Solidali con Paola Caruso

precaria da anni nella redazione di un importante quotidiano.

Da sabato 13 novembre Paola ha iniziato lo sciopero della fame per protestare contro un’azienda che, a suo dire, sfrutta il precariato sostenendo di avere bloccato le assunzioni in tempi di crisi, e invece non si fa problemi nel caso in cui sia necessario assicurare un posto di lavoro a qualcuno perché per qualche ragione quella assunzione potrà tornare utile.

Questo comportamento vi ricorda qualcosa o qualcuno, a me si.

E’ evidente che il problema non è solo di Paola o del gruppo editoriale di Paola.

Nel nostro paese una legislazione del lavoro sempre più inadeguata e ingiusta permette alle aziende di fare ciò che gli pare e giocare al ribasso con l’esistenza e la vita delle persone.

Puoi controllare l’evoluzione della vicenda e le condizioni di Paola seguendo il suo blog o il suo Twitter.

queste le ragioni della sua protesta:

Sciopero della fame e della sete, dopo le prime 24 ore. La novità è che ho bevuto. Mi hanno convinto gli amici, ma vado avanti con lo sciopero della fame.
Per chi mi ha chiesto i motivi della protesta ecco qualche dettaglio. Spero di essere chiara: al momento sono un po’ cotta e parecchio stanca.

La storia è questa: da 7 anni lavoro per il Corriere e dal 2007 sono una co.co.co. annuale con una busta paga e Cud. Aspetto da tempo un contratto migliore, tipo un art. 2. Per raggiungerlo l’iter è la collaborazione. Tutti sono entrati così. E se ti dicono che sei brava, prima o poi arriva il tuo turno. Io stavo in attesa.
La scorsa settimana si è liberato un posto, un giornalista ha dato le dimissioni, lasciando una poltrona (a tempo determinato) libera. Ho pensato: “Ecco la mia occasione”. Neanche per sogno. Il posto è andato a un pivello della scuola di giornalismo. Uno che forse non è neanche giornalista, ma passa i miei pezzi.
Ho chiesto spiegazioni: “Perché non avete preso me o uno degli altri precari?”. Nessuna risposta. L’unica frase udita dalle mie orecchie: “Non sarai mai assunta”.
Non posso pensare di aver buttato 7 anni della mia vita. A questo gioco non ci sto. Le regole sono sbagliate e vanno riscritte. Probabilmente farò un buco nell’acqua, ma devo almeno tentare. Perché se accetto in silenzio di essere trattata da giornalista di serie B, nessuno farà mai niente per considerarmi in modo diverso.

Per il momento parlano della cosa FriendFeed, Alessandro Gilioli, Vittorio Pasteris, Nicola Mattina, Delymith, Che cosa ci faccio io qui?, Blaster’s Home, Infoservi, Non guardo la tivù, Telcoeye, I divagatori scientifici, Wally’s weblog, Batchiara, CoRobi, Quotidiano.net, Steff’ Blocknote, Infoservi, Luca Sartoni, Ladri di marmellate, Il nuovo mondo di Galatea, Macchianera.

grazie a Macchianera

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