Che bugiarda Letizia Moratti !

Una cosa è certa che nel dibattito conclusivo su Sky tra Letizia Moratti sindaco uscente e ricandidata, e l’avvocato Giuliano Pisapia i due maggiori tra gli sfidanti per la poltrona di sindaco di Milano, quello della Moratti è stato un autogol clamoroso che la sbugiarda nero su bianco non solo in relazione al falso clamoroso relativo alla persona dello sfidante avvocato Pisapia, ma che ne compromette la credibilità relativamente alle vicende passate dell’amministrazione milanese ed alla bontà e trasparenza dei suoi programmi futuri per Milano.

Il fattaccio sta tutto in questo video

La Moratti dice: “E’ stato dalla corte d’assise giudicato responsabile di un reato, il reato di furto di un veicolo che sembrava, che doveva essere un veicolo per il sequestro e il pestaggio di un giovane. Corte di Assise sentenza della corte di Assise giudicato responsabile ed amnistiato. L’amnistia non è assoluzione.” .

Cosa è accaduto realmente:

L’avvocato Giuliano Pisapia il 7 ottobre 1980 a seguito delle rivelazioni del pentito Roberto Sandalo venne arrestato e subì quattro mesi di detenzione preventiva fino al febbraio 1981, quando gli venne concessa la libertà provvisoria.

L’accusa era quella di partecipazione semplice a banda armata e di avere partecipato alla progettazione di un sequestro di persona.

Nel 1982 sarà prosciolto in istruttoria dal reato di partecipazione a banda armata e rinviato a giudizio per il progettato sequestro.

Ma interverrà l’amnistia e anche per questo reato l’avvocato Pisapia non sarà condannato.

Tuttavia l’avvocato Pisapia nonostante l’amnistia, presentò appello che fu accolto.

La III Corte d’Assise d’Appello di Milano presieduta dal dott. Luigi Maria Guicciardi nel procedimento n.76 del 1985 ha infine assolto Giuliano Pisapia per non aver commesso il fatto.
La sentenza alle pagine 1562 e 1563 recita: “In conclusione non vi è prova – né vi sono apprezzabili indizi – di una partecipazione del Pisapia, sia pure solo sotto il profilo di un concorso morale, al fatto per il quale è stata elevata a suo carico l’imputazione di furto, dalla quale l’appellante va pertanto assolto per non aver commesso il fatto“.

Tale sentenza di assoluzione con formula piena è passata in giudicato ed è quindi definitiva … come la figuraccia della Moratti.