Il “no endorsement” di Diarioelettorale

Ho avuto modo di vedere più d’uno dei confronti tra i cinque candidati a sindaco del Comune di Castellammare del Golfo. Ho appreso del diverso taglio dei programmi. Ho conosciuto la classe politica con cui si accompagnano e a cui affideranno in giunta ed in Consiglio la possibilità di rendere realizzabili le loro intenzioni. Conosco di ciascuno l’attività politica, quella professionale e sociale precedente. Conosco con chi, per chi e come hanno lavorato in precedenza. Conosco le loro provenienze in termini familiari e sociali e le loro, in qualche raro caso, assai imbarazzanti parentele. So di quali personaggi alcuni sono stati “promoter” nel passato, sia remoto che prossimo, e quale lustro abbiano dato, le “promosse personalità”, alla nostra Isola, alla Provincia di Trapani, a Castellammare del Golfo.

In pratica a meno di dieci giorni dal voto ho tutti gli elementi in mano utili e necessari per esprimere un giudizio politico ed intervenire a mio modo, ed attivamente dicendo qualcosa in favore del candidato e/o della candidata che ritengo, se non il meglio almeno il (o la) meno peggio per il futuro politico-amministrativo della mia città.

E invece no, questa volta, al contrario di quanto fatto nelle più recenti elezioni di Alcamo e di Trapani, non mi pronuncerò a favore o contro nessun candidato/a perchè certo di non suscitare, questa volta, alcuna reazione utile, ne conseguenza sul voto.

Trovo infatti inadeguato “in toto” il livello della risposta politico-amministrativa che si sintetizza nelle cinque candidature a sindaco, rispetto al contesto, alle problematiche ed alla dimensione dei problemi da affrontare e risolvere. Inadeguatezza che non è tanto e non solo dei “cinque”, i quali di tale inadeguatezza sono solo la logica sintesi, quanto di una comunità locale incapace, ancora oggi, di guardarsi dentro con onestà intellettuale e con la severità richiesta dai tempi.

Ed allora in una comunità locale di tal fatta, cosa volete che cambi un eventuale giudizio di Diarioelettorale ?

Nulla, nulla, ma proprio nulla.

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7 thoughts on “Il “no endorsement” di Diarioelettorale

  1. stai forse ventilando la possibilità di una astensione di massa? a cosa servirebbe.
    Capisco che il popolo di castellammare “aspetta” la manna dall’alto senza volere partecipare minimamente alla proposizione meno che mai alla realizzazione di un qualsiasi programma o progetto, ma almeno la speranza va alimentata.
    Anche nel signore delle mosche una comunità infantile per sopravvivere si è dovuta dare delle regole, forse sbagliate, ma necessarie alla sopravvivenza.
    senza regole e senza programmi si soccombe.
    Chi sta a guardare divertendosi all’indecoroso spettacolo della “scanna” non capisce che proprio per la sua pelle si sta litigando.

    • Francamente non mi sembra tu abbia compreso molto di quanto detto. E’ evidente comunque che sono io a non riuscire ad essere chiaro. Pazienza, me ne farò una ragione e mi auguro di sopravvivere pur portatore di tanta incapacità di espressione 🙂
      .

  2. Caro direttore, certo tutti speravamo in una proposta di alto livello politico – amministrativo per la nostra Castellammare.
    Ma e’ pur vero che, visto quello che succede in Italia e in Sicilia con alleanze impossibili ma utili per cercare di governare, anche noi ci troviamo spesso a scegliere il meno peggio.
    E cosi’ credo faranno i cittadini, alcuni scelgono per clientelismo, altri per favoritismo, altri ancora perche’ credono in un progetto e poi ci sono quelli che sognano.
    Certo che lei non deve dare indicazioni di voto, ma ha il dovere, attrverso Diarioelettorale, di aiutare chi la legge a scegliore il migliore o il meno peggio che sia.

    • Caro/cara mareblu qui non ci sta nessun direttore. Diarioelettorale è un blog ed in quanto tale per le sue caratteristiche di non periodicità e non regolarità della pubblicazione dei contenuti, non soggetto alle leggi che regolano la stampa, ma regolato unicamente dalla libertà d’espressione garantita dalla Costituzione e dalle normali leggi che garantiscono la convivenza civile tra le persone.
      Ciò detto, non solo nulla mi impedirebbe di dare indicazioni di voto, anzi, nella tradizione di tipo anglosassone, sarebbe doveroso, per me che comunque mi esprimo tra una elezione e l’altra e con più interventi sulle problematiche della comunità in cui vivo, dare la mia valutazione ed esprimere una preferenza per questo o quel candidato. Presso quelle civiltà, ciò non viene considerata “propaganda”, ma “correttezza verso il lettore”. Il post esprime, semplicemente, questa mia personalissima difficoltà.

  3. Ne prendo atto e mi scuso, grazie comunque per possibilita’ che da ad ogni lettore di ” Diarioelettorale ” di esprimere la propia opinione.

  4. Però peccato! Mi fa sempre piacere leggere le tue analisi (che sono sempre state secondo me molto obbiettive). Giuro che mi farebbe piacere anche in caso di dissenso verso la candidata che sostengo personalmente.
    Comunque, sono sicuro che hai avuto le tue buone ragioni per non esprimerti.
    A presto!

    • Grazie del tuo intervento e degli apprezzamenti. Quanto alle ragioni per il mio “no endorsement”, non so se si tratti di “buone” ragioni, ma sono quelle espresse nel post: “perchè certo di non suscitare, questa volta, alcuna reazione utile, ne conseguenza sul voto”. Al contrario di quanto accaduto in qualche maniera quando mi sono espresso per il ballottaggio ad Alcamo, (poi vinto da Bonventre per poche decine di voti), e sin dal primo turno per le amministrative di Trapani.
      Mi si darà atto spero che vista la natura degli interrogativi sollevati in particolare nel caso delle amministrative di Trapani e nei confronti di un candidato dato certamente per vincente, uscito in largo vantaggio al primo turno, e poi battuto da un generale dei Carabinieri (già ai vertici dei servizi segreti del Paese) al ballottaggio, non sarebbero certamente gli argomenti scomodi per qualche candidato che avrei timore di tirar fuori.
      Ma come detto non lo farò perchè nel caso della realtà castellammarese, tutto sarebbe vano, il risultato non cambierebbe e si finirebbe in prospettiva per alimentare sospetti (più che legittimi e non privi di fondamento) di possibili connivenze, in grado di inficiare e mettere in dubbio ogni e qualsiasi proposito di buona amministrazione.
      Ed invece io sono per: “Give the town a change !”.

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