Comico per comico, preferisco ancora George Carlin

George Dennis Patrick Carlin era nato a New York il 12 maggio 1937e morì a Santa Monica il 22 giugno del 2008. E’ stato un comico, un attore e uno sceneggiatore.
Molto noto per il suo atteggiamento irriverente non politically correct, e le sue osservazioni sul linguaggio, la psicologia e la religione, e su altri argomenti tabù particolarmente negli USA.Il suo sketch “Seven Dirty Words” (Sette parole volgari) che tratta di sette parole volgari che nessuno dovrebbe dire in pubblico resta certamente il più noto della sua carriera, anche per le sue conseguenze giudiziarie. Infatti, Carlin fu arrestato nel 1972 durante uno spettacolo, per violazione delle leggi locali a causa della volgarità dei suoi sketch e nel 1973, un uomo sporse denuncia presso la Commissione Federale delle Comunicazioni (FCC) dopo che suo figlio ascoltò questo famoso sketch alla radio. La radio venne citata in giudizio dalla FCC per aver violato le regole concernenti l’uso del linguaggio osceno. Nel 1978, la decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti dichiarò che le parole di Carlin erano volgari ma non oscene, e che la FCC avrebbe avuto comunque l’autorità per vietare tali trasmissioni alla radio quando potevano essere all’ascolto dei bambini.A seguito di ciò sette parole non possono essere più pronunciate negli spettacoli televisivi e nelle trasmissioni radiofoniche americane che possano essere ascoltate dai bambini. Queste parole sono: shit, piss, fuck, cunt, cocksucker, motherfucker e tits. Questa controversia naturalmente aumentò la popolarità di George Carlin, che proseguì nei suoi spettacoli su questo tema delle parole volgari.

George Carlin era un ateo dichiarato, pur essendo stato educato secondo i dettami della tradizione cattolica e la religione fu un’altro dei suoi temi preferiti.

Qui una parte di uno spettacolo sulla pretesa umana di “salvare il mondo”.

E qui dallo spettacolo “Complaints and Grievances” del 2001 “I Dieci Comandamenti”.


E qui le sue disposizioni testamentarie:

Alla mia morte desidero essere cremato. La disposizione delle mie ceneri (spargimento in mare, terra o aria) dovrà essere determinata dalla mia famiglia (mia moglie e mia figlia) in conformità con ciò che loro sanno essere i miei pregiudizi e le mie filosofie riguardo geografia e spiritualità.
Per nessuna circostanza le mie ceneri dovranno essere conservate da qualcuno o sepolte in un luogo particolare. L’eventuale dispersione potrà essere differita per il tempo ragionevolmente necessario a prendere una decisione, ma non dovrà avvenire più di un mese dopo la mia morte.
Non desidero alcun tipo di cerimonia pubblica. Non desidero alcun tipo di cerimonia religiosa. Preferisco una riunione privata in casa mia, alla presenza degli amici e parenti scelti dalla mia famiglia (mia moglie e mia figlia). Dovrà essere estremamente informale, si dovrà suonare musica rhythm ‘n’ blues, e si dovrà ridere molto. Vaghi riferimenti alla spiritualità (laici) saranno permessi.

Aggiunta della figlia Kelly: “Non sarà permesso nominare Dio” e “Non sarà permesso dire che ‘George ci sta sorridendo da lassù in cielo'”.

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