Gli intrappolati, il cortocircuito dell’identificazione tra CIE e carcere

L’Italia degli assurdi, della crudeltà e degli sprechi.

Il 60% degli “ospiti” dei Centri di Identificazione ed Espulsione proviene dal carcere e sconta in pratica una pena supplementare che può arrivare fino a 18 mesi, perché l’identificazione di un clandestino finito in carcere comincia solo alla fine della pena, quando è trasferito in un CIE.
Per svuotare i CIE basterebbe applicare una direttiva interministeriale rimasta lettera morta dal 2007, a causa del conflitto tra la polizia penitenziaria e quella ordinaria che ha garantito di fatto il mantenimento dei centri.
Sempre più inutili, costosi e invivibili, i 13 CIE italiani sono spartiti principalmente fra tre grandi gruppi: Croce Rossa, L’Oasi di Siracusa, una grande cooperativa e Connecting People, un consorzio di cooperative di Trapani. A loro è destinata una spesa di 103 milioni di euro nel 2011, 174 nel 2012 e 216 nel 2013.

In tempi di spending review il Governo Monti potrebbe quindi facilmente evitare queste spese. Ma piuttosto che applicare la direttiva Amato-Mastella il Governo ha deciso di privilegiare le ditte che hanno abbassato la retta quotidiana destinata ai reclusi di questi centri portandola da una cifra media di 45 a 30 euro al giorno. Attraverso questa asta al ribasso, ad esempio, la cooperativa L’Oasi si è aggiudicata la gestione dei Cie di Bologna e di Modena per soli 28 euro al giorno a recluso.

Su questo tema Emma Bonino e i Radicali hanno presentato in un recente convegno al Senato, cui hanno partecipato anche il Ministero dell’Interno Anna Maria Cancellieri e il Ministro dell’integrazione Andrea Riccardi, una semplice proposta: l’applicazione della normativa che esiste già dal 2007, ottenendo per ora la formazione di un gruppo di lavoro apposito convocato dal Ministero dell’Interno sulla riforma dei CIE.

Vi proponiamo l’inchiesta audio-video “Gli intrappolati – Il cortocircuito dell’identificazione tra CIE e carcere”, realizzata da Antonio Mangano per FaiNotizia.it con interviste a Giuliano Amato – ex Presidente del Consiglio, Marcella Lucidi – Avvocato, sottosegretario del Governo Prodi, Simona Moscarelli – Avvocato, OIM, Francesca De Masi – Responsabile sportello contro la tratta CIE di Ponte Galeria e Jean Leonard Touadi – deputato PD.

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