Manovra, i conti non tornano

Una notizia di pochi giorni fa è quella che secondo la quattordicesima edizione del World Wealth Report, realizzato da Merrill Lynch Global Wealth Management e Capgemini, in Italia nel corso del 2009 il numero dei ricchi è tornato a crescere.
Il medesimo rapporto non dice che, sempre in Italia, in parallelo, il numero dei poveri è continuato a crescere.
Alla fine dello scorso anno, nel nostro Paese gli individui con un patrimonio netto disponibile per investimenti, con esclusione di abitazione primaria, auto, ed altri beni durevoli, di almeno un milione di dollari (sono questi che il rapporto considera ricchi), sono aumentati del 9,2% raggiungendo il numero di 178.800, rispetto ai 163.700 del 2008.
Il rapporto precisa che nel fare questo calcolo non ha tenuto conto dei capitali rimpatriati con lo scudo fiscale.

Tuttavia il numero di milionari italiani appare essere incredibilmente inferiore a quello reale e di molto.

A conforto di tale nostra impressione basterà il saper fare due più due, una volta letta questa altra notizia:

La Procura Regionale della Corte dei conti della Sicilia ha chiesto ed ottenuto dal Presidente della sezione giurisdizionale un provvedimento di sequestro conservativo per un ammontare fino a 31 milioni di euro, un importo pari all’ipotesi di danno erariale configurato nei confronti di quattro manager della Sanità. I destinatari del provvedimento sono gli ex direttori generali della Ausl 6 di Palermo, Giancarlo Manenti e Guido Catalano, il Capo dipartimento, Salvatore Scaduto, e l’ex responsabile del distretto di Bagheria, Lorenzo Iannì.

L’indagine della magistratura contabile riguarda le somme corrisposte per prestazioni non previste nel tariffario regionale ed erogate dalla ex Ausl 6, tra il 2002 e il 2003, in favore delle cliniche Villa Santa Teresa e Atm di Bagheria, allora di proprietà dell’imprenditore Michele Aiello poi arrestato e condannato in appello a 15 anni e sei mesi di reclusione per mafia nel processo sulle cosidette “talpe alla Dda”.

Aiello, Manenti e Iannì sono stati anche condannati a 4 anni e mezzo per concorso in abuso d’ufficio, nell’ambito dell’indagine sull’accreditamento delle cliniche private dell’imprenditore di Bagheria, in regime di assistenza diretta. Beni immobili, titoli, conti correnti ed emolumenti sono stati sequestrati ai quattro manager, in varie parti d’Italia, a conclusione di una operazione congiunta condotta dai Carabinieri dei Nas e dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Palermo.” – tutto l’articolo qui

Ora io non so se ciò significa che i 31 milioni di euro siano la somma da recuperare e/o la somma nella disponibilità dei quattro, certo è che tanto danno i quattro non l’anno procurato gratis, e che i quattro visto le somme in gioco, senza essere ne imprenditori, ne commercianti, ne immobiliaristi, appaiono essere parte con un qualche fondamento della famiglia dei milionari.

Se provate ora a riflettere su quanti altri casi di questo tipo si verificano quotidinamente, non potrete che convenire con me nel ritenere del tutto infondato quel “178.000 milionari” del World Wealth Report

La considerazione finale è che questo paese tollera e si regge su una immensa ingiustizia fiscale. Solo la conoscenza di quanti e chi sono i ricchi può permettere una reale politica di risanamento dei conti pubblici, tutto il resto è una immensa e colossale presa in giro della stragrande maggioranza del popolo italiano.

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