Norme in materia di rappresentanza e doppia preferenza di genere

Così come trascritto nel resoconto stenografico della seduta di giovedì 4 aprile 2013 dell’ARS il testo e la :

Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge “Norme in materia di rappresentanza e doppia preferenza di genere. Modifiche di norme in materia di soglia di sbarramento per l’elezione dei consigli comunali e di rimborsi dei permessi retribuiti degli amministratori locali” nn. 5-55-66-67 bis/A

«Articolo 1.
Norme in materia di rappresentanza e doppia preferenza di genere
1. Alla legge regionale 15 settembre 1997, n. 35 e successive modifiche ed integrazioni, sono apportate le seguenti modifiche:
a) l’articolo 1 bis è sostituito dal seguente:
Art. 1 bis – Composizione delle liste per l’elezione dei consigli comunali. 1. Nelle liste di candidati per l’elezione del consiglio comunale nessun genere può essere rappresentato in misura superiore a due terzi dei componenti della stessa lista, con arrotondamento all’unità superiore in caso di cifra decimale pari o superiore a 0,5, ed all’unità inferiore in caso di cifra decimale inferiore a 0,5.’.
b) all’articolo 2, dopo il comma 3, è aggiunto il seguente: 

3 bis. Il voto alla lista è espresso, ai sensi del comma 3, tracciando un segno sul contrassegno della lista prescelta. Ciascun elettore può esprimere inoltre sino ad un massimo di due voti di preferenza per candidati della lista da lui votata, scrivendone il nome ed il cognome o solo quest’ultimo sulle apposite righe poste a fianco del contrassegno. Nel caso di espressione di due preferenze, una deve riguardare un candidato di genere maschile e l’altra un candidato di genere femminile della stessa lista, pena la nullità della seconda preferenza.’;

c) il comma 2 dell’articolo 2 ter è sostituito dal seguente:
2. Il voto alla lista è espresso, ai sensi del comma 3 dell’articolo 2 bis, tracciando un segno sul contrassegno della lista prescelta. Ciascun elettore può esprimere inoltrre sino ad un massimo di due voti di preferenza per candidati della lista da lui votata, scrivendone il nome e il cognome o solo quest’ultimo sulle apposite righe poste a fianco del contrassegno. Nel caso di espressione di due
preferenze, una deve riguardare un candidato di genere maschile e l’altra un candidato di genere femminile della stessa lista, pena la nullità della seconda preferenza.’;
d) il comma 2 dell’articolo 4 è sostituito dal seguente:
2. Il voto alla lista è espresso, ai sensi del comma 3 dell’articolo 3, tracciando un segno sul contrassegno della lista prescelta. Ciascun elettore può esprimere inoltre sino ad un massimo di due voti di preferenza per candidati della lista da lui votata, scrivendone il nome ed il cognome o solo quest’ultimo sulle apposite righe poste a fianco del contrassegno. Nel caso di espressione di due
preferenze, una deve riguardare un candidato di genere maschile e l’altra un candidato di genere femminile della stessa lista, pena la nullità della seconda preferenza.’.
2. Al comma 1 dell’articolo 18 del Testo unico delle leggi per l’elezione dei consigli comunali nella Regione siciliana, approvato con decreto presidenziale 20 agosto 1960, n. 3, e successive modifiche ed integrazioni, dopo la lettera e) è aggiunta la seguente:

e bis) verifica il rispetto delle disposizioni del comma l dell’articolo 1 bis della legge regionale 15 settembre 1997 n. 35 e successive modifiche e integrazioni, e, in caso di inosservanza, assegna ai presentatori della lista un termine di ventiquattro ore per la regolarizzazione della stessa. Trascorso
inutilmente tale termine, riduce la lista cancellando i nomi dei candidati appartenenti al genere più rappresentato, procedendo dall’ultimo della lista, in modo da assicurare il rispetto del citato comma 1 dell’articolo 1 bis della legge regionale n. 35/1997. Qualora la lista, in esito alla cancellazione delle
candidature eccedenti, contenga un numero di candidati inferiore a quello minimo prescritto, ricusa la lista.’.
3. All’articolo 38 del Testo unico delle leggi per l’elezione dei consigli comunali nella Regione siciliana, approvato con decreto presidenziale 20 agosto 1960, n. 3, e successive modifiche ed integrazioni, sono apportate le seguenti modifiche:
a) il comma 3 è sostituito dal seguente:
3. L’elettore può manifestare sino ad un massimo di due preferenze esclusivamente per i candidati della lista da lui votata. Nel caso di espressione di due preferenze, una deve riguardare un candidato di genere maschile e l’altra un candidato di genere femminile della stessa lista, pena la nullità della seconda preferenza.’;
b) il comma 4 è soppresso;
c) il comma 8 è sostituito dal seguente:
8. Qualora vengano espressi più di due voti di preferenza per candidati di una medesima lista, si intende votata la sola lista, ferme restando le altre cause di nullità dei voti previste dalla legge.»

Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l’esito della votazione per scrutinio nominale:
Presenti e votanti . . . . . . . . . . 72
Maggioranza . . . . . . . . . . . . . . 37
Favorevoli . . . . . . . . . . . . . . . . 52
Contrari . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 18
Astenuti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 2

del senso e degli effetti di tali modifiche legislative si è scritto qui

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Per la serie “a volte ritornano” ecco di nuovo a voi la “preferenza multipla”

Era il 9 giugno 1991 e gli italiani con il 95,6% dei votanti ponevano fine alla pessima pratica di controllo e manipolazione del voto consentita dalla esistenza nella legge elettorale nazionale della preferenza multipla.
Non c’era ancora l’attuale (pessima anch’essa) legge elettorale, che ha abolito del tutto il concetto stesso di preferenza, sostituendolo con il concetto di nomina da parte degli oligarchi dei partiti, e c’era ancora la possibilità per l’elettore di votare il partito ed anche il candidato preferito, anzi i candidati preferiti in numero maggiore ad uno ed in proporzione al numero di deputati da eleggere nel collegio.

Tale possibilità estensiva offerta all’elettore, stante le combinazioni che potevano essere generate nell’ambito di ogni lista, permetteva, da un lato, un ampio controllo del voto e dall’altro la manipolazione del risultato dei singoli candidati per mezzo delle diverse combinazioni e degli accordi tra candidati.

Quanto approvato ieri all’Assemblea Regionale Siciliana, nell’ambito della modifica della legge elettorale per i comuni, con la motivazione di assicurare la rappresentanza di genere, è grave perchè di fatto viene reintrodotta, senza correttivi, anzi con qualche aggravante, la preferenza multipla, chiamandola “doppia preferenza di genere”.

Con la norma così approvata, alle prossime elezioni comunali del 9 e 10 giugno saranno possibili di nuovo le “combine” seppure limitatre a un candidato al consiglio comunale di genere maschile ed un candidato di genere femminile, ma ancora peggio sarà possibile “segnare” il singolo voto stante l’annullamento previsto non dell’intero voto, ma solo della seconda preferenza, qualora si esprimano due preferenze per candidati dello stesso genere.
Bocciata inoltre la doppia scheda rosa ed azzurra per evitare il controllo del voto.

Il provvedimento infine è passato con 52 voti a favore, 18 contrari e 2 astenuti.
I “furbastri” che all’ARS hanno votato tale norma sono di destra (Pdl), di centro (Udc) e di sinistra (Pd, Lista Crocetta).
Ha votato contro il M5s.

e qui il video della seduta dell’ARS

Di solito si comincia così

Atto ispettivo alla provincia di Trapani

(ANSA) – TRAPANI, 4 APR – La Prefettura compira’ un atto ispettivo alla Provincia regionale di Trapani per verificare l’eventuale ingerenza della mafia in seno alla giunta, guidata fino ad agosto scorso dal deputato regionale dell’Udc, Mimmo Turano, e al consiglio, presieduto da Peppe Poma, fino allo scorso novembre esponente dell’Udc. Gli ispettori passeranno al setaccio, gli atti dei politica implicati, a vario titolo, in inchieste di mafia.

Vito Nicastri again !

Mafia: maxi confisca da 1,3 mld euro

E’ l’operazione piu’ cospicua in Italia, colpisce ‘area grigia’

(ANSA) – PALERMO, 3 APR – Ammontano ad oltre un miliardo e trecento milioni di euro i beni che la Dia sta confiscando in Sicilia nei confronti di un unico soggetto: Vito Nicastri, 57 anni di Alcamo. L’operazione, la piu’ cospicua mai effettuata in Italia, ”colpisce al cuore l’aria grigia di cosa nostra”. La mega confisca di beni sta riguardando la Sicilia occidentale, la Lombardia, il Lazio e la Calabria.”