Trapani, il bicchiere è mezzo vuoto

Sulla vicenda della Autorità Portuale e quindi sul destino del Porto di Trapani, il presidente di Confindustria Trapani, Davide Durante, invita con durezza, la politica e le istituzioni a darsi da fare.
Gli imprenditori locali sono preoccupati perchè non si registrano risposte concrete per un problema che rimane ancora irrisolto: “Registriamo, in questi giorni, un crescendo di attenzione sulla nota questione dell’Autorità Portuale di Trapani, prossima alla liquidazione. Dal consiglio comunale della città, a Sua Eccellenza il vescovo Miccichè, al senatore D’Alì ed a tanti altri, parlamentari e politici … Ci piace immaginare, anche con un pizzico di ottimismo, che un tale schieramento di forze bipartisan non potrà non produrre il risultato auspicato di evitare la chiusura dell’Autorità Portuale di Trapani e di rilanciarne anzi la sua funzione ad Autorità Portuale di sistema dei porti della provincia di Trapani. Non voglio entrare qui nella diatriba se basta aggiungere Favignana e Castellammare del Golfo e poi per il resto si vedrà. La nostra posizione è nota. L’Autorità di sistema di tutti i porti della provincia per cui i diversi enti locali interessati si sono già, peraltro, espressi positivamente … Ci chiediamo cosa ha fatto la politica dall’agosto del 2007 quando lanciammo l’allarme e dall’ottobre del 2007 allorquando associazioni di categoria, sindacati, ordini professionali, tutti insieme, propponemmo l’Autorità di sistema. Ancora una volta lo scorso ottobre abbiamo dovuto rilanciare un nuovo, forse più accorato, allarme affinchè la questione ritornasse al centro dell’attenzione del territorio e delle sue variegate espressioni politiche, istituzionali, sociali ed economiche …Nessun alibi. Se l’Autorità Portuale muore e con essa ogni ipotesi di rilancio e di crescita della nostra portualità, saremo tutti responsabili”. 

Giovedì scorso un magistrato, il Pm Massimo Palmeri, mette sotto sequestro la discarica di Borranea a seguito di una ispezione condotta dalla Guardia di Finanza e scaturita da esposti che lamentavano emissione di polveri e gas e mette nei guai nove Comuni (Trapani, Paceco, Valderice, Erice, Buseto, San Vito, Pantelleria, Egadi, Custonaci) I quali lì conferiscono la spazzatura e che allo stato non hanno dove portare i rifiuti solidi urbani.
Nel frattempo i lavori chiesti dalla Procura sono stati completati, e presto potrà riprendere il conferimento, non più però alle nove amministrazioni ma solo ad otto perchè intanto a seguito di un diverbio scoppiato sabato in Prefettura il sindaco di Trapani Girolamo Fazio ha revocato l’autorizzazione a conferire rifiuti, nella discarica di Borranea, al Comune di Paceco.
Il sindaco Fazio infatti ha diffidato il comune di Paceco dal continuare a conferire i propri rifiuti nella discarica di Borranea, impianto, che è stato realizzato con fondi del comune di Trapani, come ricordato in una nota diramata oggi dal sindaco di Trapani.
Durante quella riunione in Prefettura un incauto assessore all’Ecologia e ambiente del Comune di Paceco aveva chiamato in causa le responsabilità della Trapani Servizi, la società che gestisce l’impianto di Borranea.
Da qui la decisione di Fazio, che ha ricordato come il comune di Paceco non sia né proprietario né socio dell’impianto, né vi siano obblighi per il Comune di Trapani di ricevere i rifiuti della cittò di Paceco.
La pensa diversamente il sindaco di Paceco Biagio Martorana, che ha chiesto aiuto al prefetto Stefano Trotta e annunciato l’intenzione di continuare a portare i rifiuti a Borranea.

Il piano sanitario regionale ridimensiona i posti letto ed i presidi sanitari.
Il Piano di Riordino proposto nei giorni scorsi del direttore dell’ Ausl 9 di Trapani Gaetano D’Antoni e dell’assessore regionale alla Sanità Massimo Russo per il presidente della Provincia Trapani Mimmo Turano il piano di riordino è “meno di una proposta, solamente carta straccia”.
Il Piano non convince Livio Marrocco che vi intravede l’obbiettivo di smembrare definitivamente la struttura ospedaliera di Trapani: ” E’ necessaria una strategia complessiva che permetta di ridare dignità agli ospedali della provincia e, allo stesso tempo che miri a valorizzare tutte le strutture ospedaliere senza penalizzarne nessuna“.

Fin qui le emergenze, per le ipotesi e i programmi di sviluppo c’è tempo.