A Castellammare hanno deciso di “andare ai materassi”

Quelli che hanno seguito l’ultima sessione di consiglio comunale, che si è conclusa nella mattinata di oggi con l’approvazione del bilancio, avranno notato quanto accesi siano ormai i toni tra l’amministrazione D’Alì … pardon Bresciani, sostenuta in consiglio dalla sua minoranza e la variegata maggioranza del Consiglio Comunale.

Insomma, “siamo ai materassi“, è guerra di successione, ci si prepara al dopo Bresciani.

Per i prossimi due anni, è facile pronosticarlo, i problemi della città saranno solo lo sfondo, lo scenario, in cui sarà combattuto uno scontro politico che, solo per coerenza con l’immagine del titolo, ci permettiamo di chiamare “mafia wars“, nonostante che il “parlare di corda in casa dell’impiccato” non stia bene.

In fondo a ben pensarci tutto questo ci mette in sintonia con la situazione politica nazionale, nella quale un leader che non riscuote più la fiducia del paese, resta al suo posto imperterrito al fine di rinviare il “redde rationem”.

Ma qui, a Castellammare, il sindaco che siamo certi non ha interessi personali da difendere, perchè rimane al suo posto ?
Davvero ritiene che esistano margini di recupero di un quadro politico ormai deteriorato e destinato quasi certamente, a non ricomporsi nei due anni che ci separano dalle prossime elezioni ?

Perchè prolungare per altri due anni l’agonia politico-amministrativa di una città che avrebbe necessità di apporti e contributi i più ampi possibili, e continuare a guidare in assoluta minoranza, sul piano politico ma anche sociale, un’amministrazione civica ormai estranea alla città ?

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Brunetta, il Nobel mancato, sarebbe un cretino

o uno scemo, fate voi !

Fuorionda della conferenza stampa sulla manovra, Giulio Tremonti insultae il titolare della Funzione pubblica Renato Brunetta apostrofandolo come “cretino“.
Mentre Brunetta illustra i correttivi alla spesa del pubblico impiego, Tremonti si spazientisce e, rivolgendosi al ragionere generale dello Stato Mario Canzio, dice: “questo è il tipico intervento suicida“, “è proprio un cretino“.
Anche Canzio si mostra critico e dice che Brunetta non dovrebbe parlare di pubblico impiego che ha un’incidenza di 0,6 miliardi in una manovra ben più ampia.
Nel prosieguo del video l’audio è meno chiaro ma si ascolta Tremonti rincarare la dose con il suo capo di gabinetto, Vincenzo Fortunato.

E Brunetta ?

E’ venuto Giulio e mi ha abbracciato, chiedendomi scusa. Io, però, non ho ancora capito cosa sia successo. Ma si sa, non sono veloce di comprendonio“.
E’ quanto si legge in una nota del ministro Renato Brunetta.