Mi scrive Franco Previte

Caro Diarioelettorale

Scusa le mie continue, moleste, ma necessarie insistenze sulla problematica del disagio psichico. Esse sono dettate dal timore che le elezioni politiche probabilmente avverranno e con esse si fermerà l’attività legislativa e governativa.
La riforma di questo settore, dovrà quindi aspettare ancora moltissimo tempo, (sono trascorsi 33 anni dalla legge 180/1978), mentre sulla società, ma sopratutto sulla famiglia continueranno a gravare i problemi più scottanti e più difficili, specie quello dopo la morte di colui/ei che sostengono il peso dell’assistenza e soprattutto per il non avere ancora una ragionevole sicurezza e certezza sui modi e tempi assistenziali di cui il proprio familiare superstite potrà disporre.
E questo vale anche per ciechi, sordi, sordomuti, malati fisici e come ho detto prima anche per gli handicappati psichici.
Non mi dilungo e spero nel tuo prezioso contributo per continuare a far conoscere questa situazione per il bene comune.
Grazie di cuore e cordiali saluti

Franco Previte

e questo è il suo ultimo contributo:

Ma perché non si riesce a concretizzare la vera solidarietà verso i disabili psico-fisici?

“Secondo le stime dell’ISTAT del 1994 (indagine multiscopo al domicilio delle famiglie), in Italia vivono al loro domicilio circa 2 milioni e settecentomila persone in età superiore ai 6 anni definiti disabili, uniti a quelli ricoverati in istituzioni assistenziali e sanitarie si giunge a circa 3 milioni di disabili”, così suddivisi:

con difficoltà motorie 1.100.000
ciechi totali o parziali 350.000
persone con problemi dell’udito 800.000
persone con disagio mentale *700.000
sordomuti 49.000
persone disabili 2.999.000
* Stimate in circa 10 milioni le persone colpite dalla depressione alla schizofrenia.

I rilevamenti sopra esposti sono tratti dal “Programma di Azione del Governo per le politiche dell’handicap 2000-2003” (testo a pag. 6) approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 luglio 2000 su proposta dell’allora Ministro per la Solidarietà Sociale On. Livia Turco (Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per gli Affari Sociali).

1.) Ancora una volta la n/s Associazione è molto preoccupata e con essa l’opinione pubblica per la mancanza di sostegno finanziario dei servizi pubblici inerenti il problema del disagio psico-fisico.
Nel dibattito in Parlamento sulla legge finanziaria 2010, nessuno (ivi compreso quelli che dicono di difendere la famiglia) ha riconosciuta l’urgenza di interventi legislativi e finanziari nei confronti dei circa 10 milioni di cittadini affetti da disturbi psichiatrici di natura ed intensità diversa colpiti da forme di depressione o da schizofrenia, o dei 2.299.000 persone colpite nelle loro forze fisiche, dei quali circa 60 mila persone sotto i 65 anni sono in sedia a rotelle e significativa è ancora la carenza di normative sull’abbattimento delle barriere architettoniche nelle moderne città italiane..
Ma la grande preoccupazione di molti genitori con figli handicappati resta sempre la medesima: “chi si occuperà di loro quando resteranno soli ?”.
Il “Dopodinoi” lo abbiamo “immaginato” e “proposto” al Parlamento Italiano ed Europeo con la nostra Petizione n. 9 assegnata alla 12° Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati e con la numero 5 e numero 6 assegnate, rispettivamente, alla 12° Commissione Igiene e Sanità del Senato della Repubblica ed alle Commissioni Riunite 12° Igiene e Sanità e 3° Affari Esteri.

2. ) Signor Presidente del Consiglio dei Ministri, nella enfatica affannosa ricerca del risparmio, della eliminazione delle spese inutili, del risanamento della spesa pubblica, perché non far rientrare le sovvenzioni ai Partiti (ogni giorno ne nasce uno nuovo!) che godono di un abbondante finanziamento pubblico nonostante il referendum abrogativo del 1993 ; viaggi all’estero; telefonini di Stato; auto blu; parate militari; Festa per l’Unità d’Italia che è costata circa 800 milioni di euro (salvo errori od omissione); feste di qualunque genere e in ogni dove, le quali “mangiano soldi” ai bilanci pubblici (alla faccia del risparmio intanto paga papà!).
E nella ricerca dell’evasione fiscale, (il criterio fondamentale al quale deve ispirarsi deve essere sempre l’osservanza dell’art.53 della n/s Costituzione dove “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva), accertare veramente se quelle “barche”, “barchette”, “gusci a motore o a vela”, parcheggiate nei porti turistici od altre sedi, sono in regola con il Fisco, (su 7.500 Kilometri di coste in Italia, sono 147.000 i posti “barca”- da Bliz Quotidiano 11 agosto 2010 ) compresi gli ingaggi e reingaggi ai giocatori di calcio,(un affronto alla vera miseria ) ciclisti ed altre categorie sportive, verificare i “comportamenti” delle società di calcio (dalle spese pazze che umiliano la dignità della persona), cantanti, attori, politici (di questi non ne parliamo troppo!) e via dicendo, compreso i manager dello Stato ???
Ma, poi, chi controlla i controllori?
E ho detto poco!, perché nel risanamento della spesa pubblica deve prevalere la giustizia che è uguale per tutti, specie per la politica, dove sarebbe molto opportuno ed umano non dico abolire, ma ridimensionare i privilegi della “casta”, anche di quella che dice di difendere il popolo!
Stando così le cose, Signor Presidente del Consiglio dei Ministri, a nostro sommesso avviso un simile andazzo alimenta ancor più la disaffezione del cittadino verso la politica e verso i politici, perché è indiscutibile che i Partiti o Movimenti, che rappresentano il viatico della democrazia,  comunque sono “dotati” di privilegi, di clientele da soddisfare, ma di infiniti sprechi!

3. ) Signor Presidente del Consiglio, il popolo della sofferenza vorrebbe conoscere: perché non ha trovato i “fondi” per attivare quegli strumenti tecnici per abbattere le molte barriere fisiche e psicologiche atte a permettere l’integrazione dei disabili nella società affinché siano in grado di assicurare un livello di indipendenza e sicurezza;
perchè non ha trovato i “fondi” per programmare quelle strutture per gli handicappati psichici che attendono una soluzione socio-legislativa da ben 33 anni.
Purtroppo l’Italia non ha una politica rivolta alla famiglia dove esistono persone con disabilità psico-fisica, “problema quasi ”ignorato” dalle Istituzioni !
Ma quale supporto specifico è stato previsto per sostenere le famiglie che si trovano in tali disagi, sapendo che le provvidenze economiche per invalidi civili, ciechi civili, sordomuti, handicappati psichici con importi e limiti di reddito da terzo mondo collegati agli indicatori dell’inflazione e del costo della vita che percepiscono la somma di 256,67 euro mensili ?, ( Aggiornamento approvato dalla Direzione Centrale delle Prestazioni dell’INPS con Circolare n. 131 del 29 dicembre 2009 ).
Le “necessità” di questi cittadini sono quotidiane ed infinite, normalmente risolte con ampie parole di solidarietà esteriore, anche da parte della politica, che non portano alcun beneficio alla loro vita.
Signor Presidente del Consiglio dei Ministri : viene da chiederci e chiedere, senza la presunzione di rilievo contenzioso: fino a che punto è stata capita la “loro” situazione, e se crede essere vergognoso tutto ciò?
Quasi ogni giorno sentiamo nelle dichiarazioni di tutti i politici ( e della “politica litigiosa” ) , solo vane ed inutili parole personali che non contrastano la situazione d’ingiustizia pubblica quale attualmente è in atto e che minaccia sempre più il valore ed il diritto umano delle “persone disabili” ritenute un peso morto per la società!.

Attendiamo con fiducia un concreto impegno, una rinnovata risposta da parte Sua e del Suo Governo, perché fin’ora siamo rimasti delusi !

Il mondo cattolico e della sofferenza vi guarda !

Sperare tanto…,oh!..intanto vana chimera… non costa niente !

Previte

http://digilander.libero.it/cristianiperservire

Annunci

27 thoughts on “Mi scrive Franco Previte

  1. Cristiani per servire
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire
    e-mail previtefelice@alice.it
    Il Presidente
    Cala il sipario del teatrino della politica sulla disabilità psico-fisica, ma le tragedie causate dallo squilibrio mentale, restano…!

    Forse, sta calando il sipario sul teatrino della politica ultimo atto, ipso facto, di una incomprensibile “commedia”, in cui gli “attori” hanno recitato il copione, durante la campagna elettorale e dopo, blaterando ipocrite promesse verso i problemi sociali più cruenti di salute pubblica, specialmente nei riguardi della malattia mentale. (Programma elettorale del 2006:”Casa delle Libertà” pag.21/14 – 17 – 19. ”Per il bene dell’Italia” Ulivo pag.71/281).

    Dopo la legge 180 e 833 del 1978 accompagnata da polemiche ideologiche ed umanitarie, purtroppo quasi tutti i Ministri della Sanità ed gli Assessori Regionali alla Sanità hanno latitato, lasciando incancrenire la “piaga” e così anche il Parlamento, seppellendo nel silenzio drammi causati da menti psichicamente instabili, consumati nella solitudine delle famiglie e passando nell’indifferenza politica su evitabili tragedie.

    Quante morti si sono susseguite…! e quante ne avverranno pesando sulle coscienze di chi dovrebbe provvedere.!!!

    Una “presa in giro” che dura da ben 33 anni da tutti i Governi e dal Parlamento! ( la verità non si può ignorare !)

    Nei dibattiti parlamentari e nelle leggi finanziarie non sono state riconosciute le urgenze di provvedimenti, anche inerenti la sicurezza dei cittadini, dovuti al mondo della sofferenza psico-fisica, onde alleviare le difficoltà sociali ed economiche delle famiglie nella gestione della malattia in cui si dibatte un proprio componente, portando sulle proprie spalle le conseguenze del disagio psichico.

    La politica ancora una volta ha deluso, perseguendo solo a parole, la ben nota logica gattopardesca del voler cambiare tutto, purché nulla muti.

    E’ chiaro a tutti che le tragedie quasi quotidiane, a volte annunciate, in cui protagonisti sono malati mentali traggono le loro origini da una lampante sintesi di disagio interno e da un equilibrio mentale quanto mai carente di cure appropriate.

    E’ la famiglia in genere che ne risente in questa “civiltà dell’esteriorità”, ma soprattutto quella che continua a curare i propri membri malati, quella che “vive” nella solitudine e nell’isolamento per la scarsità di quella progettualità revisionale di cure e strutture residenziali terapeutiche, anche per assistenze prolungate. ( A proposito Onorevole Pierferdinando Casini dove è andato a finire il Testo Unificato Burani-Procaccini sul riordinamento dell’assistenza della malattia mentale, “sparito” dall’agenda parlamentare dall’aprile 2005?).

    Oggi la famiglia deve essere considerata la vera risorsa di questo Paese, valorizzandola nel far riemergere il ruolo fondamentale che ha nella società, perché istituzione naturale che la stessa riflessione dell’antica Roma non esitava a definire “principium urbis est quasi seminarium rei pubblicae (il primo semenzaio dello Stato), dando quel riconoscimento sociale che le spetta oltre a sostenerla nell’educazione e nella crescita dei figli, anche di quelli disabili ignorati totalmente dalla politica.

    Abbiamo auspicato e prospettato con una Petizione del 2008 ( col n. 5 e 6 assegnate rispettivamente, alla 12° Commissione Igiene e Sanità ed alle Commissioni Riunite 12° e 3° Affari Estri del Senato della Repubblica, e col n.9 assegnata alla 12° Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati), una legge-quadro di riforma dell’assistenza psichiatrica che deve incarnare quei principi innovativi che da oltre 33 anni è attesa non solo dall’opinione pubblica, e saranno fortunati coloro che abiteranno in quelle Regioni che attiveranno in tempo e bene quei provvedimenti legislativi di aiuto alla patologia mentale.

    Ricordiamo ancora una volta che la Chiesa con Papa Giovanni Paolo II e con Papa Ratzingher senza mezzi termini alla grande con coraggio e chiarezza hanno affrontato la tematica della malattia mentale a “viso aperto” con parole di sostegno, di denunce e di impegno rivolte alla comunità internazionale ed italiana.

    Le riflessioni del Soglio Pontificio sottolineano l’urgenza inequivocabile di servizio dell’uomo libero e della società in genere verso l’uomo malato psichicamente secondo l’insegnamento del Santo Vangelo, riflessioni guidate da una crescita di sensibilità del genere umano verso i problemi sociali e con una visione pienamente umana della cruda realtà quotidiana, quale impegno di vicinanza sociale della Chiesa e dei suoi Pastori verso questi “sfortunati della vita”.

    Resta sempre un monito per tutti, anche per i Signori della politica, individuare i problemi prioritari, analizzare le componenti atte ad indicare le possibili soluzioni a servizio dell’uomo e del bene comune.

    Signori della politica, pur nella consapevolezza che la strada da percorrere è lunga ed insidiosa, ritengo che le umili misure da me evidenziate nella Petizione sopra citata costituiscono un passo significativo verso il “suggerimento” al Parlamento per quei provvedimenti legislativi che abbiano a cuore le esigenze e le necessità dei portatori di handicap, che sono urgentissimi, per i quali nutriamo la speranza che siano incarnati prima della fine di questa Legislatura !.

    Il mondo cattolico e della sofferenza attende ed auspica una riforma dell’assistenza psichiatrica, materia molto delicata che va affrontata con urgenza, libera da proposizioni burocratiche che ne sviliscono l’applicazione e con una serena valutazione : “cosa” che non abbiamo visto dopo le promesse elettorali.
    Chi ha orecchi da intendere, intenda !
    Previte

    http://digilander.libero.it/cristianiperservire

  2. Cristiani per servire
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire
    e-mail previtefelice@alice.it
    Il Presidente
    1 Settembre “ 5° Giornata per la salvaguardia del creato”.
    “Custodire il creato, per coltivare la pace”, è la tematica per la quale si celebra il 1 settembre la “5° Giornata per la salvaguardia del creato”,che il Santo Padre Benedetto XVI° ha più volte ricordato per sottolineare il principio basilare in cui tutti i popoli devono ambire per la salvaguardia del Creato, dove insiste un “legame profondo tra convivenza umana e custodia della terra” affermano i Vescovi Italiani nel Messaggio, ma dove, però, si insediano ostacoli che incontrano i poveri per accedere alla risorse ambientali, comprese quelle fondamentali come l’acqua, il cibo, le fonti energetiche, la salute .

    La pace, ricordano i Vescovi, è uno dei punti focali della Sacra Scrittura che concilia uno stretto legame tra pace e giustizia.

    Ma fra queste si insinuano anche le guerre, con il loro costo economico, che apportano un degrado ambientale e non a caso è stato scelto dal Santo Padre questo tema, divulgato in un Suo scritto, dove viene sollecitato il principio della “salvaguardia del creato per coltivare il bene della pace”.

    L’uso delle risorse naturali, l’aria, l’acqua e la “vulnerabilità” dei tempi climatici oltrepassando i confini degli Stati, a parere degli esperti del settore, provocano notevoli scompensi sulla globalità e la vera alternativa resta il rafforzamento della cooperazione, ma ancor più valida è il rispetto della persona, perché in caso contrario saranno i più deboli, i desaparecidos della n/s società a pagare il prezzo più alto, come i malati terminali, vegetativi, psichici, disabili fisici, sordomuti, ciechi, invalidi, “persone” molto deboli ed indifese.

    L’obiettivo della Chiesa è quello di sensibilizzare il cristiano e la società laica alle necessità di donare agli infermi una efficiente assistenza nell’essere sempre vicino a chi soffre, sull’esempio di Maria la madre di Gesù ai piedi della croce, sollecitando una presa di coscienza dello stretto legame che esiste nel n/s mondo globalizzato e interconnesso tra “salvaguardia del creato e coltivazione della pace” e ci invita con alto senso pastorale ad una riflessione concreta per il bene comune.

    Oggi assistiamo impotenti ad una grande ondata di laicismo dilagante, di egoismo galoppante dove tanti vivono come se il Creatore non esistesse, viviamo in una situazione che non possiamo avere alcuna remora a definire “dittatura del relativismo”, la quale non riconosce nulla come definitivo, mandando allo sbaraglio morale e giustizia sociale.

    “Nave senza nocchiero in gran tempesta” avrebbe detto Dante Alighieri !

    Ma nel custodire il creato è essenziale l’apporto della famiglia, oggi aggredita da violenze inaudite, specie quelle tra gli adolescenti, da aggressività tra consanguinei, dove la donna subisce troppi stupri mostruose azioni che danneggiano la dignità della stessa e quella umana, “valori” che non si devono trasmettere alle nuove generazioni.

    E’urgente necessario non procrastinabile che vengano valutati i problemi giornalieri della gente, soprattutto della crescita etica di questa società fatta di individui, dove la persona deve ottenere il rispetto della propria dignità e non della poca osservanza dei diritti umani, ma nella considerazione che l’uomo deve ottenere maggiore considerazione e non dove una sanità derelitta riesce poco a curare o curare male il cittadino.

    Il mondo cattolico e della sofferenza è molto perplesso e guarda attentamente all’operato di quanti ci devono amministrare!

    Si, tutti siamo favorevoli ad uno sviluppo di efficienza energetica per dare un rafforzamento alla crescita economica, ma dobbiamo non dimenticare che siamo parte di quella natura, dono di un Creatore che ce l’ha donata per gestirla ed amministrarla nel tempo. La vita va rispettata come il Creato, è il “grido” che inviamo alle Istituzioni, osservando le necessità che l’odierna etica vuole, proprio quella indiscussa etica che le nostre coscienze non devono dimenticare per consentire lo sviluppo della giustizia ed il rispetto della dignità.
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire Previte

  3. Cristiani per servire
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire
    e-mail previtefelice@libero.it
    Il Presidente
    In questo “scorcio” della 16° Legislatura Parlamentare, Signor Presidente del Consiglio dei Ministri, trova posto una riforma della malattia mentale ?

    Con il 13 maggio 2010 sono trascorsi 32° anni dalla emissione della legge 180 e 833, quelle “leggi” che hanno chiuso i “manicomi” senza predisporre strutture alternative per la prevenzione, cura ed inserimento sociale (?) dei sofferenti psichici, per la cui carenza, le famiglie e l’opinione pubblica attendeno, ancora oggi, una definizione legislativa e sanitaria.
    Costernazione ed indignazione pervade nell’opinione pubblica per i diversi “episodi” creati da menti psichicamente malate che avvengono quasi ogni giorno, specie quelli verso stupri, violenze tra adolescenti ed aggressività tra consanguinei dove spesso ci scappa il morto!
    Non essere sensibili a questi problemi significa deludere sempre le aspettative della società.
    La solidarietà sociale, principio altamente etico che ogni uomo deve sostenere verso i più sfortunati della vita più bisognosi e più diseredati, è un concetto che deve indurre tutti, specie le Istituzioni troppo “attente” alle litigiosità, ad essere portatori di diritti, di doveri di uguaglianza e pari dignità sociale più volte richiamata dalla nostra Costituzione.
    Questi “cittadini”, da molti anni, attendono quei diritti legali ed anche quelli di rispetto umani che costituiscono la ragione profonda ed il motore propulsivo per il miglioramento della loro condizione di vita, l’inalienabile dignità quali persone umane ed il godimento di protezione per la vita e la salute.
    Cosa chiedere al Governo in questo scorcio della 16° Legislatura.
    Bisogna tenere conto e quindi prioritario quanto abbiamo richiesto nelle n/s Petizioni n. 5 e 6 al Senato della Repubblica (Commissione XII° ) e n. 9 alla Camera dei Deputati ( Commissione XII°), per una legge-quadro nazionale, che poi ogni singola Regione l’approva a secondo delle situazioni locali :

    1.) rivedere la legge Basaglia in soli due punti :

    a.) l’autorizzazione al trattamento sanitario obbligatorio anche in assenza del consenso del paziente, almeno in determinate condizioni.
    b.) la realizzazione di strutture territoriali di Riabilitazione di lunga durata per i casi più difficili da riabilitare, onde evitare che sulle famiglie gravi un carico insostenibile di disagio, costi e pericoli.
    Queste due modifiche, con le dovute garanzie del rispetto del paziente e dei suoi familiari, non hanno purtroppo trovato l’attenzione di qualche Deputato, per cui il Testo Unificato Burani Procaccini concordato con tutte le parti politiche si è arenato in Parlamento nel 2005.

    2.) la competenza di istituire Servizi di Riabilitazione territoriali e Servizi di vicinanza, che consentono di rilevare precocemente comportamenti anormali di pazienti noti o di persone ignote, è una competenza regionale. Purtroppo per la psichiatria si continua ad investire poco, malgrado l’evidenza che questa è un’area di disagio estremamente critica ed in aumento legata fra altro alla senescenza in forme miste ancora più complesse.

    3.) l’aspetto sanitario è solo una parte del “problema”, in quanto l’aspetto sociale è altrettanto se non più importante. Il definire sostegni economici alle famiglie che si gravano dell’assistenza ai pazienti con handicap mentale, cioè il Fondo Dopodinoi, l’inserimento lavorativo e di sostegno con mediazione tra Azienda e paziente, il sostegno scolastico ecc., sono temi che competono ad altri Ministeri e che non sono mai stati affrontati in maniera decisiva.

    4.) la prevenzione in età scolare dei disturbi del comportamento e delle psicopatie in Italia non viene fatta, malgrado si sappia che questa azione preventiva può consentire di affrontare le psicosi ( malattie del sistema nervoso dovute a causa congenite – nascita prematura, difficoltà respiratorie, lesioni celebrali ), mentre le nevrosi o turbe psichiche non psicotiche (sono la facile irritabilità, difficoltà motorie, totale mancanza di fiducia negli adulti, paura di andare a scuola o di stare insieme ai coetanei ) ed in particolare la schizofrenia in modo migliore e più efficace.

    Per fare questo è necessario aprire un Tavolo Tecnico composto da rappresentanti dei vari Ministeri, delle Regioni e del volontariato, onde fare una proposta condivisa data l’attenzione massima che, non solo in Italia, è riservata al tema del disagio mentale.

    Signor Presidente del Consiglio dei Ministri: ce lo dica con tutta franchezza: trova posto nel quadro delle riforme un provvedimento legislativo di riforma della legge sulla malattia mentale ? , mentre la sola “cosa certa” che resta a questi inermi concittadini colpiti da handicap psichico, è la speranza che la sconfitta fin oggi registrata, sia un domani di sincero rispetto e lucido realismo !
    Previte
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire

  4. ,, Cristiani per servire
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire
    e-mail previtefelice@alice.it
    Il Presidente
    Se ci fosse una corretta gestione della patologia mentale, forse, tanti episodi di lucide follie …!

    Signor Presidente del Consiglio dei Ministri, il mondo cattolico e della sofferenza possono sperare in una vera riforma di questo grave ed urgente disagio sociale, prima delle probabili elezioni politiche anticipate? .

    Nel nostro vivere quotidiano spesso ci soffermiamo su questioni a volte inutili od approssimative per quanto attiene i valori morali ed il senso civico, trascurando quelle necessità che, malgrado ogni tentativo di ritenere non contingenti,” l’uomo moderno molto distratto”, finisce per rimodellare il mondo e la propria stessa vita a sua immagine e misura

    Non si riesce ad avere la dovuta priorità quando veramente è di pressante necessità..!

    Infatti si vorrebbe porre rimedio alla sindrome del gioco d’azzardo, alla tutela dei cani, dei gatti, od altre motivazioni per fare qualche esempio, ma per altre “cose”che toccano molto da vicino il genere umano, per carità nessuno alza un dito!

    Siano d’accordo ad una attenzione e tutela per gli animali domestici e di compagnia, però non possiamo distogliere la nostra attenzione e valutazione dalle persone con sofferenze psico-fisiche.

    La nostra società,forse, sta soffrendo della progressiva perdita di “certi valori.”che rendono l’uomo sempre più attento al materialismo, al relativismo, all’edonismo e molto meno a quanto si verifica nel quotidiano vivere.

    Ma è proprio vero che questa” perdita “di valori dipende dal carattere superficiale e compromissorio degli italiani ?

    Questo “uomo moderno” artefice del suo destino considera il proprio “io”come l’unica cosa avente importanza e valore assoluto, mentre “altri uomini” non pensano solo a coltivare il proprio orto, ma si prodigano per solidificare egoisticamente, “pro domo loro”, quel mondo che Dio ha creato.

    Quel Dio Creatore che ha promesso il paradiso, ma che non interessa più perché quello che più conta è il paradiso che ognuno tenta di costruire mediante quelle scelte di libertà e di libertinaggio che non vogliono più limiti o divieti neppure verso quei confini stabiliti dalle leggi divine.

    Ma a costoro ed a quanti sono insensibili a certi problemi riguardanti l’essere umano, domandiamo, : QUID EST VERITAS? (quale è la verità?) come quella richiesta da Pilato a Gesù !. Se non sanno dare una concreta spiegazione, non vogliano ripetere il comportamento del Proconsole Romano che trascurò di attendere le parole che sono state sulle divine labbra di Gesù che rispondendo rivoltò la domanda : EST VIR QUI ADEST ! (è l’uomo che vi sta innanzi ).

    Nel nostro millennio: si è l’uomo che vi sta innanzi con tutti i suoi problemi, che attende una soluzione d’ordine sociale, come le conseguenze derivanti dai folli gesti originati da menti psichicamente instabili, che si verificano quasi ogni giorno e che potrebbero essere “evitati” se ci fosse una corretta gestione della patologia mentale.

    Non è lontano l’episodio dove un dichiarato folle ha scagliato in faccia a Berlusconi una statuetta procurando danni che avrebbero potuto apportare molte gravi conseguenze; lo stesso per quanto è successo al Santo Padre in San Pietro la notte del S.Natale. Sono episodi che vengono definiti “raptus della follia” o “incapacità di intendere o volere”, inghippi sociali o giuridici di facile applicazione nella odierna commedia degli equivoci.

    Ma la “lezione” non è servita a nulla, comunque !

    La solitudine o l’isolamento dei singoli o delle famiglie sono circostanze che possono generare tragedie per la carenza di progettualità in questa “civiltà dell’esteriorità”, nella quale non possono essere assenti, né giustificati quanti hanno responsabilità della “res pubblica”.

    Infatti pare essere una prassi consolidata (favorita purtroppo dalla inadeguatezza della legislazione vigente) il considerare persone dotate di menti anomale o depresse con “licenza di uccidere”, mentre ci pare giusto il ritenere che i cittadini non devono subire queste infauste conseguenze, non potendo sempre contare sulle Forze dell’Ordine, in speciale modo sui NAS dei Carabinieri che tanto bene fanno alla popolazione e meritano di essere ampiamente e doverosamente elogiati!

    Ora è in gioco anche la sicurezza dei cittadini perché sono ormai contingenti certe “situazioni”, dato che il “pericolo” si annida non solo in questa o quella persona, ma nella malattia che in Italia è coperta da molti silenzi, mentre in molti Paesi Europei ogni 3/5 anni viene rivista la legge sull’assistenza psichiatrica.

    Le lacune di quest’ultima sono dovute, soprattutto, alla carenza di cure e strutture residenziali terapeutiche, che affrontino il grave problema, perché l’adozione di queste misure dimostrano il grado di civiltà di un Paese che rispetta la dignità umana.

    Freud Dostojevskij diceva che una società va giudicata a secondo del trattamento che riserva ai malati di mente.

    Non servono parole altisonanti per chiarire, ripetiamo, che la normativa esistente, la cui defezione la constatiamo quasi giornalmente, necessita di quella invocata legislazione adeguata ed efficace che una burocratica lentezza che dura da ben oltre 32 anni ne impedisce il rispetto della dignità del malato e dei suoi legali diritti.

    Ma il cittadino si domanda:ma non è vergognosa questa drammatica situazione?
    Perché si continua ad ignorare questa evidente emergenza?
    Perché si declama solidarietà ed in questo campo stranamente si vanifica ?
    Non è forse giunto il momento di terminare con le ipocrisie ?

    Ancora una volta le famiglie e la società richiedono al Governo ed al Parlamento di realizzare quei provvedimenti legislativi che tutelino i diritti del malato psichico a garanzia della sicurezza di tutti i cittadini, se ci fosse una corretta gestione della malattia mentale e non vane ed inutili parole!

    Signor Presidente del Consiglio dei Ministri : ci vuol rispondere ?

    Previte

    http://digilander.libero.it/cristianiperservire

  5. Cristiani per servire
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire
    e-mail previtefelice@alice.it
    Il Presidente
    Signor Presidente del Consiglio dei Ministri : per il bene del Paese, vuole fare una riforma giusta ed urgentissima ?
    Signori della politica : sono troppo lunghi i silenzi e le sottovalutazioni della malattia mentale!

    Da troppi anni insiste un velato e vergognoso silenzio delle Istituzioni sulle condizioni in cui “vivono” le famiglie dei malati psichici, i disagi degli stessi e la insicurezza dei cittadini.
    I mancati provvedimenti legislativi carenti in oltre 32 anni, sono la dimostrazione del disinteresse o sottovalutazione che regna nel n/s Paese rispetto a questo grave disagio sociale, dove di tanto in tanto i mass media propongono velate spiegazioni o semplici riproposizioni di giudizi che pur portando audience e clamore, non vengono più “riesumanti” in questa nostra “società delle esteriorità” .
    Tutto resta in un assoluto assordante silenzio, mentre la malattia continua a mietere vittime, fra coniugi, parenti e consanguinei, soprattutto fra giovani ed ora anche tra adolescenti!
    Ancora una volta dobbiamo ribadire che questa “problematica” necessita di una legislazione, urgentissima!, adeguata! ed efficace!, perché il rispetto della dignità del “malato” è essenziale in una società che vuol essere civile.
    Fermo e sempre di attualità è il richiamo di Fedoro Dostoievski, il poeta russo esponente del naturalismo, “il grado di civiltà di una Nazione si soppesa con la constatazione in cui si trattano i malati mentali”.
    Le famiglie coinvolte non manifestano chiassosamente : possono solo contenere la loro forza residua affinché non si spenga quel briciolo di speranza che ancora rimane per una concreta definizione.
    Ma nel corso di questa 16° Legislatura, che forse è in fase di esaurimento, non possiamo non valutare la situazione, in quanto le peculiari problematiche delle persone affette da malattie mentali all’interno del più vasto e delicato tema dell’assistenza e dell’integrazione, non hanno usufruito di provvedimenti legislativi.

    1.) In campo ONU, molto in breve, approvata dall’ONU nel dicembre 2006, la “Convenzione sui diritti delle Persone con Disabilità”, ha elaborato diritti civili e politici di questi “diversamente abili” ed alla partecipazione di diritto alla salute, al lavoro ed alla protezione sociale, riconoscendo il cambiamento di atteggiamento della società teso a far giungere la piena eguaglianza quali persone con menomazioni in un contesto sfavorevole che diventa disabilità, escludendo, con assoluta gravità, totalmente i sofferenti di problemi di natura psichica.
    Condivido pienamente le giuste riserve del Vaticano per la parte inerente la riproduzione e la pianificazione familiare ( artt.23 e 25) in quanto autorizzando l’accesso ai servizi riproduttivi, favoriscono le limitazioni delle nascite, travisano il concetto responsabile dei rapporti sessuali, non promuovono la procreazione responsabile, adottano metodologie di sterilizzazione, favoriscono l’aborto, introducono l’eutanasia e quindi la negazione al diritto alla vita.
    Ma siamo rimasti molto sorpresi dall’incauto agire del Governo Berlusconi.!
    Ratificato in maniera inadeguata, approvando in toto la “Convenzione”,senza apportare quelle riserve come avevo “suggerito” usufruendo dell’art.47 nelle Petizioni), il Governo Berlusconi il 20 febbraio 2009 con il disegno di legge n.2121, di fatto ha introdotto con l’art.2, ripeto, l’eutanasia per tutti i disabili , in evidente contrasto con l’art.10 “per l’inalienabile diritto alla vita “, con l’art.15 dove “nessuno dovrà essere sottoposto ad esperimenti medico-scientifici, e con l’art. 16 dove si è “contro ogni forma di sfruttamento, violenza od abuso e con l’art.25 lettera f) onde” impedire il rifiuto all’assistenza sanitaria o dei servizi sanitari, nonché di alimenti o liquidi a causa della disabilità”.
    Pertanto, a n/s modesto parere, è essenziale, doveroso e non procrastinabile che le Pubbliche Istituzioni adottino opportuna vigilanza al fine di garantire ad ogni persona il diritto a continue e specifiche cure fino al compimento naturale della vita umana. Inoltre potrebbe subentrare la possibilità che tutti i disabili psico-fisici possono correre il rischio di subire violenze, come quel “budget del ricoverato” che se è vero, ripeto, offende la dignità della persona, nega il diritto alla vita e costituisce un crudele abbandono del malato, ancor più grave se disabile in tarda età od agonizzante, come pare succede nelle corsie ospedaliere italiane.
    Aspettiamo una risposta dal Sen. Ignazio Marino e dall’On. Leo Luca Orlando, già Presidente di Commissioni Parlamentari “per il Servizio Sanitario Nazionale”il primo e per gli “Errori della Sanità” il secondo.
    Aggiungo e suggerisco, per quanti sono lontani dalla vita quotidiana ed indotti ad un concetto restrittivo del “vivere”, una profonda loro riflessione capace di dare risposte chiare e concrete alle questioni della vita e della morte!

    2.) In campo europeo, in breve, l’Associazione “Cristiani per servire” ( la prima Associazione in Europa a richiedere un adeguamento uniforme sulla salute mentale e ne siamo orgogliosi !) ha espresso al Presidente del Parlamento Europeo con Petizione n.146/99 ( pubblicata su Official Journal of European Communitie c. 175/7 del 21.06.1999) e risposta ( 29 maggio 2000 CM/412554 IT doc. PE 290.531) la carenza di una politica sanitaria sull’handicap mentale ed in seguito il disappunto per le politiche sociali adottate in materia di disabilità per le mancate iniziative che dovevano contribuire a garantire un tenore di vita dignitoso ai più deboli sotto il profilo professionale e quello personale.
    Vedere sito internet http://europa.eu.int/comm/commissioners/prodi/regcp/registre.cfm?CL=it
    La Direttiva Comunitaria concernente l’occupazione derivante dall’art.13 del Trattato UE è vero che permette di promuovere e proteggere i diritti delle persone disabili, ma i malati mentali abbisognano di cure e strutture adeguate, con personale specializzato e non di lavoro fin quando la malattia non si risolve in meglio.
    Non parliamo, poi, di quello ”Anno Europeo dedicato ai disabili” e del “modello sociale” preventivato, dal lato economico-sociale che doveva essere “trasportato” nelle leggi degli Stati membri della UE entro il 2003. Ma l’Unione Europea ha attivato quel controllo?
    Viene da chiedersi il perché l’Unione Europea, in presenza di poche iniziative, ha considerato una esteriorità quell’Anno Europeo dedicato ai disabili?( vedere nel n/s sito internet i n/s susseguenti interventi).
    La approvazione della Costituzione Europea,il cui principio fondamentale è la difesa della dignità dell’uomo, ha posto nel Preambolo Parte 2° comma 3° “la persona al centro dell’azione dell’Unione Europea” considerando la generica disabilità, che non comprende specificatamente l’handicap mentale.
    La n/s Associazione con una Petizione rivolta al Parlamento Europeo ha “rivendicato e richiesto”, anche in virtù del principio di sussidiarietà e proporzionalità , una Direttiva Comunitaria necessaria per creare servizi, cure e strutture adeguate per tutti gli Stati membri della UE, in considerazione di una libera circolazione in sicurezza (art.66) delle persone sia in Italia come negli altri Stati membri a fronte dei gravi rischi per i numerosi casi di violenze attuate da persone portatrici di malattie mentali nei confronti di parenti, passanti, emigrati o vicini di abitazione.
    Di fronte al diniego di quella Direttiva, abbiamo proposto Ricorso n.44330/06 alla Corte Europea per i diritti dell’Uomo di Strasburgo, purtroppo con un esito negativo che ci ha lasciati molto perplessi e dopo .
    In data 16 luglio 2009 abbiamo richiesto al Presidente del Parlamento Europeo On.Jerzy Buzek una specifica Normativa, Risoluzione o Direttiva Comunitaria con uguale validità in tutti i 27 Stati UE ed in risposta in data 4 maggio 2010 con prot.A(2010)8749 EN cl mi cominica di ripresentare un sollecito affinchè si possa emanare una Normativa in tal senso.
    ( Vedere una più ampia esposizione nel sito internet : http://diglander,libero.it/cristianiperservire

    3.) In campo italiano, in breve, il problema malattia mentale (ancora una volta “dimenticato” nella legge finanziaria affonda le radici in epoche remote (legge n.36 del 1904), primo provvedimento legislativo organico in materia ,che istituiva il “manicomio”, quale struttura cardine dell’assistenza ai malati mentali. Le esigenze di controllo e di custodia dell’epoca lasciano il malato in balia di una istituzione spersonalizzante e scarsamente terapeutica.
    Il secondo periodo avviene con l’approvazione della legge Mariotti nel 1968 che introduceva il ricovero volontario in ospedale psichiatrico ed istituiva i Centri di Igiene Mentale (CIM).
    Il terzo periodo si apre con la legge 180/1978, approvata in tutta fretta sotto la spinta minacciosa di un referendum abrogativo, nella convinzione che rimanendo sconfitta la consultazione popolare, il “manicomio”, (che dopo viene chiamato Ospedale Psichiatrico) avrebbe riportato una maggioranza schiacciante.
    La legge ha il merito di aver determinato il passaggio dal prevalente interesse custodialistico ad un approccio terapeutico e tolta quella vergogna del secolo trascorso.!.
    Ma permangono inadeguati alle necessità gli attuali servizi di diagnosi e cura per i pazienti acuti e cronici e ripropongono gli aspetti peggiori dei vecchi “manicomi”.
    La legge 180, priva del Regolamento d’Applicazione, “ordinò”la chiusura degli Ospedali Psichiatrici e la legge 833/1978 ne assorbì il retaggio non modificando nulla, perché in termini pratici la carenza di adeguate strutture è più che evidente e tutt’ora persistente.
    Esaminiamo molto velocemente quello che è avvenuto.
    Vi è da ricordare che nel 2003 “Anno Europeo dedicato ai disabili”, sempre la n/s Associazione, aveva richiesto nel semestre italiano di Presidenza Europea una Direttiva Comunitaria di maggiori equilibrio tra i diritti dei malati psico-fisici a quelli dei cittadini malati europei, anche, per una garanzia d’incolumità generale.
    Premesso che il Testo Unico sulla disabilità ( elettoralmente promesso dal Presidente Berlusconi), nel quale trovino spazio le diverse normative sull’handicap oggi troppo frammentate, non è stato ancora introdotto in Italia e non possiamo dimenticare che sono circa 10 milioni le persone che nel n/s Paese soffrono di disturbi di tipo mentale, nelle maggior parte affidate alla cura delle rispettive famiglie e gli “altri malati” un po’dovunque…!
    Nonostante i numerosi appelli e Petizioni della n/s Associazione al Governo ed al Parlamento, questi non hanno ancora predisposto soluzioni efficaci e concrete per aiutare questi “malati” costretti spesso a vivere un’esistenza piena di disagi e con loro le famiglie, con ripercussioni negativi e per la sicurezza sulla n/s società.
    La legge n.4/2004 “Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici” persegue l’obiettivo di riconoscere e tutelare il diritto di ogni persona ad accedere a tutte le fonti di informazione e ai relativi servizi compresi quelli che si articolano attraverso gli strumenti informatici e telematici.
    Provvedimenti sono stati assunti per estendere la particolare tutela giurisdizionale,come quelli accordati ai disabili vittime di discriminazioni nel contesto lavorativo ed a quelle situazioni in cui il disabile risulti destinatario di trattamenti discriminatori al di fuori del rapporto di lavoro.
    La legge n.6/2004 ha introdotto nel n/s Ordinamento la figura dell’Amministratore di Sostegno .Tale norma prevedendo che il beneficiario del provvedimento di tutela conservi la capacità di agire per tutti gli atti diversi da quelli che richiedono la rappresentanza esclusiva o l’assistenza necessaria dell’amministratore, puntualmente indicati nel decreto di nomina, cerca di rendere la tutela delle persone non in grado di provvedere pienamente a se stesse più flessibile e vicina alle reali esigenze degli interessati, concretizzando un ulteriore passo verso la piena salvaguardia dei diritti dei disabili.

    4.) Per l’ennesima volta l’Associazione “Cristiani per servire” ha richiesto al Parlamento Italiano ed a quello Europeo la possibile formazione di un Fondo Speciale Economico (DOPODINOI) a favore dei malati psico-fisici, amministrato da un Ente pubblico, al quale confluire quelle parti di patrimonio o risparmi che in eredità andrebbero loro.
    Un “cruccio” un grosso interrogativo che assilla, giustamente, le famiglie ed inoltre ritengo necessaria ed urgente l’attivazione e stimolazione della ricerca scientifico-farmacologica sulle malattie mentali.
    Ancora una volta desideriamo ripetere che la n/s Associazione non usufruisce, né ha mai chiesto o chiede contributi finanziari occulti o palesi a nessuno, ma solo “spinti” dalle ferme intenzioni di fare il nostro dovere di cristiani e di cittadini.
    Pur nella consapevolezza che la strada da percorrere è lunga e che quel poco che è stato fatto finora ancora non soddisfa le necessità dei malati delle loro famiglie e della società, la n/s Associazione ritiene che le misure sopra evidenziate costituiscano un passo significativo, ma non sufficiente, verso il completamento di politiche socio-sanitarie che abbiano veramente a cuore le esigenze dei portatori di handicap.
    Ma domandiamo, ancora una volta, all’On. Pier Ferdinando Casini, dove è andato a finire il Testo Unificato Burani-Procaccini sulla riforma dell’assistenza psichiatrica sulla malattia mentale, sparito dall’agenda parlamentare dall’aprile 2005.?

    5.) Ed in ultimo, ma non certamente in ordine d’importanza, a commento della “Giornata Nazionale per la salute mentale”celebrata il 4.12.2004 ed indetta con Direttiva ( e non decreto) del 26.6.2004 (Gazz.Uff.n.174 del 27.7.2004) dall’allora Presidente del Consiglio dei Ministri, si osa sperare :
    1.) che non sia stata la sintesi del programma del Governo Berlusconi di allora e di oggi per la soluzione di questa realtà sociale, da troppo tempo ignorata ;
    2.) ogni attenzione rivolta alla promozione della vita umana, merita da parte dell’Associazione,un riconoscimento al proponente della Direttiva, al Governo Berlusconi, purché sia utile e pratica.
    3.) in quella Direttiva, però, non sono risultati e non ravvisati, comunque, elementi d’urgenza, né programmi o intendimenti per la realizzazione di future strutture volte alla prevenzione, cura e reinserimento sociale dei “malati” e questo ha amareggiato noi, le famiglie e preoccupa tutt’ora l’opinione pubblica”.
    4.) ed ancora ci hanno sorpreso, in quella “Giornata”, e continua a sorprenderci le ispirate proposizioni di soluzioni così povere d’intenti, che contraddicono con la logica e la formazione medico-umanistica, perché occorrono soluzioni concrete e solide;
    5.) per la promozione dell’informazione, l’ Associazione “Cristiani per servire” ha richiesto anteriormente al 13.5.2001 e tutt’ora chiede, l’indizione di una Giornata Nazionale di Informazione sul tema malattia mentale, come ipotizza la Commissione Europea in risposta a n/ richiesta del 14.11.2000 prot. n. 15406, trasmessa alla Presidenza del Consiglio dei Ministri il 1.12.2000 e da questa al Ministero della Sanità. (non certamente valutata) (vedere documentazione nel sito internet dell’Associazione )
    6.) per sensibilizzazione, solidarietà, prevenzione o cultura dell’accettazione dei malati mentali con il concetto di curabilità, sono le Istituzioni che devono presiedere questi valori, ma con mezzi validi quali il legiferare opportunamente, servizi specifici, cure e strutture adeguate e non con il silenzio, disinteresse, rissosità politiche interne od esterne, che emarginano i malati mentali ;
    7.) vogliamo aggiungere e rilevare la mancata “difesa”del lato mediamente economico, che costituisce vera emarginazione e vergogna, infatti il “malato” che vive in famiglia percependo, oggi 2010, euro 256,67 al mese (considerato che non tutti godono di euro 480,47 per l’accompagnamento) riesce solo a sopravvivere.!

    Queste, in breve, quello che da anni abbiamo apertamente sempre detto, come sopra riportato ( punti 1, 2, 3 e 4 ) ed a commento di quella “Giornata Nazionale per la salute mentale”, che ha avuto un costo economico molto rilevante e non ha portato alcunché al grave ed urgente disagio sociale.

    (Ogni tanto, anche se in breve, qualche sassolino dalle scarpe bisogna toglierlo !)

    In conclusione di questo n/s dire, molto in succinto, è’ il Parlamento la sede naturale di ogni iniziativa ed è auspicabile che omogeneità d’intenti, mirati a concetti di cui sopra, possano chiudere quella parentesi che si è aperta oltre 32 anni or sono con la chiusura dei “manicomi” senza realizzare strutture alternative.

    Bisogna, Signor Presidente del Consiglio dei Ministri Lei che è saggio, avere la forza di finirla con i discorsi, ( non solo Suoi), Simposi, Conferenze, Convegni, Giornate, manifestazioni esteriori o quant’altro, passando una buona volta a fatti solidi e concreti, prima delle non impossibili elezioni politiche anticipate e non, ripetiamo, inutili parole che non tutelano i diritti dei “malati”, che non aiutano le famiglie e non danno sicurezza a tutti i cittadini.

    Il mondo cattolico e della sofferenza, Signor Presidente del Consiglio dei Ministri, aspetta con certosina pazienza! Ma fino a che punto ?

    Previte
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire

  6. Cristiani per servire
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire
    e-mail previtefelice@alice.it
    Il Presidente
    “Dopodinoi” : Fondo Speciale Economico per persone portatrici di limitata autonomia.
    Ma chi deve provvedere a queste iniziative, il privato od il pubblico?

    E’ fuori da ogni ragionevole dubbio che la fondamentale istituzione assistenziale è la famiglia, fulcro indispensabile e centrale della vita della società.

    Ma uno dei problemi più scottanti, più difficili e di maggior rilievo di questi n/s ultimi tempi che affliggono le famiglie e l’incertezza del “dopo”, cioè del dopo la morte di colui/ei che sostiene il peso dell’assistenza, soprattutto per non avere ancora una ragionevole certezza e sicurezza sui vari tempi assistenziali che il proprio familiare malato dovrà affrontare.

    Una norma del Regio Decreto n.6535 del 19.11.1889 imponeva alle Amministrazioni Comunali l’obbligo di provvedere al ricovero in istituti delle persone d’ambo i sessi inabilitate al lavoro con infermità croniche o con difetti psico-fisici e tali da non essere in grado di procacciarsi quanto era necessario alla loro assistenza ed esistenza.

    Questa norma è stata inserita negli artt.154 e 155 del Regi Decreto n.773 del 18.6.1931 ripetitiva in toto di quanto sopra citato, in quanto le Regioni nel dare attuazione alla legge 328/2000 dovrebbero riprendere per confermare il diritto al ricovero, così come è stato fatto dalla Regione Piemonte con legge 1/2004.

    Oggi questa “forma” di assistenza si è fatta sempre più necessaria, ipotizzando al “ricovero di massa” in quello di “poche unità” quali casa-famiglia, comunità alloggio od altro in grado di garantire parzialmente l’effetto familiare, ma con quella solidarietà che pur non trascurando l’ambito della normalità potrà dare quell’aiuto necessario per compensare il deficit di natura organica, motoria e sensoriale.

    Un “sistema di vita” che pur essendo, ripeto extra familiare, si riveli idoneo al bisogno assistenziale, soprattutto, a quello esistenziale della persona handicappata.

    Fino ad oggi, pare, che siano numerose le iniziative private sempre mosse alla ricerca di fondi per finanziare eventuali strutture da parte di Fondazioni Bancarie, Istituti Finanziari od altro per il ricovero di persone di diverso genere, ma con l’incertezza della possibilità di una lunga definitiva ospitalità, in quanto il tutto si basa sulla disponibilità economica del soggetto.

    A dirimere le perplessità e le preoccupazioni da molti sollevate circa il futuro dei “malati” portatori di limitata autonomia (quali invalidi civili totali e parziali, sordomuti, ciechi, malati psico-fisici che non hanno redditi personali o se ne hanno sono di modesto importo), sarebbe opportuno e necessaria la costituzione di un Fondo Speciale Economico Unico, (dopodinoi), auspicato ed atteso da parte dei familiari e da noi richiesto da lungo tempo alle Istituzioni ed al Parlamento, si rende necessario per tutelare l’avvenire di questi soggetti di limitata autonomia, che sono nelle famiglie, le quali ambiscono ad assicurare loro una possibilità di continuare a vivere in un contesto familiare (sperando sia tale, ripeto, come tipo casa-famiglia, comunità – alloggio ecc.).

    La n/s Associazione da molto tempo ha inoltrato al Parlamento Italiano ed a quello Europeo un’azione in tal senso condensata in Petizioni.

    Già abbinata in Italia ai progetti di legge di riforma dell’assistenza psichiatrica nella 14° legislatura, attualmente, 2010, una n/s rinnovata Petizione col n.9 è giacente presso la 12° Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati e col n.5 presso la 12° Commissione Igiene e Sanità del Senato della Repubblica.

    La Petizione, fra altre richieste, tende e “suggerisce” alla possibile formazione di quel Fondo Speciale Economico Unico (DOPODINOI) al quale confluire quelle parti di patrimonio o risparmi che in eredità andrebbero ai loro familiari malati siano essi fisici che psichici, gestito da un Ente Pubblico, naturalmente sempre operante ed attivo garantendo una continuità che la persona fisica non è in grado di garantire.
    Ed infine abbiamo inoltrato “Ricorso alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo” il 13 ottobre 2006 ed al Parlamento Europeo per l’insieme della problematica che riguarda i 27 Stati Europei.

    In Italia i disabili fisici sono circa 3 milioni, di cui il 73% anziani, 900 mila circa le persone costrette a letto o su una sedia a rotelle, circa 1 milione e mezzo le famiglie aventi in casa parenti con gravi handicap, circa 10 milioni le persone che soffrono patologie mentali ( Fonte Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali).

    La preoccupazione delle famiglie possono essere dettate dalla considerazione che il familiare possa essere “ammassato” con persone di patologie diverse, verosimilmente in contrasto con quelle di cui è affetto il proprio caro. Da ciò il desiderio e l’auspicio che egli possa continuare a vivere in quelle comunità che rispecchiano la famiglia composta, possibilmente da pochi utenti e qui dobbiamo dire un grande grazie per quanto operano da lungo tempo gli Istituti Cattolici tipo Opera don Orione, don Guanella, ecc.

    E’ vero che la legislazione italiana prevede il tutore, curatore, amministratore di sostegno che si assumono l’onere di amministrare i beni del malato, tuttavia l’Ente Pubblico potrebbe essere sempre operante ed attivo garantendo una continuità che la persona fisica non è in grado di garantire.

    Per le persone povere, poi , in quelle particolari situazioni di malati psico-fisici sopra citati , incapaci di provvedere alle loro esigenze fondamentali di vita, è logico che intervengano le Istituzioni (Stato , Regioni , Province, Comuni ( comunque da definirsi) con l’erogazione di contributi finanziari da confluire in quel Fondo Speciale Economico Unico in modo da garantire il diritto di garanzia a tutti senza discriminazione.

    Il definire, poi, sostegni economici alle famiglie che si gravano di assistenza ai pazienti con handicap sia fisico che mentale, l’inserimento lavorativo, il sostegno scolastico ed altro, sono temi che le Istituzioni dovranno affrontare in maniera efficace, decisiva e senza indugio.

    Queste realtà ci lasciano perplessi e soprattutto delusi e questo Signor Presidente del Consiglio dei Ministri perché l’handicap in genere non ha tempi di attesa.!

    Previte
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire

  7. Cristiani per servire
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire
    e-mail previtefelice@alice.it
    Il Presidente
    Vaga chimera la soluzione del “problema” malati psichici ?
    Signor Presidente del Consiglio dei Ministri, ci risponda con assoluta franchezza e sincerità : troverà posto la riforma nei 5 Punti del Suo Programma che presenterà in Parlamento il 28 settembre p.v. ?

    Lo scandalo dei “manicomi” prima e la mancata risoluzione di questo disagio socio-sanitario dopo, costituiscono la vergogna del secolo scorso e la diretta e pacifica continuazione in questo Anno 2000.

    L’art. 1 della legge n. 36 del 1904 recitava “Debbono essere custodite e curate nei manicomi le persone affette per qualunque causa da alienazione mentale, quando siano pericolose a sé od agli altri o riescano di pubblico scandalo e siano e non possono essere convenientemente custodite e curate fuorché nei manicomi”.

    In seguito il concetto di alterazioni psichiche collegato alle persone colpite da queste patologie, è passato dalla voce di “alienati di mente”(art.10 della legge 180/1980 comma 1°) e “infermi di mente” (art. 10 della legge 180/1980 comma 2° ), ad “assistiti non autosufficienti” costituendo questo, solo, una piccola parte della pseudo“riforma” del superamento del “manicomio”.

    In parole povere la piccola “riforma” (?), priva dal Regolamento d’Applicazione, è stata gestita in maniera frettolosa con una scarsità di programmazione di strutture sanitarie e riabilitative in quasi tutte le Regioni, le quali non sono andate incontro a quelle necessità dovute e per le quali la “riforma” si era ispirata e dove, anche, il privato ha sostituito il pubblico. (Vedi il proliferare delle cliniche private convenzionate e società private, tutti “tuffati nel business del malato di mente” ! ).

    Dunque l’insanum,il furiosus,il demens,il mentecattus che il Codice Zanardelli affidava al Giudice Civile il trattamento di un reo riconosciuto malato mentale, con il Codice Rocco è stabilito il ricovero in “manicomio criminale” sulla base del concetto, ancora oggi ritenuto non scientifico, della pericolosità sociale del “soggetto”.

    Oggi, nell’anno di grazia 2010, i 6 ospedali psichiatrici giudiziari sono ancora aperti e poco confacenti all’infermo ( rilievo molto evidenziato nella severa Relazione al Governo Italiano ed al Parlamento 17 giugno 2005 dal “Commissario Europeo per i diritti umani” dr. AlvaroGil-Robles Strasburgo 14 dicembre 2005 COMM DH [2005] 9 ) , mentre sembrano, voci di corridoio, più vicini alla realizzazione di Reparti psichiatrici dentro le carceri per i circa 1300 detenuti sofferenti di gravi malattie mentali, senza contare i 7 ospedali privati convenzionati. Una vera vergogna che sempre insidia e stravolge il concetto ispiratore della tutela e libertà di cura del malato di mente. ( legge n. 180/1978 art.1° comma 5; legge n. 833 art.1°comma 2°).

    Nelle Conclusioni riguardanti il sistema psichiatrico in Italia, il dr.Alvaro Gil-Robles, raccomandò vivamente :
    a.) Richiedere il parere di un medico psichiatra prima di qualsiasi internamento obbligatorio ( Trattamento Sanitario Obbligatorio );
    b.) Aumentare i posti offerti nelle strutture e negli Ospedali Psichiatrici, in particolare i malati cronici di lunga durata;
    c.) Accertarsi che il mantenimento dei malati detenuti negli Ospedali Psichiatrici Giudiziari non sia legato alla mancanza di posti disponibili all’esterno

    Per il punto b) il Commissario Europeo aveva previsto quanto succede con il “budget del ricoverato”, argomento di una n/s Petizione al Parlamento Italiano, dal quale, richiesta di conoscere la verità, non mi è giunta nessuna risposta. Perché?

    Le riflessioni sui dispositivi legislativi nella funzione e nell’organizzazione dei “manicomi” sono state diverse, impegnando e coinvolgendo organizzazioni sociali ed Enti vari, tutti comunque protesi alla salvaguardia dei cittadini per i rischi di pericolosità di questi “soggetti”, senza contare le conseguenti forti difficoltà dei “colpiti” ad evadere da quella situazione manicomiale.

    Le varie fasi e le varie leggi di “riforma” fino al 1980 tendono tutte a vietare nuovi ricoveri con l’intento di modificare quelle modalità di cure ipotizzando la riconversione delle “strutture” in opportuni trattamenti riabilitativi d’inserimento sociale e di strutture intermedie ed alternative capaci di garantire interventi dignitosi per il malato mentale.

    Ma tutto è rimasto sulle spalle della famiglia ed una dilagante sofferenza mentale : circa 900.000 giovani schizofrenici per i quali non ci sono strutture terapeutiche sufficienti od inesistenti ( salvo il privato); una valanga di turbe psichiche seguite da folli fatti quasi giornalieri; un proliferare di cliniche private, cronicari spesso e molto simili a lager d’infausta memoria scoperti grazie ai NAS dei Carabinieri; circa 10 milioni di sofferenti psichici dalla depressione alla schizofrenia grave. Un popolo di sofferenti ignorati! Dalle Istituzioni.

    Anche se il superamento della logica manicomiale, ( più delle strutture le cui responsabilità si trovano “fuori quelle mura”) ci trovano consenzienti, i “malati” visti quali soggetti-persona non possono ritenersi compartecipi di un processo di trasformazione troppo veloce e, ripeto, senza programmazione per avere i valori di capacità, di autonomia e di compartecipazione alla realtà quotidiana.

    Mancando le strutture intermedie ed alternative agli ex-ospedali psichiatrici- siano essi normali o giudiziari- in molte Regioni ed i criteri per la cura, prevenzione e riabilitazione (?) di quanti insistono sul territorio, malgrado uno scrupoloso “screening” di quanto esiste, ancora oggi 2010 non sono stati raggiunti quegli auspicati risultati gestionali.

    E’ una sconfitta delle nostre Istituzioni, TUTTE, e di coloro che ne devono assumere tutte le responsabilità !

    Onorevole Presidente del Consiglio dei Ministri a questo punto bisogna che le Istituzioni, ma soprattutto il Suo Governo, diano una grande priorità al problema malattie mentali, tanto dal punto di vista di salute pubblica e sviluppo sociale, quanto da quello legislativo, riforma , se ritiene, di inserirla in quei 5 Punti Programmatici che presenterà prossimamente in Parlamento!

    Signor Presidente del Consiglio dei Ministri, ripeto, il mondo cattolico e della sofferenza attendono quella auspicata “riforma” che non continui a restare, vergognosamente, nel “dimenticatoio del palazzo” dopo oltre ben 32 anni !

    Previte
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire

  8. Cristiani per servire
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire
    e-mail previtefelice@alice.it
    Il Presidente
    A margine dei 5 Punti Programmatici che Presidente del Consiglio dei Ministri esporrà il 29 settembre al Parlamento Italiano.

    Nell’ altalenante teatrino della politica, dove lo stato sociale deve essere presente ed operante verso la moltitudine d’indigenti e di sofferenti, è ancora assente per una pseudo integrazione nel mondo della società.

    Un’empasse, quindi, che non ha saputo o voluto cogliere l’esigenza di una priorità in quanto non è stato sufficiente destituzionalizzare il mondo della sofferenza psichica per una pseudo integrazione nel mondo della società civile, ma che è necessario ed urgente intervenire per restituire il rispetto del diritto non solo come “malato” quale “persona” da beneficiare di norme giuridiche ed economiche, ma necessità che non possono prescindere dalla realtà quotidiana.

    Purtroppo passerà molto tempo prima di rivedere questa situazione che dura da 32 anni, se non viene “presa in consegna” da quei 5 Punti Programmatici che il Signor Presidente del Consiglio dei Ministri esporrerà il 29 settembre al Parlamento Italiano.

    Alla politica vogliamo dire che non aspiriamo e non siamo così ingenui da immaginare “soluzioni avvenire a questa problematica” sol perché non le facciano valere con cortei od altre manifestazioni di piazza, ma vedere come tutti i santi giorni polemiche o stupide ripicche riempiono le giornate politiche tralasciando priorità, questa non è politica, specie quando a pagarla fior di sudatissimi quattrini, è la gente onesta.

    Ancora una volta dobbiamo ribadire che non basta denunciare sperperi o tagliare spese inutili.

    Una coerente solidarietà sociale non deve essere quella della inutile superficialità o della esteriorità a sostegno delle famiglie ( categoria che in politica ognuno si sente di difendere, ora, in cerca della ribalta televisiva!), ma di impegno comune per rimodellare la società, come anela l’opinione pubblica, secondo le necessità, i valori etici ed i principi di civiltà.

    Ecco Signor Presidente del Consiglio dei Ministri, LEI deve trovare nei Suoi 5 Punti Programmatici la riforma per la salute mentale e ci sgomenta se non l’attua, così come pensano le famiglie di questi “sventurati” e l’opinione pubblica, perché non vediamo alcuna uscita da quel tunnel tenebroso costituito dalla carenza di iniziative legislative in favore dell’assistenza psichiatrica da ben 32 anni!
    Previte
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire

  9. Cristiani per servire
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire
    e-mail previtefelice@alice.it
    Il Presidente
    Gentile Signor Presidente del Consiglio dei Ministri : Per la malattia mentale occorre una vera politica e “ non disinteresse” !

    Nell’indicare in “una vera politica” una maggiore valutazione verso la malattia mentale, un vero ed autentico flagello sociale, il mondo cattolico e della sofferenza ancora una volta ha avuto una profonda delusione per la mancata possibilità di realizzazione di quei provvedimenti legislativi concreti ed attuabili che tutelino il diritto e la dignità dei sofferenti patologie mentali.

    Signor Presidente del Consiglio dei Ministri, abbiamo conosciuto una amara realtà, nell’apprendere che nei 5 Punti Programmatici esposti, oggi 29 settemebre 2010, in Parlamento e né in futuro per tutto quanto avvolge questa grave “problematica”, non vi sarà quella riforma dell’assistenza psichiatrica attesa da ben 32 anni dai sofferenti, dalle famiglie e dalla gente per la propria sicurezza.

    Pur ritenendo giusti quei nodi sociali caldi e lineari espressi nei 5 Punti Programmatici, non condividiamo l’esclusione, ripeto, di quella invocata legge-quadro, , inerente il disagio psichico da tempo auspicata e per la quale eravamo molto fiduciosi.

    Le nostre aspirazioni, i nostri sforzi, i n/s umili “suggerimenti”, condensati in tante Petizioni al Parlamento ed al Governo tendenti ed intesi alla soluzione di questa “problematica”, malgrado siano passati moltissimi anni dalla chiusura dei “manicomi”, questo “ciclone sociale”, questo “bubbone”, questa “patata bollente” non viene risolta malgrado i vari Governi che si sono succeduti a Palazzo Chigi, compreso il Suo Signor Presidente del Consiglio dei Ministri.

    Mah! a tutt’oggi, 29 settembre 2010, non abbiamo riscontrato alcun “movimento” d’iniziativa governativa sulla “materia”, né prevediamo, ripeto, una concreta realizzazione futura, malgrado la notizia di ieri 28 settembre 2010, che un figlio, sofferente psichico, ha ucciso a bastonate i propri genitori.

    Ricordo, in passato, che l’azione rivolta a rendere propositivi gli “interventi” dell’epoca, per quella parte riguardante la malattia mentale,( che non ebbe alcun approfondimento), fu la stesura del “Programma di Azione del Governo per le politiche dell’handicap 2000-2003 del 28 luglio 2000”, approvato dal Consiglio dei Ministri su proposta dell’allora Ministro della Solidarietà Sociale On.Livia Turco (così come si rileva dal Testo della Presidenza Consiglio dei Ministri- Dipartimento Affari Sociali).

    Lo stesso risultato si è riscontrato con l’attuale Suo Governo ! : totale disinteresse!

    Intanto incombe e grava sempre il pericolo nella n/s società.

    Secondo la teoria di Areteo di Cappadocia, medico greco al tempo di Nerone dopo Ippocrate fu il migliore conoscitore di malati, quasi 2000 anni or sono evidenziò il fatto che la malattia mentale “esplodeva” :
    – nei mesi primaverili ed estivi come quelli più propensi per l’instaurarsi della sintomatologia maniacale;
    – nei mesi invernali quelli in cui è facile vedere insorgere la sintomatologia depressiva.

    Oh! quanto sono valide le previsioni degli “antichi”, che ancora oggi, purtroppo, si avverano !

    Un’autentica “lezione”, una prevedibile “attenzione”, un chiaro “monito” che la nostra società, soprattutto le n/s Istituzioni dovrebbero tenere nella massima considerazione.

    A distanza di tempo e malgrado, ripeto, avvenimenti”e “tragedie familiari” quasi quotidiane, ancora una volta dobbiamo constatare che la politica non vuole integrare i sofferenti problemi psichici nei privilegi della società, né iniziare un processo di rinnovamento.

    Solo litigi, disinteresse, sconnessa e dissociata politica.

    Si dimentica, non a caso, che in questa ottica fino oggi i “malati” sono stati ignorati, non considerando le oggettive difficoltà incontrate dagli stessi e dalle famiglie ingannate ed illuse da qualche pseudo promessa elettorale, di qualche coalizione politica, di trasformazione di questa “problematica”. Purtroppo nessun vantaggio è pervenuto per questi sofferenti, per le loro famiglie ed a garanzia della sicurezza dei cittadini.

    E poi si dice che la politica, sopratutto i politicanti difendono la famiglia( ma quale famiglia) ed il bene dell’Italia ( non certo quella delle oneste persone!!!).

    Non mi stanco di ritenere che lo scandalo dei “manicomi” prima e la carenza di pianificazione e programmazione della salute mentale dopo, costituiscono la vergogna del secolo scorso e la pacifica continuazione in questo “duemila.”.

    Quanti sono responsabili della salute pubblica devono trovare e dare un urgente aiuto a questi malati (circa 10 milioni di sofferenti), dei quali tanti si trovano per le strade delle n/s città e tantissimi nelle loro famiglie dove non possono ricevere l’aiuto legislativo- sociale- economico e di quei strumenti efficaci per difendere l’elementare diritto all’accesso alle cure e all’equità nella salute, nel pieno rispetto della loro integrità e dignità.

    Malgrado le “buone intenzioni ed i sagaci suggerimenti”, come al solito, ripeto, finisce il tutto con quelle belle illusorie parole della politica, trionfo dell’ipocrisia, senza passare a leggi appropriate da dove possono scaturire vere e valide soluzioni.

    Altrimenti, Signor Presidente del Consiglio dei Ministri, sarebbe come cospargere di miele l’orlo del calice delle parole per trovare in fondo l’amaro della delusione.!

    A noi poveri mortali ( non facciamo politica dì alcun genere!) resta solo sperare che il modus vivendi in atto della politica, ( che oggi “dice” e domani il “contrario” di quello che ha detto ) , comporti e susciti l’interesse di qualche Istituzione su una situazione paradossale, nel contempo ridicola ed offensiva, che costituisce una lesione allo spirito di solidarietà e di altruismo della pubblica opinione.

    Signor Presidente del Consiglio dei Ministri : la famiglia italiana è turbata, indignata, preoccupata e non può che esprimere la sua protesta, il suo dissenso e rammarico per come e con quale disinteresse non vengono risolti tali problemi sopra esposti e di enorme rilevanza che investono e coinvolgono la serenità della famiglia stessa e per la sicurezza dei cittadini.

    Previte
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire

    29 settembre 2010

  10. Cristiani per servire
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire
    e-mail previtefelice@alice.it
    Il Presidente
    “ 19° Giornata mondiale del Malato”, stimolo per la cura verso i sofferenti.
    Un riconoscimento al “Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari” nel 25° Anno della fondazione.
    Il 13 maggio 1992 il Santo Padre Venerabile Giovanni Paolo II° istituiva la “Giornata Mondiale del Malato” da tenersi ogni anno, come infatti avviene sempre, l’11 febbraio in cui si ricorda la Beata Maria Vergine di Lourdes.
    Nel Messaggio d’indizione della “19° Giornata Mondiale del Malato” del 21 dicembre 2010, il Santo Padre Benedetto XVI° invita a porre una riflessione nel valutare il mondo della sofferenza, anche di quello dei “più dimenticati od emarginati” e rivolgendosi a costoro ha portato l’esempio come il “ Salvatore alla prepotenza del Male, ha opposto l’onnipotenza del Suo Amore”.
    Essere in ascolto, in grande ascolto, delle necessità degli infermi con una efficiente solidale assistenza e solidarietà, è problema di sanità pubblica di grande attualità avvertito dal Santo Padre, compito che deve essere rispettato per tutti, soprattutto, per il cristiano obbediente alla morale cattolica nell’essere sempre accanto a chi soffre, come la Madre del Salvatore ha fatto ai piedi della Croce.
    Alle grandi conquiste nella tutela della salute, non si possono e non si devono dimenticare i tentativi di legalizzare l’eutanasia, discriminando, per non dire eliminare, le nuove ricorrenti emarginazioni dettate dalle situazioni in cui “vivono” i malati.
    Purtroppo avviene quello che ho chiamato “Budget del ricoverato”, una significativa quanto raccapricciante notizia dove, pare, si tende ad abbandonare al loro destino, dimettendoli dalle strutture ospedaliere, per lo più anziani, disabili psico-fisici od in fase terminale, un “meccanismo” un “risparmio” una “notizia” inquietanti che si può definire, senza tema di smentita, pura eutanasia, una omissione di soccorso. Vedi (http://digilander.libero.it/cristianiperservire/pdf/Petizione%20al%20Parlamento%20Italiano.pdf).

    Siamo di fronte ad una superficiale cultura che sottrae alla ragione il perché si soffre e si muore ed è necessario affrontare con la logica le motivazioni che ogni persona porta nella propria coscienza, mentre va aumentando il permissivismo smodato ed aberrante, con un relativismo che dilaga, mortifica e modifica la dimensione etica della vita.

    E’ essenziale, doveroso, non procrastinabile che le Autorità Sanitarie e Pubbliche adottino opportuna vigilanza al fine di garantire ad ogni persona il diritto a continue e specifiche cure fino al compimento naturale dell’uomo malato.

    Quest’anno la “19°Giornata Mondiale del Malato”, ancora una volta, la vogliamo ricordare non solo come un evento-storico, ma come un rinnovato richiamo, ricordatoci dal S.Padre, alla verifica ed alla considerazione delle necessità di tutti gli ammalati.

    Ma non possono essere dimenticati i familiari, le loro giuste ansie, le loro attese speranze, le loro problematiche necessità, mentre la società civile, malgrado una pseudo solidarietà esteriore, continua a chiudersi nel guscio del proprio egoismo.

    In questo giorno, però, non può essere disatteso il pensiero anche nei riguardi di tutti quegli ammalati, anche cronici, che portano nel loro corpo anche i segni di una grande sofferenza psichica, “situazione”che in Italia è “disattesa” da oltre 32 anni.
    Vedi Petizione Parlamento Italiano 2008 http://digilander.libero.it/cristianiperservire

    Il disconoscere con il silenzio delle Istituzioni questi “malati”, è in contrasto con l’invito del Segretario Generale dell’ONU Ban Ki-moom per la Giornata Mondiale della Salute Mentale dedicata quest’anno al rapporto tra benessere psichico e malattie croniche con stanziamenti e risorse adeguate, segnalando uno squilibrio nella distribuzione di risorse umane ed economiche.
    Nell’istituzione della “Giornata Mondiale del Malato” il Santo Padre Wojtyla si è affidato alla protezione di San Giovanni di Dio, di San Camillo de Lellis fondatori di strutture che da secoli curano ed assistono anche i malati mentali.
    Non si può dimenticare che due Papi diversi, uno polacco, Papa Wojtyla, fedele al Suo spirito battagliero ed alla Sua capacità di relazione con i Governi e la parte laica ; l’altro tedesco, Papa Ratzingher con il tono risoluto, ma nel contempo pacato, sono stati ambedue di pungolo nel quadro politico-sociale per quanto concerne la problematica della sofferenza psico-fisica.
    Gli uomini di buona volontà, soprattutto noi cattolici, siamo chiamati in questa “Giornata” a tenere alta la coscienza della grandezza del carattere e del valore sacro della vita, che nell’odierna società della violenza il rispetto dell’uomo-malato è disatteso, restando sempre indifeso ed amareggia il constatare che malgrado ogni sforzo l’egoismo cresce sempre più.
    Un particolare ricordo ed un fervido ringraziamento da parte del mondo della sofferenza, al contributo dato dai Dirigenti e dal “Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari”, che quest’anno celebra il 25° di Fondazione, sul tema così cruciale come quello del servizio alla persona umana, particolarmente a quella che si trova in situazioni di maggior debolezza e fragilità.
    Le “avversità”, comunque, non devono farci perdere il senso che il Dio della Vita, il Dio Creatore, il Dio della Pace ci ha donato il bene più prezioso : la vita per la continuazione dell’uomo.
    Benedetto XVI° nel terminare il Messaggio per la “19° Giornata Mondiale del Malato” ha invitato” le Autorità Tutte affinché investano sempre più energie in strutture sanitarie che siano d’aiuto e di sostegno ai sofferenti, soprattutto verso i “ più dimenticati od emarginati”.
    http://digilander.libero.it/c\ristianiperservire Previte

  11. Cristiani per servire
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire
    e-mail previtefelice@alice.it
    Il Presidente
    Cardinale Dionigi Tettamanzi : “lascia” la Diocesi Milanese il prossimo 14 marzo?

    In questi giorni nei mass media si parla della successione del Cardinale Dionigi Tettamanzi Arcivescovo della Diocesi più grande d’Italia, il cui Servizio Pastorale resta sempre, comunque, non solo nel cuore dei milanesi.

    Mi permetto di ricordare brevemente il “cammino” dell’Arcivescovo.

    Nato a Renate in provincia di Milano undicenne entra nel Seminario Diocesano di Severo San Pietro, dove iniziò gli studi, completati poi nel Seminario di Vengono Inferiore, dove frequentò i corsi istituzionali di teologia, fino alla Licenza ottenuta nel 1957 e viene ordinato Sacerdote dall’Arcivescovo Giovanni Battista Montini ed inviato a Roma, dove frequenta la Pontificia Università Gregoriana conseguendo il dottorato in Sacra Teologia.

    Rientrato in Diocesi insegna come professore di discipline teologiche nei Seminari minori di Masnago e Severo San Pietro fino al 1966, a Vengono Inferiore insegna Teologia Morale, svolgendo trattati del matrimonio e delle penitenza al Seminario di Milano e all’Istituto Regionale Lombardo di Pastorale sotto il profilo dogmatico-morale e teologia pastorale.

    Consultore del Pontificium Consilium pro Familia, nell’insegnamento si rivelò di una complessa veridicità molto aderente alla realtà per la limpidità del pensiero, ma con una semplicità incisiva nell’esposizione, nella convinzione del Magistero della Chiesa affrontando problemi morali nel campo della vita culturale e sociale.

    Autore di numerose pubblicazioni su varie tematiche di morale generale e speciale, ma gli argomenti principali, fra altri, che sempre ha particolarmente“seguito”, sono 1.) sulla famiglia, (matrimonio, accoglienza dei nascituri, rapporto con i figli; 2.) ; sulla bioetica ( vita, fecondazione in vitreo, eutanasia) e sul mondo della sofferenza, ha reso noto numerosi scritti di alto livello teologico- pastorale e sociale.

    Sulla bioetica ed in particolare sulla possibile introduzione dell’eutanasia, il Porporato nel suo libro che mi ha donato,“Eutanasia, l’illusione della buona morte”, la definisce essere “una esperienza umana tra le più complesse ed inquietanti”, “ perché opprime e comprime la morale cristiana e sociale”.

    Preconizzando i tempi, espone molto chiaramente l’indicazione della tendenza futura ad abbandonare al loro destino per lo più ammalati anziani, disabili psico-fisici, malati terminali, “situazione” che in pratica dopo molti anni ho riscontrato e definito nel 2009 “budget del ricoverato”, una autentica eutanasia “fuori” (per ora a.d. 2011 !) dall’ordinamento giuridico italiano e che considero omissione di soccorso, “oggetto” di mancata risposta da parte del Parlamento Italiano di una mia specifica Petizione (n. 911 al Senato della Repubblica e n.787 alla Camera dei Deputati), che non può più fingere di ignorare e con la massima urgenza di far conoscere la verità.

    Vedere sito internet:

    la interessantissima intervista compiuta argutamente in maniera magistrale a Castiglione di Sicilia (CT) in data 4 giugno 1987, a Mons. Dionigi Tettamanzi da don Salvatore Treffiletti Sacerdote della Diocesi di Acireale :

    I Suoi scritti, come detto sopra, sono pervasi di grande umanità ed al servizio della persona nella sua totalità, soprattutto verso le coppie e le famiglie che possono conoscere, apprezzare e vivere il messaggio risplendente sui valori e sulla responsabilità dell’amore coniugale.

    Il Comitato Permanente della Conferenza Episcopale Italiana il 16 aprile 1978 lo nominò Consulente Ecclesiastico della Confederazione dei Consultori di Ispirazione Cristiana ed ebbi il privilegio e l’onore di conoscere questo grande Sacerdote colpendomi il Suo “cammino” di proficuo intenso lavoro pastorale e sociale “mirato” alla “nuova evangelizzazione”, soprattutto, di tematiche sociali.

    Sul piano prettamente pratico l’uomo Pastore e Teologo, di coerente linearità, attira l’apprezzamento e la simpatia della gente comune, perché guidato da una visione pienamente umana nella realtà quotidiana in una sintesi di una non comune umiltà molto espressiva.

    Nel 1987 fu chiamato a reggere il Pontificio Seminario Lombardo a Roma ed il 1° luglio 1989 dal S:Padre Giovanni Paolo II° viene eletto Arcivescovo Metropolita di Ancona – Osimo.

    Nel 1991 ricopre l’incarico di Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana e nel 1995 nominato Arcivescovo Metropolita di Genova, finché nel 1998 viene nominato dal Santo Padre Giovanni Paolo II° Cardinale di Santa Romana Chiesa per poi diventare Arcivescovo di Milano.

    Un altro grande merito sociale ha destato l’approvazione di tutta la comunità, quello che di fronte alla crisi economica nel 2008 il Cardinale Tettamanzi ha costituito il “Fondo-Famiglia- Lavoro” a favore delle famiglie in difficoltà a fronte della disoccupazione, tutt’oggi in piena applicazione.

    Ricordo con gratitudine la Preghiera per i malati mentali che il Cardinale Tettamanzi ha scritto, dietro mia richiesta quando era a Genova alla guida della Diocesi, città dove ho trascorso molti anni della mia vita.

    Vedi : http://digilander.libero.it/cristianiperservire sotto fotografia del Porporato.

    Un impegno di vicinanza sociale, quella del Cardinale Tettamanzi, che ben merita la qualifica di Missionario e Grande Pastore e che nella Persona ricordo sempre con grande amichevole affetto per aver degnato sempre la mia modesta persona della Sua stima.

    Nel formulare un personale fervido Augurio Eminenza Reverendissima e con la Comunità tutta, siamo certi che tutto quello che ha seminato darà copiosi, fecondi frutti e che il Signore La benedica unitamente a tutti noi.

    Previte
    previtefelice@alice.it

  12. Cristiani per servire
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire
    e-mail previtefelice@alice.it
    Il Presidente
    Tsunami della follia ! I folli episodi avvenuti in questi ultimi tempi, non nascondono la grave dimensione del “fenomeno psichico”. Non hanno insegnato proprio nulla i “casi” accaduti al Santo Padre, all’Onorevole Berlusconi ed a quelle tragedie familiari che continuano ad insidiare il focolare domestico.

    I frequenti e gravi episodi che si verificano nel n/s Paese, quasi giornalmente od a periodi delle stagioni in cui l’anno è diviso, scaturiti dalla stessa matrice di follia di menti psichicamente instabili nei quali bambini giovani anziani donne ragazze e gente comune vittime di incuria violenze ed abusi d’ogni genere, ci lasciano attoniti e sconcertati e con noi l’opinione pubblica.

    I “fattacci” avvenuti, come ci informano i comunicati Radio-Televisivi, dove anche persone da tempo in cura per malattie neurologiche e gravi forme di depressione hanno ucciso, sono crude manifestazioni di una realtà che da moltissimi anni “invadono le cronache dei mass media” e dimostrano l’inconfondibile e grave stato di deterioramento prodotto dal silenzio e dall’incuria delle Istituzioni a prendere sul serio questo grave disagio sociale con opportuni provvedimenti legislativi.

    Cresce e diventa sempre più forte e sentito il bisogno di giustizia, di protezione a fronte di situazioni che procurano paura, insofferenza e delusione per la mancanza di credibili azioni che diano al cittadino almeno la sensazione di essere tutelati, malgrado il meritevole impegno delle Forze dell’Ordine, alle quali devono essere indirizzate parole di plauso per l’impegno di sicurezza, anche giuridica.

    Le n/s generazioni inorridiscono di fronte a questo “mondo moderno” insolvente di rispetto della dignità umana, mentre si fa tanto clamore nell’immediatezza del dramma, per poi voltare pagina e lasciare nel buio dell’angolo della coscienza i diversi scottanti problemi come quelli sollevati dalla malattia mentale.

    Quante “statuette” dobbiamo ancora vedere “sbattere” in faccia all’Onorevole Berlusconi, assistere a persone psichicamente instabili saltare le transenne in San Pietro a Roma per “sbattere” in terra il Santo Padre Benedetto XVI°, o sentire dai mas medi “stragi” che avvengono nelle famiglie? Ma questi “avvenimenti” nulla hanno insegnato?

    Nelle conclusioni riguardanti il sistema psichiatrico in Italia, il “Commissario Europeo per i diritti umani” Gil-Robles nel Rapporto 10/ 17 giugno 2005 al Governo ed al Parlamento Italiano ( Strasburgo 14 dicembre 2005 Comm. DH 2005) raccomandò vivamente :
    a.) richiedere il parere di un medico psichiatra prima di qualsiasi internamento obbligatorio (TSO);
    b.) aumentare i posti offerti nelle strutture e negli ospedali psichiatrici, in particolare per i malati cronici di lunga durata;
    c.) accertarsi che il mantenimento dei malati detenuti negli Ospedali Psichiatrici Giudiziari non sia legato alla mancanza di posti disponibili all’esterno.
    Per la seconda ipotesi (b) se vera la notizia, si tende, e lo ripeto da lungo tempo, ad abbandonare al loro destino ammalati anziani, disabili od in fin di vita, dimettendoli anzi tempo dalle strutture ospedaliere senza una adeguata protezione alternativa.

    Vedere (http://digilander.libero.it/cristianiperservire/pdf/Petizione%20al%20Parlamento%20Italiano.pdf)

    “Lottare contro l’emarginazione di chi soffre di disturbi psichici e sostenere cure e prevenzione con stanziamenti e risorse umane adeguate” è la sintesi dell’invito del Segretario dell’ONU Ban Ki-moon al mondo per la “Giornata mondiale della salute mentale” dedicata nel 2010 al rapporto tra benessere psichico e malattie croniche. Ma chi l’ascolta!

    L’Associazione “Cristiani per servire”, a mia firma, con una nuova Petizione col n.5 assegnata alla 12° Commissione Igiene e Sanità del Senato e n. 6 alla III° Commissione Affari Esteri del Senato della Repubblica e col n.9 assegnata alla 12° Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, ha richiesto, con la massima urgenza e dopo ben 33 anni dalla chiusura dei “manicomi”, una legge-quadro nazionale di riforma dell’assistenza psichiatrica, affinché le singole Regioni possano in maniera omogenea intervenire con provvedimenti legislativi di aiuto alla patologia mentale.

    Rifinanziare le missioni militari,“viaggi” all’estero, inutili e gravose “manifestazioni”ecc. e nella legge finanziaria stanziare una somma insufficiente per la sanità ignorando la salute dei cittadini con problemi di “malattia mentale”, non è amministrare come dovrebbe fare il “buon padre di famiglia”, a fronte di impellenti necessità e priorità come nei casi sopra esposti.

    Debbo ricordare che nei finanziamenti solo il 3,4% del budget è riservato alla cura dei disturbi mentali, di fronte al 7% in Tanzania, il 10% in Australia, il 12% in Inghilterra. Questi dati statistici ci “dicono” come la politica italiana ignora le necessità di risorse per i servizi dopo il fallimento del modello manicomiale.

    Non voler trovare “fondi” per attivare quegli strumenti tecnici per abbattere le molte barriere fisiche e psicologiche atte a permettere l’integrazione dei disabili nella società affinché siano in grado di assicurare un livello di indipendenza e sicurezza o programmare quelle strutture per i disabili psico-fisici che attendono una soluzione da moltissimo tempo, dimostrano, ripeto, un grandissimo disinteresse verso la società e verso quel principio fondamentale di solidarietà etica ( e dico poco!).

    Bisogna stare molto attenti alla sostanza ed accantonare una volta per tutte, restando con i piedi in terra, il “mondo ed il libro dei sogni” ! Ma dove è finita quella “solidarietà sociale”, più volte “esumata”, ma ormai ritenuta dall’opinione pubblica pseudo ed ipocrita da parte di tutti i politici, conclamata anche, nei programmi elettorali ?

    Da secoli sempre in “prima linea” l’uomo in situazioni di sofferenza ha trovato nella Chiesa una attenta risposta cristiana, un crescente spirito di servizio con l’intento di scuotere le coscienze al rispetto della dignità dell’uomo malato.

    “Quando non siamo compresi, consolaci, nell’inquietudine donaci la pace, se siamo ultimi,Tu rendici primi” ( Preghiera dei disabili mentali- Card.Dionigi Tettamanzi giugno 2000 Genova.) Vedi : http://digilander.libero.it/cristianiperservire sotto fotografia del Porporato.

    Un ennesimo appello è rivolto al buon senso del Legislatore Italiano perché trovi una soluzione più confacente alla evidente, anche se latente, gravità di molte delle turbe di cui soffrono i malati mentali, per non dovere ancora “assistere” alla “mattanza di innocenti”, Signor Presidente del Consiglio dei Ministri e Signori della Politica, come quasi giornalmente avviene, sono una impellente priorità ed una evidente necessità!.

    A buon intenditore poche parole bastono !

    Previte
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire

  13. Cristiani per servire
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire
    e-mail previtefelice@alice.it
    Il Presidente
    A.R.Internazionale
    RA 3029 2788 1 IT
    14 marzo 2011

    Petition Team
    Ufficio delle Nazioni Unite
    dell’Alto Commissario per i diritti umani
    Palazzo delle Nazioni
    CH – 1211 Ginevra 10

    Oggetto : Ricorso a firma Previte Francesco per la protezione della dignità umana degli handicappati psichici esclusi dalla “Convenzione per i diritti delle persone con disabilità” dell’ONU.

    Spettabile Ufficio
    Alto Commissario per i diritti umani,

    Lo scrivente Previte Francesco, residente… (Italia), in data 21 aprile 2010 nella sua qualità di Presidente dell’Associazione “Cristiani per servire”, ha inoltrato a codesto Spettabile Ufficio un modello comunicazione inerente una riflessione per esprimere la viva attenzione per la protezione e la difesa della dignità umana verso il mondo della sofferenza, in quanto la “Convenzione sui diritti delle persone con disabilità” dell’ONU (Distr. General 6 dicembre 2006 A/61/611) ha operato una evidente discriminazione tra disabilità fisica ed handicap mentale.

    La salute è un patrimonio inestimabile ed è per tutti fondamentale per garantire la pace e la giustizia tra i popoli.

    La condizione sanitaria dei singoli individui, delle famiglie, delle comunità e delle Nazioni è determinata da variabili situazioni ambientali, psicosociali e sociali, ma spesso da fattori economici che colpiscono la pianificazione, l’attuazione sanitaria ed anche l’accesso alle cure sanitarie con una condivisione di comportamenti ad alto rischio connessi alla salute, ad esempio l’uso disordinato della sessualità, malattie sessualmente trasmissibili tipo l’AIDS, l’abuso di sostanze stupefacenti ed altro, responsabilità congiunte di piani sanitari nazionali ed internazionali.

    Nel campo della salute mentale queste considerazioni assumono una rilevanza particolare tanto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità riporta in 450 milioni circa le persone affette da problemi mentali, circa 900 mila persone si suicidano ogni anno, il 25% dei Paesi non ha una legislazione in materia, il 41% non ha una politica definita per la salute mentale, nei 25% di centri sanitari i malati non hanno accesso ai farmaci psichiatrici essenziali, il 70% circa della popolazione dispone di meno di uno psichiatra per 100.000 persone.

    Il disagio mentale costituisce una vera e propria emergenza socio-sanitaria e colpisce con maggiore frequenza le popolazioni sfavorite da fattori intellettuali, culturali ed economici.

    Quindi una grande necessità di un’azione preventiva delle malattie mentali e non era, quindi possibile, che la comunità internazionale tacesse di fronte a questo grave ed urgente disagio sociale.

    La Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York il 6 dicembre 2006 trovava nei 191 Paesi aderenti un riconoscimento delle “diversità delle persone con disabilità” adottando la “Convenzione sui diritti delle persone con disabilità”.

    L’incontro a più voci, che si inserisce in un cammino di dialogo per offrire alcune riflessioni e sollevare interrogativi al fine di trovare nuove strade da percorrere verso una proficua cooperazione tra iniziative diverse con l’obiettivo del bene comune, non trovò nella mia Associazione non condivisibile :

    1.) il voler associare il disabile con minorazioni fisiche con il malato mentale, perché mentre per il primo sussistono possibilità di inserimento socio-lavorativo, nel secondo si possono attuare prevenzioni cure, possibile inserimento sociale ed affettivo, ma non si possono prevedere tempi di recupero e proposizioni di intendimenti lavorativi (art.27) che richiedono coesione d’intelletto. Quindi la disabilità fisica che lo stesso Preambolo della “Convenzione” considera un concetto in evoluzione, deve essere distinta dall’ handicap mentale, qualora intervengono menomazioni mentali per la sua natura specificatamente e particolarmente psichica;
    2.) la materia riproduzioni e pianificazioni familiari,( artt.23 e 25 ) ci trova non consenzienti con il Consiglio Mondiale di DPI ( Disabled Peoples’ International ) quindi in sintonia ed unicità di riserve con il Vaticano e quanti non approvano queste norme, in quanto pur considerando ottima ed importante la “Convenzione per i Diritti delle Persone con Disabilità” per il miglioramento della qualità della vita per i 650 milioni di persone con disabilità nel mondo, dei quali circa l’80% vivono in Paesi in via di sviluppo, questi articoli autorizzano l’accesso ai servizi riproduttivi, favoriscono le limitazioni delle nascite, l’aborto azione che offende la dignità della persona.

    Se queste “supposizioni” venissero applicate, si tradirebbe il principio fondamentale della “Convenzione”, per dare spazio ad una “forma” di “eliminazione” di persone disabili da definire senza alcun dubbio in eutanasia, una omissione di soccorso e contro l’etica civile.

    Spettabile Ufficio Alto Commissariato per i diritti umani,

    con il Ricorso inoltrato il 21 aprile 2010 ai sensi dell’art.1 comma 1° del Protocollo Opzionale alla “Convenzione sui diritti delle Persone con disabilità” si intende dare quella civile iniziativa che vuol porsi come uno spazio di confronto con la realtà del mondo della sofferenza considerato alla luce di una prospettiva più ampia, nella consapevolezza che solo attraverso una comprensione libera da pregiudizi e luoghi comuni possano svilupparsi in proposte più operative, valide e piene di giustizia sociale, non cadendo nelle tentazioni di interpretazioni relativistiche dei diritti umani od in un applicazione parziale ed ineguale come è avvenuto nella “Convenzione per i diritti delle persone con disabilità” dell’ONU.

    Mi sia consentito di terminare con le parole del poeta Fedor Dostojevskij “ La società va giudicata a seconda del trattamento che riserva ai malati di mente”

    Per queste ragioni chiedo la verifica del Ricorso in oggetto.

    Grato per una cortese risposta nella lingua italiana, porgo deferenti ossequi-

    Previte Francesco

    14 Marzo 2011

  14. Cristiani per servire
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire
    e-mail previtefelice@alice.it
    Il Presidente
    Per i malati mentali, quali prevenzioni socio-legislativi sono in atto?
    Ma cosa vogliono “fare” le Istituzioni ed il Governo Berlusconi?

    Dopo le “mattanze” causate da menti psichicamente instabili, a danno di minori disabili parenti mogli mariti figli (come quanto è avvenuto a Roma a Tor Pagnotta dove la madre depressa e suicida con la figlia al collo ha accoltellato la bambina di 8 anni) o tematiche ricorrenti riguardanti violenza spicciola e continuata tra adolescenti aggressività tra consanguinei dove spesso ci “scappa” il morto, dobbiamo considerarle “azioni aberranti” di degrado culturale che si sono succedute in questi ultimi tempi.

    Ancora una volta riteniamo necessario considerare che l’Italia deve riconoscere e rispettare la disabilità in genere ed in maniera particolare l’handicap psichico a differenza di qualche Stato Europeo dove ogni 3/5 anni rinnova la legislazione in materia.

    E’ Nazione, la nostra, assolutamente inadeguata sul piano preventivo ed assistenziale rispetto a certe patologie psichiatriche.

    In questi giorni si sono verificati casi di stupro sulle donne.

    Non dobbiamo dire si sono verificati, ma bensì sono aumentati i casi di stupro o violenza carnale sulle donne, sulle giovani e perfino sulle fanciulle e sono segnali pericolosi di un malessere che si va generalizzando, dove le Istituzioni rispondono poco, o con silenzio e disinteresse.

    Secondo il codice penale italiano il “reato” carnale consiste nella costrizione mediante violenza a subire atti sessuali. Quindi lo stupro è considerato un grave crimine, un forte trauma chi lo subisce che può portare alla depressione.

    Purtroppo è un “andazzo”, una “moda”, un “delitto” arrivati al punto di assalire, di togliere con violenza, ripeto, la verginità a fanciulle ed in generale ad usare violenza carnale alle donne ed ultimamente, atto veramente vergognoso e vigliacco subito da diverse donne disabili, sono segnali sempre più forti di sofferenza ed insofferenza spesso derivanti da menti non solo perverse, ma psichicamente instabili e malate, circostanze a volte drammatiche.

    Alcuni sorridono a queste “reality” a queste n/s “considerazioni” forse ritenute retrograde, ma la dignità, la vita umana, i valori morali vanno difesi, specialmente e soprattutto quando questi “fattacci” avvengono su donne disabili !

    Sono del parere, anche se lo Stato ed il Legislatore hanno in parte arginato, che necessita un ulteriore aggravamento di pena che aumenti la stessa prima che la situazione divenga esplosiva e pericolosa per l’ordine pubblico.

    Il nostro dovrebbe essere uno Stato che riconosca o sostenga le iniziative che sorgono da parte di quanti uniscono spontaneità e vicinanza ai cittadini bisognevoli dì aiuto,”iniziative” da considerare e tramutare in provvedimenti legislativi, anche alla luce di quanto “dicono” i recenti rilevamenti statistici Istat indicanti che in Italia 1 cittadino su 10 soffre d’ansia e depressione , di cui il 60% sono donne.

    Ma che fine stanno facendo quei valori della nostra etica civile?

    Il contributo al dibattito sulla disabilità in genere e psichica in particolare che si svolge ogni tanto, ma troppo poco, ( per non dire niente !) nei mass media anche europei e per migliorare la qualità della vita delle persone disabili fino al 2015 (obiettivo e Raccomandazione del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa), è sempre auspicabile che abbia spunti di riflessione, di riguardo, di consapevolezza per “vedere” la disabilità fisica, specie l’handicap mentale, in maniera più aderente alla realtà.

    Lo scrivente aveva inoltrato Ricorso n. 44330/06 nel 2006 alla “Corte Europea per i Diritti dell’Uomo” di Strasburgo, vista la inadeguata attenzione della Costituzione Europea, richiedendo una specifica Normativa, Risoluzione o Direttiva Comunitaria sui portatori di handicap psichici.

    Ma il Ricorso, con Sentenza del 4 dicembre 2008, è stato definito “di un diritto invocato inesistente”, mentre la mia richiesta era quella di una Normativa Legislativa uguale e con la stessa validità in tutti i 27 Stati dell’Unione Europea .

    Lascio al lettore ogni commento su questa anomala Sentenza!

    La situazione dei servizi pubblici riabilitativi, in Italia, sono ancora disattesi, con particolare riferimento ad alcune specifiche categorie di disabilità psichica cronica o temporanea .

    Vedere http://digilander.libero.it/cristianiperservire/pdf/Petrizione%20al%0Parlamento%20Italiano.pdf

    Ancora sono insistenti larghe fasce di “necessita”che risultano effettuate in maniera parziale, come patologie derivanti da danni neurologici (ritardi mentali più o meno gravi), da stress, ansia, depressione, epilessia e da problematiche relative per l’età evolutiva, quest’ultima da me “invocata” al Parlamento italiano nonché europeo.
    Sarebbe opportuno valutare che sono impellenti

    1.) strutture residenziali ad hoc una per Regione per pazienti gravi;
    2.) strutture residenziali aperte 24 ore su 24;
    3.) protezione ed appoggio alle famiglie;
    4.) funzionamento delle strutture all’interno degli ospedali

    “situazioni” trascurate dai provvedimenti sanitario-legislativi successivi alla chiusura dei “manicomi”o poco esistenti nei sistemi sociali di accoglienza dei pazienti psichiatrici, specialmente gravi.

    Attualmente in caso di manifestazioni acute della malattia psichiatrica interviene il TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio) consistente nel ricovero coatto per 7 gg, rinnovabile per un periodo complessivo di un mese. Il ricovero avviene in un reparto ospedaliero, se e dove esiste, ed il trattamento è esclusivamente farmacologico.

    Superato il TSO la “persona” dovrebbe essere seguita in strutture territoriali carenti, perché richiedono forti investimenti finanziari, sarebbe necessario, quindi, progettare l’attivazione di più strutture, anche ambulatoriali, in grado di rispondere, in maniera preventiva, a tutta quella fascia dell’handicap mentale, anche della prima infanzia, che attualmente non trova risposta sul territorio.

    E’ augurabile, nonché necessaria, una legge-quadro nazionale, da noi urgentemente invocata, con le Petizioni n.5 e n.6 al Senato della Repubblica e col n.9 alla Camera dei Deputati, richiesta da tempo inoltrata al Governo Berlusconi ed al Parlamento, intesa a mettere in condizione le singole Regioni a legiferare in maniera omogenea, ai sensi dell’art.117 della Costituzione, sulla traccia di quella legge-quadro nazionale, onde tutelare la salute delle persone colpite da disturbi psichiatrici e garantire la sicurezza di tutti i cittadini.

    Queste “necessità”, per il momento, non abbiamo riscontrato né nei programmi dei vari Governi che si sono succeduti alla guida di questo Paese, nè nella impostazione politico dei 5 Punti Programmatici del Governo Berlusconi, né nelle “iniziative parlamentari”.

    Sono “necessità” urgentissime che attendono le famiglie e l’opinione pubblica, onde evitare quelle “mattanze”che quasi giornalmente avvengono nelle nostre città a causa, ripeto, di carenze delle strutture atte alla prevenzione, cura ed eventuale reinserimento sociale di questi soggetti “malati”.

    Per quella fiducia dell’opinione pubblica che, pare goda, ci vuol rispondere Onorevole Presidente del Consiglio dei Ministri ?

    Previte

    http://digilander.libero.it/cristianiperservire

  15. Gentile Signor Direttore
    mi permetto comunicare, per il bene comune, che è auspicabile che si possa arrivare ad una omogeneità d’intenti mirati al concetto della solidarietà, inerente una serie di misure precise ed atte a rimediare ai gravi disagi prodotti dalla malattia mentale in Italia ed in Europa.
    Soprattutto nel provvedere da parte del Parlamento Europeo di una Direttiva Comunitaria uguale e con la stessa validità in tutti gli Stati UE, come prevista da noi da lunghissimo tempo, auspicata e condensata in n/s Petizioni e ripresa dalla Risoluzione 2006/2058 (INI).
    La motivazione di questi n/s interventi e sollecitazioni sono dovute alla carenza nella Costituzione Europea, ( come anche in Italia nella necessaria riforma di una legge-quadro sulla salute mentale), del mancato riconoscimento delle persone portatrici di handicap psichici, che anche in Europa, sono in continua estensione e costituiscono un peso sociale e sanitario non indifferente, costituendo necessaria ed urgente una Risoluzione, Normativa, Direttiva Comunitaria uguale e con la stessa valenza in tutti gli Stati UE. Vedere il n/s web :
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire
    Questa Direttiva Comunitaria è attesa dal mondo cattolico e dalla sofferenza.
    Grazie e porgo un cordiale saluto
    previtefelice@alice.it

  16. Gentile Signor Direttore,
    i malati psichici sono defraudati, le loro famiglie sole, i cittadini temono per la loro sicurezza.
    Ricordando ancora una volta che sono circa 10 milioni i sofferenti di patologie mentali ( dalla depressione primo disordine funzionale della persona, alla schizofrenia ), la famiglia non trova posto dove curare e non segregare il proprio familiare, né può tenere in casa “malati” di questo genere.

    Riconosciamo che i problemi sociali da risolvere sono tantissimi, ma vi è stata e perdura una certa leggerezza nella valutazione di questo grave ed urgente problema sociale che investe, ripeto, anche la sicurezza di tutti i cittadini, in quanto tutti i Governi che si sono succeduti dal 1978 non hanno saputo interpretare questa realtà, mettendo da parte ambizioni e litigiosità per dedicare con umiltà un po’ più di tempo ai problemi connessi di questo popolo di sofferenti.

    La famiglia italiana è turbata, indignata e preoccupata e non può che esprimere la sua protesta, il suo dissenso ed il suo rammarico per come vengono affrontati problemi di enorme rilevanza come questo, che possono alterare l’equilibrio della famiglia stessa.

    Occorre ridare ai valori culturali ed etici il loro primario significato, occorre ridare speranza alla gente, occorre ridare dignità ed umanità, esigenze fondamentali ed autentico gesto sociale per chi offre solidarietà.

    Per questo dobbiamo tutti collaborare per il bene comune.

    Cordiali saluti.

    previtefelice@alice.it

    Cristiani per servire
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire
    e-mail previtefelice@libero.it
    Il Presidente

    La dignità della “pazzia”.

    Ancora oggi, dopo 33 anni dalla emissione, sussiste solo un accademico diverbio sul come “riformare la legge 180”, legge che ha lasciato nel più completo abbandono malati psichici, famiglie e società.

    Le famiglie, inoltre, lasciate nella loro solitudine rischiano di crollare di fronte al “problema”, per cui a volte si assiste ad estremi rimedi, tragedie che quasi quotidianamente apprendiamo, increduli e sbigottiti, dai mass media.

    L’uso della sofferenza, per accrescere l’attrattiva della comunicazione nei mass media ed in quanti cinicamente l’adottano è crudele, molto crudele, in quanto la vita va rispettata creando anche le condizioni perché si sviluppi la giustizia, l’amore verso il prossimo ( da cristiani e non ) ed il rispetto della dignità di tutti, specie dei sofferenti di salute psichica, una vita scarsamente difesa.

    A modesto avviso alla Dottrina Sociale della Chiesa va riconosciuta la funzione di illuminazione e di orientamento del n/s cammino di cristiani o non, ma anche di cittadini, sebbene sia necessario che tali valori vengano vissuti e difesi nel concreto della vita sociale.

    Dobbiamo riconoscere che in primis a tutt’oggi, con finalità pastorali-sociali dai Vescovi dalla Sede Apostolica con il Beato Giovanni Paolo II° e da Papa Raztingher, sono venute parole di richiamo all’incremento d’intervento verso questa grave ed urgente patologia nel mondo, Italia compresa !( GMG Spagna agosto 2011).,

    Un pensiero particolare rivolgo al Cardinale Dionigi Tettamanzi e lo ringrazio di cuore a nome di chi voce non ha per aver aderito alle mie sollecitazioni per comporre la preghiera che ha voluto dedicare agli handicappati psichici :

    ( vedi http://digilander.libero.it/cristianiperservire )

    e che mi ha sempre degnato della Sua personale stima e lo ricordo con affetto per l’impegno prolungato teso a viso aperto, sempre, con coraggio e senza tema di smentita, “nella difesa effettiva dei diritti dei deboli”, che come solitamente ha sempre detto “non sono diritti deboli”.

    Per il resto del mondo delle Istutizioni solo pseuda ed apparente solidarietà !

    E’ pur vero che si sentono facili interpretazioni, come pare sia di moda, “che vagliare ciò che ha funzionato e mantenerlo, e ciò che non ha funzionato va cambiato” riferibile alla legge 180, ma è solo sintesi di un “pensiero” che convince poco l’opinione pubblica e noi con essa.

    Dobbiamo premettere che la n/s Associazione è un organismo volontario, apartitico, senza scopo di lucro, senza “contribuzioni finanziarie” legali, palesi od occulte, ma sospinta da umili principi solidaristici, cristiani e sociali e che quello che “suggeriamo” con le n/s Petizioni è per il bene comune.

    Ma ancora una volta, molto in breve, per una serena valutazione dobbiamo puntualizzare, senza acredine :

    a.) che la malattia mentale da ben 33 anni è lasciata allo “sbando”;

    b.) che la legge 180, priva del Regolamento d’Applicazione, non ha previsto le strutture alternative ed adeguate o se le ha previste (art 7) non in maniera decisa ed operativa ed è allo “sbaraglio” ;

    c.) non ha previsto organizzazione dei servizi, perché non vi è stata una serena valutazione dei limiti terapeutici attuati nell’epoca ( forse ancora oggi vigenti ), stabilendo che la malattia mentale è un problema sociale ed il malato assimilato all’emarginato, all’handicappato, all’anziano non autosufficiente.

    Si evidenzia in breve che quella “legge”:

    ha “ordinato”la chiusura degli ospedali psichiatrici (art.7) lasciando l’applicazione della legge alle Regioni ;
    ha riconosciuto la dignità del malato (art.1 comma 2°) che va curato e non emarginato ;
    non ha garantito assistenza, perché pochi impegni finanziari (art 7 comma 5°), lasciando alle Regioni la “programmazione”ed il “carico” sulle famiglie e sulla società ;
    non ha predisposto sufficienti servizi pubblici e strutture intermedie: come centri diurni, comunità terapeutiche, alloggio, day-hospital, centri di cura e reinserimento nel lavoro, nella vita di relazione negli affetti familiari, riabilitazione sociale, RSA, case famiglia, centri di salute mentale;
    non ha provveduto ad adeguare la normativa penale a quella civile, per i 6 Ospedali Psichiatrici Giudiziari, in contrasto con la stessa legge, con la Costituzione Italiana e da ultimo con il Piano Sanitario Nazionale 2003-2005.
    ancor più nelle carceri è stata carente d’intervento, secondo quanto previsto dal Decreto Legislativo 22 giungo 1999 n. 230 per i “soggetti” con patologie psichiatriche in crescita esponenziale ed anche con il Piano Sanitario Nazionale 2003-2005.

    Ma non è scandaloso dopo ben 33 anni, ripeto, dalla legale chiusura degli Ospedali Psichiatrici. tenere ancora in vita quei vituperati Ospedali Psichiatrici Giudiziari , malgrado Commissioni Parlamentari d’Inchiesta ne hanno accertato la vergognosa situazione?

    Sono rimasti i servizi di diagnosi e cura negli ospedali generali dove il “malato” in TSO resta per 7 giorni e poi rinviato a casa (ai sensi dell’art.35 legge 833/1078.

    Che cosa chiede la n/s Associazione con le Petizioni? In breve, alle chiacchiere, i fatti con : servizi specifici, strutture e cure adeguate.

    Ma è’ necessaria una legge-quadro di riordino dell’assistenza psichiatrica e poi le Regioni con la “devolution” legiferare in conformità ed ai sensi dell’art.117 della Costituzione esaminando e considerando principalmente :

    a.) l’autorizzazione al trattamento sanitario obbligatorio anche in assenza del consenso del paziente , almeno in determinate condizioni ,

    b.) la realizzazione di strutture territoriali di riabilitazione di lunga durata per i casi più difficili da riabilitare, onde evitare che sulle famiglie gravino un carico insostenibile di disagio, costi e pericoli ,

    c.) la prevenzione dei disturbi di comportamento e di psicopatie in età evolutiva , “tematica”, mai affrontata ,

    d.) l’eventuale costituzione di un Fondo Speciale Economico (“Dopodinoi”) che continuiamo a sostenere nelle n/s Petizioni e dotare sostegni economici (“Durante”) alle famiglie sulle cui spalle gravano l’assistenza ai congiunti “malati” ;

    e.) la possibile attivazione della ricerca scientifico-farmacologica sulle malattie mentali ;

    f.) aggiornamento assegni di assistenza: oggi il disabile psico-fisico solo “sopravvive” ;

    f.) deducibilità dal reddito complessivo agli effetti IRPEF delle spese socio-alberghiere, specie di quanti provengono dagli ex-ospedali psichiatrici ;

    g.) riforma Ospedali Psichiatrici Giudiziari in linea con il Piano Sanitario Nazionale 2003-2005 ;

    h.) proibizione della terapia elettroconvulsionante e braccialetto elettronico ;

    i.) aumento posti letto da 15 a 30 negli Enti Ospedalieri ;

    l.) riqualificazione Operatori Sanitari ( Medici ed Infermieri ) ;

    m.) indagini Parlamentari :

    1.) sulla gestione tecnico-economica degli ex-ospedali psichiatrici ;

    2.) sulla sconosciuta destinazione dei redditi finanziari degli ex-malati negli ex- ospedali psichiatrici.

    Questo deve essere puntualizzato in uno specifico “documento d’intenti”, Signori della Politica, per incarnare in una legge-quadro la trasparenza dell’impegno del Governo e del Parlamento.

    Signor Presidente del Consiglio dei Ministri : anche nel perdurare della crisi economica non si può disconoscere quella etica, in quanto questo vuole la famiglia di quanti hanno “disgrazia” di avere un parente “malato” e questo è quello che vuole la pubblica opinione a garanzia della propria sicurezza !

    “ Andiamo avanti con speranza” ( Beato Giovanni Paolo II° ).

    Previte

    http://digilander.libero.it/cristianiperservire

  17. Cristiani per servire
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire
    e-mail previtefelice@alice.it
    Il Presidente
    A <EuroparlRequestFormPetition@europarl.europarl.eu
    Accusiamo ricevuta del v/s messaggio. Provvederemo quanto prima ad inviare una risposta
    sabato 1 ottobre 2011 ore 12.00

    Petizione al Parlamento Europeo.
    Al Signor Presidente
    Parlamento Europeo
    SEDE

    Oggetto : a.) Petizione inoltrata ai sensi del Titolo 5° – art.II-104 della Costituzione Europea e dell’art.227 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea.
    b.) Richiesta d’adozione da parte del Parlamento Europeo di una Normativa, Risoluzione, Direttiva Comunitaria uguale e con la stessa valenza in tutti gli Stati membri della UE.

    Signor Presidente,

    la Costituzione Europea al Titolo 3° art.II-81 pur riconoscendo e rispettando diritti, non ha specificatamente riconosciuta quale persona quella relativa ai portatori di handicap psichici, lasciando agli Stati membri la competenza delle politiche economiche-sanitarie, malgrado che la Commissione Europea “raccomanda” di “attribuire alla salute mentale una maggiore importanza in particolare verso bambini, giovani, persone anziane nonché sul luogo di lavoro” ( risposta alla mia Petizione n.146/99 del 29 maggio 2000 290.531 CM/412554IT doc. prot. 120359 Commissione Europea per le Petizioni.)

    Mi permetto informare che ho ricevuto dalla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo di Strasburgo (CEDH-LIT 1.OR [CD%] PC/ENI/ahu 4 dicembre 2008) la Sentenza di irricevibilità del mio Ricorso rubricato al n.44330/06 del 2 novembre 2006, inoltrato contro la decisione della “Commissione Europea per le Petizioni” inerente la “incompetenza legislativa della UE nel settore della sanità pubblica compresa l’ambito della infermità mentale ( prot.PS/rq [02 Com.PETI (2005)D1087] del 10 gennaio 2005 Commissioni per le Petizioni UE ) e ribadita con prot. SANCO/MH/JS/cd (2006) 340616 del 19 dicembre 2006 dal Presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso che ha riconfermato che “la Commissione Europea non ha alcuna intenzione di proporre una Direttiva sulla salute mentale”.

    L’argomentazione indotta dalla “Corte Europea per i Diritti dell’Uomo” di Strasburgo, per la quale non oso esprimere alcun commento, ma considerare, fatto salvo quello di riaffermare fra i tanti, che i diritti di ciascuno “uniti nella diversità” danno “uno spazio privilegiato della speranza umana” (Preambolo Costituzione Europea ) e che “ogni persona ha diritto alla libertà ed alla sicurezza” (Titolo II° art. II-66).

    E questo non si può negare a nessuno!

    Ma afferma letteralmente la Sentenza di : “un diritto invocato che non figura tra i diritti e le libertà garantiti dalla Convenzione. ( Quale? ) Ne consegue che il Ricorso è incompatibile ratione materiae con le disposizioni della Convenzione ai sensi dell’art.35/3. La decisione adotta dalla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo è definitiva.

    Ma i diritti e le libertà sono garantiti da tutti i Trattati Internazionali !

    La motivazione del Ricorso, inoltrato alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo, era costituita dalla carenza nella Costituzione Europea del non aver specificatamente riconosciuta quale persona, quella relativa ai portatori di handicap psichici che, in Italia come nella UE sono in continua evoluzione e costituiscono un peso sociale e, poco sanitario, non indifferente e richiedente una specifica Normativa, Risoluzione o Direttiva Comunitaria uguale e con la stessa valenza per tutti gli Stati Membri della UE, ed è la riconferma della validità della mia proposizione per la situazione in cui “vivono” i sofferenti psichici “governati” da provvedimenti sociali e sanitari diversificati in Europa.

    Le persone colpite da queste patologie sono da ritenersi, per brevità, vittime in violazione di vari Trattati Internazionali, della Decisione n. 1786/2002 del Parlamento Europeo nel campo della sanità pubblica 2003/2008, della “Dichiarazione dei diritti dell’handicappato mentale” dell’ONU, della “Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità” dell’ONU, della “Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’Uomo” e soprattutto della “Costituzione Europea”, che ha suscitato tante speranze fra i sostenitori dell’integrazione politico-economica al fine dell’elaborazione di una strategia globale su scala comunitaria per la tutela della salute mentale in Europa.

    Una Raccomandazione del Consiglio d’Europa del 2006 per migliorare la vita delle persone disabili dal 2006 al 2015 è stata diramata dal Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa ed è stata rivolta agli Stati membri della UE con l’obiettivo di integrare i diritti umani, la non discriminazione, le pari opportunità per promuovere un approccio basato sulla dimensione sociale, la salute, la protezione contro le violenze e gli abusi alle persone disabili che hanno bisogno di assistenza elevata.

    A volte i trattamenti sanitari diversificano nei Paesi UE e la creazione di un quadro di riferimento comunitario per i servizi sanitari transfrontalieri ai cittadini europei potrebbero garantire una maggiore certezza del diritto a favorire la cooperazione tra i sistemi sanitari degli Stati membri, di cui non si può tralasciare la malattia mentale disattesa dalla Costituzione Europea, dal contrasto delle sopracitate Dichiarazioni e dal considerare che la Commissione Europea è Istituzione in Europa investita dai Trattati ( art.192.2) del potere d’iniziativa legislativa nell’ambito delle competenze della UE.

    E’ da rilevare che lo stesso Parlamento Europeo si è espresso molto chiaramente nel “Promuovere la salute mentale degli Europei” (Risoluzione del 6 settembre 2006 ), chiedendo l’adozione di una legislazione che sancisca i principi e gli obiettivi della politica in materia di salute mentale e benessere della popolazione, invitando a ricorrere ai fondi europei e sollecitando campagne d’informazione per promuovere la salute mentale ed a destigmatizzarne i disturbi, adottando programmi di prevenzione dei suicidi ed attribuire particolare attenzione ai giovani, agli anziani ed alle condizioni lavorative.

    Una legislazione nuova, Signor Presidente, non potrebbe che alleviare questo disagio sociale e risolvere il problema che attesta la necessità di una urgente ed improrogabile Normativa Comunitaria di riorganizzazione dell’assistenza psichiatrica ed il Parlamento Europeo ne deve tener conto perché sia tenuta nella migliore considerazione l’esigenza dei malati e delle loro famiglie a tutt’oggi lasciate sole e per la sicurezza di tutti i cittadini.

    E’ quanto mi permetto richiedere alla solidarietà di tutto l’Europarlamento, affinché il Consesso possa adottare una Normativa d’adeguamento comunitario ritenuta necessaria ed urgente e di uguale validità in tutti gli Stati UE, attesa da molto tempo dall’opinione pubblica.

    Signor Presidente garantendo in maniera legislativa la tutela della salute di tutti i sofferenti psichici europei, cittadini come gli altri che necessitano ed abbisognano più degli altri di promozione della loro dignità e dei loro diritti, si garantisce la sicurezza dei cittadini UE e come diceva Dostojevskij una società va giudicata a seconda del trattamento che riserva ai malati di mente, poiché bisogna “guardarli” come persone e non solo come portatori di patologie più o meno gravi.

    In attesa, porgo deferenti ossequi.

    Previte
    Previte Francesco
    previtefelice@alice.it
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire

    01/10/2011

  18. Cristiani per servire
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire
    e-mail previtefelice@alice.it
    Il Presidente
    Il settore psico-fisico della sanità italiana da troppi anni “vive” tra ipocrite demagogie . Purtroppo !!!.
    Una sentenza dell’Alta Corte Britannica condanna” il budget dell’ospedale”, che in Italia equivale al ” budget del ricoverato”, una autentica omissione di soccorso, una eutanasia imperante, un negato diritto alla vita !

    Una volta, lo ripeto spesso a me stesso a mo’ di ricordo, mi colpì una frase di un disabile (Hpress Monza pag.50 del 31.1.2004) :“L’Italia non deve fare discriminazioni. Per me non è una condanna essere disabile, lo è essere italiano” !

    Frase molto pesante, ma, purtroppo, vera!

    Coloro che gestiscono la “res pubblica” non possono continuare a restare sordi a questo accorato grido di dolore di un singolo, esso raccoglie l’amarezza di una vasta moltitudine.

    Debbo ricordare che il principio del rispetto della dignità del disabile fisico e dell’ handicappato psichico, titolari di diritti nei suoi aspetti sanitari e sociali, è garantito dalla Costituzione Italiana, in specie dall’art.32, e la loro situazione, come quella di tutti i cittadini, deve ottenere una grande attenzione sul piano sociale e legislativo: ( vedi mio intervento alla Radio Vaticana sulla “Giornata della depressione” avvenuta nella Sala Verde di Palazzo Chigi al Governo Berlusconi, “Rubrica Interviste” sito http://digilander.libero.it/cristianiperservire n. 14 del 16 marzo 2005 ).

    Il 30 marzo 2004 presso la 12° Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati era stato ripreso, dopo mesi di accese discussioni l’esame del provvedimento legislativo in materia di riorganizzazione della tutela dei malati di mente con il Testo Unificato Burani- Procaccini, nel quale era abbinata la n/s Petizione n.23. ( vedi sull’argomento “Rubrica Interviste” Radio Vaticana n. 7 del 3 novembre 2002 nel sito http://digilander.libero.it/cristianiperservire )

    Ma quel Testo Unificato e Concordato fra le parti politiche finì in maniera alquanto misteriosa.! Il Presidente della Camera di allora On.Pier Ferdinando Casini non ha mai risposto, anche tutt’ora, alle mie richieste di conoscere il perché di questa omissione.

    Risultato : la tematica della malattia mentale è sparito completamente dall’agenda parlamentare ed è tale oggi novembre 2011 ! Perché ?

    L’ultima Relazione trimestrale ai sensi dell’art. 1 comma 24 della legge 23 dicembre 1996 n 662 inerente la malattia mentale, aggiornata al 30 giugno 2004 presentata al Parlamento Italiano dal Ministro della Salute, risale al 21 gennaio 2005 ! Non se ne conosce altre!

    In essa sono documentati tutti i programmi di superamento ex-manicomi. in favore di strutture residenziali, come luoghi di destinazione elettiva e rapportate le iniziative adottate a livello nazionale e regionale sulla chiusura degli ospedali psichiatrici e sulla attuazione del Progetto-Obiettivo “Tutela della salute mentale 1994-1996”, dove si afferma che “tutti i programmi di superamento degli ex-o.p. pubblici sono stati completati”.

    Domanda alla Politica :

    A.) Perché continuano ad essere ricoverate le persone, dette “residui manicomiali”, nelle ex aree dove sorgevano i “manicomi”?

    B.) Per quale motivo non si avvia una Indagine Parlamentare sulla situazione in atto dell’assistenza psichiatrica in Italia, come richiesta da “Cristiani per servire” al punto 17 della Petizione n. 5 ( 12° Commissione Igiene e Sanità e 3°Affari Esteri del Senato della Repubblica ) e n.9 ( 12° Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati), Petizione abbinata ai progetti di riforma dell’assistenza èpsichiatrica, “ferma” dal 15 aprile 2008 ?.

    C.) Perché si “parla” poco o “male” degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari ?

    Che cosa possiamo ricavare dai dati forniti dal’ultima Relazione?.

    Questi dati non si discostano molto da quanto il Ministro della Salute aveva presentato il 20 ottobre 2003 in Parlamento, quindi semi compatibili con quelli degli anni precedenti. Ma perché nelle Relazioni non si ricordano le persone riconosciute colpevoli di reato, ma sofferenti di problemi psichici “ospiti”negli Ospedali Psichiatrici Giudiziari , come proponeva il Piano Sanitario Nazionale 2003-2005 del Governo Berlusconi ?

    E’ opportuno ricordare che il Senatore Ignazio Marino Presidente della “Commissione Parlamentare per il Servizio Sanitario Nazionale” non perde occasione per “denunciare a parole” la vergognosa situazione in atto sugli O:P:G: e l’On. Leo Luca Orlando Presidente della “Commissione Parlamentare per gli errori della Sanità”, tace sulla situazione malgrado le n/s più e più volte richieste di accertamento della verità.

    Ma vi sono altre situazioni alle quali i due Parlamentari non rispondono alle n/s sollecitazioni, come diritto alla vita che va inserito al primo
    posto e non che prevalga il “budget del ricoverato”, come nel Regno Unito pare vada in “ uso” il “budget dell’ospedale”, che vuole tralasciare, malati terminali, anziani, disabili, ricoverati in ospedale, senza cure costose e straordinarie. ( Alta Corte Britannica Giudice Justice Baker che ha affermato con Sentenza il mantenimento in vita una donna portatrice di handicap. ( Avvenire 29.9.2011 )

    Anche questo è “uno squarcio sconvolgente nell’inferno dei dimenticati”, che avevo supposto con Petizione ( n.911 al Senato e n.787 alla Camera ) del 30 ottobre 2009 al Parlamento Italiano chiedendo un accertamento della verità, ancora senza risposta oggi 2011!

    Vedi anche http://digilander.libero.it/cristianiperservire/pdf/Petizione al Parlamento Italiano.pdf.

    Devo ricordare che anche il Cardinale Dionigi Tettamanzi, già Arcivescovo di Milano, aveva previsto( 4 giugno 1987) l’abbandono al loro destino di anziani senza una adeguata protezione alternativa, una “forma” di eutanasia, anticristiana, un “meccanismo” incivile, una “omissione” di soccorso, che, come pare avvenga in Inghilterra e se vera in Italia ai n/s giorni, offende la dignità della persona, nega il diritto alla vita e costituisce un crudele abbandono del malato, ancor più grave se disabile in tarda età od agonizzante :

    Se i compiti d’azione dei NAS dei Carabinieri sono indirizzati alla tutela dei diritti e della dignità dei “malati”,com’è avvenuto in questi giorni in una struttura residenziale, allora la Benemerita svolge un’opera meritoria ed abbiamo fiducia che continui in questa azione umanitaria, di garanzia giuridica e di “spinta” per la soluzione del gravissimo problema dei disagiati psico-fisici.

    Ma quanti disabili fisici e handicappati psichici vivono in famiglia e quali fattori ostacolano la loro integrazione oggetto di diverse indagini dell’ISTAT ?.

    I dati forniti dall’ISTAT anche se possono sollevare dubbi o perplessità sulla loro reale autenticità, non possono far disconoscere che una buona parte di disabili fisici circa 3 milioni insistono nelle famiglie ( 73% anziani ), 900 mila le persone costrette a letto o su una sedia a rotelle, 1 milione e mezzo le persone costrette a casa con gravi handicap, come pure una grossa percentuale di malati psichici il 20% circa (quasi circa 10 milioni) soffrono di disturbi psichici e secondo l’ISTAT il 15% colpisce gli uomini ed il 25% le donne e gravano sulle famiglie e sulla società in genere.

    Direi che attualmente non “vedo” alcuna attenzione da nessuna parte politica (e temo ecclesiale) per il problema dei malati mentali, ma solo per qualche “caso esemplare” trattato in modo patologico da tutte le parti, con nessuna pacatezza d’animo e rispetto per le persone.
    Non bisogna dimenticare le 2000/3000 famiglie che si tengono in casa e curano da anni i loro parenti in stato vegetativo e di cui nessuno ne parla, mettendo totalmente in ombra altre tragedie come quelle dei malati mentali e delle loro famiglie che si devono confrontare quotidianamente con loro.

    La depressione colpisce la popolazione giovanile fra i 18 ed i 30 anni ed il fenomeno acquista, sempre più, il carattere di vera e propria calamità sociale (ISTAT).

    Il disagio mentale colpisce : gli adolescenti in circa 80 mila pazienti; immigrati senza fissa dimora; persone a seguito di fallimento; carenza di lavoro; persone con anomalo inserimento sociale, mentre in Europa 1 cittadino su 3 soffre di disturbi mentali, 1 su 7 di ansia- depressione (da ESEMED ( European study of epidemiology of mental disease) .

    Il 9% su un campione di 1000 italiani nella fascia tra i 15 e 17 anni soffrono di anoressia e bulimia ( Datamedia), 1 su 4 adolescenti fanno uso di droghe ed alcolici ( Eurispes). La schizofrenia e la depressione-ansia colpisce circa il 2% della popolazione di tutti i 5 Continenti.

    Questi pochi dati statistici non ultimi, ma certamente spaventosamente significativi, attestano la necessità di una urgente normativa di riorganizzazione dell’assistenza psichiatrica ed il Parlamento Italiano ( invece di dilungarsi) ne deve tener conto perché sia tenuta nella migliore considerazione l’esigenza dei malati, delle loro famiglie e per la sicurezza di tutti i cittadini, finora, vergognosamente lasciati soli.

    Le tragedie quasi quotidiane che ci forniscono le cronache, originate da menti psichicamente instabili, traggono le loro origini da una chiara sintesi di disagio interno e di un equilibrio mentale inesistente o quanto meno molto carente.

    Quello che purtroppo allarma maggiormente sono i “casi” frequenti che coinvolgono i giovani compresi nella fascia di età dai 4 ai 34 anni che per diversi motivi ed incidenti vari sono condannati ad una invalidità fisica, mentre una percentuale di adolescenti, ripeto, non è esente da disturbi psichici.

    Nei dibattiti parlamentari e nelle leggi finanziarie non sono state riconosciute le urgenze di provvedimenti nei confronti del mondo della sofferenza, le cui difficoltà economiche delle famiglie unite al peso di una assistenza meticolosa e costante rendono insopportabile il vivere quotidiano, cosa che gli aridi dati statistici dell’ISTAT non hanno saputo mettere in evidenza.

    Però assistiamo ad un vortice di parole,( oh! quante !), con i mass media “assenti” alla problematica, a scarsi dati statistici, ad esternazioni quasi fantasiose, anche da parte di coloro che “contano”, perché quelle che dovevano essere le risposte civili alle condizioni violente e brutali dei manicomi, si sono incarnate in un agire di azioni nazionali, regionali ed alle volte locali, che nella maggiore ipotesi sono a soddisfare, forse, gli interessi di privati più che fornire servizi efficaci ed efficienti.

    Forse sono state espresse molte dichiarazioni o proposte da ogni parte, in quel mondo caotico immerso totalmente nel fango di una immoralità diffusa, non bene definito ed in un relativismo caotico che oscilla tra il pubblico-privato e profitto, ma poco disposto a considerare il “malato” e quanti hanno la sfortuna di essergli vicino.

    “Non parliamo”, come dice in maniera molto significativa ed aderente alla realtà la Sig.ra Piera di una ben nota Redazione on line, “ dei media che creano panico ed infondono paura, quando addirittura non spingono con le loro trasmissioni alla rivolta sociale…”.

    A volte “certi” mass media sono portavoce di cose futili, o grancassa di risonanza politiche, o diffusori di un spaventoso relativismo, più che spiegare reali situazioni che a volte assumono una valenza drammatica !

    Si continua a proporre “soluzioni” come “Fiabaday”, lotta allo stigma sociale, al pregiudizio ed a riconoscere nella “1° Giornata Nazionale della Salute Mentale”, che il Ministro della Salute di allora si affannava a dichiarare “ efficienze prioritarie dell’attività del Ministero”, quasi a sottovalutare la pericolosità pubblica di questa malattia tra l’indifferenza dei politici, del Governo e del Parlamento successivi ed “altri”, mentre la vita continua ad essere scossa solo quando un “matto” diventa cronaca di prima pagina !

    Ma uno dei problemi più scottanti di maggior rilievo che affliggono le famiglie dei disabili psico-fisici è l’incertezza del “dopo”, cioè dopo la morte di colui/e che sostiene il peso dell’assistenza, soprattutto per non avere ancora una ragionevole sicurezza o certezza sui vari tempi assistenziali che il proprio familiare, malato psichico o disabile fisico , dovrà affrontare.

    Il “dopodinoi”, cioè gli interventi che si ritengono necessari per garantire l’assistenza ed il sostentamento ai soggetti privi di sostegno familiare e di autonomia, sono necessità inderogabili e non è eccessivo pretendere, nell’epoca di democrazia vigente in Italia rispettosa dei dettami costituzionali, quella risposta a quella parte d’opinione pubblica che crede ancora nei valori irrinunciabili dell’etica sociale.

    La dignità umana va rispettata nella sua essenza, perché il livello di civiltà si misura nel rispetto della persona di ogni persona e non da “Giornate” “Statistiche” o “Convegni politici”, che spesso si va blaterando.

    Le parole di intervento legislativi, Signor Presidente del Consiglio dei Ministri, Signor Ministro della Salute, Signori Assessori Regionali, Signori della Politica, anche se velati da proponimenti pseudo solidaristici che vorrebbero rispondere alle intenzioni, non possono che offrire all’opinione pubblica ed alle famiglie dei disabili fisici e degli handicappati psichici delle fredde e poco utili parole .

    Sono i fatti che contano, contano solo i fatti !

    Previte.

    http://digilander.libero.it/cristianiperservire

  19. Gentile Signor Direttore,
    è comunque necessario ed urgente affrontare una tematica così delicata come la salute mentale.
    Ma in questa “Giornata” non possono essere dimenticati quanti portano nel loro corpo queste sofferenze, ma non possono essere disconosciuti i familiari, le loro ansie, speranze, necessità, mentre la società civile teme per la propria sicurezza, anche se in una pseudo solidarietà esteriore, continua a chiudersi nel guscio del proprio egoismo e di un relativismo sempre più virulento, efficace ed invadente.

    Nella nostra storia contemporanea si vuole introdurre, non più l’assistenza affettuosa al malato, ma un’azione con la quale per una qualunque ragione o logiche di convenienza, si vuol porre fine alla sofferenza per una morte indolore, che non abbiamo alcun dubbio a definire eutanasia.

    Ricordiamoli i sofferenti in questa “Giornata Mondiale della Salute Mentale”, soprattutto che non sia una triste ricorrenza.

    Con deferenti ossequi.

    Previte

    http://digilander.libero.it/cristianiperservire

    Cristiani per servire
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire
    e-mail previtefelice@alice.it
    Il Presidente

    10 ottobre 2011 :”Giornata Mondiale della Salute Mentale.

    La salute oltre che essere il bene più prezioso, è anche tra le preoccupazioni più importanti dell’uomo d’oggi per la sua difesa, cura e promozione sociale.

    Ma spesso é molto “esposta” soprattutto “dimenticata”, che viene alla “luce” da parte dei mass media solo quando si verificano episodi nei quali i “matti” fanno parlare, come l’ultimo episodio accaduto a Viareggio dove un uomo si è “cavato” gli occhi in una Chiesa. “Cosa” da rabbrividire !

    I mass media, quale fumus persecutionis, spesso non sono “microfoni aperti” al riporto delle necessità della gente, anzi, qualche volta, creano panico, infondono paura o spingono le loro “azioni” ad una pseudo, ma possibile, rivolta sociale.!

    In una società violenta, dove pare si stia incamminando la n/s Italia, il rispetto della dignità dell’uomo rischia di eclissarsi sempre più, dove avvengono violenze spesso spicciole come quella di Viareggio, ma anche quelle dove i protagonisti sono adolescenti, aggressività tra consanguinei dove spesso ci scappa il morto, stupri molto ricorrenti, episodi che sono segnali sempre più forti di sofferenza ed insofferenza, spesso derivanti da menti non solo perverse, ma psichicamente instabili, circostanze a volte drammatiche, che lo Stato ed il Legislatore dovrebbero arginare prima che la situazione divenga esplosiva e pericolosa per l’ordine pubblico.

    E proprio per queste ed altre evenienze, viene dedicata, a memoria nella data del 10 ottobre di ogni anno (ora 2011) la “Giornata Mondiale della Salute Mentale “ sostenuta dalle Nazioni Unite, (WFMH- World Federation for Mental Health), per sensibilizzare il pubblico e soprattutto le Istituzioni ( anche Italiane) sui problemi di salute mentale nel mondo, nel ricordo dell’uomo-malato debole ed indifeso, che come tale, non viene “aiutato” dalle risorse globali stanziate ancora insufficienti, come ci ricorda l’Organizzazione Mondiale Sanità, per l’espandersi dell’aumento delle necessità distribuite in maniera difforme tra nord e sud nel mondo.

    IL primo passo di sviluppi legislativi successivi è quello di dare l’avvio ad un’ampio dibattito e portare vantaggi tangibili alla qualità di vita dei cittadini e sulle necessità di una strategia comunitaria dell’Unione Europea sulla salute mentale e le possibili priorità.

    http://digilander.libero.it/cristianiperservire/pdf/Petizione%20al%20Parlamento%20Europeo%201.10.2011.pdf.

    L’Italia è “allineata” con gli altri Paesi Europei per malati con disturbi psichici, con un grosso zero nei provvedimenti legislativi in questa materia, ma con livelli più bassi di terapie e strutture non sufficientemente appropriate. Purtroppo il budget è di circa poco più del 3,4% per la cura dei disordini mentali e per i servizi dopo il grosso fallimento del modello manicomiale, a fronte dello stanziamento di Bilancio della Tanzania che è del 7%, Australia del 10%, Inghilterra del 12%.

    E’ giusto spendere bene le risorse di Bilancio, ( meno quelle inutili, oh! quante ce ne sono ! ), ma constatiamo che nelle leggi finanziarie italiane il Documento non contiene specificatamente risorse finanziarie per la malattia mentale.

    Che si possa celebrare la “Giornata Mondiale della Salute Mentale” è una motivazione degna di ogni considerazione, ma che si possa aprire uno spiraglio di mutamento nell’attuale situazione italiana è pura utopia, perché è un continuo naufragare in questo modus vivendi, nel mare del silenzio e del disinteresse delle Istituzioni e dei Governi e lo abbiamo constatato nella esposizione in Parlamento “dei fu” 5 Punti Programmatici del Governo Berlusconi dove non viene considerata la situazione critica dei malati psichici.

    Non se ne abbia a male la POLITICA, non esprimo nessun giudizio politico per nessuno, ma constatazione della realtà. E questa alle volte fa male !

    Signor Presidente del Consiglio dei Ministri, Signori Legislatori, Signori della Politica ormai è noto che l’argomento non interessa nessuno, perché nessuno si interessa dell’argomento salvo casi eclatanti per i quali la solidarietà sociale si accende e si spegne nel giro della notte, ma questo non è accettato dal mondo cattolico, della logica morale\ e della sofferenza .

    Previte

    http://digilander.libero.it/cristianiperservire

  20. Cristiani per servire
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire
    e-mail previtefelice@alice.it
    Il Presidente
    Affettività, sessualità, sterilizzazioni, contraccezioni, matrimonio.
    Sono diritti, o forti travagli umani per i disabili fisici e per gli handicappati mentali ?

    Molto spesso e molte domande si pongono i parenti delle persone portatori di handicap psico-fisici.

    Le famiglie sono veramente disperate e consapevoli delle difficoltà materiali ed umane dei loro cari cui vanno incontro nella vita ed anche “dopo”, ma le risposte richiedono molta cautela data la loro importanza !

    Il mondo d’oggi è carico di materialismo, di edonismo e di erotismo più sfrenato e tutto ciò forma un substrato privo di un fondamento morale che non ci stupisce più di tanto, ma ci amareggia il constatare che una realtà sociale come quella in cui “vivono” i sofferenti psico-fisici, trova nelle Istituzioni disinteresse e silenzio in “questa” tanto conclamata solidarietà sociale.

    Questa solidarietà sociale (?) a volte troppo spesso viene “interpretata, sostenuta, supportata a servizio degli animali”, ai quali con tutto il sincero rispetto che nutriamo loro, non possiamo non riconoscere ed evidenziare che sono promossi nella serie A della considerazione giuridica e nella rivoluzione etica, definiti dalla Costituzione Europea nella Parte 3° art.III-121 “esseri senzienti”.

    Queste considerazioni costituiscono una nuova moralità che supera a volte il centralismo dell’uomo, aggiungo che scarseggiano di umanità e dimenticano il valore della dignità umana e dell’essere umano.

    Cerchiamo di esaminare, con molta umiltà e brevità quegli “aspetti” che abbiamo indicato nel titolo di questo nostro “dire”, pur tuttavia, devono indurci a riflessioni, perché la defezione e la inadeguatezza della legislazione vigente sulle barriere architettoniche e difficoltà dei disabili fisici e quella esistente in materia di handicap mentale( ultima in Parlamento ! “Nuove norme per la prevenzione, la cura e la riabilitazione delle malattie psichiche” ), non ravvisano questi aspetti di vissuto.

    Si tratta di un argomento molto impegnativo e sicuramente meritevole di grande attenzione sul piano non solo sociale, ma anche morale e legislativo, specie quello sulla eventuale riforma del disagio mentale, dove quel Testo di cui sopra Concordato ed Unificato Burani-Procaccini è sparito misteriosamente dall’Agenda Parlamentare dal 2005 ! Perché ?

    L’Onorevole Pier Ferdinando Casini, Presidente della Camera dei Deputati dell’epoca, grande difensore della Famiglia (?) ci deve ancora rispondere e dire la verità ! ( “Verba volant, scripta manent” : gentile Presidente !

    Tutto ciò ci pone nella condizione di esprimere tutto il dissenso, il rammarico e la protesta alta, chiara, forte delle famiglie all’unisono n/s e della società, per il disinteresse ed il silenzio su questa “problematica” per la carenza di provvedimenti legislativi atti ad adeguare strutture volte alla cura dei “malati”. Qualcuno ne dovrà rispondere alla propria coscienza !

    Purtroppo non si conosce quando sarà possibile l’inizio dell’iter parlamentare da parte del Legislatore sulla riforma delle leggi 180 e 833 del 1978 inerenti la malattia mentale, malgrado che venga “sbandierato” ai quattro venti l’inizio di una “nuova era di riforme” di quanto è urgente e necessario per l’Italia, situazione ignorata da tutti i Governi e Parlamento passati e presenti, quest’ultimi che non rispondono alle n/s Petizioni :

    http://digilander.libero.it/cristianiperservire/News2011/050911.htm
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire/pdf/Petizione al Parlamento Italiano.pdf

    comunque é bene precisare senza nessun riferimento a parti politiche . E siamo in democrazia !

    L’Organizzazione Mondiale della Sanità segnala non solo un enorme squilibrio nella distribuzione di risorse per la cura delle malattie mentali e la società europea, in particolare quella italiana, è molto preoccupata per la carenza di interventi di natura legislativa, finanziaria e sanitaria dei servizi pubblici inerenti la salute ed in particolare il disagio mentale.

    In Italia il 3,4% del budget totale dedicato alla Sanità è utilizzato per la cura dei disturbi mentali, mentre n e occorrerebbe il 12, 14 per cento, mentre in Tanzania è del 7%,il 10% in Australia, il 12% in Inghilterra.Uno squilibrio che deve far riflettere.

    http://digilander.libero.it/cristianiperservire/pdf/Petizione%20al%20Parlamento%20Europeo%201.10.2011.pdf. Iscritta nel Ruolo Generale del Parlamento Europeo al n. 1003/2011.

    I dati dell’ISTAT 1994/1999 ( “Indagini multiscopo al domicilio delle famiglie”) e quelli successivi, non possono farci disconoscere che buona parte dei disagiati fisici ( circa 3 milioni) insistono nelle famiglie, come pure una grossa percentuale di handicappati psichici ( circa 10 milioni ) e che tutti gravano sulla società, sulle loro famiglie e che le tragedie quasi quotidiane traggono le loro origini da una chiara sintesi di disagio interno e da un equilibrio mentale inesistente o quanto meno molto carente data la mancanza di adeguate strutture, prevenzioni, cure ed inserimento sociale dei “malati” ( là dove è possibile !).

    Quello che purtroppo allarma sono i casi assai frequenti che coinvolgono i giovani nella fascia dai 14 ai 34 anni per i diversi motivi ed incidenti vari sono condannati ad una invalidità fisica o provengono da una insistente tipologia e patologia psichica, non riconosciuti nei dibattiti parlamentari e nelle leggi finanziarie.

    Disconosciute, poi, anche le difficoltà economiche delle famiglie che unite al peso di una assistenza meticolosa e costante rendono insopportabile il vivere quotidiano, “cosa” che gli aridi e bugiardi dati statistici non ci forniscono e non hanno saputo mettere in evidenza, quale il “dopo di noi” ed il “durante”, circostanze a volte drammatiche, spesso non adeguate costose ed a volte del tutto negative, che colpiscono circa il 15% delle famiglie italiane interessate alla disabilità :

    http://digilander.libero.it/cristianiperservire

    Non ricordo in quale giornale ho letto questa frase troppo forte e significativa, ma considerazione che “pesa” e molto:
    “Non mi vergogno di essere disabile, mi vergogno di essere italiano” !!!.

    Continuando nella n/s disanima, sterilizzazione, affettività, sessualità, contraccezione, sono condizioni delicate e difficili da interpretare, specialmente quando vengono ipotizzate da parte dei parenti dei soggetti psico-fisici, relazioni durature che possono sfociare, anche, nel matrimonio.

    La sterilizzazione la possiamo definire una menomazione della persona, specie se handicappata psichica, che “subisce” senza poter esprimere validamente il proprio consenso, una grave violazione della sua libertà e dignità.

    L’affettività e la sessualità vanno affrontate e risolte con apposite terapie e con l’aiuto di personale preparato, problemi che non possono essere risolti con la sterilizzazione, che mira a frenare la diffusione di handicap genetici.

    E’ immorale giustificare tale “forma” perché si arriverebbe a legittimare anche l’aborto terapeutico e nemmeno è accettabile sostenere che la persona disabile o handicappata non è in grado di badare al proprio figlio e la contraccezione è moralmente illecita quando accompagna un atto sessuale voluto allo scopo di evitarne gli effetti.

    Il problema è vasto e la sua intrinseca sostanza umana e sacramentale la lasciamo alla teologia cristiana per chi ci crede.

    Infine nel possibile matrimonio, ricordiamo che nella Dottrina Cattolica questo atto viene considerato come “comunione di tutta la vita ordinata al bene dei coniugi e alla procreazione ed educazione della prole, elevata da Cristo Signore alla dignità di Sacramento”.

    Da ciò ne consegue l’unità e l’indissolubilità del matrimonio che lo pone in essere il consenso e la volontà ( validi principi cristiani ed anche giuridici ) in cui l’uomo e la donna si danno e si accettano reciprocamente con un patto irrevocabile.

    Viene da porsi una domanda : può essere in condizione di valutare questo “atto”di livello intellettivo e volitivo l’handicappato mentale consapevole e responsabile al consenso ? Inoltre l’eventuale prole non ricade poi sulla famiglia e sulla società ?

    Spontanea un’altra domanda per l’uomo e nel caso in cui una donna handicappata rischia di essere violentata, è lecito usare metodologie di sterilizzazione anche per frenare, ripeto, la diffusione di handicap genetici? (vedi SIR n. 88 pag. 7 del 1.12.1999).

    Questo metodo contraccettivo è stato dichiarato un fatto grave nel 1994 dal Parlamento Europeo ritenendo che”…ferite irreversibili non devono essere apportate alle capacità riproduttive degli individui sofferenti di turbe mentali”, concetto ribadito dall’art. 3 della “Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea”.

    Allora è lecito praticare l’aborto senza consenso ? Qui comincia un’altra duplice difficoltà.

    La sterilizzazione o l’aborto non sono forse una precisa menomazione ed una coercizione della persona, della sua libertà, della sua dignità, senza che “l’ammalato” psico-fisico, ripeto, possa esprimere la sua volontà ?

    Certamente non si risolve il problema della sessualità di un portatore di invalidità grave con la sterilizzazione o l’aborto !

    Questa problematica può essere affrontata e risolta, a detta degli “addetti ai lavori”, con apposite terapie e con l’aiuto di personale preparato e sono allo studio, secondo il mondo medico-scientifico, “forme” nelle quali le dimensioni affettiva e sessuale possano aiutare i pazienti.

    Và colpito, infine, il fenomeno clandestino della sterilizzazione se esiste, con controlli appropriati nelle famiglie e nelle strutture pubbliche e private.

    Secondo un Rapporto del Comitato Consultivo Nazionale Francese di Bioetica sulla sterilizzazione, sollecitato dai parenti di questi diversamente-abili, raccomanda che questi ultimi siano seguiti e guidati per i loro problemi affettivi e che le decisioni non siano mai prese solo da una persona, ma da un’equipe con il consenso dello stesso “malato”( là dove è possibile)

    Ma allora come si possono risolvere questi problemi ?

    La risposta può darla, ripeto, la teologia morale e l’applicazione và esercitata dai consultori familiari, meglio se di ispirazione cristiana, educando il soggetto nella sfera della sessualità e nelle manifestazioni degli affetti.

    I diritti umani e civili di queste persone vanno difesi con un Testo Unico sulla disabilità ( promesso dal Presidente Berlusconi ) ed una legge-quadro, auspicata da tempo con Petizioni dalla Associazione “Cristiani per servire” col possibile provvedimento legislativo che non è ancora negli ordini del giorno dei lavori parlamentari della 12°Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati e 12° Commissione Igiene e Sanità del Senato della Repubblica !

    http://digilander.libero.it/cristianiperservire

    A quanti sono “lontani” dalla vita quotidiana( ma quanti ce ne sono !) ed indotti ad un ridotto concetto della vita e della morte, che costituisce una speculazione di basso livello la non interpretazione e considerazione di queste evenienze, è consigliabile una riflessione onesta e non mortificante di quelle necessità sopra descritte, dato il “momento” poco incline e capace di dare risposte concrete alle questioni della vita e della morte.

    Pur nella consapevolezza che la strada da percorrere è lunga e tortuosa, è auspicabile che anche le misure evidenziate costituiscono un passo significativo verso la implementazione ( parola “presa” dal linguaggio politico moderno) di politiche che abbiano veramente a cuore le esigenze dei portatori di disabilità fisica e handicap psichico.

    Quelle giuste incognite urgenti ed umane ipotizzate da parte dei familiari ed attese dal mondo della sofferenza e da quello cattolico ( vero! ) umilmente poste in poca evidenza, è opportuno considerare anche questo lato etico del problema psico-fisico, comunque, di drammatica attualità e gli eventi quotidiani ne sono ampiamente costanti testimoni.

    E come disse il Beato Giovanni Paolo II° : “Andiamo avanti con speranza !”

    Previte
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire

  21. Cristiani per servire
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire
    e-mail previtefelice@alice.it
    Il Presidente
    Si uccide anche lasciando uccidere!
    Nella reclamizzata “Era delle Riforme”, forse alcuni vogliono “propinare” “suggerire” “introdurre” come dove quando morire, fino ad arrivare a rendere legale il diritto di uccidere ! Il “budget del ricoverato” é una mascherata eutanasia? Il Parlamento deve dare una risposta leale, concreta, definitiva !

    Nelle tante vicissitudini che la Torre di Babele della politica sta offrendo in questi n/s tempi, è bene considerare la famiglia quella che necessita di assegni familiari, politiche per la casa, servizi per l’infanzia, ecc., ma non si deve trascurare l’altra faccia della famiglia dove insiste un malato disabile, incurabile od in fin di vita.

    Questa “famiglia” è totalmente dimenticata da “coloro” che dicono di difenderla ! e la mancata considerazione di queste evenienze, significa concedere ed avallare un distorto significato del vivere civile.

    1.) Ventilate notizie provenienti dall’Inghilterra, molto preoccupanti e catastrofiche se vere, ci fanno conoscere che sarebbero stati abbandonati a se stessi malati in fin di vita od in gravissime condizioni di salute, senza alimentazione, idratazione, cure mediche e sedati fino al decesso. Una pubblicazione della Barts and London School of Medicine suppone che i decessi del 17% sono dovuti per dosi sedative. Una nota del The Daily Telegraf Rapporto Patiens Association denuncia che più di un milione di pazienti inglesi ha subito cure scarse (Nhs). Una Sentenza Alta Corte Britannica condanna il budget dell’ospedale .

    Un miscuglio di “proposizioni” “supposizioni” “verità (?)” in barba ai Trattati Internazionali sul valore della vita, in particolare trascurando totalmente l’articolo 25/f della ”Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità” dell’ONU, dove letteralmente si afferma che “ Gli Stati Parte devono impedire il rifiuto dell’assistenza sanitaria o dei servizi sanitari nonché di alimenti o liquidi a causa della disabilità” .

    2.) E’opportuno esaminare se uguale “sistema” stia avvenendo in Italia, come ho definito “budget del ricoverato”, del quale non se ne conosce ancora la verità e che pare assilli i sistemi economici-finanziari degli Enti Ospedalieri.

    A questo proposito ho inoltrato una Petizione al Parlamento per conoscere la verità. Ma ora a distanza di tempo viene spontanea una domanda : perché il Parlamento non risponde alla mia Petizione del 30 ottobre 2009 ? ( la stessa assegnata col n.911 alla 12° Commissione Igiene e Sanità del Senato della Repubblica e col n.787 alla 12° Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati); come pure i numerosi solleciti inviati al Sen. Ignazio Marino Presidente della Commissione “Sul Servizio Sanitario Nazionale” ed all’On. Leo Luca Orlando Presidente della Commissione “Per gli errori della Sanità” [com_sanita@camera.it 6 luglio 2010] lettera 14 giugno 2010, 21 giugno 2010, 14 luglio 2010, forse gravati da imbarazzo da sindrome di Burnout ( un processo di stresssogeno: http://it.wikipedia.org/wiki/Sindrome_da_burnout
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire/pdf/Petizione%20al%20Parlamento%20Italiano.pdf

    Superfluo ricordare : si uccide anche lasciando uccidere !

    Desidero ricordare ( a coloro che non ci “sentono”) che le Petizioni ( art.50 della Costituzione Italiana) sono l’espressione della volontà dei cittadini che in tale maniera esercitano il principio della “sovranità popolare”, (art.1° ), inoltrate al Parlamento, questo ha l’obbligo di una valutazione e risposta ( art.109 Reg.to della Camera dei Deputati ) che nel contesto della mia Petizione ancora non è avvenuto .

    3.) Ora, pare, che si vada affermando il “principio” nel quale le risorse per la sanità sono considerate “troppe”, quindi sarebbe necessario stabilire delle priorità, come quella di concentrare la spesa sui giovani e sui malati acuti, “metodologia” inverosimile, deprecabile, anticivile ed anti cristiana.

    Allora viene spontanea altra domanda : i malati cronici, terminali, disabili psico-fisici, persone anziane: devono morire ?

    Questa cultura dell’apartheid è gravissima se vera, in quanto ingenera nell’opinione pubblica convinzioni devastanti sul piano sociale e civile, nonché diseducative per i giovani, che già sono portati a credere che gli anziani non sono altro che un peso inutile, inoltre in palese contraddizione con la ricerca scientifica dove si cerca di allungare la speranza di vita.

    Ma allora esistono due aspetti dello stesso problema che riguarda tutti : il dovere dell’assistenza ed il diritto di farsi assistere, contraddizioni che comportano un diverso rapporto Stato-Cittadini con taluni escamotage, come quello che ho definito “budget del ricoverato”, che non trova regole statuite, ma è nei fatti una realtà con segnali molto preoccupanti.

    Questa situazione potrebbe derivare, immagino, da quel budget di risorse finanziarie assegnato alle spese sanitarie dalle leggi finanziarie, dal riordino del bilancio pubblico, dalla ripartizione alle Regioni e dalle convenzioni con i nosocomi pubblici e privati, dove la parola d’ordine sarebbe quindi : spendere meno, restringere i tempi di degenza persino per fasce d’età !

    Allora, questi esempi di rilevanza non comune, denunciano non un concetto di malasanità, ma di una sanità molto malata e con essa una politica distorta !

    Purtroppo i mass media “parlano” di malasanità solo per gli interventi chirurgici sbagliati : infatti una patologia organica conta di più di molti malati lasciati a se stessi, perché il disabile fisico, malato mentale od in fin di vita, non contano niente, non portano voti, non interessano nessuno, perché nessuno si interessa al loro stato sociale e sanitario in quanto la speranza di vita di costoro è considerata residua o risolta. Da rabbrividire !

    Facendo una riflessione ed una supposizione : se la spesa sanitaria in malattia per un 30/40enne è di 100, per un 70/80enne invalido anziano od in fase terminale sarebbe il doppio, divenendo un costo sociale elevato, senza benefici per la comunità, una macelleria sociale, senza considerare che talune malattie acute o croniche e quelle patologiche provenienti dalla nascita richiedono prestazioni sanitarie molto costose. Ma allora esiste questa distorsione, questa discriminazione !

    Ed è questo che penso ( non solo!) nell’esistenza vera di quel “budget del ricoverato”, come l’ho “battezzato”, mina vagante nelle corsie ospedaliere italiane e nell’opinione pubblica, dove viene considerata la vita un bene solo se siamo sani e che i malati cronici od acuti gravi, passato quel periodo di validità del budget, sono vite da buttare (eliminare per il supremo interesse del risparmio), mentre i cattolici ( quelli veri !) lo considerano una licenza di uccidere, una eutanasia mascherata, una omissione di soccorso da codice penale, una “considerazione” fuori dal diritto positivo vigente, fin oggi, nell’Italia dell’anno di grazia 2011.

    Per la chiarezza, questa “forma” nulla a che fare con il testamento biologico, essendo quest’ultimo una indicazione di volontà, mentre l’eutanasia è il procurare ad un ammalato la fine della sua esistenza.

    Se le cose stanno così, allora i responsabili devono essere giudicati per il reato loro compiuto e condannati alla massima pena, perché trattasi di delitto, un omicidio premeditato !

    Forse ci vogliono propinare come morire dove, quando e come, sino ad arrivare a rendere legale quanto di astruso si va ingenerando nella gente, una licenza di uccidere ! Altro che indignati ! pur restando “fuori” da riferimenti politici.

    Riassumendo, l’ho chiamato con quasi certezza “budget del ricoverato”, dove per questo si intendono i costi economici totali in uno specifico periodo di giorni per l’assistenza al singolo paziente e la stima dei costi/paziente/unità di tempo moltiplicata per il numero dei pazienti determina il costo totale per la collettività.

    E’ il Parlamento che deve approfondire per far conoscere la verità !

    L’opinione pubblica e noi con essa riteniamo doveroso, essenziale non procrastinabile che il Servizio Sanitario Nazionale, il Ministro del Welfare, della Salute, il Governo, meglio e sopratutto il Parlamento Italiano ( ed anche Europeo) chiarisca il diritto inalienabile di ogni paziente a continue e specifiche cure fino al compimento naturale della vita :

    http://digilander.libero.it/cristianiperservire/News2011/050911.htm
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire/pdf/Petizione%20al%20Parlamento%20Europeo%201.10.2011.pdf. Iscritta nel Ruolo Generale del Parlamento Europeo al n. 1003/2011.

    4.) Ed ora andiamo, in sintesi, al secondo aspetto di uno stesso problema.

    L’Assemblea Generale dell’ONU, al fine di garantire al diversamente abile tutti i diritti inalienabili, ha adottato, richiamando i principi della Carta delle Nazioni Unite, la “Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità”( A/6 /611) e ratificata dal Governo Italiano il 20 febbraio 2009 con Disegno di Legge n.1279 e n. 2121 e convertiti nella legge n. 18 del 3 marzo 2009.

    E’ stato un iter parlamentare molto complesso, assurdo, sconcertante, irresponsabile, sprovveduto ( per il quale mi sono “battuto” a qualunque livello ) in quanto la ratifica della “Convenzione” e del “Protocollo Opzionale” è avvenuta con un provvedimento legislativo “in toto” con la “Convenzione”, senza considerare le condizioni della persona disabile fisico e quella di handicappato psichico, quest’ultimo bisognoso di cure mediche e strutture adeguate e non di proponimenti lavorativi come contempla l’art. 27 della “Convenzione”, offendendo la dignità della persona (art.3/d), oltre il diritto alla vita (art.10) al dovere di garantire a qualunque persona le cure mediche, la nutrizione e l’ idratazione (art.25/f ).

    In breve, purtroppo, la disabilità, proposta dall’ONU e da tutti interpretata, è considerata sia quella che avvolge disabili fisici e quella dei portatori di handicappati psichici. Infatti mentre i disabili fisici sono quelle persone private della forza fisica, gli handicappati psichici devono essere considerati coloro che hanno una difficoltà psicologica, una menomazione della mente prodotta da cause biologiche o ambientali. ( art. 3 legge n.104 del 5 febbraio 1992 tutt’ora vigente!).

    Le diverse Petizioni da me inoltrate al Parlamento ed ai Governi Prodi e Berlusconi non hanno sortito alcun effetto positivo, in quanto “suggerivo umilmente” che con l’art.47 della “Convenzione”, il Governo poteva proporre un emendamento all’ONU per il riconoscimento dell’handicappato mentale ed adottare “leggi appropriate” (di riforma delle leggi 180 e 833/1978 ), come sancisce l’art.4 della “Convenzione”, riconoscendo, per dovere di giustizia da ben 33 anni, il termine di handicappati psichici per la tutela della loro salute, delle loro famiglie e per garantire la sicurezza di tutti i cittadini.

    Purtroppo, se questa metodologia “proclamata” dalla “Convenzione” venisse applicata, tutti i disabili fisici o gli handicappati psichici potrebbero correre il rischio di essere sterilizzati, subire forme di eutanasia, applicazione dell’aborto selettivo, limitazione delle nascite, l’irresponsabilità nei rapporti sessuali, “misure” che offendono la dignità della persona e che negano il diritto alla vita.

    E questo è stata una grossa ed avvilente discriminazione per il mondo cattolico e della sofferenza, che “reclama” ancora oggi 2011 una giustizia sociale !

    http://digilander.libero.it/cristianiperservire/Convenzione.pdf
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire/pdf/Petizione%2003012009.pdf
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire/pdf/Petizione 2008 ONU.pdf

    La Dichiarazione Vaticana del 13 dicembre 2006 ha chiaramente espresso l’utilità della “Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità”, ribadendo, però, la posizione della Chiesa sui concetti della salute sessuale e riproduttiva, ( art.23 e 25 ) ponendo in risalto la dimensione umana del concetto “persona” ( che condivido per un principio non solo cristiano, ma etico e civile) e lavorando “alacremente per farne un testo efficace e sottoscrivibile” e “con criteri diversi, comprensivi dell’eccesso all’aborto”. (Cardinale Lozano Barragan ex- Presidente Pontificio Consiglio Operatori Sanitari per la Pastorale della Salute).

    5.) Nei momenti difficili della vita, specie di quella altrui in cui domina la sofferenza, non possiamo noi membri di una società civile ( compreso il Parlamento) formata soprattutto da cattolici ( quelli veri !), di non restare in scatole chiuse o sull’avventino di un pensiero individuale ed egoistico, ma bisogna avere il coraggio di prendere coscienza della n/s sensibilità interiore, che ci dovrebbe stimolare e spronare a fare una seria verifica per valutare la sofferenza della altrui vita.

    Vogliamo dire con molta umiltà che bisogna continuare su una rete di umanità in un tessuto di coesione per divenire un progetto comune di intenti tanto da farne un nucleo di forte aggregazione così da rendere concreta la dimensione della solidarietà.

    Mai come in questi tempi il mondo cattolico, la S. Chiesa, i suoi Vescovi, il Santo Padre giustamente richiamano l’uomo alla sacralità della vita e mai come in questi tempi l’uomo della strada anela ad una vita sicura, serena, solidaristica.

    Questi “richiami” ci devono indurre ad uscire dalle secche dell’egoismo, verso l’etica dell’amore, della giustizia, della solidarietà, mentre con la scarsa considerazione di “vedute”, mi si perdoni l’ardire, rischiamo di creare un fantasma (il disabile fisico e l’handicappato mentale) senza nome e senza volto che si aggira nelle Istituzioni e di cui tutti, però, se ne vogliono disfare oppure non ne vogliono sapere !

    Dobbiamo rispondere con determinazione difendendo quei valori etici sicuramente non negoziabili in quello che un po’ lungamente ho esposto, ma sicuramente pieni di interrogativi, auspicando che il Parlamento si attivi per far conoscere la verità e rendere giustizia.

    E con le parole del Beato Giovanni Paolo II° : “Andiamo avanti con speranza ”
    Previte
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire

  22. Cristiani per servire
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire
    e-mail previtefelice@libero.it
    Il Presidente
    Disagio psichico : dopo ben 34 anni da quel 13 maggio 1978 il bilancio è deludente.

    Sono trascorsi 34 anni dall’emissione delle leggi 180 (quella che ha” ordinato” la chiusura degli ospedali psichiatrici ) e 833 (quella che ha “continuato” gli effetti negativi della 180), ma nonostante i “provvedimenti tampone” od “altro”, restano invariate le necessità delle vecchie e nuove cronicità che richiedono, anche, interventi ad alta protezione sanitaria e legislativa.

    La salvaguardia della salute mentale, abbisogna di una meticolosa, puntuale normativa di organizzazione di moderne strutture.

    In maniera sempre presente e coraggiosa il S. Padre Benedetto XVI° per la XIV° Giornata del Malato disse : “ La Chiesa intende chinarsi con particolare sollecitudine sui sofferenti, richiamando l’attenzione della pubblica opinione sui problemi connessi con disagio mentale, che colpisce ormai un quinto dell’umanità e costituisce una vera e propria emergenza socio-sanitaria”.

    Alle necessità di quanti convivono, condividono e sono compartecipi di conseguenze derivanti da malattie psichiche, la Chiesa con finalità pastorali affronta il disagio psichico nel mondo, soprattutto in Italia sollecitando le comunità civili ed ecclesiali al richiamo, all’incremento, al riconoscimento ed alla possibilità di intervento verso questa grave ed urgente patologia con parole di sostegno, denuncia ed impegno affinché, come disse il Benedetto XVI° “ non venga meno lo spirito di solidarietà” perché “in molti Paesi non esiste ancora una legislazione in materia ed in altri manca una politica definitiva per la salute mentale”.

    Forse oggi i temi etici o della morale proposti all’osservanza delle norme sono “allentati” e nessuno vuol essere vincolato e nessuno si sente responsabile. In poche parole si assiste ad una solidarietà un po’ superficiale, “condensata” da una esteriorità e da un imperante relativismo, come spesso ci ricorda il Santo Padre, entrambi privi comunque di un substrato profondo.

    L’etica moderna è forse per un invito a trasgredire ed i mass media “spingono” in anomala maniera, verso un senso non di libertà, ma di libertinaggio mentre una volta esisteva la grande virtù di “frenare”. Assistiamo all’affermarsi del fenomeno della frammentarietà delle azioni e per questo è difficile e spesso vana la ricerca di un “senso”.

    “ Non pochi si chiedono se abbia ancora senso porsi la domanda sul senso” ( punto 81 capitolo VII°) scrisse il Beato Giovanni Paolo II° nella Lettera Enciclica Fides et Ratio, una degradazione della ragione senza ricercare la verità.

    Questo “passo” del S. Padre ci invitava e ci invita tutt’ora a raccogliere ed esaminare la realtà in tutta la sua drammaticità, perché oggi il cittadino che continua nella strada della morale ha il timore di perdere quei diritti che fanno parte dell’etica civile, cioè il rispetto della dignità della persona.

    Insistiamo sulle condizioni nelle quali si trovano le persone colpite da disturbi mentali ( circa 10 milioni ), perché la poca attivazione di strutture e servizi territoriali a sostegno dei malati e delle loro famiglie continua, così come per riflesso verso la famiglia in genere “ bombardata” da ogni violenza.
    .
    La preoccupazione imperante nelle famiglie delle persone con handicap psico-fisico è rivolta al futuro, il DOPODINOI pensando al momento in cui i loro cari familiari resteranno soli, il DURANTE per le scarse provvidenze economiche erogate e la perdurante inflazione ed il costo della vita, perché con euro 267,57 mensili non si può far altro che sopravvivere.

    Questo nostro Paese, appesantito da molti e svariati problemi, prigioniero di miserie morali ed egoistiche, di enunciazioni utopiche, di inutili esternazioni, di assoluta incapacità di “vedere” le priorità delle necessità, deve riconoscere che a volte la verità fa male, ma il male è maggiore se non si ricerca la verità sorella della giustizia.

    I tempi troppo lunghi della società non tengono conto del dolore e delle difficoltà dei sofferenti questo grave ed urgente disagio sociale che non possono più aspettare, perchè non esiste una chiave di conciliazione politica per emettere normative di riordino dell’assistenza psichiatrica da troppo tempo attesi per porre riparo ad una situazione prioritaria grave.

    Questa è la n/s speranza, questo il n/s augurio di cristiani, nel ricordo di quel 13 maggio 1978 in cui il Parlamento Italiano approvava la legge che sanzionava che il malato mentale è da curare e non segregare, per aiutare quanti sono nel dolore e nella sofferenza e come cittadini nella forza della solidarietà per ri-prendere il cammino del bene comune.

    Previte
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire

  23. Cristiani per servire
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire
    e-mail previtefelice@alice.it
    Il Presidente
    Quel “ Fondo Speciale Economico” (Dopodinoi) : cosa è ?.

    Il programma del Commissario Straordinario Bondi per le “spending review” ( esame di azione di spesa) ha dichiarato che entro il mese di giugno 4,3 miliardi di euro saranno quelli inerenti i tagli alla spesa pubblica. Fin qui va bene !

    La razionalizzazione della spesa dell’acquisto di beni, servizi da parte della Pubblica Amministrazione verrà diviso tra Stato, Enti Previdenziali, Locali per arginare sprechi, inefficienze, bisogni ritenuti inutili. Fin qui va bene !

    Insomma un criterio di risparmio rispetto agli attuali volumi di spesa. Fin qui va bene !

    Ma se tra questi “risparmi” sono entrati 150 milioni di euro derivati dal gioco d’azzardo previsti per la costituzione di un “Fondo Speciale Economico” detto “Dopodinoi”, somma approvata dalla 12° Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, oggi, sono stati “buggerati” dal Governo Monti . Qui non va bene !

    Forse non sono stati valutati in appieno e con senso di responsabilità quelle “decisioni”, per le quali non è stato considerato il futuro del mondo della disabilità psico-fisica, cruccio delle famiglie, quando questi sofferenti resteranno un giorno senza famiglia e senza una adeguata protezione e garanzia futura, soprattutto per non avere una ragionevole certezza e sicurezza sui vari tempi assistenziali che il proprio familiare dovrà affrontare.

    Questo “risparmio” assoluto, questo “parere” negativo per stringenti vincoli di finanza pubblica, queste deleterie impossibili “motivazioni” espresse dal Sottosegretario di Stato prof. Cecilia Guerra nella disanima del Testo”Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone affette da disabilità gravi prive di sostegno familiare”, ci sia concesso, ha suscitato sconcerto, amarezza, delusione in noi ed in seno alle famiglie di questi “sfortunati della vita”.

    Al punto 5 delle n/s Petizione del 28 maggio 2008 al Parlamento Italiano abbiamo inoltrato il modesto “suggerimento” per l’eventuale costituzione di un “Fondo Speciale Economico (DOPODINOI)”, richiesta tuttora giacente col n. 5 presso la 12° Commissione Igiene e Sanità e n. 6 presso la Commissione Affari Esteri Emigrazione del Senato della Repubblica e n. 9 presso la Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati.

    Questo “progetto” affonda le sue radici specifiche dal 7 ottobre 1998 e lo ricordo per essere stato l’autore di questo Dopodinoi “suggerito” ai precedenti Governi Prodi, Berlusconi (ed anche in ambito Unione Europea ), con altrettante Petizioni a norma dell’art.50 della Costituzione.

    E’ fuori di dubbio che la fondamentale istituzione assistenziale è la famiglia, il più importante “soggetto sociale”, fulcro indispensabile e centrale della vita della comunità. Ma l’età non concede una lunga vita a nessuno quindi, Signor Presidente del Consiglio dei Ministri Monti : non volga lo sguardo da altre parti !

    Il “Dopodinoi” cioè gli interventi che si ritengono necessari per garantire l’assistenza ed il sostentamento ai soggetti privi di sostegno familiare e di autonomia a causa, anche, dei gravi handicap, è una “forma” che non è stata mai valutata sul piano socio-legislativo da nessun Governo.

    Una norma del Regio Decreto n.6535 del 19.11.1889 imponeva alle Amministrazioni Comunali l’obbligo di provvedere al ricovero in istituti delle persone d’ambo i sessi inabilitate al lavoro con infermità croniche o con “difetti” psico-fisici e tali da non essere in grado di procacciarsi quanto era necessario alla loro assistenza ed esistenza. Questa normativa è stata inserita negli artt.154 e 155 del Regio Decreto n.773 del 18.6.1931, ripetitiva in toto di quanto sopra citato e proseguito in tutta la Costituzione Italiana ed Europea.

    Oggi questa “forma”, Dopodinoi, di assistenza si è fatta sempre più necessaria, pressante, profondamente attuale.

    Nel caso di “ricovero di massa”, in quello di “poche unità” quali casa-famiglia, comunità alloggio od “altro”, il Dopodinoi, forse sarebbe in grado di garantire parzialmente l’affetto familiare, in quella solidarietà che pur non trascurando l’ambito della normalità sappia dare quell’aiuto necessario per compensare il deficit di natura organica, motoria e sensoriale.

    Ma cosa è questo Fondo Speciale Economico ( Dopodinoi).

    In poche parole é un possibile Fondo nel quale confluire, ( in unione di adeguati interventi amministrativi da parte delle Istituzioni, come quei primi 150 milioni di euro negati ) quelle parti di patrimonio, risparmi o beni che in eredità andrebbero ai diversamente abili che un giorno resteranno soli, costituendo una base di tranquillità per il futuro di questi “orfani”.

    Un “sistema di vita” che pur essendo, ripeto, extra familiare, si riveli idoneo ai bisogni assistenziali, soprattutto, a quelli esistenziali della persona, per non citare quelle provvidenze economiche sul “durante” che sono mediamente di euro 267,57 mensili, una vera vergogna per un Paese civile come l’Italia !

    Le famiglie di questi “desaparecidos della n/s civiltà” ambiscono e vogliono assicurarsi che i loro congiunti possono vivere in un contesto familiare e cioè in una casa-famiglia od in una comunità alloggio, od altro “coperti” da una tranquillità economica, ipotesi che il Governo Monti non vuole nemmeno iniziare.

    E’ ovvio che per le persone indigenti e sempre cagionevoli di salute, naturalmente non in grado di provvedere alle proprie esigenze, occorre una prestazione di natura assistenziale da parte delle Istituzioni (Stato, Regioni, Provincie, Comuni).

    E’ vero che la legislazione italiana prevede il curatore, il tutore, l’amministratore di sostegno che si assumono l’onere di “amministrare” i beni del disabile, ma se amministrato da un Ente Pubblico ( come sostengo da moltissimi anni !), quest’ultimo sarà sempre operante ed attivo garantendo una naturale continuità che la persona fisica non è in grado di farlo.

    L’opinione pubblica le famiglie e la solidarietà sociale ritengono doveroso da parte del Governo Monti accogliere queste richieste con convinzione, coraggio e con spirito di solidarietà, in quanto non è accettabile che le famiglie di questi “desaparecido della n/s civiltà”, pur considerando le motivazioni e le esigenze economiche della riduzione delle spese del bilancio pubblico, siano dominate dalla paura, diventino preda delle incertezze, pressate dai dubbi e dalla disperazione.

    Il definire, poi, sostegni economici alle famiglie che si gravano dell’assistenza ai pazienti con handicap mentale o disabilità fisica, l’inserimento lavorativo, il sostegno scolastico ed altro, sono temi che le Istituzioni dovrebbero affrontare in maniera efficace, decisiva e senza indugio, meglio che le inutili, qualunquistiche, relativistiche, egoistiche, quanto deleterie baruffe politiche, non degne di un Paese civile !

    Questo è il ricordo che il Governo Monti non dovrebbe dimenticare, per un rinnovamento continuo della società verso valori etici e per il bene comune.
    Previte

    http://digilander.libero.it/cristianiperservire

  24. Cristiani per servire
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire
    e-mail previtefelice@libero.it
    Il Presidente
    Mentre “invadono “ nel Bel Paese le diversioni politiche, ci si domanda : l’odio “elargito”, viene da una battaglia o da una guerra fraticida ? Necessita un bipolarismo puro, sano, sincero ?

    Viene diffuso l’odio, un pericolosissimo veleno, mentre l’avvenimento più ricorrente che si sta sviluppando nel nostro disorientato Paese, è la nascita di Partiti, Espressioni Politiche, Movimenti Politici per scissione od altre motivazioni, che vanno, per ora, ad ingrossare le spese dello Stato. Alla faccia del risparmio pubblico !

    Mentre si discute e si battibecca di diversioni politiche nella grave crisi economica, le famiglie sono chiamate a sobbarcare una situazione economica alquanto precaria di vera nuova miseria e di sostegno ai loro congiunti, anche disoccupati, ma soprattutto quando sono in condizioni di marcata menomazione, come disabili fisici, handicappati mentali, ciechi, ciechi assoluti, sordomuti, lavoratori con drepanocitosi o talassemia major.

    Sono “fenomeni innaturali” la dispersione delle virtù, dell’etica, delle ingiustizie, dell’odio, ripeto, che si va insinuando nella gente, di quello che non è più una “battaglia”, ma è una “guerra” civile, mentre si devono considerare “priorità assoluta” ( guaio dell’Italia a non riconoscerne l’urgenza !) i segnali sempre più forti di sofferenza ed insofferenza che il Legislatore dovrebbe arginare prima che la situazione divenga esplosiva e pericolosa per l’ordine pubblico. Ma è o non è un assalto forsennato alla “diligenza “ dell’onestà e delle necessità ?

    La politica molto impegnata in inutili litigiosità, con l’odio, ripeto, che va “ distribuendo” in maniera allarmante, con situazioni familiari drammatiche, con persone allo sbando, civiltà che va dissolvendosi, trovano le Istituzioni più che disorientate disattente indifferenti, che non percepiscono le priorità sociali soprattutto il diritto alla salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione e non promuovono quelle necessarie iniziative tendenti ad ampliare la qualità della vita, del malato e dei familiari e la tutela giuridica della dignità e del diritto alla vita “dal concepimento alla morte naturale “ ( Papa Francesco 12 agosto 2013 in Brasile) : budget del ricoverato .

    Rafforzare la consapevolezza di cittadinanza europea in merito ai loro diritti, nel 2013 proclamato “Anno Europeo dei cittadini”, è una delle finalità stabilite dalla Decisione del “Parlamento Europeo” e del “ Consiglio” del 23 novembre 2012 dove viene trattata la parità tra uomo e donna, il rispetto reciproco, la solidarietà, il diritto di voto .

    Ed allora in “vista” delle possibili elezioni politiche anticipate, cosa chiede il cittadino italiano ?

    Una nuova metodologia politica per migliorare :

    a.) il Servizio Sanitario Nazionale a favore dei più deboli, poveri, malati terminali, emarginati, anziani, disabili fisici e handicappati psichici ;
    b.) una nuova “ politica economica e sociale “ : verso la sicurezza ( svuotare in primis le carceri dai detenuti stranieri e rinviarli alle loro Patrie galere ); l’ambiente, la pace, la serenità, la giustizia, la famiglia, i giovani, il lavoro, gli inutili costosi referendum ( è il Parlamento la sede naturale per l’emanazioni delle leggi); una efficace regolamentazione in sede UE degli sbarchi a Lampedusa & C.( per cui non è eccessivo pensare che per gli stranieri l’assistenza sanitaria è molto “positiva” mentre per i cittadini italiani è molto “arida”); le spese militari all’estero ( che in riscontro ci ridanno dei morti ); le giustissime “incursioni” dei NAS sui prodotti alimentari e sulle Case di Riposo; i controlli alla ricerca di evasori ( specie nei porti turistici dove vi sono “barchette” lussuose alla fonda); le pensioni d’oro elargite e le “prebende” ai Manager dello Stato; i tantissimi altri problemi prioritari che coinvolgono il popolo ( quello che a volte viene troppo esaltato e poco premiato ? ). Deve finire il chi grida più forte è ascoltato, mentre è doveroso andare verso chi è più debole !
    c.) una “politica nuova “, una nuova legge elettorale, che dia adito all’elettore un risvolto politico che concreta un bipolarismo sano, onesto, sincero !

    Basta con le frammentazioni ! “ La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo “( art.2 della Costituzione) .

    Non si può non rilevare, questo l’opinione pubblica ne ha capito l’entità, come si può andare avanti con quanti, non sapendo politicamente dove andare, cercano di sviare il senso della politica andando contro ogni “cosa”, con una nuova pletora di Partiti, Movimenti, Espressioni Politiche che dicono e non fanno, che sono “cespugli”, “ caverne “, “ antri ”, centri di potere, centri personali di gestione, centri anomali della Repubblica, che “impongono”, relegando l’idealità verso la corruzione, il peculato, la malversazione, la disonestà : un canestro di mele marce, nel quale non è molto difficile trovarne !

    Allora cosa è prioritario ? Semplice e necessario :ci vogliono due Espressioni Politiche, due Simboli Politici, due Parti Politiche che sappiano governare : quando una non và ! passare all’altra !, come ogni Paese civile e democratico, perché la crisi economica grave va risolta da persone capaci e competenti, mentre la crisi politica si può risolvere con la novità, non remota, di quanto detto .

    Non escludiamo il diritto di associazione politica fissato dall’art.49 della Costituzione per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale, ma è da considerare che la sovranità appartiene al popolo, che non “ vede più “ da moltissimi anni sicure finalità di tutela e promozione di benessere sociale !

    Le leggi di Stabilità ed i Dispositivi Legislativi sono parzialmente difensori dei cittadini, anche per quelli colpiti da forme di depressione o da disabilità fisiche che impediscono la “vita”, mentre si cercano motivazioni per “diversioni” politiche, per immergere la n/s Italia nel profondo disorientamento, “dimenticando” le n/s famiglie, i n/s disoccupati, i n/s malati, i n/s senza tetto a causa delle alluvioni, i n/s morti sul lavoro ( che da anni vengono “traditi” senza trovare per i lavoratori una adeguata e sicura legge di protezione ), la riforma fiscale, la “protezione “ sul risparmio ( ma cosa è ?) “carpito” e “buttato” fuori da un concetto illogico dalle Banche, il violato segreto bancario, le tante conclamate Riforme e le imbarazzanti situazioni sociali che vengono ancora una volta “gabbate” , “offese” ed “ignorate” da qualunque Governo !

    Questa è la sintesi di un Paese che invece vogliamo vedere più moderno sul concetto di bipolarismo sano e puro, di vera libertà e non libertinaggio, di politica attiva e non improntata, di vera giustizia e non di ingiustizia, di legalità e non di “ beffe ” legali ed ogni sorta di malvagità, mentre ora è impedito a ri-prendere l’azione, la proposizione, la giustizia, la connivenza civile che costituiscono il senso della vita, del rispetto della dignità umana e della libertà in questa civiltà dell’individualismo e dell’indifferenza sempre più cogente!

    Ma con le parole del Beato Giovanni Paolo II° : “Andiamo avanti con speranza !”

    Previte
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire

  25. Cristiani per servire
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire
    e-mail previtefelice@alice.it
    Il Presidente
    “ Giornata Internazionale della donna “. Ma la donna,“ angelo della” casa, è ancora bistrattata, violentata, percossa !

    “Perché in tutte le culture siano rispettati i diritti e la dignità delle donne” è l’Intenzione di Papa Francesco nelle preghiere per il mese di marzo .

    La “ Giornata Internazionale della Donna ”, che ogni ann0 si celebra l’8 marzo, ci ricorda il dovere di continuare la difesa dei diritti della donna e della valorizzazione della stessa .

    Anche quest’anno devo constatare con sempre notevole amarezza che nessuna Istituzione ricorda ( e se lo fa è un giusto riconoscimento !) l’Onorevole Ines Boffardi, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, nel IV° e V°Governo Andreotti, con l’incarico della “condizione femminile”, che ufficialmente in Italia per prima, ha iniziato istituzionalmente ad affrontare con coraggio a valorizzare la donna nelle sue virtù di persona, con uguali diritti nella società e nelle Istituzioni, con il sostenere, soprattutto, le “quote rosa”, allora disconosciute .

    Anche se mi “occupo” del mondo della disabilità, in primis in questo giorno vorrei ricordare le violenze verso le donne, specie quelle portatrici di disabilità fisica e psichica.

    Purtroppo nel nuovo Governo Renzi, le donne istituzionali non hanno “valutato” la mancanza di quel Ministero 0 di quella Struttura, la cui azione è tesa alla “difesa” della donna ed è strano che non si è ritenuto precipuo il riconoscimento delle Pari Opportunità dei diritti con l’uomo, ancora oggi carenti in alcuni settori.

    Ma è possibile che 62 persone componenti il Governo Renzi non si siano accorti di questa carenza ?

    “ Dare a Cesare quello che è di Cesare a Dio quello che è di Dio ! (Luca 20-25).

    Comunque le conquiste compiute in quei passati turbolenti e cruenti anni, dove il “femminismo” considerava, fra altre, la libertà della donna nell’uso del proprio corpo, era la giusta iniziativa del Governo Andreotti finalizzata al riconoscimento di altri diritti della donna .

    Vorrei ricordare a “coloro”, che dimenticano, le tragedie quasi quotidiane nelle famiglie con l’aumento delle aggressioni, condotte con estrema lucidità e ferocia, sulle donne in circa il 57%, da parte di mariti, figli, compagni, conviventi .

    Lo scorso 25 novembre 2013 si è celebrata la 14° “Giornata Internazionale per l’eliminazione delle violenze contro le donne” istituita dall‘ONU nel 1999, inderogabile per proseguire nella riflessione di questo ormai deplorevole “fenomeno”, specie nella n/s Italia, dove si è spostato con estrema escalation, ripeto, nelle famiglie, anche contro bambini, disabili, persone indifese.

    Ma il diritto alla donna di partecipare alla vita sociale e politica è parzialmente riconosciuto e non del tutto ”svanita” l’abitudine di addossare alla stessa la soluzione dei molteplici problemi, in questi periodi di crisi economica, connessi con la vita familiare oggi sempre più ricorrenti .

    La rievocazione di fattacci in questi giorni ampiamente riportati dai mass media dove con la “scusa giuridica”, come spesso si vuol far apparire, di incapacità dei protagonisti, comunque sono considerazioni etiche sulle quali dovrebbe calare il “sipario” del pietoso silenzio, perché l’attenuante, cioè l’incapacità dell’intendere e del volere, non interrompe l’aggravante per il fattaccio avvenuto.

    Indubbiamente la dimensione del “fenomeno” pare allargarsi in maniera tale che necessita di più consistenti “interventi legislativi”, già parzialmente adottati, per dare risposte alle necessità di congiunti costretti a far fronte quotidianamente a fatti che logorano le loro resistenze fisiche e psichiche in una silenziosa sofferenza”( ecco la meraviglia del’opinione pubblica per il Governo Renzi che ha “dimenticato” i problemi delle donne).

    In assenza di una Struttura del Governo Renzi per la difesa della donna, importante è a livello europeo continuare a proporre soluzioni che tengano sempre conto della specificità dell’essere donna, dei valori conquistati di uguale opportunità, rispetto, promozione e garanzia futura.

    Questo il significato del ricordo dell’8 marzo 2014 nella “Giornata Internazionale della Donna” per evidenziare, anche al Governo Renzi, l’importanza tra altre necessità, di taluni valori fondamentali etici, sociali e dopo politici .

    Il problema femminile non può essere ricordato solo in questa Giornata, ma nella quasi certezza di continuare a proporre soluzioni atte a risolvere anche quelle specificità di essere donna, riconoscendo il loro ottimo lavoro di laboriosità e di ingegno sia nel sociale che nel politico, parità di partecipazione in Italia non ancora efficienti ed efficaci .

    E con le sagge parole del Beato Giovanni Paolo II° : “ Andiamo avanti con speranza !

    Previte
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire

    La nostra Associazione per la promozione sociale costituita nel maggio del 1994 non ha richiesto nè gode di contributi economico-finanziari palesi od occulti.

  26. Cristiani per servire
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire
    e-mail previtefelice@alice.it
    Il Presidente
    “Pregare perché il Signore mandi Preti e Suore liberi da idolatria, vanità, potere e denaro”.
    “Pregare Dio per le vocazioni, perché mandi Preti e Suore con il cuore soltanto per Lui, liberi dall’idolatria della vanità, del potere e del denaro”: è l’esortazione data da Papa Francesco il 3 marzo durante la Messa a Santa Marta.
    Papa Francesco, mentre ricorda il Vangelo dell’uomo ricco e vanitoso che si protrae in ginocchio davanti a Gesù per domandargli quali cose si devono fare per avere in eredità la vita eterna, si chiede se “quest’uomo buono che fin dalla sua giovinezza aveva osservato i Comandamenti”, ha osservato tutto quello che il Signore ha dato all’uomo e se ha tenuto con fede sempre i principi cristiani .
    Allora il Signore, prosegue Papa Francesco, fa una proposta, sempre all’uomo buono, “ vendi tutto e vieni con me a predicare il Vangelo”, ma l’uomo buono sentendo questa affermazione “si fece scuro in volto e se ne andò rattristato perché possedeva molti beni”, perché “era legato ai soldi e non aveva la libertà di scegliere” e restò infelice.
    “Anche oggi”, continua Papa Francesco” ci sono tanti giovani che hanno la vocazione, ma a volte c’è qualcosa “che li ferma”: ed allora fa propria una invocazione “ Signore mandaci, mandaci Suore, Preti, difendili dall’idolatria dalla vanità, dalla superbia, dal potere”.
    Ecco per quanto abbiamo “ sentito” nella Omelia con il riferimento a questo passo del Vangelo, guardiamo con grande interesse quello che ha esposto Papa Francesco con grande coraggio, schiettezza, sincerità sempre e come affronta questo delicato agglomerato di riferimenti, di personaggi, di considerazioni derivanti, che ci lasciano con un minimo momento di interrogare le n/s coscienze, ma nel contempo diventando motivo di partecipazione e condivisione .
    Ricordo l’Italia che ha avuto un grande merito per il passato e cioè quello di aver inviato schiere di Missionari che hanno “impiantato” in maniera fedele il proprio carisma un po’ in tutto il mondo portando la Fede e la Parola di Gesù.
    Noi ragazzi abbiamo cercato nel Signore, veicolati da buoni Sacerdoti, il significato del Vangelo in quei tempi di guerra tempestosi, carichi di odio, di insidie, di pericoli, ma la devozione alla Madonna della Misericordia ( Genova Parrocchia di Santa Fede) ci ha concesso quell’aiuto e ci ha indicato la strada da percorrere, quella strada che ci ha portato a risolvere situazioni assai gravose .
    Oggi il contesto sociale è diverso e pieno di difficoltà e le vocazioni sono un po’ aride, ma ci auguriamo che i giovani Sacerdoti trovino sempre quella “strada” ed abbiano la stessa vocazione e missione di quei Missionari, che attingano sempre alla ricchezza della Parola di Dio, ricordando sempre quel passo del Vangelo citato e di “infiammare” di amore pastorale la loro opera missionaria, allontanando quel imborghesimento di cui fa riferimento, giustamente, Papa Francesco.
    E con le parole del Beato Giovanni Paolo II° :” Andiamo avanti con speranza”
    Previte
    http://digliander.libero.it/cristianiperservire

    La nostra Associazione per la promozione sociale costituita nel maggio del 1994 non ha richiesto nè gode di contributi economico-finanziari palesi od occulti.

  27. Cristiani per servire
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire
    e-mail previtefelice@libero.it
    Il Presidente
    Ma la politica ci sta facendo perdere la libertà, oppure i “ Patti del Nazzareno” ce la fanno ri-conquistare ?

    La situazione politica in Italia non necessita di una “task quirinalizia” per risolvere una crisi economica e morale, ormai è diventata maggiorenne !

    Oggi la politica è un “mestiere”, una “professione”, un “lavoro” che quasi spinge la persona ad entrare nei meandri dei suoi “palazzi”, dei suoi “corridoi”, dei suoi “ambiti “, non per vocazione o per quello di svolgere per il bene comune, ma per raggiungere quei privilegi che derivano dal potere, dimenticando il resto della quotidianità .

    La crisi economica, ci par di capire, è irrisolvibile visto che la gente non ne sopporta più le decisioni negative che colpiscono duramente le famiglie, la povera gente, la gente onesta ! L’odierna politica è ben diversa da quella di qualche secolo or sono dove i “politici”, dilapidavano intere proprie fortune per magnanimità, per amore della Patria, per essere utili, in una parola ( oggi molto usata, ma non praticata !) per il bene comune .

    Oggi, forse a giudicare di quanto succede, si cerca di raggiungere “poteri” , per conquistarsi un “posto al sole” e dove trionfano immagini di persone che si dichiarano, quando è comodo anche cattolici, quale meta di avidità del potere ! Costoro vanno rottamati ! Pochi, ma buoni !

    Per questo motivo si danno da fare per arrivare a quel potere, verso quel detto della buona anima del Presidente Andreotti che amava ripetere “ il potere logora chi non ce l’ha ”, visto che i politicanti, oggi 2014, sono dotati di buoni propositi e di quelli rafforzati ! E che buoni propositi !

    Mentre dall’altra parte, quella della povera gente, del cittadino onesto obbediente ed osservante alle leggi non può che subire umiliazioni, sentire bugie e doversi adattare alla sopportazione, che a volte, invalida la libertà e la dignità morale . Ecco perché la politica è formata da inediti rappresentanti che da troppo tempo cercano di trasformare i n/s paesi e le n/s città !

    Abbiamo bisogno di onesti Politici che ci amministrano per il bene di tutti come li vuole la buona politica, da santi Sacerdoti che sappiano, da buoni Samaritani evangelizzare e non agire come arroganti funzionari, impiegati o dipendenti della Chiesa come dice Papa Francesco “ lasciamoci rinnovare dalla misericordia di Dio” ( S. Pasqua Piazza San Pietro 31 marzo 2013), ma continuando avverte :“Vergognoso chi rende schiavo un essere umano” ! ( Papa Francesco per la 48° Giornata della Pace che si celebra il 1 gennaio 2015 ) . Importante nella vita è il rispetto della dignità dell’uomo .

    La politica ci sta “rubando”uno fra i beni più preziosi : la libertà ! I “Patti del Nazzareno”, non certo quelli che imponevano agli ebrei di astenersi da certe pratiche, ma quelli di “moda politica”, che cercano di “arrampicarsi” e sono quelli che non interessano l’opinione pubblica, quelli che non interpretano le necessità della gente, della povera gente. Quello che ci colpisce di più è la difesa, forse, una volta interpretata dai cattolici . Sono spariti ?

    Ma dove sono ? Forse “coperti” o “timorosi” ? Ma di cosa!

    Il cittadino si domanda, perché i risultati elettorali, a parte la forte astensione dell’elettore ritenuto cattolico o moderato, favoriscono ed agevolano Movimenti o Partiti che possono solo contare sui loro fedelissimi ?

    Questo “intreccio” non soltanto ostacola una efficiente governabilità, ma da ben 67 anni impedisce lo svolgimento della legislatura a tutti i Governi che si sono succeduti in Italia, impone oltre la pazienza del popolo. Ma non impongono la dittatura dei gruppi di potere. Non è forse vero ?

    Necessita urgentemente di soli due Partiti od altre espressioni politiche, come avviene in tutte le democrazie nel mondo, dove è auspicabile che la politica non dia più sfogo ad arroganze, assunzioni di potere, ingiustizie, che i “Patti” non convincono e non rappresentano la volontà del popolo !

    “ Quid est veritas” Quale è la verità ? “ Est vir qui adest ! ” E’ l’uomo che vi sta innanzi ! ” . Cattolici svegliatevi !

    E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II° : “ Andiamo avanti con speranza !”

    Previte
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire

    La nostra Associazione per la promozione sociale costituita nel maggio del 1994 non ha richiesto nè gode di contributi economico-finanziari palesi od occulti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...