Castellammare del Golfo, anche l’undici maggio è passato

e siamo al quindici sempre più desiderosi di sapere, come è finita (o se è cominciata) poiché per l’undici maggio era stata convocata da parte della commissione regionale Lavori Pubblici, la conferenza di servizi riguardante il progetto preliminare del nuovo impianto di depurazione di Castellammare del Golfo da ubicare in prossimità della radice del molo foraneo, relativi emissari e condotta di scarico sottomarina, per come avevamo appreso lo scorso ventuno aprile (come passa il tempo) dal relativo comunicato stampa del “passo avanti“:

Depuratore: conferenza di servizi della commissione regionale Lavori Pubblici
Il sindaco: “Attendevamo questo passaggio. Un altro importante passo avanti”.

«La conferenza di servizi della commissione regionale Lavori Pubblici è l’altro momento importante che attendevamo per l’avvio dei lavori di realizzazione dell’impianto di depurazione. Dopo l’undici maggio, se i pareri saranno favorevoli, avremo fatto un importante passo avanti e speriamo non ci siano più ostacoli burocratici che rallentino l’iter per la realizzazione dell’atteso depuratore». Lo afferma il sindaco Nicolò Coppola poiché il prossimo undici maggio è stata convocata da parte della commissione regionale Lavori Pubblici, la conferenza di servizi riguardante il progetto preliminare del nuovo impianto di depurazione “da ubicare in prossimità della radice del molo foraneo, relativi emissari e condotta di scarico sottomarina”. Il progetto, essendo Castellammare in procedura di infrazione comunitaria perché non provvista di impianto di depurazione, è stato finanziato con la delibera Cipe numero 60 del 2012, per un importo complessivo di diciottomilioni e trecentomila euro. La conferenza ha lo scopo di acquisire pareri, concessioni, autorizzazioni da parte degli enti interessati. A relazionare sarà l’ingegnere capo del Genio Civile di Trapani, Giovanni Indelicato. Oltre una decina i pareri necessari. La conferenza di servizi è stata convocata «dopo che la commissione regionale ha acquisito la delibera del consiglio comunale con cui è stato dato atto di indirizzo alla giunta di avviare le procedure per la redazione della variante allo strumento urbanistico -spiega il sindaco Nicolò Coppola-. Già l’undici febbraio, nella preconferenza di servizi della commissione regionale Lavori Pubblici, era stato dato parere favorevole al progetto, rinviando alla nuova conferenza di servizi, possibile solo dopo l’acquisizione della presa d’atto da parte del consiglio comunale».
Il progetto prevede la realizzazione “a gravità del collettore principale, che si svilupperà da via Medici fino al nuovo impianto di depurazione con una condotta di sezione e pendenza adeguata a gravità, in sostituzione della condotta in pressione, tale da giungere ad una quota di ingresso del nuovo impianto di depurazione da allocare nell’area antistante all’ingresso delle gallerie previste nel progetto, cioè scavando a cielo aperto sull’ammasso roccioso da quota 13 metri slm a quota 3 metri sul livello del mare, collocando la base delle vasche dell’impianto poste a partire da quota 0 sul livello del mare. Questo al fine di minimizzare i costi di sollevamento dei reflui e realizzare i comparti dell’impianto in ambienti facilmente accessibili…”

Nel frattempo La Repubblica il nove maggio ci informava:

Il sei febbraio scorso il presidente del Consiglio Matteo Renzi tuonava: «La Sicilia non ha speso i fondi per i depuratori, un ritardo inaccettabile, adesso non guardo in faccia nessuno, sarà commissariata». Bene, sono trascorsi quattro mesi da questo editto che puntava il dito sul governo Crocetta ma ancora il commissario non è stato nominato. Il motivo? Non è stato travato un nome condiviso sull’asse Roma—Palermo e anche all’interno degli stessi renziani nel Pd. Il sottosegretario Davide Faraone spinge per la scelta della nomina dell’assessore Vania Contrafatto, il governatore Crocetta punta sul dirigente Domenico Armenio, mentre da Palazzo Chigi il neo sottosegretario alla Presidenza con delega agli Affari regionali, Luca Lotti, sarebbe scettico su entrambe queste soluzioni. Risultato? Ben 1,1 miliardi di euro messi a disposizione dal Cipe rimangono fermi. E con questi i 96 appalti, già pronti per il via. Gli interventi principali per la depurazione delle acque e, quindi, la salvaguardia del mare riguardano gli impianti di Agrigento (16,8 milioni di euro), Acireale (133 milioni), Catania (213 milioni), Misterbianco (204 milioni), Messina (40 milioni), Palermo (47 milioni) e Trapani(22 milioni).
Impianti che servirebbero ad alzare la percentuale di acque reflue trattate, che vede la Sicilia fanalino di coda con tanto di procedura d’infrazione aperta dall’Ue che rischia di dover pagare, insieme allo Stato, anche la Regione. A Palermo la percentuale di acque reflue trattate è di appena il 36 per cento, a Catania del 34 per cento, a Trapani del 33, ad Agrigento del 39. Ma tant’è, perfino la nomina del commissario diventa una questione infinita.

E Live Sicilia ci dice oggi che il braccio di ferro è stato risolto:

PALERMO – Vania Contrafatto sarà il nuovo commissario per gli impianti di depurazione in Sicilia. Sarà l’assessore all’Energia indicato in giunta da Davide Faraone e non il presidente della Regione Crocetta a provare a “mettere in regola” i Comuni inadempienti. Inzierà dal Comune di Misterbianco, poi sarà il turno degli altri. Lo ha deciso la presidenza del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro per l’Ambiente Gian Luca Galletti.

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