Questo Papa comincia ad essermi simpatico

IL RUOLO DEGLI AGNOSTICI – Ed è a questo punto che Benedetto XVI tira le sue conclusioni: «Ho detto che esiste una concezione e un uso della religione attraverso il quale essa diventa fonte di violenza, mentre l’orientamento dell’uomo verso Dio, vissuto rettamente, è una forza di pace. In tale contesto ho rimandato alla necessità del dialogo, e parlato della purificazione, sempre necessaria, della religione vissuta. Dall’altra parte, ho affermato che la negazione di Dio corrompe l’uomo, lo priva di misure e lo conduce alla violenza». Ebbene, «accanto alle due realtà di religione e anti-religione esiste, nel mondo in espansione dell’agnosticismo, anche un altro orientamento di fondo: persone alle quali non è stato dato il dono del poter credere e che tuttavia cercano la verità, sono alla ricerca di Dio». Persone del genere «non affermano semplicemente: “Non esiste alcun Dio”. Esse soffrono a motivo della sua assenza e, cercando il vero e il buono, sono interiormente in cammino verso di Lui. Sono pellegrini della verità, pellegrini della pace. Pongono domande sia all’una che all’altra parte». Ed è questo, conclude il Papa, il ruolo decisivo degli agnostici in cerca della Verità: «Tolgono agli atei combattivi la loro falsa certezza, con la quale pretendono di sapere che non c’è un Dio, e li invitano a diventare, invece che polemici, persone in ricerca, che non perdono la speranza che la verità esista e che noi possiamo e dobbiamo vivere in funzione di essa. Ma chiamano in causa anche gli aderenti alle religioni, perché non considerino Dio come una proprietà che appartiene a loro così da sentirsi autorizzati alla violenza nei confronti degli altri».”

da Corriere.it

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Vittorio Sgarbi propone a Dario Fo Salemi al posto di Assisi

Monsignor Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi, ha proibito la messa in scena dello spettacolo di Dario Fo dal titolo “Giotto o non Giotto ?” la cui messa in scena era in programma nella piazza antistante la  basilica superiore della città.
Sulla vicenda è intervenuto il Sindaco di Salemi Vittorio Sgarbi: “Metto il mio ruolo di sindaco al servizio di quello di critico d’arte, in nome della verità, e propongo a Dario Fo di rappresentare il suo spettacolo “Giotto o non Giotto ?”, proibito dal vescovo di Assisi, nei vasti spazi della Chiesa Madrice in Piazza Alicia a Salemi.
Vero che nel mutamento di contesto sembrerebbe diminuire il senso dello spettacolo, in assenza del tema del contendere, e cioè degli affreschi tradizionalmente attribuiti a Giotto, ma è altrettanto vero che presentando il suo spettacolo nel paese in cui sono sindaco, mi dichiaro disponibile, nella qualità di critico d’arte, a certificare la bontà della tesi sostenuta da Dario Fo, in perfetto accordo questa volta con Federico Zeri, sulla scorta delle indicazioni del restauratore Bruno Zanardi che escluse il nome di Giotto dagli affreschi dell basilica superiore e propose quello di Pietro Cavallini. Ho sempre condiviso la tesi, dice Sgarbi, anche ricordando che il nome di famiglia di sua madre è proprio Cavallini. Anche pensando a queste considerazioni invito Dario Fo a Salemi nella speranza che l’universalità dell’arte faccia accogliere al drammatrurgo la proposta di sostituzione”

Monsignor Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi, ha proibito la messa in scena dello spettacolo di Dario Fo dal titolo “Giotto o non Giotto ?” la cui messa in scena era in programma nella piazza antistante la  basilica superiore della città.

Sulla vicenda è intervenuto il Sindaco di Salemi Vittorio Sgarbi: “Metto il mio ruolo di sindaco al servizio di quello di critico d’arte, in nome della verità, e propongo a Dario Fo di rappresentare il suo spettacolo “Giotto o non Giotto ?”, proibito dal vescovo di Assisi, nei vasti spazi della Chiesa Madrice in Piazza Alicia a Salemi.

Vero che nel mutamento di contesto sembrerebbe diminuire il senso dello spettacolo, in assenza del tema del contendere, e cioè degli affreschi tradizionalmente attribuiti a Giotto, ma è altrettanto vero che presentando il suo spettacolo nel paese in cui sono sindaco, mi dichiaro disponibile, nella qualità di critico d’arte, a certificare la bontà della tesi sostenuta da Dario Fo, in perfetto accordo questa volta con Federico Zeri, sulla scorta delle indicazioni del restauratore Bruno Zanardi che escluse il nome di Giotto dagli affreschi dell basilica superiore e propose quello di Pietro Cavallini. Ho sempre condiviso la tesi, dice Sgarbi, anche ricordando che il nome di famiglia di sua madre è proprio Cavallini. Anche pensando a queste considerazioni invito Dario Fo a Salemi nella speranza che l’universalità dell’arte faccia accogliere al drammatrurgo la proposta di sostituzione”