Depuratore di Castellammare del Golfo: a maggio 2014 il decreto di finanziamento

Non è inserito nel primo “Elenco degli interventi decretabili ai fini del finanziamento a valere sulla disponibilità assentita sulle risorse liberate 2000/2006” che comprende 13 opere già approvate dal ministero dell’Ambiente dell0 “APQ Rafforzato sulla depurazione delle acque reflue del 30/01/2013″ per un valore di 76.567.173,27 di euro in otto delle nove province siciliane per le quali entro questo mese di febbraio saranno adottati i decreti di finanziamento e che subito dopo potranno andare in gara, ma nel secondoElenco degli interventi in fase di approvazione e prossimamente decretabili ai fini del finanziamento” che comprende 16 progetti, al 15° posto la “Realizzazione del nuovo impianto di depurazione” per un valore di 18.300.000 euro e al 16° posto la “Realizzazione del sistema fognario del centro abitato della frazione di Scopello e zone costiere limitrofe” per un importo dei lavori di 5.000.000 di euro e per i quali la medesima tabella stima che possano essere adottati i relativi decreti di finanziamento entro il maggio 2014.
Dati e tabelle sono stati forniti, nel corso di un incontro con la delegazione di Ance Sicilia guidata dal presidente Salvo Ferlito, dal dirigente generale del dipartimento regionale Acque e rifiuti, Marco Lupo.

Depuratore di Castellammare del Golfo, siamo all’ennesimo annuncio

Basterà ripercorrere all’indietro questo blog a partire da questo link per rendersi conto che il comunicato che si riporta è da ascrivere non alla realizzazione finalmente di un’opera tanto essenziale per la vita civile della nostra cittadina, quanto alla serie degli annunci di prossime realizzazioni di opere poi non realizzate che hanno caratterizzato questa (ma anche le precedenti) sindacature.

Sostenere che “manca appena l’ultimo passaggio” e “finalmente Castellammare avrà il suo depuratore“, francamente sarebbe al limite del temerario, anche in realtà che non avessero vissuto le vicende della (non) realizzazione del porto, figurarsi a Castellammare, dove le note vicende che hanno portato alla sospensione e alla non ripresa dei lavori di tale opera, considerata dalla grande maggioranza della popolazione essenziale per lo sviluppo locale, non hanno portato ad analisi  ed a conseguenti provvedimenti in grado di evitare e/o minimizzare la possibilità che anche per questa opera in fase di realizzazione possa pervenirsi al medesimo negativo risultato, per non dire della riduzione quasi a pratica minore e sbrigativa, di tutti i preventivi necessari e complessi passaggi burocratici che dovrebbero poi portare all’appalto, al cantiere ed alla realizzazione in tempi non biblici della medesima opera..

Ma tant’è.

Qui ci si limita a ricordare che è dell’aprile 2012 la delibera CIPE di finanziamento e che da allora son passati in scioltezza altri dieci mesi e che questi si sono aggiunti alle decine di anni di “bla, bla, bla” ed inconcludenza di questa, e delle precedenti amministrazioni.

Ultimi passaggi per il depuratore a Castellammare e le fognature a Scopello.
I progetti finanziati con 23 milioni di euro di fondi Cipe.

«Manca appena l’ultimo passaggio, cioè la redazione del progetto esecutivo, già richiestoci dalla Regione e finalmente Castellammare avrà il suo depuratore e la nostra bellissima Scopello avrà il sistema fognario». Il sindaco Marzio Bresciani esprime grande soddisfazione per un altro, importantissimo, risultato raggiunto. Diciottomilioni e trecentomila euro per il nuovo depuratore e cinque milioni per la realizzazione del sistema fognario nel centro abitato di Scopello e zone costiere limitrofe, già finanziati con delibera Cipe. L’ultimo passaggio è la redazione del progetto cantierabile. Il dipartimento regionale dell’Acqua e dei Rifiuti ha chiesto al Comune quest’ultimo parogetto, dopo l’accordo di programma quadro, di fine gennaio, tra il Ministero dello sviluppo Economico, dell’Ambiente e delle Infrastrutture, con la Regione. Si tratta dell’ultima fase poiché gli interventi dell’Apq sono dotati di copertura finanziaria prevista nella delibera Cipe del 2012, con cui il Comune di Casstellammare incassa ben ventitré milioni di euro. «Per il nostro paese questo è un traguardo storico, poichè consentirà di risolvere il problema fognario –afferma il sindaco Marzio Bresciani-, al quale abbiamo lavorato fin dall’insediamento in modo da porre fine all’emergenza ambientale, causa della procedura di infrazione comunitaria cui rientra Castellammare, per il suo depuratore mai entrato in funzione». Diciotto milioni e trecentomila euro serviranno per la realizzazione di un nuovo impianto di depurazione da ubicare in caverna alla radice del molo foraneo, con relativi emissari e condotta sottomarina, gli altri cinque milioni per la realizzazione della rete fognaria nel centro di Scopello e zone limitrofe Attualmente Castellammare non è dotato di alcun impianto di depurazione e i liquami vengono versati in mare tramite una inefficiente condotta sottomarina. Il vecchio depuratore, costruito negli anni ’70 in contrada Cerri, fu immediatamente disattivato non appena entrato in funzione. «Oggi possiamo dire di essere più che soddisfatti, poiché mancano le ultime procedure ed il nostro progetto diventerà realtà-continua il sindaco Marzio Bresciani-. Un iter lungo e difficoltoso, seguito con attenzione dal vicesindaco Carlo Navarra, che ha portato ad un risultato importantissimo per Castellammare che ha ottenuto il finanziamento totale del progetto. Traguardo altrettanto importante è quello di essere riusciti ad ottenere un’altra grande cifra, pari a 5 milioni di euro, per un’area di pregio qual è Scopello, dove ci sarà finalmente la rete fognaria».

Qui invece si faceva il punto sul depuratore prima del finanziamento CIPE ed eravamo “solo” nel marzo del 2011.

Porto di Castellammare del Golfo, un altro passo avanti

Aggiudicato all’ATI (associazione temporanea di imprese) costituita da COMES TIGULLIO di Chiavari (Ge), CA.TI.FRA srl di Barcellona Pozzo di Gotto (Me), SEICON srl di Castellammare del Golfo (TP) e CO.GE.TA. srl di Trapani, l’appalto integrato per la progettazione esecutiva ed esecuzione dei lavori di prolungamento della diga foranea dalla prog. 490,00 m. alla prog. 800,00 m. – realizzazione del molo sottoflutto soffolto – Stralcio di completamento – del Comune di Castellammare del Golfo, a seguito di gara effettuata dall’UREGA di Trapani ed i cui lavori iniziati il 2 dicembre 2010 si sono conclusi il 21 dicembre 2010.

L’ATI aggiudicatario ha praticato un ribasso del 38,7600 %, cinque le ditte ammesse alla gara tre le escluse.

Altre informazioni su questa tranche dei lavori qui

Porto di Castellammare: qualcosa si muove

No non si intende parlare di movimenti dovuti alla eventuale precarietà delle opere lasciate incomplete, a seguito del sequestro del maggio scorso, e non completate nemmeno dopo il dissequestro parziale del luglio, quanto del fatto che sul portale dell’Assessorato Regionale delle Infrastrutture e della Mobilità , pochi giorni fa, il 18 ottobre, è stata data notizia del Bando di Gara per pubblico incant,o riguardante lo stralcio di completamento del porto di Castellammare del Golfo, così denominato “Appalto integrato per la progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori di prolungamento della diga foranea dalla progressiva 490,00 m. alla progressiva 800,00 m., realizzazione del molo sottoflutto soffolto e delle opere interne d’accosto e di arredo portuale”.

L’opera è finanziata con Decreto del Dirigente Generale del Dipartimento Regionale delle Infrastrutture della Mobilità e dei Trasporti n.2935/S5.01 del 19/12/2008 con fondi relativi alle risorse liberate della misura 6.03 del P.O.R. Sicilia 2000/2006.

La Gara (pubblico incanto) sarà espletata dall’Ufficio Regionale per l’Espletamento delle Gare di Appalto (U.R.E.G.A.) e per essa dal Servizio Provinciale di Trapani che ha sede nel capoluogo in Viale Regina Elena.

L’importo complessivo dell’appalto con corrispettivo a corpo ed a misura, compresi gli oneri per la sicurezza, per le spese di progettazione esecutiva e per il coordinamento della sicurezza nella fase di progettazione è di € 12.553.217,92 di cui a corpo € 686.000,00 ed a misura € 11.867.217,92.

L’importo totale dei lavori soggetti a ribasso è di € 11.898.959,82.

In particolare con questo appalto dovrebbero essere realizzati: Opere Marittime per € 6.315.957,00, Impianti Elettrici per euro 2.534.406,42, Strade ed opere complementari per € 1.764.276,50, Edifici civili per € 881.075,00, Opere di bonifica per € 644.700,00, Acquedotti-Gasdotti-Oleodotti per € 296.803,00.

Novanta (per la progettazione) più 547 i giorni previsti per l’esecuzione delle opere.

Le offerte dovranno essere presentate entro le ore 13.00 del 30 novembre 2010 e la prima seduta pubblica di gara è prevista per le ore 9,30 del 2 dicembre 2010.

Interessante notare, visti i precedenti, che il punto 16 del bando di gara fa esplicito richiamo alle “MISURE SPECIALI IN RISPETTO DELL’ACCORDO DI PROGRAMMA QUADRO SICUREZZA E LEGALITA’ PER LO SVILUPPO DELLA REGIONE SICILIANA – CARLO ALBERTO DALLA CHIESA E CODICE ANTIMAFIA ED ANTICORRUZIONE e pertanto varranno, specificatamente ed in aggiunta a quanto già stabilito nel bando e nel disciplinare di gara, anche, tra le altre, le seguenti disposizioni:

1) La stazione appaltante si riserva di acquisire, sia preventivamente alla stipulazione dell’appalto, sia preventivamente all’autorizzazione dei sub-contratti di qualsiasi importo, le informazioni del Prefetto ai sensi dell’art. 10 del D.P.R. n. 252/98. Qualora il Prefetto attesti, ai sensi dell’art. 10 del D.P.R. n. 252/98, che nei soggetti interessati emergono elementi relativi a tentativi di infiltrazione mafiosa, la stazione appaltante procede all’esclusione del soggetto risultato aggiudicatario ovvero al divieto del sub-contratto.
2) Oltre ai casi in cui ope legis è previsto lo scioglimento del contratto d’appalto, la stazione appaltante recederà, in qualsiasi tempo, dal contratto; revocherà la concessione o l’autorizzazione al sub-contratto, cottimo, nolo o fornitura al verificarsi dei presupposti stabiliti dall’art. 11, comma 3, del D.P.R. 3 Giugno 1998, n. 252.“.

Porto di Castellammare, ma chi vigila sugli esecutori dei lavori ?

Qualcosa di più sull’appalto relativo ai lavori di prolungamento e messa in sicurezza del porto di Castellamare del Golfo:

L’appalto era tanto vigilato dalla prefettura e dalla commissione straordinaria che gestiva l’amministrazione comunale a Castellammare del Golfo, che ad aggiudicarselo fu una associazione di imprese costituita dal “Consorzio Veneto Cooperativo” (CO.VE.CO), di Marghera, il cui presidente, Antonella Colavizza, trevigiana, risulta denunciata per turbata libertà d’incanti ed associazione per delinquere; dalla COGEM di Alcamo e dalla “CO.M.E.S.I. di Palermo, il cui amministratore unico è una donna, Rosalia Rita Olinda Taormina, figlia di un soggetto condannato dal Tribunale di Reggio Calabria per turbativa d’asta.

L’appalto è quello per la costruzione del porto di Castellammare, gara da 20 milioni di euro, dal carcere l’imprenditore boss Tommaso “Masino” Coppola fremeva perchè “gli impegni presi” venissero mantenuti e così incaricava il nipote, Salvatore Fiordimondo, perchè contattasse “Camillo” (Iovino, oggi sindaco di Valderice) perchè a sua volta parlasse col “senatore” – Antonio D’Alì. Ma non solo per questo appalto anche perchè le sue imprese continuassero a fornire la Calcestruzzi Ericina, si proprio questa.“.

Quello sopra è l’incipit di un articolo di Rino Giacalone per Articolo21.info dal titolo “Porto di Castellammare, così la mafia trovava sponda nelle Istituzioni e nella politica” che,  mi sbaglierò forse, si regge su qualche informazione errata, o carente per trarre il giudizio della parte iniziale.

In ogni caso tutto l’articolo lo trovate qui