In Molise vincono i “disgustados” !

Troppo facile fare un titolo così, ma la tentazione è stata irresistibile!

Si votava tra domenica 16 e lunedi 17 nel piccolissimo Molise per il rinnovo del parlamento regionale e del governatore.
Due gli schieramenti principali e due le formazioni di disturbo.

Resta il fatto che alla fine hanno vinto loro i “disgustados”, il partito di quanti si sono rotti della finzione degli schieramenti e tra questo è quello hanno scelto di non andare a votare.

Così di pochissimo, il governatore uscente Michele Iorio, del Pdl, si conferma presidente del Molise, grazie a un vantaggio sullo sfidante di centrosinistra Paolo Di Laura Frattura di appena lo 0,79 %.

Vi diranno che determinante, come già accaduto in Piemonte è stato il consenso ottenuto dal Movimento 5 stelle di Beppe Grillo, il cui candidato Antonio Federico ha ottenuto oltre il 5,6% dei consensi, ma non è tutta la verità.

Si è vero che il candidato dello schieramento propriamente detto PDL, con candidato PDL il presidente uscente, (che si avvia a governare per il terzo mandato consecutivo), ha ottenuto il 46,94% e che il candidato dello schieramento di centro-sinistra, con candidato l’ex PDL Paolo di Laura Frattura ha ottenuto il 46,15%, che aritmeticamente sommati al 5,6% del candidato grillino gli avrebbe consentito di vincere, ma la politica è stata mai solo aritmetica ?

Il vero dato su cui riflettere è invece il dato che misura il disgusto della gente comune nei confronti della “fiction” in cui si è trasformata la politica italiana ed anche quella molisana, la disaffezione: alle urne è andato solo 59,7% degli aventi diritto contro il 65% della tornata precedente. Un partito quello dei “disgustados ormai oltre il 40%

PS. Il Cristiano Di Pietro, figlio del contadino “dalle scarpe grosse e dal cervello fino”, di quello che vuole la reintroduzione della legge Reale, c’è l’ha fatta e godrà per gli anni a venire della sua brava rendita. Enjoy !

*** – Integrazione:

Elezioni 2011 – Partito Democratico 17.735 voti 9,33%
Elezioni 2006 – Margherita e Ds 24.810 + 21.767 voti 23,33%
E su l’Unità si spiega quanto accaduto in Molise così. D’altra parte il 14 ottobre Rosy Bindi aveva pensato bene di attribuire i propri fallimenti parlamentari ai radicali. Cosa ancor più grave è che in troppi tra i militanti del Pd hanno abboccato, il che fa ragionevolmente ritenere che abboccheranno anche a questa spiegazione.

La Cina rallenta

L’economia cinese è cresciuta del 9,1 per cento nel terzo trimestre 2011 rispetto a un anno prima secondo i dati pubblicati dall’ufficio statistiche cinese.
L’incremento è inferiore alla stima media del 9,3 per cento di un recente sondaggio Bloomberg News tra 22 economisti e segue ad un aumento del 9,5 per cento nei tre mesi precedenti.
Si tratta del dato più basso dal 2009, che aggiunge preoccupazione per la ripresa globale e che in Europa aumentino debito e crisi.
La crescita della Cina è stata limitata dalla stretta del credito e da una più debole domanda da parte dell’Europa.

Yao Wei, un economista, che aveva correttamente previsto le dimensioni della crescita, tuttavia non è pessimista: “Questo non è un brutto dato, ed i mercati peccano di eccesso di sensibilità”.

La produzione industriale infatti è aumentata del 13,8 per cento a settembre rispetto all’anno precedente, rispetto alla stima del 13,4 per cento in un sondaggio Bloomberg e ad un guadagno del 13,5 per cento del mese precedente.
In crescita anche gli investimenti fissi, saliti al 24,9 per cento nei primi nove mesi, rispetto al 24,8 per cento stimato dagli economisti e le vendite al dettaglio al 17,7 per cento dopo un aumento del 17 per cento in agosto.

Aziende come BASF SE, la più grande azienda chimica del mondo, si stanno espandendo in Cina portando con se aumento dei salari e aumento della domanda di consumi.

I politici asiatici si trovano tuttavia a governare delicati equilibri dovendo combattere con l’inflazione ancora elevata, mentre in Europa la crisi minaccia la crescita.

La Cina ha alzato i tassi d’interesse cinque volte nell’ultimo anno e messo limiti ai prestiti e agli acquisti di immobili per tenere a freno proprietà e prezzi al consumo ed arginare i rischi di bolle speculative.
Alcune banche stanno aumentando i tassi di interesse sui mutui. Il volume dei mutui immobiliari è sceso del 43 per cento nella prima metà dell’anno portandosi a 791 miliardi di yuan.
Mentre l’inflazione è ancora superiore al 6 per cento l’economista Ma Jun prevede che il tasso scenderà al 4 per cento nel mese di dicembre e gli analisti di Morgan Stanley stimano un calo al di sotto del 4 per cento entro la fine dell’anno.

Una crisi immobiliare e il rallentamento della crescita delle esportazioni sono tra i più grandi rischi per la crescita della Cina, secondo gli economisti di UBS AG, Nomura Holdings Inc. (8604) e Societe Generale.

L’economista cinese Wang Tao di UBS vede una “recessione globale”, come il principale pericolo di fronte il più grande esportatore mondiale per i prossimi 12 mesi.
La crescita del PIL potrebbe scendere a un minimo del 7,7 per cento nel primo trimestre del 2012 come conseguenza di “una forte decelerazione” della domanda estera che andrebbe ad aggiungersi as una produzione nazionale più debole, secondo Wang.

La moneta cinese ha guadagnato il 18 per cento nei confronti del dollaro negli ultimi quattro anni.
Il premier Wen ha promesso di mantenere una “sostanziale stabilità” dei tassi di cambio per proteggere gli esportatori.

L’economia cinese era cresciuta del 10,4 per cento lo scorso anno.
La crescita rallenterà al 9,5 per cento quest’anno, sei volte il ritmo degli Stati Uniti e dell’area dell’euro, secondo le stime del Fondo monetario internazionale.
L’espansione del 9 per cento nel 2012 sarà comunque pur sempre otto volte più veloce rispetto al gruppo di 17 nazioni che condividono la moneta europea.

da Bloomberg.com