Depuratore di Castellammare del Golfo, incrociamo le dita

E’ di oggi la notizia che il CIPE ha:

“assegnato 1.686 milioni di euro, a valere sulle risorse regionali del Fondo per lo sviluppo e la coesione e sulle risorse “liberate” derivanti dalla programmazione comunitaria 2000 – 2006, a 223 interventi prioritari nel settore ambientale della depurazione delle acque reflue urbane e della bonifica di discariche nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia. Tali fondi si aggiungono ai 133 milioni di euro già disponibili per i medesimi interventi;”

C’è anche il depuratore di Castellammare del Golfo ?

Noi ce lo auguriamo.

Un governo inaffidabile … sempre !

Questa volta la prima a far notare la presenza dell’”infiltrato”, nella forma di norma che serve ad incentivare ed a favorire il malaffare, è stata la ministra all’ambiente Stefania Prestigiacomo, ma state pur certi che nei prossimi giorni non si mancherà di rilevare tra le righe del provvedimento l’immancabile norma salva premier e/o aziende del premier.
Nel frattempo, Tonino Di Pietro, (che continua a godere pervicacemente dei privilegi della casta) rimane abbagliato dagli specchietti dell’abbassamento dei costi della politica e vede nella manovra luci ed ombre. Chiamate l’oculista !

Il ministro Prestigiacomo attacca: dalla manovra un grave regalo alle ecomafie

ROMA – «Gravissima l’inaspettata norma contenuta nella manovra che cancella il Sistema informatico di tracciabilità dei rifiuti. Un vero e proprio regalo alle ecomafie», attacca in serata il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo.

Secondo il ministro il sistema Sistri «avrebbe consentito il controllo e la movimentazione di tutti i rifiuti speciali nel Paese che rappresentano l’80% di quelli prodotti. La tracciabilità dei rifiuti è un obbligo comunitario e tutti sanno che l’attuale sistema cartaceo consente frodi e abusi e non è in grado di fornire in tempo reale, tanto al ministero dell’Ambiente quanto alle forze dell’ordine, un quadro della movimentazione dei rifiuti. I dati nazionali disponibili hanno un ritardo di due anni».

«A parole sosteniamo di voler risolvere il problema dei rifiuti che vede mezza Italia in emergenza ma poi facciamo i regali alla criminalità organizzata in nome della semplificazione amministrativa che però stavolta obbligherà le imprese, nel terzo millennio, a usare china e carta anzichè il computer. Mi appello al senso di responsabilità di tutti affinchè si possa correggere questo clamoroso autogol».

Il ministro sottolinea quindi che «le imprese sane e le associazioni di categoria non hanno mai chiesto di cancellare il Sistri ma hanno chiesto modifiche e gradualità nell’entrata in vigore. Tutte richieste che sono state accolte. Buttare ora il bambino con l’acqua sporca – conclude il ministro – è un colpo alla legalità e alla lotta alla criminalità».

Venerdì 12 Agosto 2011 – 23:26″

Da Il Messaggero

Accadrà a Castellammare del Golfo il sette luglio 2011 … di nuovo

Si dice che la storia non si ripete nelle stesse forme e modi e negli stessi luoghi.
Questo è forse vero ovunque, tranne che in un luogo sulla terra.
Quel luogo è unico, si chiama Castellammare del Golfo e sta in Sicila.

La cronaca che vi riporto immediatamente sotto è del 19 luglio 2008 (la nuova amministrazione Bresciani si era insediata solo un mese prima) ed è parte di un post di Viviamo Castellammare corredato di fotografie e ben 22 commenti che vi consiglio di andare a rileggere integralmente per cogliere il senso di fiduciosa attesa che, da parte di molti, si coltivava nelle virtù salvifiche della nuova amministrazione:

Giornata Ecologica – E’ iniziata alle 9 del mattino di sabato 12 luglio alla spiaggia Plaja di C.mare del Golfo la Giornata ecologica. L’iniziativa della nuova amministrazione comunale di C.mare del golfo, promossa dal giovane assessore Palmeri ha riscosso un buon successo in termini di presenze. Hanno aderito diverse associazioni giovanili presenti nel paese come gli scout Agesci, i giovani di viviamocastellammare, il CAI, Generazione democratica, la Pro Loco, Rifondazione Comunista e tanti altri giovani non appartenenti ad alcuna associazione per un totale di circa 50 persone. Non sono mancati neanche numerosi esponenti della nuova amministrazione, tra cui gli assessori Di Benedetto, Barbara, Fontana e Navarra, il neo-eletto presidente del consiglio Cruciata ed i consiglieri Paradiso, D’aguanno, Blunda e Palazzolo.
Muniti di guanti, sacchi d’immondizia e rastrelli abbiamo pulito la spiaggia Plaja, i marciapiedi e parte della strada della Spiaggia raccogliendo oltre 20 sacconi di spazzatura tra gli sguardi incuriositi ed i complimenti ricevuti dai bagnanti per la lodevole iniziativa. Grazie al supporto della polizia municipale, che ha chiuso al traffico lo spiazzale antistante la Lampara, e all’amministrazione comunale, che ha fornito acqua potabile, magliette e cappellini per ripararsi dal sole, la giornata ecologica si è svolta nel migliore dei modi, in un clima sereno e di cortese collaborazione. L’intento principale dell’iniziativa, oltre a quello di pulire concretamente la spiaggia, è stato quello di dare un segnale alla cittadinanza nel tentativo di sensibilizzare la gente alle tematiche ambientali, come ha specificato lo stesso assessore Navarra. Bisognava far capire alla gente che ognuno di noi nel suo piccolo può e deve fare qualcosa per mantenere pulito il proprio paese. Considerato il successo che ha riscosso l’iniziativa, si spera che questo segnale sia stato recepito da tante persone.

Questo che segue è invece il comunicato che annuncia per il 7 luglio 2011 e con parole assai simili una analoga iniziativa per arrivare alle medesime conclusioni:

Giornata ecologica: giovedì la pulizia della spiaggia Plaja – La spiaggia Plaja sarà ripulita da cima a fondo grazie alla giornata ecologica organizzata dall’assessorato comunale all’Ambiente, guidato da Maria Stella Mangiarotti. La giornata ecologica è prevista per giovedì 7 luglio, a partire dalle ore 8, 30, con raduno al lido Peter Pan. Da ieri, infatti, è stata avviata la pulizia ordinaria giornaliera delle spiagge del paese, da parte della ditta si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti. «La partecipazione alla giornata ecologica è libera, e l’invito è esteso a tutti coloro che, oltre a dare un contributo concreto alla pulizia – afferma l’assessore Maria Stella Mangiarotti- intendono testimoniare l’esigenza di civiltà e profondo rispetto che dovremmo avere nei confronti dell’ambiente. La campagna di pulizia e sensibilizzazione di giovedì verrà riproposta anche in futuro perché ritengo doveroso sostituire il “dire” con il “fare”. Sono convinta che l’educazione civica e il rispetto del proprio ambiente passino attraverso il concetto di riappropriazione del territorio e degli spazi comuni, nel rispetto della cosa pubblica e delle regole. Abbiamo organizzato la giornata in collaborazione con la Polizia Municipale, la Guardia costiera, il centro diurno anziani, il gruppo Scout, la delegazione locale della Protezione Civile, Associazione Enal ( Guardie Giurate Volontarie) Caccia e Pesca, l’Associazione di Volontariato “Felici e Contenti” (Clown-terapia negli ospedali e animatori nel sociale, presso il lido Zanzibar), le animatrici E20 Service (presso il Cafè la Darsena) e la collaborazione dei lidi ed attività che operano sulla spiaggia Playa (lido Matrioska, cafè la Darsena, lido Peter Pan, lido Zanzibar). Partiremo dal Peter Pan per la corposa presenza di giovani atleti, perché nel lido è in corso la settima edizione della Coast Cup, manifestazione nazionale di sand volley giovanile, in programma dal 6 al 9 luglio, poi proseguiremo per ripulire tutta la spiaggia. Saranno inoltre create diverse aree di sosta dove i bambini verranno intrattenuti dai volontari addetti all’animazione e dagli anziani, che leggeranno alcune fiabe sul mare e sull’importanza del rispetto per l’ambiente. Sarà uno scambio di esperienze – continua l’assessore comunale all’Ambiente, Maria Stella Mangiarotti- perché toccherà poi ai bambini fare tesoro dell’esperienza dei più anziani: distribuiremo colori e pennarelli per creare slogan e disegni sull’ambiente che successivamente saranno esposti nei pressi della spiaggia. Un’iniziativa di volontariato che vuole coinvolgere e sensibilizzare i cittadini di qualsiasi età. Ai partecipanti saranno forniti guanti e appositi sacchetti per la raccolta differenziata. Nel corso della giornata e del percorso, i lidi ed alcuni locali provvederanno a supportare i volontari con rinfreschi ed animazione. Successivamente la campagna verrà ampliata anche sul problema delle discariche abusive presenti nel nostro territorio».

Nel mezzo il vuoto e/o l’inadeguatezza, in considerazione del deficit accumulato dal territortio castellammarese, di politiche e di pratiche amministrative ambientali in grado di segnare un’inversione di tendenza rispetto al degrado e alla sempre maggiore distanza che si registra in questo campo con i nostri diretti concorrenti sul territorio in termini turistici, quali per non fare nomi San Vito lo Capo.
E qui ci si perdoni l’autocitazione nel ricordare questo post del 28 giugno 2008 sull’analisi dell’insufficienza delle politiche ambientali presenti nel programma del sindaco a dimostrazione che niente è casuale, ma che i risultati sono il frutto delle scelte che si è voluto fare:

Con quellambiente un po’ così – Stupisce il minimalismo insito nel sesto punto programmatico dell’amministrazione del sindaco Marzio Bresciani relativo a “Igiene, Sanità e Tutela ambientale” così articolato:

Campagna informativa pubblica sulla Raccolta Differenziata dei rifiuti solidi urbani
Monitoraggio della qualità delle acque del mare
Raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani
Nessun cenno a moderne politiche globali di qualità ambientali ne a propositi di adesione a sistemi di certificazione della qualità ambientale quali la ISO 14001, cui pure comuni a noi vicini (San Vito lo Capo) intelligentemente tendono, dopo che altri hanno già raggiunto l’obiettivo, o quantomeno la predisposizione dei passi propedeutici minimi quali:

Conduzione di una analisi ambientale iniziale;
Definizione degli obiettivi ambientali e di un programma ambientale;
Adozione di un sistema di gestione ambientale;
Il programma del sindaco Bresciani, nella sua indeterminatezza prefigura una politica delle mani libere rispetto all’ambiente che non segna alcuna discontinuità rispetto alle passate amministrazioni.

Vale la pena ricordare che non sono i monitoraggi che sono mancati nel corso degli anni, sia da parte di enti pubblici, che di associazioni private, con risultati affatto lusinghieri, ne manca l’informazione su “quanta è buona e quanto è bella la raccolta differenziata“, ciò che è mancata è stata una politica ambientale per il territorio, a cui i vecchi (e i nuovi ?) amministratori hanno in modo fattivo mostrato ostilità, ove tale politica potesse entrare in conflitto con gli interessi da loro rappresentati.

Per Castellammare è ormai esiziale una politica ambientale fatta solo di buoni propositi ed enunciati, a Castellammare per i suoi cittadini e per il suo sviluppo occorre un sistema di gestione ambientale.

L’adozione di un “Sistema di Gestione Ambientale” da parte del Comune costituirebbe l’attuazione concreta di un modo di concepire l’ambiente come “vantaggio competitivo” per la comunità insediata fornendo condizioni di garanzia della qualità ambientale per i cittadini e per quei soggetti chiamati “turisti”, che esigono che i servizi vengano forniti nell’ambito di sistemi la cui qualità ambientale sia “certificata”.

Ed infine ci si permetta di notare nell’occasione la singolare visione che questo sindaco ha (o se non l’ha tuttavia questa è quella che rivela) del proprio ruolo e del ruolo e delle funzioni degli assessori, visti questi ultimi in un mix che oscilla tra il paternalistico, (seppure si tratti di persone adulte e non certo giovanissime), ed il “picciotti di varca”, per usare una colorita espressione siciliana, addetti alle operazioni più umili e materiali ma privi di qualsiasi autonomia funzionale e decisoria, e a cui vanno rivolti spesso sani ammonimenti del tipo: “ragazzi giocate, non vi fate del male e non vi allontanate”.

Tale visione accentratrice finisce per far gravare su se stesso l’intero peso dell’amministrazione ed è tale quindi da rendere necessario il ricorso ad un alter ego, (a suo parere lecito, ma dubito che la Corte dei Conti non avrebbe da ridire), che sarebbe come dire un altro se stesso, pur operando in un Comune di soli quindicimila abitanti, per quanto complesso, nelle problematiche pregresse e da affrontare.

In tale sdoppiamento c’è da augurarsi che si raggiunga una rinnovata ed armonica sintesi che esalti le qualità dell’uno e quelle dell’altro, e di non dovere assistere, piuttosto, ad una rappresentazione in salsa castellammarese de “Lo strano caso del Dottor Jekyl e Mister Hyde”.

E francamente la cosa ci preoccupa.

Depurazione acque reflue: la congiura degli inetti

Dice, si fa presto a criticare, ma è un fatto certo che in quanto a trattamento e depurazione delle acque reflue e relativamente al territorio comunale di Castellammare del Golfo, tali si sono dimostrati quelli che hanno amministrato in precedenza, quelli che amministrano ora e niente ci porta ad escludere che non saranno tali coloro che amministreranno dopo

Acque reflue fuorilegge. L’ultimatum di Bruxelles

Diego Carmignani

AMBIENTE. Se l’Italia non assicurerà l’adeguato trattamento degli scarichi nei centri con più di 10mila abitanti, entro due mesi la Commissione europea potrà adire la Corte di giustizia.

Da Bruxelles arriva un nuovo deciso affondo nei confronti del nostro Paese per le sue croniche inadempienze sul fronte della tutela dell’ambiente e della salute. L’avvertimento ufficiale di ieri suona come un vero e proprio ultimatum lanciato dalla Commissione europea: l’Italia deve assicurarsi che le acque reflue prodotte dai centri urbani con più di 10mila abitanti e scaricate in aree sensibili, siano adeguatamente trattate. Pur riconoscendo alcuni progressi fatti negli ultimi tempi dal nostro Paese, l’Ue ha osservato come, sul territorio italiano, si contino almeno 143 città delle suddette dimensioni non ancora collegate ad un impianto fognario adeguato, prive di impianti per il trattamento secondario o sprovviste della capacità di gestire le variazioni stagionali delle acque di scarico. Uno stato di cose che continua ad andare contro la normativa europea sul trattamento delle acque reflue urbane: idonei adeguamenti strutturali avrebbero infatti dovuto essere avviati già dal 1998.

La normativa, promultaga ormai ben tredici anni fa, sanciva appunto l’obbligo, per le città comunitarie superiori ai 10mila abitanti, di garantire che le acque subissero il passaggio “secondario”, volto a rimuovere le sostanze inquinanti prima del riversamento in mare o in acqua dolce, e a fare fronte a quelle variazioni di carico che comportano rischi per la salute umana, per i corsi interni e per l’ecosistema coinvolto. L’Esecutivo europeo esorta quindi nuovamente Roma a conformarsi alla disposizione e, su iniziativa del commissario per l’Ambiente Janez Potocnik, Bruxelles ha deciso ieri di inviare un “parere motivato”, che rappresenta la seconda e ultima fase della procedura di infrazione al Trattato Ue. A questo punto dell’iter, se l’Italia non adempirà entro i due mesi, la Commissione potrà adire la Corte di giustizia dell’Ue. Il provvedimento odierno è complementare ad un altro, sempre riguardante l’Italia, e relativo alle città con oltre 15mila abitanti che non scaricano in aree sensibili, e che erano tenute a conformarsi alla normativa comunitaria entro il 2000. Proprio per questo caso, nel maggio dello scorso anno, la Commissione europea aveva deciso di deferire l’Italia alla Corte. Attualmente, come ha voluto sottolineare Bruxelles, sono inoltre in corso indagini per valutare la situazione negli agglomerati di dimensioni inferiori, per i quali il termine per conformarsi scadeva nel 2005.

A far paura, oltre alle possibili conseguenze giudiziarie, è naturalmente la sicurezza di tutti noi italiani, giacché «Uno su tre è senza depurazione e gli altri due hanno un trattamento non sufficiente alle necessità». Questo il punto di Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente, nel commentare l’ultimatum della Commissione europea. Ad oggi, secondo i dati del Rapporto Blue Book 2009 stilato da Anea e Utilitatis, la copertura del servizio di depurazione italiana è mediamente del 70,4 per cento, mentre i livelli più bassi sono stati registrati in Sicilia (53,9 per cento), Toscana (62,7), Campania (67) e Sardegna (68). «Sulle acque reflue siamo fuorilegge da 13 anni ed è indegno che il settimo Paese più industrializzato al mondo debba aspettare l’avvertimento dell’Europa per adeguarsi alla normativa». Quali le possibilità dell’Italia per mettersi in regola a stretto giro? Secondo Ciafani, «va attivata una task force tra governo, enti locali e i gestori del servizio idrico, realizzando da subito gli interventi più urgenti, altrimenti si finirà per spendere denaro inutile per le multe, invece che per la realizzazione degli impianti di trattamento». E con la stagione balneare alle porte, c’è da fare in fretta: «I 25 anni di esperienza di Goletta Verde dimostrano che la mancata depurazione è la principale responsabile dell’inquinamento lungo la costa», conclude Ciafani.”

da TerraNews.it

Scoperto dalla Guardia di Finanza di Alcamo un traffico illecito di rifiuti

Maxi operazione contro il traffico illecito di rifiuti a Trapani

L’inchiesta “Amianto d’oro” ha portato all’arresto di un imprenditore. Le accuse: truffa aggravata, frode nelle pubbliche forniture e traffico di scarti pericolosi.

E ‘stato scoperto oggi in provincia di Trapani un maxi traffico illecito di rifiuti. Arrestato un imprenditore al quale è stata sequestrata l’azienda attiva nel ciclo dello smaltimento dei rifiuti. L’uomo è accusato di truffa aggravata, traffico di scarti pericolosi e frode nelle pubbliche forniture.

Le indagini rientrano nell’ambito dell’operazione “Amianto d’oro”, condotta dalla Guardia di Finanza di Alcamo e coordinata dalla Procura di Trapani. L’inchiesta era stata avviata già un anno fa dalla Tenenza di Alcamo e ha permesso di arrivare nella giornata di oggi all’amara scoperta. Rifiuti tossici e pericolosi venivano smaltiti in maniera illecita.

La ditta era la “Co.S.Mo.” di Emanuele Sanzone, una nota azienda operante nel settore degli scarti in provincia di Trapani. L’eliminazione dei rifiuti veniva attestata, dal 2003, mediante false documentazioni rilasciate dall’imprenditore che, nella realtà, si volatizzavano in luoghi e depositi non autorizzati, come le discariche già sequestrate dai finanzieri nei mesi precedenti. Tra gli scarti pericolosi risulterebbero alcune decine di tonnellate di oli pesanti, idrocarburi e migliaia di tonnellate di amianto.

Lo smaltimento illecito, reso possibile grazie alle operazioni di contraffazione di timbri che riproducevano loghi di alcune ditte autorizzate all’eliminazione dei rifiuti, ha permesso all’imprenditore di conseguire cospicui profitti, derivanti dal risparmio sui costi effettivi per lo smaltimento, con una notevole distorsione delle regole della concorrenza. Tra le gare d’appalto, di doverse centinaia di migliaia di euro a cui Sanzone avrebbe partecipato, ci sarebbero anche quelle di diversi Enti pubblici che avrebbero proprio affidato alla “Co.S.Mo” la bonifica dei rifiuti pericolosi.

La portata e gli effetti degli illeciti commessi sarebbero ancora da valutare sotto due aspetti: sotto il profilo dei danni, spesso irreversibili nell’ambiente e nella salute pubblica, e sotto il profilo del libero mercato e della leale concorrenza.

22/07/2010

da Libero-news

Oggi la commissione ambiente del Senato a Castellammare del Golfo

Ambiente: commissione Senato in missione in Sicilia domani e sabato

(2)(Adnkronos) – Le audizioni riprenderanno alle 13.15 per l’esame della situazione relativa alla riserva marina di Capo Gallo – Isola delle Femmine sulla quale saranno chiamati a riferire anche il presidente della Provincia regionale di Palermo, il comandante della Capitaneria di porto, i sindaci di Palermo e Isola delle Femmine.
Al termine delle audizioni la Commissione si spostera’ per una visita dell’area marina protetta di Capo Gallo – Isola delle Femmine; poi trasferimento a Castellammare del Golfo (Trapani), dove presso il castello normanno a partire dalle 18 riprenderanno le audizioni sugli istituendi parchi di Pantelleria, delle isole Egadi e del litorale trapanese.
Tra le iniziative di maggiore interesse per la protezione ambientale del territorio siciliano vi la proposta di costituzione dell’area marina protetta dello Zingaro in modo da estendere anche allo specchio acqueo antistante la costa i vincoli e le tutele della riserva dello Zingaro.
Per tale ragione saranno ascoltati i sindaci dei comuni di S. Vito Lo Capo, Custonaci, Castellammare del Golfo.

(10 giugno 2010 ore 21.48)

da La Repubblica

Castellammare del Golfo depura !

Forse in Europa non sanno che il comune di Castellammare del Golfo ha una popolazione superiore ai 15.000 abitanti, forse non sanno che sversa i liquami direttamente in mare senza alcun trattamento oppure, altra ipotesi, l’inesistente sistema di depurazione delle acque reflue del comune di Castellammare del Golfo è inserito in un qualche altro aggregato con diversa denominazione.
Resta il fatto che il Comune di Castellammare del Golfo, in quanto tale, non è elencato tra i 178 con popolazione superiore ai 15.000 abitanti (di cui ben 74 in Sicilia pari al 42%) non in regola con la
direttiva 91/271 della comunità europea sulle acque reflue.

L’Italia infatti è stata deferita, assieme alla Spagna (che, pero’, ha solo 38 Comuni non conformi rispetto ai nostri 178), dalla commissione europea alla Corte di giustizia dell’Unione europea in merito a due casi di violazione della normativa sul trattamento delle acque reflue urbane in base alla quale entro il 31 dicembre 2000 i due paesi avrebbero dovuto predisporre sistemi adeguati per il convogliamento e il trattamento delle acque nei centri urbani con oltre 15mila abitanti.

Nonostante gli avvisi già inviati dal governo di Bruxelles chiedendo di mettersi in regola, sono tante le città a non essersi ancora dotati di un impianto di trattamento delle acque reflue conforme alle norme dell’unione europea.
178 Comuni, o centri urbani, è un numero enorme, considerato che le prescrizioni comunitarie risalgono a ben 19 anni fa e che la legge Merli sulla tutela delle acque dall’inquinamento e’ del 1976 vale a dire risalente a 34 anni fa!
L’Italia, dunque, primeggia per inadempienza sia alle proprie leggi che a quelle comunitarie.

In Sicilia poi, per come afferma “Il Quotidiano di Sicilia“:

Tra i 178 centri urbani nel mirino della Commissione spiccano alcuni comuni importanti – principalmente meridionali – e soprattutto Palermo e Messina, probabilmente le città più rilevanti assieme Reggio Calabria e Caserta. Un dato che non stupisce visto che da diversi anni la città di Palermo si trova in fondo alle classifiche nazionali per impianti di depurazione. Ma il capoluogo regionale e la città dello stretto sono la punta di un iceberg che affonda nella mala gestione regionale diffusa un po’ ovunque in merito alla depurazione delle acque reflue. La Sicilia in media infatti può “vantare” uno dei servizi peggiori a livello nazionale.

Sul fronte degli impianti di depurazione – a Catania solo 200mila persone sono servite dal servizio depurazione e Palermo depura solo il 33% delle sue acque – l’Isola mantiene una capacità pari a 5,5 milioni di Abitanti equivalenti, unità di misura utilizzata nel campo della depurazione.

Riportiamo, di seguito, l’elenco dei Comuni inosservanti suddivisi per Regioni tra le quali, come detto, eccelle la Sicilia con 74 Comuni su 178, pari al 42%; segue la Calabria con 32, pari al 18%; poi la Campania con 23, 13%; la Liguria con 19, 11%; la Puglia con 10, 6%, ecc.
Da notare che le tre regioni del Sud, Sicilia, Calabria e Campania, hanno 129 Comuni sui 178 sotto accusa, pari al 73% del totale.

E’ da dire comunque che l’elenco sulla base del quale è stata avviata la procedura di infrazione appare non aggiornato, approssimativo e lacunoso, non solo rispetto alla realtà del comune di Castellammare del Golfo, ma anche rispetto ad altre realtà, il che è forse un indice delle carenze burocratiche che si annidano anche in sede europea.

In ogni caso si aspetta ora una risposta del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Stefania Prestigiacomo, che dovrà spiegare i motivi del ritardo nella ricezione della direttiva nonché quali provvedimenti intenderà adottare per risolvere la questione ed evitare la condanna dell’Ue.

Italian Agglomerations

1 Castel di Sangro Abruzzo
2 Chieti Abruzzo
3 Gissi Abruzzo
4 Lanciano -Castel Frentano Abruzzo

5 Acri Calabria
6 Siderno Calabria
7 Bagnara Calabra Calabria
8 Bianco Calabria
9 Bisignano Calabria
10 Bova Marina Calabria
11 Brancaleone Calabria
12 Cassano allo Ionio Calabria
13 Castrovillari Calabria
14 Crotone Calabria
15 Santa Maria de Cedro Calabria
16 Filadelfia Calabria
17 Gioia Tauro Calabria
18 Lamezia Terme Calabria
19 Luzzi Calabria
20 Melito di Porto Salvo Calabria
21 Mesoraca Calabria
22 Monasterace Calabria
23 Montebello Jonico Calabria
24 Montepaone Calabria
25 Motta di san Giovanni Calabria
26 Portigliola,Ardore, Sant’Ilario Calabria
27 Reggio Calabria Calabria
28 Rende Calabria
29 Rossano Calabria
30 San Roberto, Fiumara, Campo Calabro Calabria
31 Scalea Calabria
32 Scilla Calabria
33 Sellia Marina Calabria
34 Soverato Calabria
35 Strongoli Calabria
36 Villarosa Calabria

37 Afragola Campania
38 Nola Campania
39 Ariano Irpino Campania
40 Avellino Campania
41 Battipaglia Campania
42 Benevento Campania
43 Capaccio Campania
44 Capri Campania
45 Caserta Campania
46 Mercato, Sanseverino Campania
47 Torre del Greco Campania
48 Aversa Campania
49 Ischia Campania
50 Casamicciola Terme Campania
51 Forio Campania
52 Massa Lubrense Campania
53 Napoli Est Campania
54 Napoli Nord Campania
55 Napoli Ovest Campania
56 Vico Equense Campania
57 Salerno Campania
58 Montesarchio Campania

59 Cervignano del Friuli Friuli Venezia Giulia
60 Monfalcone Friuli Venezia Giulia
61 Trieste – Muggia – S. Dorligo Friuli Venezia Giulia

62 Frascati Lazio
63 Zagarolo Lazio

64 Albenga Liguria
65 Borghetto Santo Spirito Liguria
66 Camisano Liguria
67 Finale ligure Liguria
68 Genova – Pegli Liguria
69 Genova – Ora/Volti Liguria
70 Genova – Sestri Ponente Liguria
71 Genova – Val Polcevera Liguria
72 Genova – Darsena, Quinto Liguria
73 Imperia Liguria
74 La Spezia Liguria
75 Margherita Ligure Liguria
76 Quinto Liguria
77 Rapallo Liguria
78 Recco Liguria
79 Riva Ligure Liguria
80 Sanremo Liguria
81 Sestri Ponente Liguria
82 Ventimiglia Liguria

83 Fermo Marche
84 Tolentino Marche

85 Campobasso1 Molise
86 Isernia Molise

87 Carmiano Puglia
88 Casamassima Puglia
89 Casarano Puglia
90 Manduria Puglia
91 Monte S. Angelo Puglia
92 Porto Cesareo Puglia
93 Salice Salentino Puglia
94 S. Giovanni Rotondo Puglia
95 San Vito dei Normanni Puglia
96 Squinzano Puglia
97 Supersano Puglia
98 Vernole Puglia
99 Taviano Puglia

100 Aci Castello Sicilia
101 Aci Catena Sicilia
102 Adrano Sicilia
103 Agrigento e periferia Sicilia
104 Augusta Sicilia
105 Avola Sicilia
106 Bagheria Sicilia
107 Belpasso Sicilia
108 Biancavilla Sicilia
109 Bronte Sicilia
110 Caltagirone Sicilia
111 Campobello di Mazara 1 Sicilia
112 Capo D’Orlando Sicilia
113 Castelvetrano 1 Sicilia
114 Triscina Marinella Sicilia
115 Cefalù Sicilia
116 Acireale + altri Sicilia
117 Caltanissetta – S.Cataldo Sicilia
118 Carini + ASI Palermo Sicilia
119 Catania+altri Sicilia
120 Furnari Sicilia
121 Giardini Naxos Sicilia
122 Consortile Letojanni Sicilia
123 Giarre, Mascali, Riposto+altri Sicilia
124 Misterbianco e altri Sicilia
125 Pace del Mela Sicilia
126 Consortile Paterno’ + Ragalna Sicilia
127 Piraino Sicilia
128 Pozzallo Sicilia
129 Priolo Gargallo Sicilia
130 Ragusa Sicilia
131 Roccalumera Sicilia
132 Consortile S.Agata di Militello Sicilia
133 Scordia, Militello Val di Catania Sicilia
134 Trapani-Erice Sicilia
135 ConsortileTorregrotta Sicilia
136 Favara Sicilia
137 Favignana Sicilia
138 Gioiosa Marea Sicilia
139 Gravina di Catania Sicilia
140 Carlentini Sicilia
141 Marsala Sicilia
142 Mazara del Vallo Sicilia
143 Menfi Sicilia
144 Messina 1 Sicilia
145 Messina Sicilia
146 Messina 6 Sicilia
147 Milazzo Sicilia
148 Misilmeri Sicilia
149 Modica Sicilia
150 Monreale Sicilia
151 Niscemi Sicilia
152 Palagonia Sicilia
153 Palermo + fraz limitrofe Sicilia
154 Palma di Montechiaro Sicilia
155 Partanna 1 Sicilia
156 Patti Sicilia
157 Porto Empedocle Sicilia
158 Marina di Ragusa Sicilia
159 Ribera Sicilia
160 Riesi Sicilia
161 Rometta Sicilia
162 Rosolini Sicilia
163 San Cataldo Sicilia
164 San Giovanni la Punta Sicilia
165 Santa Croce di Camerina Sicilia
166 Santa Flavia Sicilia
167 Sciacca Sicilia
168 Scicli Sicilia
169 Termini Imerese Sicilia
170 Trabia Sicilia
171 Tremestieri Etneo Sicilia
172 Vittoria Sicilia
173 Scoglitti Sicilia

174 Campiglia Marittima Toscana
175 Follonica Toscana
176 Piombino Toscana
177 Seravezza Toscana

178 Vicenza Veneto

Caccia all’Atlantic Explorer che cerca il petrolio tra le Isole Egadi e Pantelleria

La Shell esplora i fondali per verificare la presenza di giacimenti petroliferi., cerca petrolio in un’area di 4.300 chilometri quadrati contigua alle Isole Egadi ed a Pantelleria ed interessata dall’istituzione di un Parco nazionale.

L’allarme arriva dal senatore del Pdl Antonio D’Alì. Il parlamentare nazionale e presidente della Commissione Ambiente del Senato, ha chiamato in causa il governo con una interrogazione diretta ai ministri Prestigiacomo (Ambiente), Frattini (Esteri) e Scajola (Sviluppo Economico). D’Alì chiede se hanno notizie della nave laboratorio “Atlantic Explorer” che lavora per nome e per conto della Shell.

Per il senatore ci sono rischi concreti perchà la già l’attività di ricerca può essere considerata “invasiva dei fondali e degli ambienti marini”. D’Alì non ha dubbi: “L’area individuata comprende superfici marine ad altissima concentrazione naturalistica e vi è compresa l’Area Marina protetta delle Isole Egadi, la più grande del Mediterraneo, nonchè una zona di cautela marina particolare quale dell’isola di Pantelleria. Le attività di esplorazione potrebbero dare seguito a tentativi di perforazione per l’attivazione di pozzi estrattivi sperimentali”.

Lo stesso D’Alì fa presente che ci si trova di fronte a due aree che sono interessate dall’istituzione di un Parco nazionale. Il senatore ha le idee chiare in proposito e chiede “l’immediata sospensione di tutte le attività che stanno suscitando vivissima preoccupazione nelle comunità locali.

D’Alì è ancora alla ricerca dell’autorizzazione che ha permesso alla Shell di avviare le ricerche con la nave laboratorio. La risposta è affidata ai tre ministri ma anche alla Regione siciliana.

Quell’ombra di ministro della Prestigiacomo

Secondo voi una che dichiara alle agenzie queste cose è il ministro in carica, il ministro ombra o non è piuttosto solo l’ombra di un ministro ?

Roma, 3 ott. – (Adnkronos) – “Noi quest’anno per la difesa del suolo abbiamo 50 milioni. Per il 2010 sapete quanto c’e’? Zero. Bisogna rendersi conto che la politica di tutela del territorio va fatta sempre, con finanziamenti continui e costanti“. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, in un’intervista a ‘La Stampa’.

Chiaramente – aggiunge il ministro – ne dobbiamo parlare, adesso in sede di Finanziaria, perche’ altrimenti cosi’ il ministero dell’Ambiente chiude i battenti. L’anno scorso gia’ avevamo subito tagli in Finanziaria, che abbiamo accettato a causa della crisi. Molti dei nostri compiti sono finanziati con leggi che prevedono fondi triennali. E con la Finanziaria di quest’anno tutti i miei fondi vanno a zero: difesa del suolo, protocollo di Kyoto, mare, bonifica, tutto.”

Quindi questo pseudoministro ha accettato che, in nome della crisi, la politica di monitoraggio e tutela del suolo fosse fatta a fasi alterne, un anno ‘si’ ed uno ‘no’.

Ma i morti dell’anno ‘no’ chi li prende in carico ?

E’ evidente tuttavia che chi ha fatto queste dichiarazioni non può essere Stefania Prestigiacomo ma la Cortellessi che continua, nella vita reale, a farne l’imitazione.

Provincia di Trapani, tra le ultime in Italia per qualità della vita

Rino Giacalone per “La Sicilia” ha già fatto quel lavoro di scrematura e messa a fuoco sui dati che avrei voluto fare io, avendo letto i numeri dell’indagine annuale di “Italia Oggi“, i quali ancora una volta fotografano la Provincia di Trapani alle ultime posizioni in Italia per qualità della vita ed ambiente.

Vi ripropongo gli articoli su “La Sicilia” di oggi senza ulteriori commenti, a voi le conclusioni ed ogni ulteriore considerazione:

Bocciati per qualità

“Dieci posti in meno. La provincia di Trapani, a proposito di qualità della vita, è bocciata. Il responso arriva dal quotidiano «Italia Oggi»: Trapani l’anno scorso era risalita, arrivando all’85° posto della classifica, quest’anno è al 95°, dopo Palermo e Oristano e prima di Avellino, Siracusa, Massa Carrara, Cosenza, Taranto, Napoli, Enna ed infine, Agrigento.
Nello specifico, leggendo la classifica secondo le diverse voci principali, Trapani è al 65° posto a proposito di «Affari e Lavoro», al 97° posto per l’«Ambiente», 51° posto a proposito di «Criminalità», siamo al 3° posto nella classifica del «Disagio Sociale» non nel senso che ne soffriamo meno, nel senso invece che qui si avverte maggiormente e anche in questo caso c’è un regresso, e non è affatto un avanzamento in positivo quello di ritrovarsi dal 5° al 3° posto di questa classifica, tant’è che siamo quasi fanalino di coda per quanto riguarda i «Servizi resi ai cittadini», Trapani è al 101° posto e se serve a consolarsi siamo risaliti rispetto al 2007 di una posizione, francamente però non è cambiato nulla. Bocciati anche per quanto riguarda il «Tempo Libero», siamo all’82° posto, in questo caso altro tonfo verso il baso dal 75° del 2007, e per il «Tenore di Vita», siamo al 99° posto, sette posizioni in meno rispetto all’anno scorso. Per quanto riguarda «Popolazione e natalità» siamo al 31° posto.
Sfogliando le diverse voci dobbiamo dire che le imprese non falliscono più come prima e così siamo passati dal 62° al 16° posto, e ci sono meno protesti, 37° oggi, 82° posto ieri, ma come per contraddizione sul «tasso di occupazione» non cambiamo posto restiamo all’89° mentre precipitiamo di 11 postazioni per il «tasso di disoccupazione», dall’80° al 91° nonostante a proposito di nuove imprese restiamo inchiodati al 13° posto.
Alcune curiosità sulle singole voci. Per «scippi e borseggi» siamo al 42° posto, 28° per «furti d’auto», 53° per le «rapine» (73° nel 2007), le cose vanno meno bene per i «furti in appartamento», 97° posto. «Estorsioni» in aumento: siamo passati dall’83° al 90° posto; nel campo delle «truffe» siamo al 33° posto. Per gli «infortuni sul lavoro» siamo al 12° posto, 11° per i «morti di tumore», 2° posto come «tentativi di suicidio», 3° come «suicidi», siamo all’83° posto come «disagio giovanile provocato dalla disoccupazione», 64° posto per «minori denunciati».
Una duplice notazione d’attualità. A proposito di «posti letto ospedalieri a disposizione», la dotazione calcolata secondo mille abitanti non è adeguata, siamo infatti al 99° posto. Mentre per quanto riguarda le pensioni sono del tutto inadeguate per i nostri anziani tanto che ci ritroviamo ad essere al 91° posto.”

Ambiente l’ultimo dei pensieri

“L’«Ambiente» è l’ultimo dei nostri pensieri, la provincia è al 97° posto scivolata in basso di due posizioni. Eppure non è malmessa per la produzione di rifiuti urbani, 33° posto. Ed allora è un problema di organizzazione e gestione dei servizi. Ma non solo.
Guardando a quello che nel territorio provinciale è successo nell’ultimo anno a proposito di tutela e di rispetto dell’ambiente, non si può parlare di dato infondato. Ci sono state, intanto, una serie di operazioni delle forze dell’ordine che hanno dimostrato come l’abusivismo edilizio è in crescita mentre ancora si aspetta che le sanatorie vengano concluse. Poi c’è il capitolo riguardante la scoperta delle discariche abusive e le indagini che hanno accertato sino a poche settimane addietro come a funzionare male e in maniera fuorilegge talvolta sono anche le discariche autorizzate.
Gli ambiti ottimali: non funziona del tutto quello che ha sede nel capoluogo e che comprende grandi Comuni come Trapani, Alcamo e Marsala, ma la cosa sembra dipenda dal fatto che ci sono amministrazioni restie a cedere la gestione del servizio; cerca di risalire la china e riscattarsi degli errori e della mala-gestione del passato la «Belice Ambiente», la società che si occupa del secondo Ato della provincia, ottenendo buoni riscontri per quanto riguarda la raccolta differenziata che però globalmente per tutta la provincia ci vede al 95° posto. Ciò che fa passare la provincia per «avversaria» dell’Ambiente sono le nostre città non hanno isole pedonali a sufficienza (102° posto), piste ciclabili (77°), zone a traffico limitato (73°), verde pubblico (99°), e non depuriamo bene le acque (92°).”

Sport teatro cinema e libri

Siamo al 38° posto per la spesa riservata allo sport, per teatro e musica siamo al 64° posto, 83° posto per la spesa riservata agli spettacoli cinematografici. Il numero di palestre non è un gran che e così ci ritroviamo all’83° posto, stessa cosa per quanto riguarda il numero di librerie, 94° posto.

Rino Giacalone per “La Sicilia”