Che eri ancora “amico del giaguaro” lo si era capito

L’espressione “amico del giaguaro” nasce da una vecchia barzelletta quella in cui un tale annuncia a un amico di avere deciso di andare a caccia di giaguari. L’amico per sconsigliarlo gli pone una grande quantità di obiezioni, finché l’altro sbotta: “Ma tu sei amico mio o del giaguaro?”.

Nel linguaggio figurato si usa per indicare persona che dovrebbe stare dalla propria parte ma che al dunque si rivela invece amica dell’ avversario.

L’espressione è entrata nel parlare comune grazie a un fortunato spettacolo di varietà televisivo.

Era il 1961 e nella tv italiana aveva uno strepitoso successo “L’ amico del giaguaro” di Italo Terzoli e Bernardino Zapponi, per la regia di Vito Molinari e Gianfranco Bettetini.

Il trio Gino Bramieri, Marisa Del Frate e Raffaele Pisu dava vita a un momento esaltante della televisione italiana, attraverso la canonizzazione della parodia.
Rifacevano grandi film, interpretavano tutti i ruoli, riducevano il cinema a misura del racconto breve.
E poi il ballo finale, sulla sigla di chiusura, dove Bramieri si mostrava leggiadro come Dumbo, travolgente e trascinante come solo sanno esserlo i grassoni dello schermo.

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