Salemi “Case a un euro”, fumo solo fumo

Di fronte al comunicato del Comune di Salemi, in cui si annuncia che è stato individuato l’iter amministrativo che permetterà l’inclusione, nel piano urbanistico della città, di uno strumento di sviluppo destinato alla parte più antica di Salemi, vi è stato chi ha pensato che il progetto “Case a un euro” sia già pronto per la sua effettiva realizzazione.

In realtà, e spiace dirlo perchè siamo osservatori attenti e non ostili dell’esperienza salemitana di Vittorio Sgarbi & C., le cose non stanno affatto in questo modo, ed il progetto “Case a un euro”, da quanto si ricava leggendo il comunicato,  è in alto mare tanto, ne più ne meno, di quanto lo era al momento del suo lancio.

Vero che la Giunta ha nominato Mariano Palermo, come responsabile unico del progetto e che l’ingegnere Palermo ha individuato, in una dettagliata relazione trasmessa al sindaco Vittorio Sgarbi, l’iter amministrativo per procedere alla realizzazione concreta del progetto «Case a un euro», e che gli uffici comunale hanno già avviato le relative procedure, ma niente allo stato attuale degli atti può far supporre, dati i passaggi burocratici necessari e conseguenti, che tali procedure possano essere rapide e portare in tempi ravvicinati all’inizio dei lavori anche solo in un unico edificio del centro storico.

Tutto il resto, per ora, è solo fumo.

Di seguito il comunicato:

COMUNICATO STAMPA del Comune di Salemi di giovedì 27 novembre 2008

Individuato l’iter amministrativo:  gli uffici hanno avviato le procedure

Progetto «Case a un euro»: nominati il «Responsabile unico» e i Coordinatori dei «Gruppi di lavoro»

L’ingegnere Mariano Palermo ha già trasmesso al Sindaco la relazione tecnica che individua il percorso amministrativo per procederealle assegnazioni e dunque ai primi restauri

SALEMI – L’ingegnere Mariano Palermo, attuale Esperto del Sindaco in procedure della Pubblica Amministrazione, è stato nominato «Responsabile Unico» per l’attuazione del progetto «Case a un euro» ideato dall’Assessore alla Creatività Oliviero Toscani e dal sindaco Vittorio Sgarbi.

L’ingegnere Palermo si raccorderà con il Sindaco, l’Assessore alla Creatività e con i consulenti da loro indicati.

Contestualmente sono stati nominati dei Coordinatori dei «Gruppi di lavoro»: l’avvocato Vito Bonanno (attuale Sindaco di Gibellina) che curerà gli aspetti di natura amministrativa; Calogero Calamia, Dirigente del Settore Finanze del Comune di Salemi, che si occuperà degli aspetti fiscali e societari; l’architetto lucchese Pietro Carlo Pellegrini, esperto in recupero e restauro del patrimonio architettonico; l’ingegnere Mariano Palermo per gli aspetti di natura urbanistica ed amministrativa.

I Coordinatori costituiranno «Gruppi di lavoro» con professionisti, funzionari, istituti, enti e comunque con soggetti giuridici che hanno specifica competenza nei relativi settori e che vorranno aderire liberamente, senza alcun onere per il Comune di Salemi, all’iniziativa previo assenso del responsabile unico.  L’assessore al Centro Storico Bernardo Tortorici vigilerà sul progetto una volta iniziati i lavori di restauro. Il responsabile unico, con apposita delibera di giunta, è stato autorizzato a ricercare forme di sponsorizzazione con partner pubblici e privati per la redazione del preliminare studio di fattibilità.

L’ingegnere Palermo ha già individuato, in una dettagliata relazione trasmessa al sindaco Vittorio Sgarbi, l’iter amministrativo per procedere alla realizzazione concreta del progetto «Case a un euro». Gli uffici comunale hanno già avviato le relative procedure.

Lo strumento urbanistico attualmente vigente nel centro Storico è il «Piano particolareggiato di risanamento» approvato dal Consiglio Comunale nel 1981. Le norme di attuazione di questo Piano demandano, attraverso una apposita delibera consiliare, all’Amministrazione comunale l’onere e la facoltà di disporre d’ufficio o su richiesta dei proprietari  interessati «la formazione di comparti che includano uno o più edifici e/o aree inedificate, dotando pertanto il piano di estrema flessibilità, considerando di fatto l’attuazione per comparti in quei casi in cui se ne ravvisano la necessità (rilottizzazione di aree ad elevato frazionamento fondiario, edificazione di aree molto estese ed appartenenti a diversi proprietari)»

Nella delibera di nomina del «Responsabile unico» e dei Coordinatori dei «Gruppi di lavoro» viene specificato come il progetto «Case a un euro» mira principalmente a ricostruire e rendere nuovamente abitabile la parte del centro storico oggi abbandonata, in base ad un progetto che ha questi obiettivi: «Avvantaggiare la nascita di attività come case-vacanze a gestione immobiliare o singola, attività commerciali di nicchia, attività artigianali di prodotti tipici, servizi in genere e servizi per giovani; evitare la ricostruzione di «volumi dormitorio», salvo quelli a servizio delle attività, limitando pertanto le case-alloggio solo per alcuni personaggi, istituzioni e soggetti portatori di «interessi diffusi»; rispettare la memoria dei luoghi attraverso la «lettura del contemporaneo»; ricercare un «sistema unico di dialogo tra il disegno architettonico e la verifica dello stato dei luoghi.”

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Salemi sulla stampa nazionale

Si segnalano qui, relativamente a Salemi ed alla attività della giunta di Vittorio Sgarbi sulla stampa nazionale di ieri, un lungo ed interessante articolo, dal titolo “Tra le meraviglie di Sgarbilandia”, di Francesco La Licata per “La Stampa” ed un breve redazionale dal titolo “A ruba le case a un euro” su “Il Giornale”.

Tra le meraviglie di Sgarbilandia

La casa acquistata a un euro. Possibile? Già, un euro in un pieno centro storico carico di autentici tesori d’arte. Anche se, già da subito in verità, l’assessore si affretta a precisare che «non è proprio un affare», visti i tempi e i vincoli (stilistici e di materie prime) concessi dal comune agli «acquirenti» che saranno impegnati al restauro. Siamo a Salemi, profonda, profondissima Sicilia. Fino a ieri terra misconosciuta ai più se non per la parte meno presentabile che immancabilmente fa riferimento ai cugini Nino e Ignazio Salvo e a tutto un presepe mafioso che affonda le radici nella storia giudiziaria dell’Isola.

Oggi quella Sicilia, come in una favola, sembra sbiadire giorno dopo giorno quasi per effetto di intrugli misteriosi e inspiegabili, fino a somigliare ad un “luogo dell’immaginazione” che potremmo chiamare «Sgarbilandia». E così vanno prendendo corpo iniziative e idee messe in circuito da un gruppo di «matti», la definizione è del critico prestato alla politica, che «si sono messi in gioco per scommettere sulla possibilità di ribaltare una situazione sociale, economica e culturale destinata allo stato vegetativo».

Quella della casa a un euro è l’idea che – nelle intenzioni dei creativi della giunta tecnica sgarbiana (Oliviero Toscani, il principe Bernardo Tortorici di Raffadali e l’architetto romano Peter Glidewell) – dovrebbe portare a Salemi, pardon a «Sgarbilandia», i «nuovi Mille». Ecco, la cittadina ha un feeling collaudato con l’impresa Garibaldina, come dimostra il balcone di piazza Dittatura, da dove il barbuto condottiero assunse i poteri che consentirono di fare di Salemi capitale d’Italia, seppure per un sol giorno.

Questi «nuovi Mille», nelle intenzioni di Vittorio Sgarbi, dovranno essere altrettanti «cittadini illustri» che prendono casa a Salemi, «capovolgendo così un flusso migratorio che ha visto i Siciliani andare al Nord in cerca di soldi e fortuna». «Saranno i ricchi del Nord – insiste il professore – a venire qui e non potranno che portare ricchezza». Per questo all’inizio di settembre è stata data, in pompa magna, la cittadinanza onoraria ai coniugi Moratti. Anzi il presidente dell’Inter, per l’occasione, ha potuto anche inaugurare un nuovo club di fede nerazzurra.

Ma a “Sgarbilandia” sembra essersi verificato un contagio inarrestabile e, dopo i Moratti, è arrivato il ministro Rotondi, e Brunetta, e poi Afef Tronchetti Provera, e Anna Falchi e Forattini e il ministro Zaia. Domenica scorsa, in occasione della sfilata di Marella (quale posto migliore di “Sgarbilandia” per un eccesso di mondanità?) s’è materializzato anche Ricucci con qualche amico, a cui non potrà essere destinata una casa troppo vicina a quella della Falchi, ovviamente. Un’epidemia (migliaia di richieste) che non sembra risparmiare anche esponenti dello schieramento opposto agli sgarbiani, se è vero che un interessamento è stato manifestato anche dall’ex ministro Cesare Damiano.

Ma siamo soltanto all’inizio dell’esperimento e la strada sembra in salita. Il principe-assessore all’urbanistica, Bernardo Tortorici raffredda gli entusiasmi: «Arrivano messaggi da tutto il mondo. Ne arrivano dall’Australia, dal Canada, dal Nord Europa, dalla Germania, dalla Francia. Dalla Russia, dalla Lituania e dalla Lettonia».

E questo è già un problema perché il centralino, come dire, non è abituato al dialogo poliglotta. «E poi bisognerà mettere ordine – aggiunge – in un ufficio che era fermo al terremoto del ‘68, anno in cui ebbe inizio l’esodo dal centro storico. Le leggi alimentarono scelte che allontanavano i cittadini dal cuore di Salemi: veniva garantito l’indennizzo del cento per cento se si costruiva altrove. Logico che il centro si sia svuotato. Si tratta adesso di catalogare gli immobili per stabilire esattamente quanti siano quelli da poter assegnare. E questo crea parecchio stress in assessorato. Ma ce la faremo».

Attualmente le case certamente in possesso del Comune (per la maggior parte manca proprio l’acquisizione per via notarile, omessa a suo tempo anche dopo aver concesso gli indennizzi a fronte della perdita di possesso dei cittadini terremotati) sono 219, di cui 110 non recuperabili, su circa tremila “indennizzate” dopo il terremoto. E’ questo che fa dire ad Angelo Calogero, capogruppo dell’opposizione, che «siamo alla politica dell’annuncio e basta, visto che non sarà facile attuare un progetto così poco aderente alla realtà». Insomma, Sgarbi sogna.

«Non sarà sogno, ma scommessa difficile certamente», ammette Peter Glidewell, assessore alla Cultura e all’agricoltura, o «all’agricoltura», per dirla col sindaco. E non solo per la storia della casa a un euro. «Qui c’è da ribaltare un disastro culturale ed ambientale, ma soprattutto si tratta di recuperare l’intraprendenza ed intelligenza siciliane per vincere la tentazione dell’immobilismo rassegnato».

Ovviamente perciò si cerca di tenere alta l’attenzione con eventi a cadenza quasi settimanale (l’ultimo, la proiezione di «Ladri di biciclette» restaurato in digitale) e con annunci che prestano il fianco a polemiche distruttive. Come l’idea del Museo della mafia, garante il giudice Giuseppe Ayala, «ora che il potere di Cosa nostra è quasi scomparso».

Affermazione non condivisa che ha provocato scontri col Centro Impastato (Umberto Santino: «Sgarbi vuol fare di Cosa Nostra delle belle statuine») e con «Articolo 21» per un pezzo che indica Salemi come «la città dei Salvo, di Giammarinaro (il patron politico, discusso ma assolto, di questa giunta ndr) e del sindaco Sgarbi». La replica del professore è stata violenta, il che non si addice a «Sgarbilandia».

Francesco La Licata per “La Stampa”

da La Stampa

 

A ruba le case ad un euro

Dal miliardario lituano al giornalista toscano ieri a Salemi per lavoro. Sono oltre duemila le richieste per vedersi assegnata una casa a un euro dal comune siciliano. Mail, fax, lettere e piccioni viaggiatori. Dall’Australia e anche dal Sud Africa. Ogni mezzo è buono l’importante è manifestare la propria intenzione all’acquisto e alla successiva ristrutturazione dell’immobile. Pare che tra le «intenzioni» ricevute ci siano quelle di Anna Falchi, Afef, Massimo Moratti, Forattini e anche del ministro Zaia. Le case sono 3.500 ma pare che ne saranno vendute solo mille. Il sindaco Vittorio Sgarbi ha aggiunto ieri che entro il 2009 sarà costruito a Salemi il Museo della mafia che lui considera vinta e ormai sparita.

da Il Giornale