Trapani: non c’è pace tra le tonache (7) – Pecunia (mafiosa) non olet ?

Scrive oggi su “Il Foglio” Paolo Rodari

I conti cifrati allo Ior e lo scontro (cifrato) tra Gotti Tedeschi e gli americani

Un elenco con tanto di nomi e cognomi. Se le notizie che filtrano dalle procure sono vere, tra i tanti documenti, lettere, e mail, sequestrati dalla casa piacentina dell’ex presidente dell’Istituto per le Opere di Religione (Ior) Ettore Gotti Tedeschi ci sarebbe anche l’elenco degli intestatari dei cosiddetti “conti cifrati”. Conti anonimi, aperti negli anni presso lo Ior, e mai ispezionati, nonostante più volte sia stata annunciata dal Vaticano l’intenzione di chiuderli. In particolare, come scritto ieri dal Foglio, a suscitare l’allarme degli inquirenti ci sarebbe un conto aperto da una fondazione riconducibile alla curia di Trapani del già dimissionato (e si dice però estraneo ai fatti) vescovo Francesco Miccichè, attraverso il quale la procura di Trapani sospetta che siano stati riciclati proventi illeciti dell’ultimo padrino Matteo Messina Denaro che proprio nel territorio della diocesi sta trascorrendo la sua blindatissima latitanza. E si parla anche di una rogatoria che la procura di Trapani sarebbe pronta a inviare in Vaticano, nella speranza di fare luce.

…”

tutto l’articolo qui

il blog PalazzoApostolico di Paolo Rodari

*** – Update

Anche il Corriere.it in un pezzo di Fiorenza Sarzanini cita le vicende della Curia di Trapani

Il memoriale di Gotti Tedeschi:

«Chiesi dei conti dei politici, iniziò la guerra»
Il banchiere cita depositi riconducibili a faccendieri e prestanome di boss mafiosi. Tra i nemici Cipriani e Simeon

ROMA – Ha una precisa data di inizio la guerra interna allo Ior che si è conclusa con il licenziamento del presidente Ettore Gotti Tedeschi. Ed è lo stesso banchiere a fissarla nel memoriale che aveva affidato alla sua segretaria chiedendole di consegnarlo a tre persone «se dovesse succedermi qualcosa» e che voleva far avere anche al Papa. «Tutto è cominciato – scrive – quando ho chiesto di avere notizie sui conti che non erano intestati ai prelati». Depositi riconducibili a politici, faccendieri, costruttori, alti funzionari dello Stato. Ma anche a personaggi ritenuti prestanome dei boss della criminalità, come emerge da un’inchiesta avviata dalla procura di Trapani secondo cui all’Istituto per le Opere religiose potrebbero essere arrivati addirittura parte dei soldi del latitante Matteo Messina Denaro.

I soldi della mafia – Una storia simile a quella scoperta dalla Procura di Trapani che agli inizi di maggio aveva inviato una rogatoria alla Santa Sede per chiedere elementi su due conti correnti da don Ninni Treppiedi, ex gestore delle casse della Curia ed ex fedelissimo del vescovo Francesco Miccichè, indagato per una serie di ammanchi. Il prete è stato sospeso a divinis , mentre l’alto prelato è stato sollevato dall’incarico «per non aver vigilato sull’operato del suo sottoposto». In realtà aveva iniziato a collaborare con i pubblici ministeri e c’è chi ritiene che sia questo il vero motivo della rimozione. Nell’istanza trasmessa alle autorità vaticane vengono specificati i motivi di necessità per l’accesso alla movimentazione dei due depositi ma non è esplicitato il sospetto che ha preso corpo nelle ultime settimane secondo il quale quei soldi sarebbero serviti a riciclare anche denaro proveniente da Matteo Messina Denaro.
Oltre agli ammanchi della Curia, l’indagine si concentra su una serie di investimenti immobiliari e vendite di beni ecclesiastici che potrebbero nascondere il passaggio di soldi a prestanome e la necessità di «ripulirli» attraverso il transito su società e istituti di credito non accessibili ai controlli diretti, come appunto è lo Ior. Adesso bisognerà scoprire se davvero, come lui stesso avrebbe sostenuto, Gotti aveva manifestato la volontà di assecondare almeno in parte le richieste delle autorità italiane. Oltre ai conti finiti nell’inchiesta di Trapani ci sono infatti una decina di operazioni sospette segnalate alla procura di Roma e sulle quali sta già svolgendo accertamenti la Guardia di finanza. Movimentazioni che portano proprio ai conti Ior intestati a preti e suore.”

il precedente post sta qui

*** – Il grassetto è di Diarioelettorale

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One thought on “Trapani: non c’è pace tra le tonache (7) – Pecunia (mafiosa) non olet ?

  1. Trapani: non c’è pace tra le tonache (8) – La “pecunia” che “non olet” non sarebbe quella mafiosa ! | Diarioelettorale Weblog

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