Se questo è un uomo

Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un si o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.

Primo Levi

(Chi in mala fede oggi storpia queste parole è troppo zozzo e mascalzone per avere contezza della sua zozzeria e mascalzonaggine !)

Hat tip Phastidio

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Test Friuli Venezia Giulia dopo l’ennesimo atto del golpe bianco

Oggi domenica e domani lunedì, il Friuli Venezia Giulia è chiamato alle urne per eleggere il Presidente della Regione e 47 consiglieri regionali.
Sono 1.099.336 i friulani chiamati alle urne i quali dovranno esprimersi anche per il nuovo Presidente e il consiglio della provincia di Udine e di altri tredici comuni e due referendum.
I seggi sono aperti da oggi 21 aprile alle ore 8 e lo saranno fino alle 22 per riaprire alle 7 di domani 22 aprile e chiudere alle 15.

Qui l’elettore ha facoltà di votare un candidato e la lista, anche non direttamente collegati fra loro, ovvero può votare un candidato e una lista in cui esso non è compreso.
I candidati a Governatore sono quattro: Renzo Tondo per il centrodestra, che è anche il Presidente uscente, Debora Serracchiani per il centrosinistra, Saverio Galluccio per il Movimento 5 Stelle e Franco Bandelli per la lista civica “Un’altra regione” vicina al centrodestra.
Per quel che riguarda le coalizioni non sono le stesse presentatesi alle elezioni di febbraio 2013: la coalizione di centrodestra è formata da PdL, Lega Nord, La Destra e UdC, che alle politiche aveva appoggiato la lista di Scelta Civica.

Nessuna lista per Scelta Civica di Mario Monti.

Avrebbe potuto anche esserci Marino Andolina, capo lista di “Sinistra”, lista sostenuta da Rifondazione Comunista e dal Partito dei Comunisti Italiani, ma la sua candidatura è stata bocciata per carenza di firme. In corsa ci sono ben più di 500 candidati suddivisi in 13 tra partiti e liste.

Regione autonoma il Fruli è, l’unica a pagare da sola la sanità senza fondi statali ed è impegnata a costruire da sè la terza corsia dell’autostrada A4. Regione che si può definire virtuosa: con il ‘taglio’ delle spese, il numero dei consiglieri da eleggere è calato da 59 a 49.
Qualunque sia l’esito, la stabilità politica è certa, grazie a una legge che assicura un consistente premio di maggioranza – 29 consiglieri – al vincitore che raggiunge il 45% dei voti mentre come è più probabile in caso di affermazione sotto il 45%, i consiglieri di maggioranza scendono a 27.
Infine, soglia di sbarramento al 4%.
Non è previsto ballottaggio.

Qui il M5s alle politiche di febbraio è stato primo partito in regione con il 27,2% alla Camera.

Quanto alle coalizioni IBC ha fatto il 27,5% (Pd 24,7%, SEL 2,5%, CD 0,3%), il CDX il 28,0% (PDL 18,6%, LN 6,7%, FdI 1,8%, LD 0,7%, Altri 0,1%), M5S il 27,2 e Scelta Civica il 12,8% (Monti 10,8%, Udc 1,6% FL 0,5%), Altri 4,4%.

Anche qui come avvenuto già in Sicilia e poi per le politiche di febbraio, Beppe Grillo a bordo di un camper ha dato vita ad un intenso tour elettorale con partecipatissimi comizi nelle piazze e incontri con associazioni ed imprenditori del posto.

I sondaggi eseguiti dopo le politiche di febbraio non riportano variazioni significative tali da uscire dal margine di errore statistico proprio di tali rilevazioni e delineare in modo netto un qualsiasi trend.

Dopo la débâcle del Pd nella vicenda dell’elezione del Presidente della Repubblica il Friuli assume un po’ la veste del laboratorio in cui verificare dal vero al di fuori dei social network e dai salotti televisivi la lettura che il paese reale da di tali vicende e dei comportamenti dei diversi protagonisti.

Qui tutto, o quasi, è possibile dalla riconferma della guida di centro-destra al fatto che la regione diventi la prima ad essere targata M5S. Assai più improbabile appare che Debora Serracchiani possa essere il prossimo governatore.

Beppe Grillo venditore: dallo Yomo al Cinque Stelle

Scrive oggi su Facebook, Federica Salsi, consigliere comunale bolognese prima degli eletti della lista “Movimento Cinque Stelle” nella tornata elettorale del 15 e 16 maggio 2011 con 795 voti di preferenza a fronte dei 282 del “miracolato” Marco Piazza arrivato secondo.

Mi ero illusa che il M5S fosse un movimento costruito dai cittadini ma è chiaro che sono stata ingenua. La mia espulsione non è importante come vicenda personale. Diventa però un fatto pubblico perché è l’indice di un Movimento che nell’ultimo anno ha cambiato aspetto e sostanza, tradendo tutti noi. Me ne sono resa conto solo quando le conseguenze della mia presenza a Ballarò mi sono cadute addosso. I cambi di statuto, dei regolamenti e delle procedure che intendevano colpire questa o quella persona si sono allargati a macchia d’olio diventando la somma di qualcosa che adesso ha un’altra natura rispetto a quando eravamo partiti.

Fino a che il Movimento è stato locale questi aspetti non esistevano.

Sono Grillo e Casaleggio ad aver pianifico un disegno fin dall’inizio. E mi rendo conto che è un sistema in cui i cittadini sono usati come pedine e servono al loro disegno non ad altro: a convincere la gente schifata dalla politica dei partiti a comprare un nuovo prodotto, il marchio Grillo. Violando anche il cosiddetto “Non Statuto” del Movimento scritto da Grillo e Casaleggio stessi.

ARTICOLO 4 del Non-statuto: “Il MoVimento 5 Stelle non è un partito politico né si intende che lo diventi in futuro. Esso vuole essere testimone della possibilità di realizzare un efficiente ed efficace scambio di opinioni e confronto democratico al di fuori di legami associativi e partitici e senza la mediazione di organismi direttivi o rappresentativi, riconoscendo alla totalità degli utenti della Rete il ruolo di governo ed indirizzo normalmente attribuito a pochi.”

Grillo e Casaleggio non vogliono che altre persone finiscano in tv perché vogliono controllare questo prodotto. La rabbia con la quale il Movimento ha cambiato volto mi preoccupa come cittadina italiana. In questo modo Grillo e Casaleggio aggregano persone con la promessa che le cambieranno le cose. Ma questo Movimento sarà in grado di farlo con la gestione padronale negli ultimi mesi?

Non puoi espellere chiunque la pensi diversamente da te. E’ successo sempre quando le persone sono emerse dal loro ruolo. Grillo ha candidato il Pm Luigi De Magistris al Parlamento europeo e poi lo ha espulso, l’euro-deputato Sonia Alfano che ha fatto la stessa fine, il consigliere comunale di Valentino Tavolazzi e Raffaella Pirini, espulsi anche loro, il consigliere regionale Giovanni Favia e me che come tanti altri meno noti siamo stati allontanati senza un motivo formalmente sensato. Ma la politica si fa insieme agli altri, con le persone. Non la puoi fare da solo o con te stesso allo specchio e pretendere che gli altri siano dei burattini. I problemi piccoli o grandi, come sono quelli del Paese, si risolvono con soluzioni, non cancellando chi non ti sta bene. Se un domani Grillo ha un problema con la sanità italiana cosa fa? Espelle il Ministero della Sanità?

Grillo e Casaleggio stanno anche facendo un uso di internet contrario all’etica della rete. Capisco solo adesso perché gli hacker di Anonymous hanno attaccato il suo blog. In rete le persone cooperano per trovare una soluzione migliore ai problemi e si preferisce essere in tanti perché i tanti possono meglio pensare che una o due persone.
Ora Grillo e Casaleggio stanno usando la rete per creare consenso elettorale, facendo leva sul malcontento che c’è in Italia. Aggregano tifosi utili a mettere una croce sulla scheda elettorale ma che difficilmente si metterebbero a scrivere un progetto di legge o a risolvere un problema. Finite le elezioni il tuo pensiero, che vale già poco adesso varrà ancora meno, perché se la pensi diversamente da lui “vai fuori dalle balle”.

Grillo dice che siamo in guerra, che abbiamo in testa l’elmetto. Ma questa è solo la sua guerra personale per rifarsi dei media che lo hanno escluso. Noi siamo cittadini. Vogliamo trovare soluzioni ai problemi che già abbiamo. Non crearne altri con una guerra. Dalla mia esperienza presumo che il fine di un’azienda privata , come è la Casaleggio Associati sia fare business, fare soldi, perseguire un utile. Mentre il fine di Grillo presumo sia quello di essere al centro dell’attenzione mediatica poiché era stato cacciato dalle TV. E’ tutto legittimo ma questi interessi privati non hanno a che fare con il benessere di noi cittadini. I meccanismi di censura si. Tristemente bisogna dire che gli stessi meccanismi di censura che Grillo ha subito in passato sono gli stessi che applica con noi adesso.

Ma il nocciolo essenziale della questione è capire se il M5S sia diverso nei fatti dai partiti o sia una versione più degradata di essi in cui il programma sono parole vuote, la trasparenza dei conti e delle decisioni (vedi incassi del blog e parlamentarie) non esiste e decidono tutto quei pochi (in questo caso addirittura solo due persone ) che ne sono al vertice attraverso un controllo del marchio.

La mia espulsione e il post sul punto G fanno parlare tanto perché accendono gli animi ma hanno l’effetto di distrarre da altre questioni ben più importanti. Ad esempio il programma del M5S dov’è? Sappiamo che non c’è ancora nessun programma politico se non dei riferimenti orientativi alle 5 stelle polari che abbiamo messo in piedi all’inizio.
Ma non si va al governo discutendo se è giusto o sbagliato partecipare ad un Talk Show. Alle migliaia di persone che hanno perso il lavoro e a quelle che non l’hanno mai avuto parliamo dei Talk Show? Alle persone interessa il progetto per il rilancio economico del paese! Come riusciamo ancor a viverci con le nostre famiglie! Non siamo tutti milionari ma abbiamo problemi concreti.
Ma qual’è questo progetto? Come si realizza? Come si farà a non portare allo sfascio la sanità pubblica? Qual’è la soluzione per la gestione dei flussi migratori? O tutti gli altri temi? Non si sa.
Però sappiamo che i futuri parlamentari del Movimento 5 stelle hanno firmato praticamente una cambiale in bianco per affidare a Grillo, che a sua volta designerà una società di comunicazione, i fondi destinati alla comunicazione dei gruppi parlamentari, ancor prima di conoscere il programma o di scriverlo. Si parla di cifre che si aggirano attorno ai 10 milioni di euro visto il numero di parlamentari. Questa attenzione per le risorse economiche oltre a essere strana, vista la necessità di avere un programma che sarebbe più urgente, è anticostituzionale. I parlamentari sono eletti dai cittadini e non può essere Grillo a decidere chi e come deve parlare. Sarà Grillo a imbeccare i parlamentari e a dire loro cosa e come dirlo e se non saranno d’accordo andranno come dice lui “fuori dalle balle?” E allora a cosa serve il nostro voto se quei parlamentari rispondono a Grillo e non a ai cittadini che li hanno eletti?

Emerge sempre un doppia morale in tutta questa vicenda anche nell’aspetto che mi riguarda e che spiega che c’è qualcosa di fondamentale a non andare nel Movimento. In privato Grillo dice a Dario Fo che il post sul punto G è stato un errore (lo ha riferito il premio Nobel al programma “La Zanzara” di Radio 24) ma in pubblico continua a denigrarmi, l’ultima è che io sto facendo politica per tornaconto. In pubblico alcuni colleghi mi danno la solidarietà per le minacce e gli insulti subiti e in privato partecipano al capannello dove mi si da della prostituta e neanche mi parlano. In pubblico dicono che dobbiamo lavorare insieme e in privato realizzano un video sul lavoro del gruppo consiliare senza di me. In privato Grillo caccia le persone e intanto sul blog dice che se non sono s’accordo se ne se dovrebbero andare.

Il Movimento, che adesso per me è una grande delusione, lo sarà anche per i cittadini italiani. Nonostante la buonafede di tanti, Grillo è finzione.
Ringrazio tutti per la solidarietà e per offerte di candidatura fattemi in lungo e in largo. Ho deciso che al consiglio comunale di Bologna darò vita a un gruppo consiliare. Ma ho bisogno di un ufficio grande per accogliere per un thè tutti coloro che una volta eletti in Parlamento faranno la mia stessa fine, stipendio di 13mila euro permettendo. Scherzi a parte, il mio impegno sarà quello di lavorare, come ho sempre fatto, dalla parte dei cittadini.

da Facebook

Perchè quelle di Beppe Grillo non sarebbero c….te ?

Uno degli argomenti usati da Beppe Grillo nella recente campagna elettorale siciliana per il rinnovo dell’ARS era che l’Italia è gia fallita, e che bisogna prendere atto del “default” serenamente, perchè tanto già nel recente passato almeno tre paesi, Islanda, Ecuador ed Argentina lo hanno fatto opponendosi ai diktat della finanza mondiale ed ora i loro abitanti son lì, in condizioni migliori che se si fossero ostinati in operazioni di risanamento e recupero della credibilità internazionale.
Per Grillo l’Argentina, l’Islanda e l’Ecuador insegnerebbero a noi italiani che il modo migliore per uscire dalla crisi del debito è anche il più semplice: non pagarlo.
Un ottimo articolo di Davide Maria De Luca, fa luce sulle vicende economiche di questi tre paesi, e vi permette, sempre che lo vogliate, di mandare altrettanto serenamente a fare in culo (anche) Beppe Grillo e ciò alla luce inoltre degli ultimi avvenimenti Argentini.
L’articolo lo trovate qui e qui .

Vergogna e disonore

Vergogna” e “Disonore” sono le parole usate dal sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini, in riferimento all’indifferenza ed al cinismo dell’Europa di fronte alla tragedia che giorno per giorno si rappresenta nel mare intorno alla sua isola.
Il sindaco Giusi Nicolini, forse non sapendo più a che santo votarsi si è rivolta a Beppe Grillo, con una lettera di denuncia dell’indifferenza che è calata sulla strage di migranti africani nel loro viaggio verso la terra promessa.

“Sono stata eletta a maggio, al 3 di novembre mi sono stati consegnati già 21 cadaveri di persone annegate mentre tentavano di raggiungere Lampedusa e questa per me è una cosa insopportabile. Per Lampedusa è un enorme fardello di dolore.”

Nemmeno le sepolture sull’isola sono sufficienti ormai. Il sindaco ha così spiegato che ha dovuto chiedere aiuto ai Sindaci della provincia “per poter dare una dignitosa sepoltura alle ultime 11 salme, perché il Comune non aveva più loculi disponibili. Ne faremo altri, ma rivolgo a tutti una domanda: quanto deve essere grande il cimitero della mia isola? Non riesco a comprendere come una simile tragedia possa essere considerata normale, come si possa rimuovere dalla vita quotidiana l’idea, per esempio, che 11 persone, tra cui 8 giovanissime donne e due ragazzini di 11 e 13 anni, possano morire tutti insieme, come sabato scorso, durante un viaggio che avrebbe dovuto essere per loro l’inizio di una nuova vita. Ne sono stati salvati 76 ma erano in 115, il numero dei morti è sempre di gran lunga superiore al numero dei corpi che il mare restituisce”.

Il sindaco si dice: “indignata dall’assuefazione che sembra avere contagiato tutti, scandalizzata dal silenzio dell’Europa che ha appena ricevuto il Nobel della Pace e che tace di fronte ad una strage che ha i numeri di una vera e propria guerra. Sono sempre più convinta che la politica europea sull’immigrazione consideri questo tributo di vite umane un modo per calmierare i flussi, se non un deterrente. Ma se per queste persone il viaggio sui barconi è tuttora l’unica possibilità di sperare, io credo che la loro morte in mare debba essere per l’Europa motivo di vergogna e disonore“.

Ed infine: “Tutti devono sapere che è Lampedusa, con i suoi abitanti, con le forze preposte al soccorso e all’accoglienza, che dà dignità di esseri umane a queste persone, che dà dignità al nostro Paese e all’Europa intera. Allora, se questi morti sono soltanto nostri, allora io voglio ricevere i telegrammi di condoglianze dopo ogni annegato che mi viene consegnato. Come se avesse la pelle bianca,come se fosse un figlio nostro annegato durante una vacanza”.

La lettera integrale sta qui .

C’è Beppe Grillo nel voto che non si dice

Nel panorama delle regioni italiane, la Sicilia è senza alcun dubbio una delle terre dotate di maggiori e specifiche peculiarità.
Sul valore del segno di tali peculiarità ci si divide o si concorda a seconda del tempo, e della cultura propria e del gruppo sociale di appartenenza.

In passato tali caratteristiche dell’Isola hanno consentito di definire la Sicilia come laboratorio politico dell’Italia intera.
Luogo in cui si manifestano, per prime, le tendenze che di li a poco si registreranno nella penisola.
In verità tale definizione andrebbe corretta, nel senso che la Sicilia assai di rado è stata precorritrice di cambiamenti virtuosi, quanto piuttosto dei cambiamenti, per così dire di adattamento, spesso degenerativi e di affermazione del malcostume politico.

Non stupisca quindi che a fronte di rilevazioni nazionali che danno il movimento di Grillo oltre il 20 % (con trend in aumento nelle ultime settimane) le rilevazioni compiute in Sicilia fino a 15 giorni prima del voto (e prima dell’inizio del tour elettorale di Grillo nell’Isola) davano il Movimento Cinque Stelle ad un valore sensibilmente più basso, ma rilevando nel contempo come nessuno dei partiti in competizione il Sicilia (al contrario di quanto accade a livello nazionale dove almeno il PD viene dato al 26-27%) andasse oltre il 20%.

Può essere vera l’affermazione di Grillo che il suo movimento è allo stato attuale il primo partito dell’Isola ?

Non si può escluderlo.

In considerazione di quanto detto sopra e del fatto che parte di coloro che infine voteranno Grillo è da ritenere siano da ricercarsi, nelle risposte ai sondaggi, tra coloro che dicono di volersi astenere dal voto.
Tuttavia stante la capillare pressione dei candidati di ogni colore politico, destinata ad aumentare in questa ultima settimana di campagna elettorale, è probabile che una consistente fascia dell’elettorato sceglierà infine di recarsi al voto e lì nel segreto dell’urna troverà un qualche scatto d’orgoglio che lo porterà a manifestare il proprio dissenso dai partiti tradizionali.