Michele Serra e Fabio Stassi sulla Tonnara di Scopello

Negli ultimi giorni la discussione sulla Tonnara di Scopello ha visto il contributo di due personalità della cultura nazionale, Michele Serra con un intervento nella sua rubrica su La Repubblica del 15 maggio e un post il 22 maggio, dello scrittore Fabio Stassi, su Minima & Moralia.

Questo l’intervento di Michele Serra

amaca_nqui il link a Minima & Moralia

Update

Anche il Touring Club Italiano si è occupato della questione qui

Castellammare del Golfo nelle fotografie dell’archivio di Erasmo Pennolino (1905 – 1994)

Castellammare del Golfo nelle fotografie dell’archivio di Erasmo Pennolino (1905 – 1994).

Questo post per dire che la foto del post precedente è parte dell’archivio fotografico di Erasmo Pennolino (1905 – 1994) e che non è inedita, ma è stata pubblicata, già in occasione della mostra da me curata “Il Prima e il dopo”  del 2009, essendo parte del relativo catalogo.

Inedita invece è questa, parte sempre dello stesso fondo e scattata nello stesso giorno.

E' il 7 agosto 1949, l'occasione è l'inaugurazione dei lavori del Porto di Castellammare.

E’ il 7 agosto 1949, l’occasione è l’inaugurazione dei lavori del Porto di Castellammare.

 

Ma comu finiu ? (2)

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Era il 7 agosto del 1949 ed iniziavano i lavori del porto. Solo qualcuno dei bambini (forse) è ancora vivo, per il resto anche la “mancina” non ce l’ha fatta più.
La leggenda dice che nelle notti senza luna i marinai che passano con le loro barche in questo tratto di mare vedono strane forme e strane luci e vi è chi dice siano i fantasmi di questi uomini e donne morti di speranza. Leggende!

Depuratore di Castellammare del Golfo, chi sta con il nemico ?

Dice che il nemico è il tempo e lascia intuire che vi sia “qui” a Castellammare del Golfo chi collabora non per arrivare all’obiettivo, ma per allungare i tempi.
Ma è vero che è così ?

Depuratore: “Stiamo predisponendo la variante allo strumento urbanistico”
Il sindaco dopo la conferenza di servizi all’assessorato regionale: “Parere favorevole di Soprintendenza e altri Enti. Predisposto anche lo studio geomorfologico. I tempi non ci permettono distrazioni”

«La recente conferenza di servizi della commissione regionale Lavori Pubblici sul depuratore è stata senz’altro positiva poiché portiamo avanti e seguiamo costantemente con attenzione l’iter per il progetto di realizzazione dell’impianto. Come sapevamo, adesso l’altro atto necessario è la variante allo strumento urbanistico perché la conferenza di servizi è stata convocata dopo che la commissione regionale ha acquisito la delibera del consiglio comunale con cui è stato dato atto di indirizzo alla giunta di avviare le procedure per la variante allo strumento urbanistico». Lo afferma il sindaco Nicolò Coppola dopo la conferenza di servizi tenutasi all’assessorato regionale, riguardante il progetto preliminare del “nuovo impianto di depurazione da ubicare in prossimità della radice del molo foraneo, relativi emissari e condotta di scarico sottomarina”.

Il progetto è stato finanziato con la delibera Cipe numero 60 del 2012, per un importo complessivo di diciottomilioni e trecentomila euro, essendo Castellammare in procedura di infrazione comunitaria perché non provvista di impianto di depurazione.

Il sindaco Coppola fa presente che «la Soprintendenza di Trapani era assente ma ha espresso parere favorevole, così come altri Enti compresa l’Asp di Trapani. Da sottolineare che il prossimo passo è proprio quello della variante e nello stesso verbale è specificato, cito testualmente, che “il Rup conviene che l’amministrazione attiverà con urgenza le procedure per l’acquisizione della variante allo strumento urbanistico…, previa acquisizione della Vas e di quant’altro necessario”. Abbiamo anche predisposto lo studio geomorfologico -prosegue il sindaco Nicolò Coppola- per dimostrare la compatibilità delle opere previste con la messa in sicurezza, cioè il consolidamento del costone roccioso sovrastante».

Il sindaco Nicolò Coppola sottolinea che «sarà convocata una ulteriore conferenza di servizi, al fine di acquisire i pareri degli Enti che non sono intervenuti e che non hanno fatto pervenire parere scritto. La conferenza si è svolta ai soli fini istruttori per l’acquisizione dei pareri da parte degli enti invitati». Il sindaco Nicolò Coppola conclude con un invito: «Abbiamo un solo nemico: i tempi che non ci permettono distrazioni -afferma- ma ci obbligano a fare squadra. Questo non sta ancora avvenendo; per questo quanti vogliono bene al paese sono invitati a stare dalla stessa parte».

Portavoce del Sindaco: Annalisa Ferrante”

Castellammare del Golfo, anche l’undici maggio è passato

e siamo al quindici sempre più desiderosi di sapere, come è finita (o se è cominciata) poiché per l’undici maggio era stata convocata da parte della commissione regionale Lavori Pubblici, la conferenza di servizi riguardante il progetto preliminare del nuovo impianto di depurazione di Castellammare del Golfo da ubicare in prossimità della radice del molo foraneo, relativi emissari e condotta di scarico sottomarina, per come avevamo appreso lo scorso ventuno aprile (come passa il tempo) dal relativo comunicato stampa del “passo avanti“:

Depuratore: conferenza di servizi della commissione regionale Lavori Pubblici
Il sindaco: “Attendevamo questo passaggio. Un altro importante passo avanti”.

«La conferenza di servizi della commissione regionale Lavori Pubblici è l’altro momento importante che attendevamo per l’avvio dei lavori di realizzazione dell’impianto di depurazione. Dopo l’undici maggio, se i pareri saranno favorevoli, avremo fatto un importante passo avanti e speriamo non ci siano più ostacoli burocratici che rallentino l’iter per la realizzazione dell’atteso depuratore». Lo afferma il sindaco Nicolò Coppola poiché il prossimo undici maggio è stata convocata da parte della commissione regionale Lavori Pubblici, la conferenza di servizi riguardante il progetto preliminare del nuovo impianto di depurazione “da ubicare in prossimità della radice del molo foraneo, relativi emissari e condotta di scarico sottomarina”. Il progetto, essendo Castellammare in procedura di infrazione comunitaria perché non provvista di impianto di depurazione, è stato finanziato con la delibera Cipe numero 60 del 2012, per un importo complessivo di diciottomilioni e trecentomila euro. La conferenza ha lo scopo di acquisire pareri, concessioni, autorizzazioni da parte degli enti interessati. A relazionare sarà l’ingegnere capo del Genio Civile di Trapani, Giovanni Indelicato. Oltre una decina i pareri necessari. La conferenza di servizi è stata convocata «dopo che la commissione regionale ha acquisito la delibera del consiglio comunale con cui è stato dato atto di indirizzo alla giunta di avviare le procedure per la redazione della variante allo strumento urbanistico -spiega il sindaco Nicolò Coppola-. Già l’undici febbraio, nella preconferenza di servizi della commissione regionale Lavori Pubblici, era stato dato parere favorevole al progetto, rinviando alla nuova conferenza di servizi, possibile solo dopo l’acquisizione della presa d’atto da parte del consiglio comunale».
Il progetto prevede la realizzazione “a gravità del collettore principale, che si svilupperà da via Medici fino al nuovo impianto di depurazione con una condotta di sezione e pendenza adeguata a gravità, in sostituzione della condotta in pressione, tale da giungere ad una quota di ingresso del nuovo impianto di depurazione da allocare nell’area antistante all’ingresso delle gallerie previste nel progetto, cioè scavando a cielo aperto sull’ammasso roccioso da quota 13 metri slm a quota 3 metri sul livello del mare, collocando la base delle vasche dell’impianto poste a partire da quota 0 sul livello del mare. Questo al fine di minimizzare i costi di sollevamento dei reflui e realizzare i comparti dell’impianto in ambienti facilmente accessibili…”

Nel frattempo La Repubblica il nove maggio ci informava:

Il sei febbraio scorso il presidente del Consiglio Matteo Renzi tuonava: «La Sicilia non ha speso i fondi per i depuratori, un ritardo inaccettabile, adesso non guardo in faccia nessuno, sarà commissariata». Bene, sono trascorsi quattro mesi da questo editto che puntava il dito sul governo Crocetta ma ancora il commissario non è stato nominato. Il motivo? Non è stato travato un nome condiviso sull’asse Roma—Palermo e anche all’interno degli stessi renziani nel Pd. Il sottosegretario Davide Faraone spinge per la scelta della nomina dell’assessore Vania Contrafatto, il governatore Crocetta punta sul dirigente Domenico Armenio, mentre da Palazzo Chigi il neo sottosegretario alla Presidenza con delega agli Affari regionali, Luca Lotti, sarebbe scettico su entrambe queste soluzioni. Risultato? Ben 1,1 miliardi di euro messi a disposizione dal Cipe rimangono fermi. E con questi i 96 appalti, già pronti per il via. Gli interventi principali per la depurazione delle acque e, quindi, la salvaguardia del mare riguardano gli impianti di Agrigento (16,8 milioni di euro), Acireale (133 milioni), Catania (213 milioni), Misterbianco (204 milioni), Messina (40 milioni), Palermo (47 milioni) e Trapani(22 milioni).
Impianti che servirebbero ad alzare la percentuale di acque reflue trattate, che vede la Sicilia fanalino di coda con tanto di procedura d’infrazione aperta dall’Ue che rischia di dover pagare, insieme allo Stato, anche la Regione. A Palermo la percentuale di acque reflue trattate è di appena il 36 per cento, a Catania del 34 per cento, a Trapani del 33, ad Agrigento del 39. Ma tant’è, perfino la nomina del commissario diventa una questione infinita.

E Live Sicilia ci dice oggi che il braccio di ferro è stato risolto:

PALERMO – Vania Contrafatto sarà il nuovo commissario per gli impianti di depurazione in Sicilia. Sarà l’assessore all’Energia indicato in giunta da Davide Faraone e non il presidente della Regione Crocetta a provare a “mettere in regola” i Comuni inadempienti. Inzierà dal Comune di Misterbianco, poi sarà il turno degli altri. Lo ha deciso la presidenza del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro per l’Ambiente Gian Luca Galletti.

Tonnara di Scopello: Non siamo soli !

Certo che dovere ricorrere ad Asimov, un autore di fantascienza, ed alle sue citazioni, per ritrovare il filo dell’intelligenza così lontano da questi luoghi, è dura.
In “Civiltà extraterrestri“, del 1979 la versione italiana, Asimov scriveva: “La domanda è: siamo soli? […] E la risposta, quasi certamente, è: non siamo soli! Ci sono altre menti che cercano e s’interrogano, e forse lo fanno più efficacemente di noi. Molti astronomi ne sono convinti, e anch’io lo sono. Non sappiamo dove sono queste altre menti, ma ci sono. Non sappiamo cosa fanno, ma fanno molto. Non sappiamo come sono, ma sono intelligenti“… loro.

“Gli ecologisti e il ticket alla tonnara «Meglio così che i bagnanti incivili»
Scopello, Legambiente contro il sindaco che vuole l’accesso libero per tutti
di Riccardo Bruno

Nella tonnara di Scopello gli echi della mattanza sono ormai memoria. Ma si continua a combattere lo stesso una lotta, aspra, non tra uomini e bestie, ma tra privati e Comune. Per una striscia di terra, una stradina che porta al mare, duecento metri per raggiungere un paradiso al prezzo di tre euro. La Tonnara è infatti proprietà privata, una comunione di trenta persone che custodisce un capolavoro della natura e dell’uomo e che chiede un biglietto per ammirarlo. «Mi va anche bene che si paghi, ma questi soggetti devono avere l’obbligo di rendere il bene fruibile. Sempre, non quando vogliono loro» tuona Nicolò Coppola, il sindaco di Castellammare del Golfo che vanta questo meraviglioso tratto di costa tra Palermo e Trapani. «Una convenzione – puntualizza -. Non chiediamo tanto, un semplice accordo per regolamentare gli accessi. Ed evitare che un bel giorno i proprietari si sveglino e decidano di tenere chiuso il cancello. Altrimenti dovremo procedere con l’esproprio…».

Una scelta di equità, di una giunta civica sostenuta dalla sinistra, a prima vista. Ma le cose non sono mai semplici come appaiono, soprattutto qui in Sicilia. I più decisi a mettere in discussione le scelte del Comune (e a difendere i privati) sono addirittura quelli di Legambiente. «Ma quale battaglia di libertà! È solo demagogia – si accalora Gianfranco Zanna, direttore regionale dell’associazione ambientalista -. Stiamo parlando di un luogo unico, non di un tratto di mare come tutti gli altri, qui non c’è demanio e non c’è battigia. E grazie ai privati non è più un bivacco come una volta, quando piantavano le tende nelle ancore, la sera accendevano i fuochi e defecavano ovunque».

I trenta proprietari della tonnara, «eredi» di vicerè e baroni, dei Gesuiti e dei Florio, in questi anni hanno conservato e restaurato questo gioiello diventato residence di charme e fondale per spot e film come Ocean’s Twelve o Il commissario Montalbano . «Il nostro è un complesso monumentale formato da un insieme di edifici diversi tra loro per morfologia e funzione – spiega Leonardo Foderà, architetto e amministratore della Comunione di Scopello -. È un “unicum” inscindibile, racchiuso da una cinta muraria. L’esproprio? Violerebbe, anche con eventuali responsabilità penali, il Codice dei beni culturali: esistono ben tre vincoli, è un luogo dal rilievo storico, architettonico ed etnoantropologico enorme». Continua la moglie, Maria Rosa Ruggieri, anche lei comproprietaria: «Il sindaco Coppola aveva già tentato l’esproprio negli anni 70 quando la tonnara era in piena attività». E aggiunge, più esplicita: «Noi crediamo che la diffusione della nostra contabilità abbia acceso molti interessi. Dietro questa falsa demagogia credo ci sia l’interesse di qualcuno a sostituirsi nella gestione».

Lo scontro è livoroso, condito di sospetti e retropensieri. E come una rete che si stringe attorno alle prede, sembra che sia arrivato il momento decisivo. Il sindaco due giorni fa ha scritto ai proprietari invitandoli a cedere, «in caso contrario sarò obbligato a proseguire nell’azione amministrativa già intrapresa». Loro non indietreggiano: «Questo non è uno stabilimento balneare ma un monumento aperto 365 giorni all’anno, nel quale abbiamo investito senza ricevere alcun finanziamento pubblico. E il Comune, invece di ringraziarci anche per l’indotto sul territorio, si accanisce contro di noi».

14 maggio 2015 | 09:20

da Corriere.it

Nella Gallery questa sorta di “Libro nero della civiltà” che è rappresentato fisicamente dalla costruzione nel tempo, e con la complicità ed il sostegno dagli amministratori castellammaresi, del tratto di costa tra la Tonnara di Scopello e la Riserva dello Zingaro.

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Tonnara di Scopello, almeno lei non la violenterete !

Erano gli anni 70′, 80′ del secolo scorso e tra una emergenza occupazionale e l’altra, tra un “lavoro e sviluppo” dell’epoca e un succedersi di padrini e politici al loro servizio veniva compiuto uno degli scempi più inguardabili della costa siciliana, quello perpetrato, lungo la costa ad ovest della Tonnara di Scopello, ad un eco-sistema singolare e di rara valenza paesaggistica.
Un vero e proprio stupro ambientale, e che come tale rimane indelebile nella memoria di chi l’ha subito, il territorio e nel territorio per quei pochi che, al di la ed oltre i facili orgogli e campanilismi da branco, realmente con quel territorio si identificano.

Quando si preparava l’assalto anche alla restante parte tra Scopello e San Vito lo Capo, previa realizzazione con denaro pubblico di una strada che avrebbe permesso di raggiungere i milioni di metri cubi da realizzare, vi fu chi si mobilitò per fermare la realizzazione di tale mascalzonata. Tra questi, uno tra migliaia di altri, lo scemo che qui scrive.

Negli anni, pur con i tanti errori commessi nel corso del tempo e le diverse forme di opposizione alla sua completa realizzazione e permanenza, La Riserva Naturale Orientata dello Zingaro divenne quella bella realtà che è oggi, fonte di lavoro eco-sostenibile per alcuni, terreno di ricerca e sperimentazione, e oggetto di ammirazione di visitatori da ogni parte del mondo.

Quei “cazzoni” di allora dimostrammo di essere lungimiranti, di avere compreso per tempo che il mondo andava in altra direzione da quella mafiosa e piccolo-affaristica che dominava (e ancora domina) la cultura della comunità locale.

Oggi la questione si ripropone, ma in termini non esattamente uguali (o forse si), e limitatamente alla Tonnara di Scopello.

Nel corso della recente scannerizzazione di alcune mie diapositive è emersa una immagine della Tonnara degli anni 80′ ed è da lì che parte la riflessione.

2014-03-014

E’ senza dubbio primavera estate, qualcuno fa il bagno, ci stanno le ancore della tonnara, l’immagine è posteriore alla chiusura definitiva dell’attività, o quell’anno la tonnara non era stata “calata”.

Il cuore della Tonnara è recintato e vi si entra per un cancello (accostato)e con segnale che ne vieta l’accesso. Le auto stanno fuori dal cancello.

Tutto dice che finchè la Tonnara era attiva era un corpo unico, era una entità industriale, con edifici e spazi costituenti un “unicum” funzionale ed estetico e per tale ragione da custodire.

Poi fù l’abbandono, il venir meno della custodia per il venir meno della ragione economica che ne determinava la protezione, l’essere Tonnara.

Eppure sempre “Tonnara” è rimasta, pur nella “non acquisizione” di consapevolezza di tutti i suoi “valori” da parte della comunità locale, e non solo.

Infine, in tempi recenti, la complessa struttura proprietaria (anche essa un valore in quanto struttura, ma vai a farlo capire a chi non capisce nemmeno il concetto di “valore”) riesce a trovare in qualche modo un accordo, ristabilendo l’unicità della struttura definibile ormai come “monumento“, rivitalizzando la struttura stessa con destinazioni funzionali compatibili, permettendone la visita e trovando il modo di finanziare il mantenimento della struttura e delle attrezzature, e consentendo in definitiva la custodia e la conservazione del bene.

Ignorando (e in molti casi volendo ignorare) quanto detto fin qui si propone da parte del Comune di Castellammare del Golfo alla Tonnara di Scopello di scostare un po’ le vesti e lasciare libero il passaggio, nel caso la Tonnara si neghi allora sarà violenza.

Uno stupro insomma !

Ma anche questa volta, come accadde per lo Zingaro, non ci riuscirete.