I Radicali non se la bevono, faranno saltare il tavolo ?

Un comunicato stampa dei Radicali della lista Bonino-Pannella fa intuire che, dall’accordo tra soggetti che ci hanno messo la faccia (Silvio Berlusconi e Giorgio Napolitano) e tutti gli altri (ancora da individuare) che sono rimasti nell’ombra, loro come sempre sono fuori e hanno tutta l’intenzione di rimanerci, perchè per loro “Parigi non vale una messa”.

OCCORRE TENERE PRESENTE IL MONITO DI BENEDETTO CROCE: ESISTONO MOMENTI NELLA STORIA IN CUI È NECESSARIO CHE VI SIA PUR QUALCUNO PER IL QUALE PARIGI NON VALGA UNA MESSA

6 marzo 2010

Questa mattina, nel corso di una riunione fra gli esponenti e dirigenti dei vari soggetti radicali con Emma Bonino e Marco Pannella, è stato affrontato il dilemma delle scelte da assumere: se sia possibile tuttora continuare a giocare con i bari, in una situazione in cui lo Stato non riesce a rispondere ad esigenze che non siano di Regime.

Sì è quindi deciso di convocare una Assemblea nazionale dei Radicali per martedì prossimo, a Roma, in luogo da precisare, per discutere pubblicamente delle decisioni da assumere, convinti che nessuna scelta in questo momento debba essere data per scontata.

Occorre tenere presente il monito di Benedetto Croce: esistono momenti nella storia in cui è necessario che vi sia pur qualcuno per il quale Parigi non valga una messa.

Roma, 6 marzo 2010

*** – Update

E Berlusconi disse a Napolitano: scateno la piazza

di Marco Conti

ROMA (6 marzo) – «Non ho bisogno della tua firma». Duro, durissimo Silvio Berlusconi al Capo dello Stato è arrivato a prospettare non solo l’inutilità della sua firma sotto al decreto legge, ma anche l’uso della piazza per contestare «una decisione che priva del diritto di voto milioni di cittadini».

La tensione con Giorgio Napolitano della sera precedente è stato di una durezza tale che solo ieri mattina è stato – forse soltanto in parte – recuperato il rapporto tra i due grazie alla telefonata che ieri mattina Gianni Letta ha imposto al Cavaliere: «Chiama Napolitano altrimenti non ne usciamo». Il consiglio del sottosegretario e di qualche ministro è stato raccolto dal presidente del Consiglio solo nella tarda mattinata.

Ripristinato un clima di «confronto istituzionale», come ieri sostenevano alcuni deputati del Pdl, è ripresa una trattativa difficile e complicata dalla voglia del Cavaliere di ”mettere una pezza” anche sul pasticcio compiuto a Roma, mentre leghisti ed ex An mostravano qualche cautela in più nei confronti del presidente della Repubblica e si sarebbero accontentati di sanare le irregolarità milanesi.

Fini e Berlusconi però non ci stavano a veder sacrificato il Lazio per colpa di una baruffa interna al Pdl romano. Mentre il presidente della Camera si è però mantenuto in posizione defilata pur dando il suo via libera, il Cavaliere, sbollita l’ira nei confronti del partito, ha puntato diritto ad un provvedimento d’urgenza superando anche l’iniziale «niente decreto» che il ministro Maroni aveva pronunciato qualche giorno fa.

Proprio al ministro dell’Interno è toccato ieri il compito di scendere in sala stampa per spiegare il testo di un decreto che di fatto sana le irregolarità di Milano e permette al Pdl romano di presentarsi nuovamente negli uffici elettorali.

La trattativa con il Colle ha fatto slittare di oltre un’ora il consiglio dei ministri e il via-vai di bozze e note con i tecnici del Quirinale è andato avanti mentre il Cavaliere al telefono parlava ai partecipanti di una manifestazione elettorale. Trovata la quadra solo poco prima delle dieci di sera, è iniziato un consiglio dei ministri riunitosi a ranghi ridotti per le numerosissime assenze.

Intorno ad un tavolo oltre al presidente del Consiglio, i ministri Maroni, Calderoli, Meloni e La Russa. La discussione è stata breve anche perché la pattuglia dei ministri presenti aveva sperimentato nei giorni scorsi la furia del presidente del Consiglio. La stessa che la sera precedente il Cavaliere era riuscito a sbollire solo verso le due di mattina grazie alla compagnia di un gruppo di giovani che il presidente del Consiglio ha fatto salire a palazzo Grazioli per «una pizzetta».

Restano ora nel Pdl la preoccupazione per le conseguenze del braccio di ferro ingaggiato con Quirinale giovedì sera alla presenza dei ministri La Russa, Maroni, Calderoli e del sottosegretario Letta. «Per un momento ho temuto che venissimo sbattuti fuori – ha raccontato uno dei ministri presenti alla scena – i due non si sono nemmeno salutati».

Se per il ministro Gelmini «il decreto non è assolutamente un golpe», per Berlusconi rischiare di perdere un milione di voti e una regione era troppo pericoloso e in grado di compromettere anche la tenuta del governo. Il grazie che nella tarda serata di ieri il presidente del Consiglio tributa alle «istituzioni per la collaborazione» e non al Quirinale, la dice lunga sull’entità dello strappo.

da Il Messagero

*** Update

(AGI) – Genova, 6 marzo – “Lasciamo fuori il Presidente Napolitano. Non e’ il suo mestiere entrare nel merito dei decreti. Il governo ha la responsabilita’ di questo decreto. E’ a lui che bisogna rivolgersi”. Lo ha affermato Pier Luigi Bersani, a Genova per l’apertura dalla campagna elettorale del Pd intervenendo sulla polemica riguardo al decreto ‘salva liste’.

Toscana elezioni regionali 2010 riammesse Forza Nuova e Bonino-Pannella

Sono state riammesse le liste di Forza Nuova e dei Radicali alle elezioni regionali per la Toscana. Lo ha deciso la Corte di Appello di Firenze, accogliendo i ricorsi che erano stati presentati dalle due formazioni politiche.

Nel caso di Forza Nuova i magistrati hanno difatti accertato che, per Firenze, i moduli con le firme raccolte contenevano nel timbro il luogo dove erano state autenticate, mentre i simboli non dovevano per forza essere presentati ai tribunali ma solo agli uffici della Corte d’appello.

Quanto alla Lista Bonino-Pannella, esclusa in prima battuta dal tribunale di Pistoia, i giudici hanno ricontato le firme ed accertato che i radicali avevano presentato un’integrazione.

Dunque la soglia delle mille firme necessarie era stata raggiunta.

Forza Nuova e i Radicali non saranno comunque presenti con proprie liste in tutta la Toscana, a differenza degli altri partiti e candidati: Forza Nuova sara’ presente solo in sei province, ovvero a Firenze, Lucca, Massa-Carrara, Pistoia, Firenze ed Arezzo. La Lista Bonino-Pannella sara’ presente sulle schede di Pistoia, Arezzo, Firenze, Massa-Carrara, Pisa e Siena.

La competizione per la Regione Toscana torna quindi a cinque: Enrico Rossi (Pd-Toscana democratica), Monica Faenzi (PdL), Francesco Bosi (Udc), Alfonso De Virgiliis (Bonino-Pannella) e Ilario Palmisani (Fn).

Incapaci (2). La selezione al peggio della classe dirigente nel Pdl comincia a dare cospicui frutti

per gli avversari.

Dopo il caso Lazio è caos liste pure in Lombardia. La lista del presidente, “Lombardia per Formigoni” esclusa per la irregolarità di 514 firme.

Dice Pippo Civati: “Allo stato attuale, Formigoni è fuori, perché la lista in questione è proprio il listino del presidente (e dell’igienista dentale, per capirci). Proprio quel listino sul quale il Pdl ha discusso fino alle ultime ore. L’avevo detto io che un giorno e mezzo per raccoglierle era molto poco…“.

Mi spiego: Formigoni, allo stato attuale, non si può presentare alle elezioni. Poi faranno ricorsi, leggine, de-cretini e altro ancora, ma per ora, Formigoni è escluso dalla competizione elettorale. Questo perché Formigoni è il «primo della lista» (del cosiddetto «listino»). Decadono lui e il listino, perché non hanno firme a sufficienza, e, di conseguenza, tutte le liste collegate. Cioè, tutti. Effetto domino, tipo.

Cose che accadono quando non hai più rispetto per le regole, ti senti al di sopra di tutto, invincibile e insindacabile, ma sei solo un poveraccio.

Mancanza del timbro tondo sui moduli, per 136 firme, mancanza data dell’autentica, per 121, mancanza luogo dell’autentica, per 229, e mancanza qualifica autenticante, per altre 28, queste le anomalie riscontrate dalla Corte d’appello in 514 delle 3.935 firme presentate per la lista “Per la Lombardia” di Roberto Formigoni. Quest quanto si legge nel provvedimento con cui la lista è stata dichiarata non ammissibile dall’Ufficio centrale regionale accogliendo il ricorso presentato dalla lista Bonino-Pannella.

Rimangono fuori, (per ora, qui la lista è stata comunque presentata, ed esistono margini per le interpretazioni),l’igienista dentale ed il geometra di Arcore.

Dopo il pomodoro con più fan di Berlusconi su Facebook, sembra che l’azione combinata di un panino e della placca dentale abbiano messo ko il Pdl.

E’ tutto così irreale.

Elezioni Europee, il sondaggio IPSOS per Ballarò del 05/05/2009

L’unico motivo per cui pubblico questo sondaggio IPSOS è la data della rilevazione, il 05/05/2009,  successivo quindi al “ciclone Veronica“.

Il sondaggio relativamente al PdL conferma una pressochè totale irrilevanza delle dichiarazioni di Veronica Lario sul marito e sulle sue vere o presunte disinvolture di comportamento sull’opinione pubblica italiana.

Il dato di un PdL intorno al 40,0% è di conferma alle precedenti rilevazioni di un pò tutti gli istituti i quali hanno attribuito nelle scorse settimane al PdL tra il 37,5 % e il 43,0 % .

Il massimo dell’effetto, delle dichiarazioni della Lario, è stato di frenare la fase espansiva del PdL legata alla ulteriore crescita di consenso di Silvio Berlusconi, in relazione alla gestione della crisi sismica in Abruzzo.

Per il resto il sondaggio IMHO risente della fretta, il campione è piuttosto limitato e stressato dal numero spropositato di quesiti a cui era chiamato a rispondere, e gli stessi intervistatori, date le esigenze di pubblicazione, è probabile che non siano andati tanto per il sottile, cose tutte queste che purtroppo spesso caratterizzazno i sondaggi IPSOS per Ballarò.

Da notare che nella copia pubblicata sul sito del Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, da cui ho preso i dati, mancano i dati relativi alla lista Autonomia (Mpa + La Destra)  e della lista Bonino-Pannella, oltre chè il dato residuale relativo agli “Altri”.

La somma dei dati pubblicati, dà una percentuale del 97,3 % e quindi un “Altri” pari al 2,7 %.

Considerato che  alla lista Autonomia (Mpa + La Destra)  gli altri sondaggi attribuiscono tra il 2,8 % e il 3,8 % , e alla lista Bonino-Pannella 1,0 % e alle residue liste genericamente definite “Altritra l’1,0 % e l’ 1,2 % all’appello mancano come minimo, tra i 2 e i 3 punti percentuale.

Sondaggio Politico-Elettorale

Sondaggio Politico-Elettorale

Autore:
IPSOS Public Affairs

Committente/ Acquirente:
RAI – Radio Televisione Italiana S.p.A, risultati diffusi nella trasmissione televisiva Ballarò del 5 maggio 2009.

Criteri seguiti per la formazione del campione:
campione casuale rappresentativo dell’universo di riferimento; campionamento per quote di genere, età, livello di scolarità, area geografica di residenza, dimensione del comune di residenza.

Metodo di raccolta delle informazioni:
sondaggio di opinione tramite interviste telefoniche (CATI)

Numero delle persone interpellate e universo di riferimento:
800 interviste. Popolazione residente in Italia, di 18 anni ed oltre, di entrambi i sessi, appartenenti a qualsiasi condizione sociale, residenti in famiglie con telefono (fonte: annuario ISTAT 2008). 

Data in cui è stato realizzato il sondaggio:
Tra il 05/05/2009 ed il 05/05/2009