Sulla modifica del patto di stabilità dei comuni sciolti per mafia, Lumia c’è

“Il gruppo consiliare del PD di Campobello di Licata comunica che il Senatore Lumia ha presentato in Commissione Bilancio del Senato un emendamento alla manovra finanziaria che, se approvato, risolverebbe il problema del rispetto del patto di stabilità per i Comuni che hanno subito un provvedimento di rigore quale lo scioglimento per infiltrazioni mafiose e quindi anche per il Comune di Campobello di Licata.
L’emendamento incide su due aspetti, il primo riguarda il periodo temporale preso come base di riferimento del saldo finanziario ai fini del rispetto del patto di stabilità, mentre il secondo “sterilizza” ovvero esclude dal calcolo del saldo, tutte le risorse finanziarie (otre 5 milioni di euro) trasferite dallo Stato al Comune durante il periodo di scioglimento per effettuare investimenti (commi 704 e 707 della legge 296/2006).
Il gruppo consiliare del PD, dunque, ha fatto la sua parte nonostante l’azione solitaria dell’Amministrazione Comunale e per grande senso di responsabilità vuole evitare polemiche proprio per cercare di salvare la Comunità, tuttavia non possiamo non evidenziare come l’azione fin qui condotta dal Sindaco è stata inconcludente atteso che tra gli emendamenti proposti al Senato dall’ANCI (Associazioni Nazionale Comuni d’Italia) ci sono solo proposte che indirettamente aiuterebbero il Comune di Campobello (come lo sblocco del 4% dei residui o gli interventi relativi all’edilizia scolastica, l’eliminazione delle sanzioni) ma non c’è nessun emendamento che direttamente riguardi i Comuni sciolti per mafia, come quello presentato dal Sen. Lumia, e che risolverebbe definitivamente il problema del Comune di Campobello.
Gradiremmo sapere, altresì, quali sono gli emendamenti presentati dalla sua maggioranza per il Comune di Campobello di Licata.
Il testo dell’emendamento è disponibile nel sito del Senato al seguente indirizzo: http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Emendc&leg=16&id=489607&idoggetto=588789 ovvero nel blog http://www.giuseppesferrazza.blogspot.com .
Campobello di Licata, 25/6/2010″

da canicattiweb.com

Così come il gruppo consiliare del PD del comune di Campobello di Licata, relativamente alla situazione politica del comune di Licata, anche qui ci si chiede se l’azione del Sindaco, dell’amministrazione e della maggioranza consiliare del comune di Castellammare del Golfo non sia troppo in “solitaria”, e anche noi gradiremmo sapere quali sono gli emendamenti presentati, per la risoluzione dei problemi legati al patto di stabilità del comune di Castellammare del Golfo dagli esponenti politici nazionali di centro destra, ed in particolare dal nume tutelare di questa amministrazione, senatore Antonio D’Alì e dal neo-protettore onorevole Gianfranco Miccichè, per tacere degli altri.

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Diarioelettorale apprezza, ma non perde il vizio

Dice qualche frequentatore di questo blog che qui non si sottolineano abbastanza le cose buone che questa amministrazione mette in cantiere.

Così oggi si darà pubblicamente il nostro apprezzamento su due iniziative di questa amministrazione, ma non si mancherà di sottolineare quanta strada resti da compiere e come si sia ben lontani dal poterci ritenere soddisfatti.

Il primo apprezzamento è relativo alla iniziativa promossa da qualche consigliere di  maggioranza tendente a rendere possibile la trasmissione su Internet delle sedute del Consiglio Comunale.
La richiesta sembra non abbia trovato particolari ostacoli, di tipo politico, al contrario di quanto avvenuto ad Erice, dove la diffusione di brani del consiglio comunale su You Tube ha suscitato aspre reazione da parte di alcuni consiglieri di centro-destra.
La realizzazione pratica a cura dei servizi informatici del Comune di Castellammare del Golfo si è poi rivelata particolarmente felice, in quanto da un lato ha permesso di godere di un audio migliore di quello fruibile dal vivo, e dal’altro, la scelta di una soluzione nella logica del “Web 2.0” che rende fruibile il codice anche da parte di siti terzi, consente di amplificare la diffusione.

Ci si è interrogati su altri blog se questo significhi aumento della trasparenza nell’azione ammministrativa.

La risposta è si e no contemporaneamente.

Agevolare l’informazione politica dei cittadini, portando uno dei momenti di assunzione delle decisioni, nelle case dei cittadini stessi, è senz’altro lodevole e contribuisce ad aumentare la conoscenza su ciò che viene discusso e deciso da parte dei rappresentanti del popolo, tuttavia, resta intatta la difficoltà che si incontrava prima e che si incontra ancora oggi, e derivante dal non essere messi in condizione di consultare gli atti ed il loro contenuto.

Permane quindi una ampia e preponderante area di non trasparenza nell’azione amministrativa, che favorisce piuttosto che il sereno confronto sulle cose, i vuoti attegiamenti da opposte tifoserie, per tacere del resto.

Di questo aspetto della trasparenza si era parlato qui.

Il secondo apprezzamento è per il percorso che sembra si intende intraprendere con il progetto “Thetis: un modello di gestione ambientale per il Golfo di Castellammare.”.

Il progetto è stato finanziato nell’ambito del Por Sicilia, misura 4.17- azioni a sostegno della pesca e dell’acquacoltura, che vede coinvolti, in partnership, il Comune di Castellammare del Golfo ed il Consorzio “Golfo di Castellammare per lo sviluppo del patrimonio ittico”.

Scopo del progetto è quello di creare un modello di gestione ambientale, integrato e sostenibile, della fascia costiera del Golfo e dei Comuni che vi ricadono, oltre a creare le linee guida per la “certificazione ambientale territoriale”, secondo lo standard Iso 14001.

Della necessità di un approccio di tale natura all’ambiente ne avevamo parlato qui

Nell’ambito di questo progetto un seminario formativo si terrà il 18 dicembre presso la biblitoeca multimediale “Barbara, Giuseppe e Salvatore Asta” di Piazza Giacomo Matteotti.

Il seminario, dalle 9,00 alle 13,00 sarà rivolto ai tecnici comunali ed agli agenti di polizia municipale, mentre dalle 16,00 alle 20,00 agli operatori turistici, scuole, cittadini.

Prevista la codocenza di un biologo esperto di ambienti marino-costieri e valutatore di sistemi ambientali, un agronomo, un avvocato esperto in normative ambientale, un ingegnere esperto di sistemi Gis applicati alla gestione ambientale, un ingegnere valutatore di sistemi ambientali Iso 140000-EMAS.

Il progetto inzialmente ha previsto l’elaborazione di indicatori specifici per la valutazione degli impatti ed il monitoraggio continuo del sistema di gestione ambientale.

I dati sono stati quindi inseriti in un database gestito da un sistema Gis, strumento che si ritiene utile alle amministrazioni pubbliche per un’attività di gestione ambientale integrata, monitoraggio, pianificazione e marketing territoriale.

L’ente gestore individuato per la certificazione ambientale territoriale Iso 14001, è il consorzio “Golfo di Castellammare”, che comprende Comuni del trapanese e palermitano.

Nell’invitare gli attenti lettori di Diarioelettorale a partecipare al seminario, li invito a sollecitare risposte alle domande:

se e quando è stata avviata la procedura per la certificazione ambientale territoriale Iso 14001 relativamente al Comune di Castellammare del Golfo;

se tale certificazione è anche solo lontanamente ottenibile in assenza di impianti di depurazione delle acque reflue:

se, dove, e come ed in che tempi si intende realizzare il o i depuratori.

Sempre a proposito di depuratore si rinvia a questo post e a quelli citati nello stesso post.

Non è Trapani che è razzista, sono loro che sono extracomunitari

Partiamo da qui, qualcuno sa cosa vuol dire “fare falso moralismo” ?

Una persona lontana mille miglia dalla mia cultura, quale Don Luigi Giussani ha definito il moralismo la corruzione della moralità, ovvero “la scelta unilaterale dei valori per avallare la propria visione delle cose“.

Ora se il “moralismo” che si fa è “falso”, ciò vuol dire essere sostenitori di una qualche moralità ?

Ciò detto quello che vi propongo è il chilometrico comunicato stampa del Comune di Trapani in merito a quanto ho già commentato qui:

Interrogazione dell’on. Catania su extracomunitari su autobus ATM. Le precisazioni dell’Amministrazione e dell’Azienda

23 Ottobre 2008 – In relazione al contenuto dell’interrogazione dell’europarlamentare circa una supposta intolleranza razziale in merito alla presenza di cittadini extracomuntiari sugli autobus dell’ATM, il Sindaco Girolamo Fazio ed il Presidente dell’ATM Riccardo Saluto precisano quanto segue:

“E’ giunto il momento di fare chiarezza sulla vicenda legata al trasporto degli extracomunitari ospiti del centro di accoglienza di Salinagrande, soprattutto dopo avere letto la farneticante interrogazione dell’europarlamentare Giusto Catania, che l’Amministrazione si riserva di valutare, al fine di tutelare l’immagine della città di Trapani e dei suoi cittadini.
E’ il caso di ricostruire i fatti, per smentire, dati alla mano, le affermazioni di questi giorni ed il contenuto dell’interrogazione di Catania.
A maggio dell’anno scorso l’Amministrazione Comunale di Trapani decide, proprio nell’ottica della integrazione e dei principi di solidarietà e sostegno ai soggetti svantaggiati, di accogliere la proposta della Prefettura per il trasferimento da Salinagrande a Trapani con mezzi dell’ATM,l’azienda del trasporto urbano, di cittadini extracomunitari ospiti del centro di accoglienza richiedenti asilo politico. Il 30 maggio 2007 viene così sottoscritto un protocollo d’intesa tra Prefettura, Comune ed ATM, in base al quale gli ospiti del centro (che peraltro ha sede in un immobile del Comune), possono usufruire gratuitamente del servizio di trasporto pubblico, previa esibizione al personale dell’ATM del foglio di permesso rilasciato dal direttore del Centro stesso.
Inizialmente erano una ventina al massimo i cittadini extracomunitari che usufruivano del servizio, mentre negli ultimi tempi sono diventati centinaia.
E’ appena il caso di precisare che al centro di Salinagrande non ci sono solo cittadini di colore, ma tutti coloro che, provenienti da paesi extracomunitari, giungono in città e chiedono asilo politico.
Aumentata in maniera considerevole l’utenza, i sindacati degli autisti dell’ATM, a tutela dei loro iscritti, hanno più volte denunciato all’Azienda la situazione di pericolo in cui gli stessi autisti si sarebbero trovati in diverse occasioni, tanto da costringerli a chiamare le forze dell’ordine. Non è vero, dunque, come sostiene Catania, che non vi siano denunce. Nelle note i sindacati diffidavano l’Azienda dall’intraprendere opportuni provvedimenti per garantire l’incolumità degli autisti, i quali si rifiutavano perfino di coprire la corsa 31, anticipando che, qualora si fossero verificati problemi, gli stessi sarebbero stati imputati all’azienda stessa, ritenuta responsabile.
I vertici dell’ATM si sono rivolti ripetutamente alla Prefettura per sottoporre ad essa la questione, senza ricevere riscontro. I sindacati hanno continuato ad evidenziare la situazione di pericolo per gli autisti, non dovuta certamente al colore della pelle degli extracomunitari, ma ad obiettivi episodi che si sarebbero verificati e che sono stati puntualmente denunciati, chiedendo un intervento deciso dei vertici dell’ATM. L’azienda non ha voluto sospendere la corsa 31 per non creare nocumento ne’ ai cittadini di Salinagrande, ne’ agli stessi extracomunitari ospiti del centro di accoglienza, che hanno la necessità di raggiungere Trapani, ma non poteva certamente restare inerte di fronte alle diffide dei sindacati. Così ha sostanzialmente detto agli autisti che, qualora avessero ravvisato situazioni di pericolo, in quella come in altre corse, avrebbero potuto agire per tutelare la propria incolumità, anche valutando di non osservare la fermata, ovviamente assumendosi essi stessi la responsabilità di eventuali comportamenti arbitrari. Su sollecitazione dell’ATM, poi, è stata convocata una riunione in Prefettura, nel corso della quale è stata ripresa una proposta risalente a qualche mese prima, quando, nel corso di un tavolo tecnico, evidenziando le accresciute esigenze, per l’aumento considerevole degli ospiti del centro, e gli specifici orari nei quali gli stessi devono raggiungere Trapani e devono ritornare al Centro, era stata lanciata l’ipotesi di istituire corse specifiche gratuite, proprio al fine di agevolare gli extracomunitari, fermo restando che, chiunque avesse voluto, avrebbe potuto comunque utilizzare l’autobus di linea. I sindacati hanno integrato quella proposta, suggerendo di istituire un presidio delle forze dell’ordine negli autobus, ipotesi prontamente e nettamente respinta sia dal Sindaco sia dal Presidente dell’ATM.
In conclusione, non è accettabile che un Ente che ha dato ampia dimostrazione di avere a cuore le questioni legate all’accoglienza ed all’integrazione, mettendo a disposizione un proprio immobile per il centro di accoglienza, sottoscrivendo un protocollo con la Prefettura proprio per consentire ai richiedenti asilo politico di spostarsi senza pagare il biglietto sui mezzi pubblici – che, si badi bene, contrariamente a quanto sostiene l’on. Catania, non è affatto un diritto – debba essere accusato di intolleranza razziale.
Non è stato mai posto alcun problema razziale, ne’ di colore della pelle, ne’ di altro, ma solo un problema di pericolo per la pubblica incolumità degli autisti, evidenziato dai sindacati e dagli stessi autisti denunciato.
Non esiste alcun atto in cui l’ATM chieda di non fare salire gli extracomunitari di colore sugli autobus, ne’ esiste alcun atto in cui il Comune e l’ATM richiedano il presidio di forze dell’ordine sugli autobus.
Allora, se si vuole fare falso moralismo, si faccia pure, fermo restando che il Comune e l’ATM non esiteranno a ricorrere all’autorità competente nel momento in cui si dovesse ledere l’immagine della propria città, bollata inopinatamente e sulla base di informazioni false e parziali, come razzista, quando invece ha messo in atto tutte le iniziative necessarie proprio andando incontro alle esigenze di tutti coloro che sono stati costretti a scappare dai loro paesi in guerra e si trovano in evidenti situazioni di difficoltà”.

Come si vede il comunicato niente smentisce di quanto si era letto e sentito nelle interviste alle diverse emittenti locali da parte del personale dell’ATM e di un sindacalista della UIL.
Che non esistano atti ufficiali non stupisce, in una realtà quale Trapani, incapace ancora oggi di produrre anche i più ordinari e normali strumenti di pianificazione, di cui dovrebbe preoccuparsi di dotare la propria città ogni amministrazione, come ampiamente detto anche qui.

Castellammare del Golfo, sensibilità a confronto

Leggo su “La Sicilia” di oggi dell’ennesima perla ad opera dell’amministrazione locale castellammarese.

La perla in questione riguarda l’autorizzazione rilasciata ad un Circo a tenere i propri spettacoli nel parcheggio antistante il cimitero comunale.
Immediate le rimostranze degli “incivili” cittadini castellammaresi I quali con una nota hanno espresso il loro disappunto: “Non ci è sembrato delicato da parte dell’amministrazione comunale concedere l’autorizzazione per installare il circo proprio davanti al cimitero. Questo significa avere poco rispetto per i defunti“.

Intervistato da Enzo Di Pasquale il vice sindaco Carlo Navarra, ha giustificato il tutto ammettendo che: “In effetti non è il luogo adatto per piazzarvi un circo. Il regolamento comunale prevede per questo genere di spettacoli la zona di Santa Rita. Qui purtroppo i mezzi del circo non avevano la possibilità di fare manovre e l’area non era sufficiente per accoglierli. Per questa ragione il regolamento è andato in deroga e abbiamo chiesto il parere al comando dei vigili urbani. Da qui la decisione di utilizzare l’area antistante il cimitero comunale che sarà occupata solo per quattro giorni“.

Resta il fatto che l’estraneità sempre più manifesta di questa amministrazione rispetto alla cultura e valori condivisi della cittadinanza castellammarese, non può arrivare a mettere in discussione anche la sensibilità ed il rispetto che a Castellammare del Golfo si nutre nei confronti dei defunti.

La rete è democrazia

Ripensare questi due anni di commissariamento per infiltrazioni mafiose del comune di Castellammare del Golfo, forse, può essere utile per sgombrare il campo da alcuni miti e pregiudizi.

In principio fu il prefetto Vito Mattera, l’uomo venuto dal continente, il castigamatti salutato dalle speranze di tanti (forse troppi) castellammaresi in cerca del “redde rationem“.
Il prefetto Mattera era un duro, ma già noto in rete come quello della telefonata tra “Vituccio e Peppino“:

Ci fu un precedente illustre di intercettazione di un questore a Napoli. Fu quello di Vito Mattera, nella famosa telefonata “Vituccio e Peppino, dai nomi con cui gli interlocutori si chiamavano, Vituccio per il questore e Peppino per Giuseppe Calise, mitico capocronista de Il Mattino, il maggior quotidiano della città. Si parlava di cose non eticamente trasparenti, ma erano in un certo qual senso mirate alla difesa della città, dell’onorabilità del sindaco dell’epoca, Nello Polese, che stava per essere arrestato e poi totalmente prosciolto da qualsiasi forma di accusa. Tempo sette giorni dal Ministero giunse il trasferimento per il questore Mattera: al ministero dove, superati gli scogli interni, ha terminato la carriera con la qualifica di Prefetto. Erano i tempi di Tangentopoli, erano i tempi dove si “dovevano” dare segnali forti.

testo tratto da qui.

Il “prefetto di ferro” incappò poi a Castellammare in una banale storia di rimborsi e nel luglio del 2007 si dimise sostituito dal Prefetto Antonella De Miro, originaria di Agrigento di cui sulla rete già all’atto dell’insediamento niente si riscontrava di negativo, e che prossima alla conclusione del suo mandato lascia atti positivi di attività amministrativa ancorchè utili per il ritorno all’amministrazione ordinaria.

Conclusione. La rete ha ed è memoria, la realtà è spesso ambigua, nascere  lontano da Castellammare non è garanzia di buona e sana amministrazione.