il piano ha un’importanza fondamentale ai fini dell’utilizzo e della destinazione dei fondi dell’Asse 3 del PO FESR 2007/2013, “Valorizzazione delle identità culturali e delle risorse paesaggistico-ambientali per l’attrattività turistica e lo sviluppo” e dell’Obiettivo Specifico 3.3. relativo alle misure volte a: “Rafforzare la competitività del sistema turistico siciliano attraverso l’ampliamento, la riqualificazione e la diversificazione dell’offerta turistica ed il potenziamento di investimenti produttivi delle filiere turistiche“.

Le località inserite nel Piano sono:

Agrigento, Sciacca, Licata, Menfi, Lampedusa e Linosa, Siculiana, Porto Empedocle, Cattolica Eraclea, Aragona (provincia di Agrigento);

Caltanissetta, Gela, Mussomeli, Mazzarino, Butera (provincia di Caltanissetta);

Catania, Acireale, Caltagirone, Adrano, Paterno’, Bronte, Riposto, Nicolosi, Linguaglossa, Zafferana Etnea, Castiglione di Sicilia, Randazzo, Aci Castello (provincia di Catania);

Enna, Piazza Armerina, Aidone (provincia di Enna);

Milazzo, Patti, Sant’Agata di Militello, Capo d’Orlando, Taormina, Lipari, Giardini Naxos, Santa Teresa Riva, Gioiosa Marea, Brolo, Santo Stefano di Camastra, Santa Marina Salina, Leni, Malfa, Sant’Alessio Siculo, Letojanni, Forza D’Agro’, Piraino, Motta Camastra, Savoca, Alcara li Fusi, Roccalumera, Torrenova, Tripi (provincia di Messina).

Palermo, Bagheria, Monreale, Termini Imerese, Cefalu’, Terrasini, Castelbuono, Balestrate, Petralia Soprana, Ustica, Piana degli Albanesi, Collesano, Castellana Sicula, Campofelice di Roccella, Cinisi, Capaci (provincia di Palermo);

Ragusa, Ispica, Vittoria, Modica, Pozzallo. Santa Croce Camarina, Scicli (provincia di Ragusa);
Siracusa, Noto, Avola, Palazzo Acreide, Sortino, Augusta, Solarino, Canicattini Bagni (provincia di Siracusa);

Trapani, Marsala, Mazara del Vallo, Erice, Castellamare del Golfo, Campobello di Mazara,Calatafimi Segesta, Pantelleria, Favignana, San Vito Lo Capo, Custonaci, Salemi, Gibellina, Castelvetrano (provincia di Trapani).

Mal comune …

Un atto ispettivo da parte del ministero dell’Interno e’ stato notificato al Comune di Campobello di Mazara. La disposizione, firmata dal prefetto Stefano Trotta (in qualità di delegato del Ministro), riguarda l’accesso agli atti da parte di una commissione composta dal viceprefetto Baldassare Ingoglia e tre rappresentanti rispettivamente di Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza. L’accesso intende acquisire elementi circa la sussistenza di eventuali condizionamenti e infiltrazioni della criminalita’ organizzata tra gli organi elettivi e nel Comune. La commissione ha quattro mesi di tempo per le sue conclusioni.
Si è avviato quindi anche per il Comune di Campobello di Mazara l’iter che potrebbe portare allo scioglimento del consiglio comunale così come previsto dall’articolo 143 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali.