Wikileaks aggiornamento (22,15)

A questo indirizzo l’articolo del The New York Times sui files di WikiLeaks da cui è tratto questo stralcio:

An intriguing alliance: American diplomats in Rome reported in 2009 on what their Italian contacts described as an extraordinarily close relationship between Vladimir V. Putin, the Russian prime minister, and Silvio Berlusconi, the Italian prime minister and business magnate, including “lavish gifts,” lucrative energy contracts and a “shadowy” Russian-speaking Italian go-between. They wrote that Mr. Berlusconi “appears increasingly to be the mouthpiece of Putin” in Europe. The diplomats also noted that while Mr. Putin enjoys supremacy over all other public figures in Russia, he is undermined by an unmanageable bureaucracy that often ignores his edicts.”

The Telegraph scrive:

Italy
WikiLeaks ‘to highlight Putin and Berlusconi’s special relationship’
Controversial Italian Prime Minister Silvio Berlusconi’s “close relationship” with Russian counterpart Vladimir Putin, is said to be among WikiLeaks documents due to be released.

Italian newspapers highlighted how Mr Berlusconi had holidayed on the Black Sea with Mr Putin and in return the Russian leader had been a guest at his counterpart’s luxury villa in Sardinia

By Nick Pisa in Rome 4:35PM GMT 28 Nov 2010

Mr Berlusconi has been friends with former KGB agent Mr Putin, for more than five years and the two have held numerous bilateral meetings as well as entertained each other on holiday.
Of concern to Washington was said to be the deal between Italian energy firm ENI and Russian gas giant Gazprom, over the South Stream pipeline as well as the “very cordial relationship between Mr Putin and Mr Berlusconi”.
On Sunday America’s former ambassador to Italy Ronald Spogli, who was in Rome between 2005 and 2009, said in an interview with Corriere della Sera: “The Rome-Moscow axis did worry us.”

Qui invece un video di come ha vissuto la redazione de El Pais l’arrivo dei dati di WikiLeaks.

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Wikileaks aggiornamento (19,52)

Il Twitter di WikiLeaks informa che:

va usato l’hash tag #cablegate per le discussioni intorno ai documenti USA;

che la copertina del prossimo numero dello Spiegel è vera;

che a questo link è consultabile il primo articolo dello spagnolo El Pais e a questo link dell’inglese The Guardian

Documenti di WikiLeaks, El Pais dice …

“Queda en evidencia, por ejemplo, la sospecha norteamericana de que la política rusa está en manos de Vladimir Putin, a quien se juzga como un político de corte autoritario cuyo estilo personal machista le permite conectar perfectamente con Silvio Berlusconi. Del primer ministro italiano se detallan sus “fiestas salvajes” y se expone la desconfianza profunda que despierta en Washington.”

da El Pais

Di nuovo raggiungibile il sito di WikiLeaks

Dopo essere stato irragiungibile per circa un’ora a seguito di un DDoS (distributed denial of service, letteralmente negazione del servizio)”, per come si legge in un messagio su Twitter delle ore 17,29, il sito di WikiLeaks è tornato raggiungibile.

In ogni caso si legge sempre su Twitter il Guardian, il New York Times, El Pais, Le Monde e lo Spiegel pubblicheranno i documenti, qualunque possa essere lo stato del sito di Wikileaks in serata.

Nel frattempo circola una copertina (vera o falsa ?) del settimanale tedesco Der Spiegel che dovrebbe essere in uscita nei prossimi giorni.
Nella copertina del settimanale risalta il titolo, ‘Enthullt’ (Rivelato), e il sottotitolo: ”come l’America vede il mondo, il rapporto segreto del Dipartimento di Stato americano” con 12 foto di capi di stato e/o primi ministri, tra questi il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, con la didascalia ‘questo e’ Hitler’, il colonnello Muammar Gheddafi (‘procaci biondine come infermiere’), il presidente afghano Karzai (‘spinto dalla paranoia’), il presidente francese Sarkozy (‘imperatore senza vestiti’).
Ultimo in fondo a destra, il presidente del consiglio italiano Silvio Berlusconi. ‘Feste selvagge’, recita la didascalia.

WikiLeaks, istruzioni per l’uso

Mentre cresce la tensione per la pubblicazione dei documenti riservati che potrebbero determinare una tempesta diplomatica globale, (l’ora X scatta alle 22.30 italiane), forse è utile fornire alcune informazioni minime:

Wikileaks (da leak, “perdita”, “fuga [di notizie]” in inglese) è un’organizzazione internazionale che riceve in modo anonimo, grazie a una “drop box” protetta da un potente sistema di criptaggio, documenti coperti da segreto e poi li mette in rete sul proprio sito web. Wikileaks riceve, in genere, documenti di carattere governativo o aziendale da fonti coperte dall’anonimato. L’organizzazione si occupa di verificare l’autenticità del materiale e poi lo pubblica tramite i propri server dislocati in Belgio e Svezia (due Paesi con leggi che proteggono tale attività), preservando l’anonimato degli informatori e di tutti coloro che sono implicati nella “fuga di notizie”.
Nonostante il prefisso “Wiki-“, il progetto non ha alcun legame con Wikimedia Foundation, l’organizzazione senza scopo di lucro che possiede i server di Wikipedia.
Wikileaks vuole essere “una versione irrintracciabile di Wikipedia che consenta la pubblicazione e l’analisi di massa di documentazione riservata”. Lo scopo ultimo è quello della trasparenza da parte dei governi quale garanzia di giustizia, di etica, di una più forte democrazia.
Il sito è curato da giornalisti, attivisti, dissidenti del governo cinese, scienziati. Comunque i cittadini di ogni parte del mondo possono e sono invitati ad inviare materiale “che porti alla luce comportamenti non etici di governi e aziende”.
Gran parte dello staff del sito, come gli stessi fondatori del progetto, rimangono anonimi.

da “Wikipedia

Questo il sito dell’organizzazione WikiLeaks (in inglese).

Il sito in italiano non è al momento raggiungibile.

Su ciò che potrà emergere dai documenti di cui è stata annunciata la pubblicazione, il nostro ministro degli esteri Frattini già mette le mani avanti:

Ci sarebbe materiale imbarazzante anche per l’Italia e oggi il ministro Franco Frattini suggerisce alla magistratura di “valutare seriamente” l’ipotesi di mettere sotto inchiesta chi dovesse pubblicarle«, poichè si tratta di notizie “frutto di reato”.”

“”Il capo di Wikileaks – dice il ministro degli Esteri in al Corriere della Sera – è sotto processo in almeno dieci Paesi ed è ricercato. E com’è noto le autorità americane hanno arrestato e messo sotto processo il responsabile di queste fughe”. Parla invece di una nuova forma di terrorismo il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto. “Nelle prossime ore – osserva in una nota – vedremo l’effettiva entità dell’operazione Wikileaks e quindi saremo in grado di dare una valutazione ponderata”. Frattini precisa che non commenterà “mai” notizie “frutto di un reato”, ma chiede “la consapevolezza di un interesse nazionale: anche perché è noto che il materiale copre fatti dal 2006 al 2009…”. Per il capo della diplomazia italiana i magistrati non dovrebbero invece indagare sul contenuto delle rivelazioni, anche se riguardasse dei reati: “Si tratterebbe di rivelazioni identiche a quelle che arrivano da una busta anonima inviata alla Procura dell Repubblica. Che fa un procuratore, indaga sulla base di un anonimo?”.”

da Il Giornale.

«I documenti che stiamo per pubblicare riguardano essenzialmente tutta le maggiori questioni in ogni Paese del mondo». Parola di Julian Assange, fondatore di Wikileaks, intervenuto in video alla terza conferenza annuale di giornalisti investigativi arabi ad Amman, in Giordania. Ha spiegato di non essere andato di persona perché «la Giordania non è il paese più sicuro quando si ha la Cia alle calcagna». «Nell’ultimo mese ho speso tutte le mie energie per preparare la pubblicazione della storia diplomatica degli Usa – ha aggiunto l’hacker australiano – e abbiamo visto come gli Stati Uniti hanno cercato di disarmare i possibili effetti che questi file avranno».

da “Corriere.It