A proposito di Beni Immateriali

Se davvero in futuro, da ciò che si legge in questa nota, dovesse venir fuori la nuova legge sulle Pro Loco, mi piacerebbe che a Castellammare si pensasse a loro, gli ultimi custodi viventi della tradizione ormai persa dei banditori del “sintiti, sintiti !“, sia che si trattasse del divieto di rompere le “palle” del Sindaco all’avvento della corrente elettrica e dell’illuminazione pubblica con  lampadine ad incandescenza, che di una qualche vendita eccezionale e particolarmente conveniente di “carne di vitella” o di “angileddri” o “tunnu di Scupeddru“.

E se sotto l’incalzare della modernità e della tecnologia la tradizione dei banditori è andata perduta tuttavia i loro tamburi dal rullio incessante ed ossessivo precedono da secoli le diverse processioni religiose, e ancora annunciano, con l’approssimarsi del loro suono, le manifestazioni civili itineranti.

La tradizione dei “tamburi” è di origine antichissima a Castellammare del Golfo e alcune famiglie del luogo sono depositarie di tale tradizione che coltivano con un duro esercizio quotidiano, tramandandola ai discendenti sin dalla più tenera età.
Pensate, ritmi, tecnica e strumenti trasmessi dal medioevo, o giù di lì, ai nostri giorni.

Dei sopravissuti !

ENTI LOCALI: UNPLI PRESENTA LEGGE BENI CULTURALI IMMATERIALI E PRO LOCO

(ASCA) – Roma, 9 mar – Una legge di iniziativa popolare per dare un regime legale certo alle 6.000 pro loco che in Italia gesticono il patrimonio culturale immateriale, quello che e’ tutelato dall’Unesco e costituito da tradizioni, memorie, tipicita’ artigianali ed enogastronomiche. Un fattore generalmente riconosciuto come determinante per un settore economico di assoluto rilievo nazionale qual e’ il turismo.

E’ il fine principale di una legge di iniziativa popolare che in un solo giorno ha raccolto 60.000 firme da parte dell’Unpli, Unione nazionale pro loco d’Italia. Le finalita’ della legge sono state illustrate stamane in una conferenza stampa a Montecitorio da parte del presidente dell’Unpli, Claudio Nardocci.

Oltre alla configurazione giuridica, che deve garantire ”argini legali” per garantire un livello qualitativo delle pro loco, tre sono gli scopi della legge: ”1) Salvaguardare il patrimonio culturale immateriale. 2) Assicurare il rispetto del patrimonio culturale immateriale da parte delle comunita’, degli individui interessati e dei gruppi. 3) Assicurare che il patrimonio immateriale sia valorizzato, apprezzato e promosso, suscitando la consapevolezza a livello locale, regionale e nazionale”.

Per poterlo fare, l’Unpli chiede la possibilita’ da parte delle pro loco di utilizzare il sistema fiscale migliore e coerente all’attivita’ svolta dalle pro loco. Attualmente esitono tre diversi trattamenti fiscali e tra questi si chiede di poter scegliere. E’ stato fatto l’esempio dei canoni telefonici e dell’elettricita’ che vengono pagati come imprese (ma le pro loco sono associazioni di volontariato e senza fine di lucro) e potere ad esempio pagare le bollette col regime del cittadino.

La legge chiede inoltre il passaggio dal diritto di libera associazione a quello di associazioni di promozione sociale che permetterebbe tra l’altro una individuazione certa delle attivita’ e delle finalita’ delle associazioni.

In questo modo si prevede anche una limitata acquisizione di risorse a livello locale per costituire un margine economico come ricavato dalle prestazioni fornite (precluso dalla legge sul volontariato): in sostanza un autofinanziamento da reinvestire nei servizi svolti dalle pro loco stesse.

Quella proposta, ha spiegato Claudio Nardocci, ”e’ una legge bipartisan, che ha quindi la possibilita’ di trovare l’appoggio di tutti gli schieramenti politici. E’ una legge che non e’ destinata solo alle pro loco, ma a tutto l’associazionismo di promozione sociale che opera in campi importanti come il sociale, il culturale e lo storico. C’e’ quindi la possibilita’ di essere appoggiata dall’esterno, dalla societa’ civile”.

”Noi speriamo e contiamo molto -ha aggiunto Nardocci- sull’approvazione di questa legge che contine delle possibilita’ operative come la possibilita’ di gestire piccoli musei. Abbiamo visto con Pompei che la gestione dei grandi patrimoni artistici italiani e’ qualcosa di complesso e difficile, noi naturalmente non vogliamo gestire Pompei ma i piccoli musei che molto spesso non vengono neanche piu’ aperti. In questo modo, con le nostre associazioni, avrebbero la possibilita’ di continuare a vivere”.

Nardocci ha espresso soddisfazione per l’accoglienza registrata sia al Senato che alla Camera con dichiarazioni di disponibilita’ da parte di tutte le forze politiche.

l’Unpli puo’ vantare un positivo rapporto con l’Unesco (attraverso la Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco) col quale, con la collaborazione di due premi Nobel, ha avviato la campagna ”Bilanciamo il futuro” che e’ stato sintetizzato con l’affiancamento al pil (prodotto interno lordo) del bil, ovvero del benessere interno lordo. La finalita’ e’ quello di moniturare e sollecitare la qualita’ della vita e del benessere sociale.

da ASCA.IT

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