A Mazara del Vallo il Consiglio Comunale boccia il bilancio di previsione 2011

Oddio, non è che l’abbia presa proprio bene ieri sera l’onorevole Nicola Cristaldi, sindaco di Mazara del Vallo, quando il consiglio comunale ha bocciato il bilancio di previsione del 2011 presentato dalla sua amministrazione: “Siamo di fronte ad un preciso atto di viltà politica, ingiustificabile sotto ogni punto di vista. Questo consiglio comunale va sciolto e bisogna tornare a votare”, ha detto.

Qualcuno ha notato che anche Berlusconi negli ultimi tempi le ha prese, e anche forte, ma non ha mica proposto di sciogliere l’Italia.

Per quanto, mai dire mai!

Tuttavia il sindaco Cristaldi almeno potrà consolarsi con la solidarietà ricevuta da parte del senatore Antonio D’Alì … se gli basta.

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Forza sette

Il Tar del Lazio ha respinto di nuovo la richiesta del Pdl di ammettere la sua listaper la Provincia di Roma, presentata l’8 marzo dopo il decreto legge cosidetto  “salva liste”,  alle prossime elezioni regionali.

Chi sa contare dice che sarebbe il settimo giudizio negativo emesso da un qualche tribunale dello stato italiano relativamente alla faccenda. Sarebbero sei infatti le bocciature consecutive precedenti.

Con l’ordinanza di ieri sera i giudici amministrativi della Sezione Seconda bis, presieduta da Eduardo Pugliese, hanno ribadito quello che avevano già affermato con il provvedimento di lunedì 8 marzo: il decreto salva-liste non si può applicare e, in ogni caso, non ci sono “elementi precisi e concordanti” che dimostrino che i delegati del Pdl fossero alle 12 del 27 febbraio nell’ufficio elettorale del Tribunale con la prescritta documentazione.

I legali del Pdl hanno annunciato, subito dopo aver ascoltato il testo dell’ordinanza, un nuovo ricorso al Consiglio di Stato.

Sabato scorso i magistrati di Palazzo Spada hanno dichiarato il primo ricorso del Pdl “improcedibile”, perchè la richiesta era quella di poter presentare la lista, possibilità che era già stata accordata grazie al decreto salva-liste.

Il Consiglio di Stato non ha espresso alcuna valutazione sulla legittimità o sull’applicabilità del decreto salva-liste, prendendo solo atto che per il momento era già stato applicato.

Proprio sulla legittimità costituzionale del decreto si dovrà esprimere oggi la Consulta, chiamata in causa da due ricorsi, uno della Regione Lazio e l’altro della Regione Piemonte, che contestano al governo di aver invaso la propria competenza legislativa.

La Corte costituzionale con tutta probabilità emetterà un provvedimento cautelare provvisorio, riservandosi di adottare una sentenza definitiva più avanti, presumibilmente dopo il voto delle regionali. Della sua valutazione, però, dovrà comunque tenere conto il Consiglio di Stato nella sua prossima decisione.

Bossi junior vittima ? No “zucca vuota”

Tipico esemplare di "figlio del Nord"

Bossi junior

“Esito negativo” nella prova orale-bis dell’esame di maturità scientifica di Renzo Bossi, venti anni, figlio secondogenito di Umberto Bossi, leader della Lega e ministro delle Riforme.

La bocciatura, seguita alla ripetizione dell’esame che aveva avuto già esito negativo in luglio, e che il ministero aveva deciso per ovviare, (si disse), a un errore formale di trasmissione del programma d’esame alla commissione giudicante, è stata formalizzata stamani nell’albo del Collegio Arcivescovile Bentivoglio di Tradate (Varese), dove Bossi junior, ieri mattina, aveva ripetuto da privatista la parte orale della maturità.

Renzo Bossi era già stato bocciato l’anno precedente. Quest’anno, dopo la seconda bocciatura, (c’erano stati 4 bocciati, tra cui unico privatista, Bossi), c’era stato il ricorso al Tar e per questo alla prova era presente oltre alla commissione anche un ispettore del ministero dell’istruzione.

La procedura che ha portato alla ripetizione è rarissima.

L’interessato non si è presentato di persona a guardare il tabellone, che peraltro conteneva solo il suo nome.

E’ stato il rettore del collegio don Gaetano Caracciolo a telefonare a casa e a parlare con la mamma del candidato per avvisarla.

In precedenza, si ricorderà, il padre, ministro di questa Repubblica, aveva tuonato: “Un nostro ragazzo è stato bastonato agli esami perchè aveva portato una tesina su Carlo Cattaneo“.

La tesina – aveva replicato don Gaetano Caracciolo – è solo una parte delle prove da affrontare. Non so che tipo di preparazione abbia seguito, ma purtroppo la somma di tutte le prove non ha raggiunto il punteggio di sessanta, il mimimo per la promozione“.

Il caso sembrava destinato a finire in archivio, ma la polemica sulle presunte discriminazioni verso i figli della padania, da parte di cattivi professori meridionali imposessatisi delle scuole del nord, andò avanti tutta l’estate con dichiarazioni razziste, tipo questa, da parte del Ministro della Repubblica Italiana Umberto Bossi: “Non possiamo più lasciar martoriare i nostri figli da gente che non viene dal Nord.”.

Agli esami bis Bossi junior ha presentato una tesina in fisica, non sufficiente a ribaltare il giudizio negativo già formulato al precedente esame

Il “Senatur” sembra si sia limitato, (per ora ), a commentare ricordando che anche al Nord i figli “sò piezze e core.