Scontro Sonia Alfano (Idv) vs. Licia Ronzulli (Pdl) al Parlamento Europeo – video

“Please respect !” disse il presidente di turno Stavros Lambrinidis rivolgendosi alla Pdl Licia Ronzulli.

E il termine “vajassa” sbarcò al Parlamento europeo pronunciato da Sonia Alfano nei confronti di Licia Ronzulli.

A fronteggiarsi infatti oggi pomeriggio nell’emiciclo di Strasburgo erano le europarlamentari dell’Idv Sonia Alfano e la Pdl Licia Ronzulli.
La prima ha dato della «vajassa» alla seconda e quest’ultima ora giura che la querelerà.
La scintilla è scattata al momento della dichiarazione di voto sulla relazione sulla Carta dei diritti fondamentali della Ue.
È il turno della Alfano, che condanna “le costanti violazioni della Carta da parte del governo italiano”, riferendosi “all’accordo Italia-Libia”, alla cosidetta “legge bavaglio”, ai “processi che hanno visto implicato il premier” e “all’acquisto di deputati”. “Il 9 dicembre – insiste Sonia Alfano – il Parlamento europeo festeggiava la giornata contro la corruzione, ieri il Parlamento italiano ha lanciato la prima giornata per la corruzione dei deputati”.
Licia Ronzulli non ci stà, urla “non è vero, non è vero”, interrompendo la collega che risponde con “Stai zitta”, ma la Ronzulli continua fino a prendersi una solenna un’ammonizione da parte del presidente di turno dell’emiciclo, il greco Stavros Lambrinidis.
All’insistenza della Ronzulli la Alfano fa notare che: “Le vajasse sono arrivate anche al Parlamento europeo”.
“Mi ha dato della vajassa e la querelo”, è l’ultima parola della Ronzulli.

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Assolto Andrea Vecchio, l’imprenditore antiracket

No, non era stato contagiato dall’aria di Castellammare, l’imprenditore antiracket catanese Andrea Vecchio, per come avevamo ipotizzato noi malpensanti, quando dopo averlo visto, ascoltato ed apprezzato per le sue affermazioni, al PLAS 2009, apprendemmo con dispiacere misto alla rassegnazione al fato avverso, della sua denuncia per simulazione di reato avvenuta da parte dei carabinieri in seguito alla sua “denuncia” di due telefonate “mute” ritenute dall’imprenditore telefonate di minacce.

Infatti l’ANSA dice oggi:

(ANSA) – CATANIA, 15 DIC – L’imprenditore antiracket Andrea Vecchio, che vive sotto protezione dopo le denunce per gli attentati di mafia a suoi cantieri, e’ stato assolto dall’accusa di simulazione di reato dal Tribunale monocratico di Catania. Il fasciolo era stato aperto dopo la denuncia di Vecchio su due telefonate ‘mute’ giunte in una notte del marzo del 2008 alla sua abitazione che non risutavano sui tabulati Telecom. Una consulenza ha accertato che il telefono di casa Vecchio era collegato a un centralino che non funzionava bene e che lo aveva fatto squillare senza che alcuno chiamasse.

La ricostruzione del perito ha convinto anche la pubblica accusa che in sede di requisitoria ha chiesto l’assoluzione ‘piena’ per l’imprenditore. La sentenza è stata emessa dal giudice monocratico Antonella Bacianini.

Andrea Vecchio al PLAS

PLAS 2009