Quel decreto è fuorilegge ?

Forse si e forse no.

3 febbraio 2011

La Presidenza del Consiglio dei Ministri comunica:

il Consiglio dei Ministri, appositamente convocato in via straordinaria, si è riunito oggi, alle ore 20,00 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente, Silvio Berlusconi, Segretario, il Sottosegretario di Stato alla Presidenza, Gianni Letta.
Il Consiglio ha approvato in via definitiva il decreto legislativo in materia di federalismo fiscale municipale.
La seduta ha avuto termine alle ore 21,05.

In attesa di conoscere il testo del decreto sul federalismo fiscale comunale per farsi un’idea dei termini della questione si consiglia la lettura di questa nota dell’ASCA, che chiarisce abbastanza i termini dela questione, per proseguire poi con il testo relativo alla voce “Decreto legislativo” di Wikipedia.

FEDERALISMO: D’ALIA, SE AVANTI COSI’ GOVERNO VIOLA COSTITUZIONE

(ASCA) – Roma, 3 feb – ”Il presidente La Loggia, prima di avventurarsi in improbabili dichiarazioni sull’esito delle votazioni di oggi in commissione Bicamerale, farebbe bene a studiare attentamente i regolamenti parlamentari, il regolamento della commissione Bicamerale da lui presieduta e la legge n. 42, che regola le procedure di approvazione dei decreti legislativi sul federalismo fiscale”. Lo ha dichiarato il senatore Gianpiero D’Alia, presidente del gruppo Udc e componente della commissione Bicamerale per il Federalismo fiscale.

Secondo il regolamento della commissione, infatti, – ha spiegato – una proposta che ottiene 15 voti a favore e 15 contro e’ respinta. Lo schema di decreto puo’ quindi essere approvato dal Consiglio dei ministri solo nella sua stesura originaria, e non con modifiche, peraltro bocciate dalla commissione. Quanto al parere della commissione Bilancio del Senato, si tratta di un parere non reso, perche’ riguardante un atto non approvato dalla commissione Bicamerale”.

”L’interpretazione di parte fornita da La Loggia e’ grave – ha precisato D’Alia – perche’ espone governo e Parlamento ad inutili forzature istituzionali, apertamente in contrasto con la Costituzione.

Se la maggioranza e il governo dovessero avventurarsi su questa strada, esporrebbero inutilmente il quadro giuridico ed economico dei rapporti tra Stato e autonomie locali in materia fiscale ad un totale sconquasso, perche’ la Corte Costituzionale non potrebbe che censurare un atto a contenuto normativo adottato in violazione dei procedimenti e della delega del Parlamento”.

”Il presidente La Loggia – ha poi ricordato – sbaglia infine anche i conti relativi alla composizione della commissione Bicamerale, basta infatti un piccolo pallottoliere per calcolare che la rappresentanza dei gruppi parlamentari corrisponde fedelmente alla composizione attuale della commissione da lui presieduta”.

”Pensi piuttosto La Loggia – ha concluso il senatore – ad essere imparziale nella sua funzione di presidente, nominato congiuntamente e fiduciariamente dai presidenti di Camera e Senato. E per il futuro eviti di votare in commissione, interferendo con la libera espressione del voto. Il voto di oggi di La Loggia, infatti, costituisce un grave precedente, che lo colloca tra i presidenti di Bicamerali piu’ di parte”.

 

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