In principio fu Hara Kiri

Hara Kiri è stata la mamma di Charlie Hebdo.
Era una rivista satirica particolarmente sopra le righe che non per niente portava la dicitura “giornale stupido e cattivo”.
Fondata nel 1960 non mancò di avere diverse noie con la censura francese tanto che la pubblicazione fu interdetta dalla magistratura nel 1961, e nuovamente nel 1966.
Nel 1970, in occasione della morte di Charles De Gaulle, Hara Kiri diventata nel frattempo Hebdo scandalizzò la Francia con una copertina dal titolo “Bal tragique a Colombey, un mort”, ballo tragico a Colombey (la residenza del Generale), un morto. Un’iniziativa che il ministero dell’Interno censurò con il blocco delle pubblicazioni. Disegnatori e giornalisti non si persero d’animo, reagirono e aggirarono il divieto dando vita al Charlie Hebdo.
In Italia uscì per un brevissimo periodo nel 1968 una edizione italiana di Hara Kiri e fu con questa che io, precoce divoratore di giornale e riviste, venni in contatto.
La ritrovai poi citata anni dopo in alcuni saggi sulla fotografia pubblicati su una rivista mensile curata all’epoca da Ando Gilardi.

Ecco ora viaggiate nel tempo e provate ad immaginarvi a guardare esposte nelle edicole degli anni 60-70 queste copertine:

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e questi contenuti

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