Bella Trapani

A Trapani una “due giorni” dedicata a Nick, figlio di un emigrante, che incise il primo disco.

Quando ancora si diceva “jass”

E Arbore celebre La Rocca – Il siciliano padre del jazz

TRAPANI – “Non sono in molti a ricordarlo ma tra grandi padri del jazz c’è un siciliano, Nick La Rocca“. Renzo Arbore parla con passione di quella che è unanimente considerato il primo disco di jazz mai inciso, “Livery Stable Blues”, scritta da Ray Lopez e Alcide Nunez e registrata il 26 febbraio del 1917 dalla Original Dixieland Jass Band (il cambiamento in “jazz” avvenne più tardi), il gruppo di New Orleans in cui militavano il leggendario Nick La Rocca e un altro siciliano Tony Sbarbaro.

A Trapani, proprio per celebrare La Rocca e tutti gli altri siciliani che con i loro strumenti hanno contribuito alla nascita del jazz, ci sarà. il 18 e il 19, la terza edizione del “Sicilian Festival of Traditional Jazz and Swing”, presentato proprio da Renzo Arbore, che per l’occasione verrà affiancato da Max Paiella. In due serate verrà proposto un “viaggio in musica”, per raccontare la storia del jazz e dello swing, con il contributo di artisti come Lino Patruno, Jimmy La Rocca (figlio di Nick) David Hansen, Antonella Aprea, Poalo Belli, Mauro Carpi e molti altri ancora. All’interno di questo “viaggio” ci sarà anche spazio per i gruppi emergenti con il Premio Internazionale Nick La Rocca che verrà assegnato il 19 da una giuria presieduta da Claudio Lo Cascio. “E’ una bellissima occasione per raccontare una storia che spesso viene dimenticata”, dice ancora Arbore, “quella di una comunità di coloni siciliani che hanno contribuito in maniera determinante alla nascita del jazz e al suo successo, personaggi come La Rocca, ma anche Louis Prima, Leon Roppolo, e negli anni seguenti Eddy Lang (il cui vero nome era Salvatore Massaro), Joe Venuti, Tony Scott e moltissimi altri. Ed è una storia bella e avvincente che ho raccontato in un documentario che ho realizzato con Riccardo Di Blasi, “Da Palermo a New Orleans” e che presenterò durante le giornate di questo festival a Trapani”.

Era il 1880 quando Girolamo La Rocca, papà di Nick, lasciò la Sicilia alla ricerca di una vita migliore in terra americana. Girolamo trovò la sua nuova patria a New Orleans, dove nacque Nick, che si innamorò subito della musica che si suonava nelle strade e nei locali, imparando a suonare la cornetta, nonostante l’opposizione del padre. Nel 1916 il giovane La Rocca entra a far parte del gruppo di Johnny Stein, che in breve tempo si trasformò nella Original Dixieland Jass (e poi Jazz) Band, dando vita ad una straordinaria carriera di successi e a quello che ancora oggi viene ricordato come il jazz tradizionale, quelo delle origini. “Sono pochi gli appuntamenti in Italia dedicati al jazz tradizionale”, aggiunge Arbore, “e quella di Trapani è una bellissima occasione per far conoscere a molti giovani una musica che è ancora divertente, originale e unica. E che ha nelle sue vene del sangue italiano”.

da “La Repubblica

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