Sondaggi elettorali 2010, l’ultimo di GPG e l’IPR di Repubblica

In entrambi i casi i sondaggi hanno previsto ipotesi di scenario

Quello che segue è l’IPR pubblicato il 21 dicembre 2010 su La Repubblica il quale ha ipotizzato due diverse collocazioni del Pd

Ipotesi n°1 – PD con un nuovo Ulivo

PDL 29%
LEGA NORD 12%
LA DESTRA 1,5%
Totale centro-destra 42,5%

FLI 4,5%
UDC 6,5%
API 2%
MPA 0,5%
Totale centro 13,5%

PD 25,5%
IDV 5%
SEL 6,5%
RAD 1%
PSI 0,5%
VERDI 1%
Totale Centro-sinistra 39,5%

FDS 1,5%
M5S 2%

Altri 1%

Ipotesi n°2 – PD con il terzo Polo

PDL 29,5%
LEGA NORD 12%
LA DESTRA 1,5%
Totale cdx 43%

FLI 4%
UDC 6%
API 2%
MPA 0,5%
PD 26,5%
Totale pd+terzo polo 39%

IDV 5%
SEL 7,5%
RAD 1%
PSI 0,5%
VERDI 1%
FDS 1% Totale Sx 16%

M5S 1,5%

Altri 0,5%

 

Sondaggio realizzato da GPG e pubblicato il 21 dicembre 2010 su Scenari Politici

INTENZIONI DI VOTO

– partito: percentuale (variazione) [nord – zone rosse – centrosud]

– LA DESTRA – FIAMMA TRIC.: 1,5% (INV) [1,1% – 1,3% – 2,1%]
– LEGA NORD: 12,7% (-0,1%) [25,8% – 10,5% – 0,8%]
– POPOLO DELLA LIBERTA’: 26,3% (+0,3%) [23,7% – 21,7% – 30,8%]
– ALTRI CDX (UDEUR, NPSI, ADC, UV, PSdA, Pens., Romani, Miccichè etc): 1,2% (-0,3%) [0,0% – 0,0% – 2,9%]
– FUTURO E LIBERTA’ PER L’ITALIA: 5,8% (-0,2%) [4,1% – 4,8% – 7,8%]
– MPA / NOI SUD: 1,2% (INV) [0,0% – 0,0% – 3,0%]
– UNIONE DI CENTRO: 5,6% (+0,1%) [4,1% – 4,5% – 7,5%]
– ALLEANZA PER L’ITALIA: 1,4% (-0,1%) [1,2% – 0,7% – 2,0%]
– PARTITO DEMOCRATICO: 22,3% (-1,0%) [20,1% – 34,0% – 19,4%]
– RADICALI: 0,8% (INV) [1,0% – 1,0% – 0,6%]
– ITALIA DEI VALORI: 5,5% (-0,5%) [4,9% – 4,8% – 6,4%]
– SOCIALISTI: 0,9% (-0,1%) [0,6% – 0,8% – 1,2%]
– VERDI: 0,7% (INV) [0,8% – 0,6% – 0,6%]
– SIN. ECO. LIB.: 7,6% (+1,2%) [5,5% – 7,3% – 9,8%]
– FEDERAZIONE DELLE SINISTRE (RC, PDCI): 2,1% (+0,1%) [1,5% – 3,1% – 2,3%]
– MOV. 5 STELLE: 2,9% (INV) [3,1% – 4,5% – 2,0%]
– ALTRI: 1,5% (+0,4%) [2,6% – 0,5% – 0,9%]

– affluenza: 76% (+1%) [77% – 79% – 73%]

SCENARI
– partito o coalizione: percentuale [camera – senato]

Scenario 2 – Grande Centro e Grillo solo

– CDX (LD, LN, PDL): 41,7% (INV) [345 – 131]
– CENTRO (UDC, FEL, MPA, API): 14,0% (-0,2%) [72 – 38]
– CSX (PD, Rad, IDV, Soc., Ver., SEL, FDS): 39,9% (-0,1%) [209 – 143]
– MOV. 5 STELLE: 2,9% (INV) [0 – 0]
– ALTRI: 1,5% (+0,4%) [4 – 3]

Il commento: Confermiamo questo scenario come il più probabile. CDX in vantaggio di circa due punti. CSX avanti, di oltre dieci unità, al Senato; la maggioranza è comunque lontana. Chi vince alla Camera, tra CDX e CSX, dovrà poi accordarsi col Centro.

Scenario 3 – CLN con Vendola fuori e Di Pietro dentro

– CDX (LD, LN, PDL): 42,4% (-0,6%) [345 – 126]
– CLN (PD, IDV, UDC, FEL, MPA, API, Soc.): 39,3% (-2,7%) [197 – 145]
– SX (SEL, M5S, Rad, IDV, Ver.): 16,8% (+2,8%) [84 – 41]
– ALTRI: 1,6% (+0,5%) [4 – 3]

Il commento: CDX avanti di due punti. CLN perde molto a SX. In caso di vittoria alla Camera del CDX probabile accordo successivo con parti di CLN, in caso di vittoria del CLN accordi necessari con alcune forse di SX.

Dove va il Pd: al centro

e precisamente dentro il Terzo Polo o Polo della Nazione, il quale in tal modo diventa più propriamente “polo” estendendo l’associazione, anche ai dalemiani e agli ex della sinistra democristiana del Pd.

E si badi bene, non aggregandosi in quanto associazione di fuoriusciti, conclamati alternatisi e progressivi dalla corte di Arcore, quanto come associazione che traendo ispirazione dal CLN si mette assieme per salvare l’Italia, da una prossima eventuale catastrofe economica, intendendo applicare una rigorosa politica di centro-destra e usando l’antiberlusconismo come collante elettorale per conseguire l’obiettivo.

Ora se fare dell’antiberlusconismo è facile, perchè è evidente che il soggetto si presta, con i comportamenti disinvolti suoi e dei suoi sodali, più difficile è spiegare ai propri elettori che un gruppo dirigente prigioniero del proprio passato di ex, dopo avere condotto la sinistra italiana in un vicolo cieco e fatto il deserto intorno a se, in termini di promozione reale e non di facciata del ricambio politico, come ultima ratio ritiene non esistere, in una fase oggettivamente difficile del capitalismo continentale, e italiano in particolare, ogni e qualsiasi spazio di manovra per la sinistra italiana. ed in quanto tale affetti da “sindrome di insostituibilità” si ricandida a dirigere il Paese, ma questa volta dal “centro”.

La necessità di giocare sull’ambiguità e di impedire l’identificazione dei veri scopi della manovra politica, faranno si che non si arrivi a tale soluzione già nella direzione del 23 dicembre, nella quale invece si lasceranno porte aperte sul piano delle alleanze ed indeterminatezza della linea politica e si sposterà l’attenzione, per come si è già fatto, su falsi problemi quali la legge elettorale, le primarie se farle, non farle e come farle, e/o i “pericolosissimi segni di autoritarismo”.

Non mancherà certo a tale impostazione il supporto della grande stampa nazionale Il Corriere, La Repubblica e La Stampa e dei rispettivi gruppi finanziari ed industriali che ne hanno la proprietà e che dalle politiche da “destra seria” sperano di essere i maggiormente beneficiati, come sempre del resto, quando in questo paese in cui l’ipocrisia la fa da padrona, si mettono in moto logiche che fanno perno su “emergenza”, “rigore”, “serietà”, “sacrifici”, “merito” ecc.

Piccolo esempio di quanto detto prima è la publicazione del sondaggio IPR Marketing su La Repubblica la sintesi del quale sarebbe, per come si legge nel titolo, “Il Pd guadagna col Terzo Polo“.
In effetti se poi si va oltre il titolo già nei sottotitoli, si scopre che “Alle elezioni il Nuovo Ulivo arriverebbe al 39,5% contro il 42,5 del Centrodestra. Mentre l’alleanza Democratici e Centro sarebbe al 39% contro il 43 dell’attuale maggioranza”, il che significa che nel primo caso lo scarto con il centrodestra sarebbe di 3 punti percentuali e nel nel secondo di 4.
Poi se si va a guardare il profilo degli indecisi, si vede che 24 su 100 alle elezioni del 2008 avevano votato per un partito di centrosinistra. Li convincerebbe un terzo polo siffatto ad andare alle urne ?
A conforto ed a sostegno degli amanti dell’apparato del Pd il sondaggio di La Republica riporta però che “Il Pd otterrebbe, secondo la rilevazione, meno voti se si presentasse in una coalizione di centrosinistra: il 25,5% contro il 26,5”.
Con il che “La Repubblica” il suo contributo quotidiano alla demolizione di qualsiasi prospettiva utile alla costruzione di una sinistra che non si riconosca nel “partito de La Repubblica” lo ha dato anche oggi, ed il bravo Ezio Mauro si è guadagnato la pagnotta anche oggi.

Resta il fatto che come dice sul suo blog Pippo Civati “Sono tutti d’accordo. Anche quelli che litigano da sempre [ndr.leggi D’Alema e Veltroni]. Si va con Casini e gli si fa fare il premier. Di Fini si parla meno, per ragioni (ovvie) che non credo di dover spiegare.“.

E’ tutto vero, e sta per succedere come del resto è successo nel 2008 (non un secolo fa) anche questo: