A Firenze, parla Spatuzza (2)

Seconda parte della lunga deposizione del pentito Gaspare Spatuzza del 01/02/2011 di fronte alla Corte d’Assise che deve processare alcuni imputati della strage avvenuta nel 1993 a Firenze in via dei Georgofili.
Il principale imputato di questo processo è Francesco Tagliavia capomafia di Brancaccio.

grazie a Radio Radicale

qui la prima parte della deposizione.

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Cronache della (dis)informazione italiana: il caso del barboncino soppresso e della signora Iannotta

E’ possibile che in Svizzera se non paghi la tassa sul cane ti sopprimano il cane ?

No, non è possibile, ma per la cosidetta stampa italiana, (il TG1online, l’AGI, il TGcom, La Stampa, Quotidiano italiano, Il Giornale, Radio24, TG2, etc. ) si è possibile.

Ci racconta tutto Paolo Attivissimo che letta e sentita nei telegiornali la notizia ha scritto una mail al segretario comunale di Reconvilier, il piccolo paese del Giura bernese in cui sarebbe accaduto il misfatto.

Il segretario gli ha risposto dicendogli che nessun barboncino era stato abbattuto dagli amministratori locali, non foss’altro perchè dell’esistenza della presunta proprietaria del cane, la Signora Marilena Iannotta, a Reconvilier non si ha notizia .

Ancora una volta si dimostra l’ ampia capacità dei media italiani di pubblicare senza alcun minimo controllo qualsiasi bufala, ed il contrasto molto forte tra titolo e testo dell’articolo.

Per esempio il titolo del pezzo di Enza Cusmai su Il Giornale è “Non paga la tassa comunale: le uccidono il cane”, mentre nel testo dell’articolo si legge una dichiarazione del sindaco del paesino svizzero che dice testualmente “A Reconvilier non è stato ucciso alcun animale”.

Imperdibile questo passaggio: “Lo sa bene la signora Marilena Iannotta, proprietaria di un barboncino di tre anni, che non sa darsi pace per la perdita del suo amico peloso. Lei si era dimenticata di pagare la tassa locale per il possesso del «quattrozampe». ma non c’è stato il tempo di rimediare all’errore perché alcuni agenti municipali si sono presentati alla sua porta (ma perché li ha fatti entrare?) portandosi via il cagnolino mentre Marilena li supplicava di fermarsi. A nulla è valso mostrare loro quei miseri cinquanta franchi che il comune chiedeva in cambio del diritto all’esistenza di un cane. L’offerta è stata fatta fuori tempo massimo e il barboncino è diventata la vittima sacrificale di logiche burocratiche rigide, incomprensibili e inaccettabili.“.

Sembra di assistere alla scena !