15 anni e 4 mesi per Diego Rugeri: braccio destro del boss Bonura

“TRAPANI. Il tribunale di Trapani ha condannato a 15 anni e 4 mesi di reclusione Diego Rugeri, 34 anni, di Castellammare del Golfo, per associazione mafiosa, tentata estorsione e danneggiamenti. Arrestato due anni fa nell’ambito dell’operazione antimafia “Crimiso”, assieme a una decina di presunti affiliati alla cosca di Alcamo, Rugeri è ritenuto dagli inquirenti il braccio destro di Antonino Bonura, considerato l’attuale reggente del mandamento.”

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“Le indagini della squadra mobile di Trapani e del commissariato di Castellammare del Golfo, le attività di intercettazione e i servizi di pedinamento assieme alle testimonianze di alcuni degli imprenditori ricattati, hanno rilevato come Diego Rugeri si era gettato a capofitto nell’attività di taglieggiamento nei confronti di diversi imprenditori e commercianti. Le indagini avevano messo in luce anche indiscutibili attriti e contrasti all’interno della cosca. Diego Rugeri infatti aveva deciso di sostituirsi al capo del clan, Michele Sottile per diventare lui stesso capo della famiglia. Con riti alternativi erano stati già condannati Michele Sottile, 8 anni e 2 mesi, Vincenzo Campo e Nino Bonura, 8 anni, Nicolò Pidone 6 anni e 6 mesi, Sebastiano Bussa e Rosario Tommaso Leo 6 anni, Giuseppe Sanfilippo 5 anni e 2 mesi, 4 anni per Salvatore Mercadante e Vincenzo Bosco.”

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Operazione Crimiso, le condanne

Nove condanne ed un’assoluzione nel processo a carico dei protagonisti dell’operazione antimafia denominata Crimiso.
La pena maggiore, otto anni e due mesi, è stata inflitta a Michele Sottile pregiudicato di Castellammare del Golfo del 1962 già sorvegliato speciale di P.S. Otto anni di reclusione ciascuno, invece, per Antonino Bonura pregiudicato per mafia, già Sorvegliato Speciale di P.S., imprenditore di 50 anni ritenuto il nuovo capo della famiglia mafiosa di Alcamo, e Vincenzo Campo procacciatore d’affari pregiudicato di Alcamo del 1968. Sei anni e sei mesi di reclusione sono stati inflitti a Nicolò Pidone dipendente stagionale del Corpo Forestale di Calatafimi del 1962. Sei anni per Sebastiano Bussa pregiudicato castellammarese del 1975 già Sorvegliato Speciale della P.S. e Rosario Leo mprenditore agricolo pregiudicato di Vita (TP) del 1969, mentre cinque anni e due mesi sono stati inflitti a Giuseppe Sanfilippo operaio pregiudicato di Castellammare del Golfo del 1983. Quattro anni e quattro mesi infine per Vincenzo Bosco operaio castellammarese del 1963 e quattro per Salvatore Mercadante allevatore di Castellammare del Golfo del 1985.
Antonino Bosco è stato invece assolto.
Gli imputati erano accusati di una serie di estorsioni e danneggiamenti. Secondo gli investigatori, dopo i numerosi arresti operati dalle forze dell’ordine la mafia alcamese s’era riorganizzata riprendendo il controllo del territorio. A capo del mandamento era stato chiamato, quale reggente, Antonino Bonura.
Le indagini hanno consentito, oltre che di ricostruire l’organigramma delle famiglie, di individuare gli autori di una serie di estorsioni e danneggiamenti.
I Comuni di Castellammare e Calatafimi, Confindustria Trapani, la Federazione Italiana, le Ass. antiracket di Alcamo, Castellammare e Marsala, Addio Pizzo, il Centro studi Pio La Torre, Castello Libero Onlus e due parti offese si sono costituiti parte civile.
Il giudice ha condannato gli imputati anche al risarcimento dei danni rimettendo le parti in sede civile per la quantificazione del danno.