Bresciani, ne sfiducia, ne fiducia

Il risultato, scontato date le premesse della vigilia, del voto sulla mozione di sfiducia al sindaco Marzio Bresciani, che ha visto dieci consiglieri aderire alla mozione, nove dichiararsi contrari ed uno astenersi, conferma che la mozione di sfiducia era mossa azzardata ed improvvida, occorrendo mettere assieme tredici voti (prima della sua presentazione) per il raggiungimento dell’obiettivo, da un lato, e dall’altro che la gestione politica da parte del Sindaco della sua maggioranza è stata disastrosa al pari di quella del suo mentore, il senatore Antonio D’Alì, e del suo ispiratore, l’ex premier Silvio Berlusconi.

Ora siamo allo stallo, all’empasse, o se preferite immagini più cruente, all’agonia in senso politico, di un Sindaco che appare isolato prima ancora che in consiglio, nel sentire comune della sua cittadinanza, e di una città come sospesa ed irrealmente immobile, in attesa che tutto passi, ma nel contempo incapace di immaginare un qualsiasi futuro.

Peccato, per il Sindaco e per Castellammare.

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A Castellammare hanno deciso di “andare ai materassi”

Quelli che hanno seguito l’ultima sessione di consiglio comunale, che si è conclusa nella mattinata di oggi con l’approvazione del bilancio, avranno notato quanto accesi siano ormai i toni tra l’amministrazione D’Alì … pardon Bresciani, sostenuta in consiglio dalla sua minoranza e la variegata maggioranza del Consiglio Comunale.

Insomma, “siamo ai materassi“, è guerra di successione, ci si prepara al dopo Bresciani.

Per i prossimi due anni, è facile pronosticarlo, i problemi della città saranno solo lo sfondo, lo scenario, in cui sarà combattuto uno scontro politico che, solo per coerenza con l’immagine del titolo, ci permettiamo di chiamare “mafia wars“, nonostante che il “parlare di corda in casa dell’impiccato” non stia bene.

In fondo a ben pensarci tutto questo ci mette in sintonia con la situazione politica nazionale, nella quale un leader che non riscuote più la fiducia del paese, resta al suo posto imperterrito al fine di rinviare il “redde rationem”.

Ma qui, a Castellammare, il sindaco che siamo certi non ha interessi personali da difendere, perchè rimane al suo posto ?
Davvero ritiene che esistano margini di recupero di un quadro politico ormai deteriorato e destinato quasi certamente, a non ricomporsi nei due anni che ci separano dalle prossime elezioni ?

Perchè prolungare per altri due anni l’agonia politico-amministrativa di una città che avrebbe necessità di apporti e contributi i più ampi possibili, e continuare a guidare in assoluta minoranza, sul piano politico ma anche sociale, un’amministrazione civica ormai estranea alla città ?

Bresciani è “fallimentare”

Si “fallimentare” è il termine usato, da chi ne ha fatto parte, per definire l’amministrazione comunale di Castellammare del Golfo degli ultimi tre anni. Per intenderci l’amministrazione “Bresciani uno” uscita dalle urne in maniera plebiscitaria nel giugno del 2008.

“Il gruppo consiliare di Futuro e Libertà per l’Italia ha ripetutamente cercato un dialogo con il sindaco Marzio Bresciani, ma ha avuto come risposta un rimpasto in giunta unilaterale e arrogante invece di un auspicabile governo di salute pubblica in grado di dare una sterzata alla finora fallimentare amministrazione comunale di Castellammare del Golfo” ed ancora “D’ora in avanti il gruppo di Fli interromperà qualsiasi sostegno aprioristico all’attuale amministrazione comunale ed anzi lavorerà in direzione di un’alternativa che finalmente sia in grado di governare bene Castellammare del Golfo” è quanto affermato ieri dall’Onorevole Livio Marrocco massimo esponente locale di Fli in conferenza stampa.

Ma perchè quanti dichiarano oggi il fallimento dell’esperienza Bresciani, non andrebbero considerati a loro volta parte del fallimento sul piano politico e delle realizzazioni e quindi anche essi parte del problema castellammarese?

Ed ancora, ma siamo certi che quel popolo che in maniera entusiasta e travolgente di ogni dubbio e perplessità ha determinato l’affermarsi della maggioranza che per tre anni ha governato questo paese possa oggi, come si fa nei bar, nei circoli e nelle sacrestie, tirarsi fuori sul piano della responsabilità civile, prima ancora che politica ?

Se davvero è Bresciani il “nemico del popolo”, forse sarà il caso di cominciare a distinguersi in questa cittadina del qualunquismo deteriore circolante cominciando ad assumersi le proprie responsabilità, ed inziare ad identificarsi magari con le spillette e gli adesivi con la scritta “Io non ho votato Bresciani”.

Io lo potrei anche fare, ma tra voi ci stanno 6.062 elettori che non lo possono fare … onestamente, anche in questo caso nel senso dell’onestà intellettuale e politica.

I know my chicken – The end

Le mie considerazioni sul “referendun per il Buccellato” le avevo fatte qui, di nuovo c’è ora il comunicato del Sindaco una volta celebrato il referendum.

“Referendum consultivo. Il sindaco Marzio Bresciani: “Un flop perché i cittadini si sono resi conto della strumentalizzazione politica”

«Posso anche capire, per quanto non la condivida, la lotta che si è intestata il comitato promotore del referendum. Quello che non capisco e non accetto, invece, è il ruolo dei partiti d’opposizione che hanno voluto trasformare il referendum in una vera e propria campagna elettorale contro la mia persona. Ottenendo come unico risultato quello di raccogliere pochissimi voti poiché i cittadini si sono subiti resi conto che si trattava di una strumentalizzazione. Immotivatamente sono state coinvolte personalità del panorama politico regionale, mentre il referendum non è stato altro che un flop poiché non sono andati a votare neanche tutti quelli che avevano sottoscritto il referendum, cioè 1878 persone. Credo che la dirigenza dei partiti, a livello locale, dal Pd all’Udc, ma anche del Psdi ed Alleanza per la Sicilia, vada ripensata totalmente, poiché è evidente che non ha contatto con la realtà locale. Di un dato sono, però, certo: ogni voto è costato circa 60 euro ai cittadini castellammaresi, più attenti di quanto voglia fare apparire l’opposizione, all’operato di questa amministrazione». Lo afferma il sindaco Marzio Bresciani in merito al referendum consultivo sul quesito “Volete voi che la scuola Diego Buccellato Galatioto, sita in via Canale vecchio, venga destinata ad ufficio tecnico comunale?”. Ieri, dei 14.526 elettori castellammaresi, si solo recati alle urne solo 1.099 cittadini (1.002 i No; 71 i Si; 26 tra schede bianche e nulle), pari al 7,56% dei votanti.”

C’eravamo tanto amati

Ben oltre il giro di boa dei sei mesi dall’insediamento della nuova giunta, posti di fronte con frequenza quasi quotidiana al manifestarsi di posizioni critiche, quando non veri e propri insulti alla persona del sindaco e dei componenti della giunta del Comune di Castellammare del Golfo, dobbiamo prendere atto della fine della “luna di miele” che, pur di fronte alla scarsità dei risultati conseguiti, faceva prevalere nell’opinione pubblica castellammarese la speranza e la paziente attesa del cambiamento.

Non credo sia un caso che le critiche più feroci vengano, oggi, da sostenitori, ieri, dell’Ingegnere Bresciani e della sua maggioranza, che conferma come spesso i grandi amori quando finiscono generano sentimenti opposti altrettanto intensi.

Certo vi sono ambizioni frustrate, legate ad aspirazioni assessoriali non soddisfatte, e ampliamenti della maggioranza negati, tra le motivazioni nascoste (ma non tanto) nelle cose che si leggono in rete, ma per la gran parte le critiche sono legate a concrete e reali situazioni di disagio per i problemi non affrontati e/o non risolti.

Non si starà qui a farne l’elenco, le mancate risposte alle necessità della città sono sotto gli occhi di tutti, e ciò che ora si teme da parte di molti è che la sommatoria della crisi locale, e della crisi mondiale finisca per avere per il nostro territorio le stesse conseguenze che ebbe la crisi conseguente al flagello della filossera, “quannu siccaru li vigni“, dei primi anni del secolo scorso.

Occorrerebbero misure ed interventi straordinari a tutti i livelli e da parte delle diverse amministrazioni, (comune,provincia, regione, stato) per tentare di contrastare efficacemente gli effetti della crisi.

Qui a Castellammare del Golfo invece non si riesce a garantire nemmeno l’ordinaria amministrazione.

Soluzioni ?

Castellammare del Golfo, quando il gioco si fa duro …

… i duri cominciano a giocare.

Dopo essere stata il tormentone di questi quasi sei primi mesi di amministrazione del Sindaco Marzio Bresciani, è arrivata finalmente in Consiglio Comunale, ieri sera, la discussione sulla famigerata delibera 30, con la quale, al termine del suo mandato, la Commissione Straordinaria, con i poteri del consiglio, aveva proceduto alla adozione di numerose varianti alle Norme Tecniche di Attuazione del PRG e al Regolamento Edilizio.

Sarebbe stato facile titolare con: “Assalto alla diligenza” o “Maggioranza e Giunta divisi alla meta” o ancora “Rottura tra la Giunta Bresciani e la sua maggioranza” per come rilevato ripetutamente dai consiglieri di opposizione Norfo, Galante, Cruciata, Bonventre, Motisi di fronte alla diversità di posizioni espresse a nome della Giunta dal Sindaco Marzio Bresciani e della maggioranza che la sostiene per bocca del Geometra Mimmo Bucca.

Infatti, se la Giunta ha presentato al Consiglio Comunale come proprie, solo un numero limitato di modifiche, a quanto adottato dalla Commissione Straordinaria con la delibera 30, la maggioranza ha ritenuto necessario andare oltre, introducendo altre e ben più incisive variazioni alle norme.

E non si è trattato affatto di legittima rivendicazione di autonomia da parte del Consiglio Comunale nei confronti della Giunta, quanto, a mio parere, della introduzione di una serie di norme tendenti a rimuovere gli ostacoli che si frappongono alla realizzazione di una serie di singole specifiche operazioni speculative, nella nostra realtà identificate e confuse con concetti quali lavoro, occupazione e sviluppo, ma in realtà nel breve e lungo periodo mortali per le potenzialità di sviluppo del territorio.

Nei fatti l’ insieme degli emendamenti presentati, al termine di una lungo fase politica fatta di richieste di pareri, riunioni e vertici è innegabile che appaia una sconfessione dell’operato prudente della Giunta da parte di ben più spregiudicati settori della maggioranza.

Per ora, vuoi per l’ora tarda, vuoi per i dubbi emersi in merito alla compatibilità di ciascun consigliere comunale a decidere in ordine alle variazioni non si è arrivati al voto e la illustrazione e discussione su ciascun punto di variante e l’ eventuale voto finale sono rinviati al prossimo consiglio che dovrebbe aver luogo giovedì 4 dicembre nei locali della Biblioteca Multimediale.

Castellammare del Golfo, gli elettori di Bresciani cominciano a dubitare

Vi piacerebbe pensare che questo è un post del solito francese sciovinista.

E invece no !

Anche se la foto, che vale un post, è del francese René Maltête
e la trovate qui .